La protesta degli agricoltori
Un’impresa agricola su tre è a rischio di chiusura, i bilanci aziendali sempre più in rosso, i costi di produzione crescono e con essi gli oneri contributivi. Per molti prodotti i prezzi sono al di sotto del costo di produzione mentre al consumo sono stabili o addirittura in aumento.
Questo, in sintesi, l’allarme lanciato dagli agricoltori durante la mobilitazione ai caselli autostradali di Faenza e Modena e, più tardi, in Piazza Re Enzo a Bologna, dove venivano distribuiti gratuitamente sacchetti di frutta e verdura: “I prezzi all’origine non coprono i costi – spiegavano gli agricoltori – e a queste condizioni tanto vale regalare i nostri prodotti”.
Non solo i prezzi di frutta e ortaggi sono in caduta libera, ma anche il grano, pagato al prezzo di 10 anni fa e l’uva, pagata poco anche se per i vini si prospetta un’ottima annata.
In questo quadro inquietante il rischio di abbandono dei campi da parte degli agricoltori è elevatissimo e la pressione esercitata dal territorio urbano su quello rurale minaccia la sopravvivenza del settore agricolo e la tutela del territorio e del paesaggio. Le difficoltà degli agricoltori, stretti da un lato da introiti sempre più scarsi e dall’altro dall’aumento del valore dei terreni sul piano edificabile, stanno mettendo a dura prova il settore agricolo modenese.
Le responsabilità vengono attribuite ora al potere commerciale della grande distribuzione, ora alla crisi mondiale o alla crescente concorrenza estera tra Paesi produttori.
Gli agricoltori chiedono un confronto con la grande distribuzione per capire i meccanismi che determinano la creazione del prezzo alla produzione. Alcuni di loro puntano il dito contro i Consorzi e le Confederazioni agricole, contro le salate parcelle a carico dei coltivatori associati e gli elevati stipendi dei “burocrati sindacali”; Le Confederazioni a loro volta scaricano sul Governo la mancanza di un’adeguata politica agricola e il Ministro Zaia, dal canto suo, rivendica le azioni finora compiute, come i successi ottenuti sulle quote latte e l’applicazione della legge per la certificazione di provenienza dei prodotti.
Ma cosa ne pensano gli operatori del settore?
Abbiamo chiesto il parere di un agricoltore e del presidente di un importante consorzio del nostro territorio. Due figure e due punti di vista distanti sulla stessa filiera produttiva, che, a sorpresa, risultano d’accordo su alcune importanti riflessioni. (Paola Forghieri)









ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
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