Questioni… di cuore

1 dicembre 2009
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da sinistra, Masini, Nardini, Reggianini, Bastoni, Paltretti, Spinella

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La conferenza sulla salute del cuore che si è tenuta sabato 14 novembre a Piumazzo, in una gremita sala Arci, è stata anche l’occasione per ribadire il concetto di servizio sanitario a Castelfranco e le scelte prioritarie della sanità locale da parte del sindaco Stefano Reggianini.

“Prevenzione: costi o investimenti?” era il tema dell’incontro, organizzato dall’associazione provinciale e distrettuale “Gli amici del Cuore” e dall’assessorato alla Sanità del Comune di Castelfranco, in collaborazione con il Centro Medico Piumazzo, la Farmacia Masini, l’Arci e la Lega dei pensionati di Piumazzo.

da sinistra, Masini, Nardini, Reggianini, Bastoni, Paltretti, Spinella

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Adelmo Bastoni, dirigente dell’associazione “Gli Amici del Cuore”, ha esordito sottolineando le difficoltà che le strutture sanitarie da tempo si trovano a dover affrontare per non disattendere l’obiettivo primario di conferma e consolidamento degli attuali servizi socio-sanitari per i cittadini, nonostante le scarse risorse disponibili. Obiettivo ora meno improbabile da mantenere, in forza alla recente intesa fra regioni e governo che ha portato ad una riduzione dei tagli annunciati per il 2010 da 7 miliardi a 3 miliardi di euro. E’ già un segnale positivo, sebbene resti ancora ampio il divario tra risorse e risposte: per questo, il modello di sanità (non solo a livello locale) deve seguire la logica della “rete”, che punta alla collocazione di alcune specialità per le acuzie nei vari ospedali della provincia e concentra la distribuzione delle risorse alla diagnostica di base, in modo tale da assicurarne la presenza entro i confini di ogni territorio.

Arci di Piumazzo, 14/11/2009

Arci di Piumazzo, 14/11/2009

“Nonostante le difficoltà economiche, la sanità e la programmazione delle risorse devono restare in mano pubblica, inquadrando il discorso in un’ottica di come noi immaginiamo il futuro e la sostenibilità del Paese. – ha sottolineato il sindaco in più riprese – Il diritto alla salute è al primo posto tra i diritti inalienabili, pari alla libertà: non posso pensare ad una società in cui a seconda di chi sei, da dove vieni e a quale classe sociale appartieni, puoi avere accesso ad un servizio sanitario migliore. La sanità deve essere accessibile per tutti, quindi deve restare pubblica: questo è il modello in cui crediamo. Perciò, partendo dal presupposto che chi è vittima di una patologia acuta debba ricevere le migliori cure, occorre immaginare una sanità che dia risposte ai cittadini al di là dei confini territoriali. Non possiamo pensare di avere nell’ospedale di Castelfranco la risposta migliore a tutte le specialistiche, come non c’è in nessun altro ospedale della provincia. – ha proseguito il sindaco – Nel nostro ospedale ci sono due eccellenze provinciali: la riabilitazione cardiologica e la terapia antalgica e negli altri ospedali ce ne sono altre. Una sanità efficiente è quella che per le patologie acute consente ai cittadini di accedere alle migliori cure nella rete ospedaliera provinciale, dove dislochiamo e allochiamo alcune eccellenze. A Castelfranco ce ne sono due e deve mantenerle, mentre pensiamo ad implementare la specialistica ambulatoriale, la diagnostica di base e la chirurgia del day surgery, con un adeguamento delle sale operatorie dove equipe sanitarie dell’Ausl (non di Castelfranco) possano periodicamente operare da noi, programmando gli interventi. Sulla diagnostica di base, la specialistica ambulatoriale e per gli esami basilari, che non sono programmabili, è giusto erogare le risorse e consentire a tutti i cittadini del nostro distretto di avere risposte sul territorio. Eravamo in sofferenza con il centro prelievi e sono iniziati i lavori di ampliamento, penseremo anche al consultorio e poi c’è il punto unico di accesso che fornisce le risposte più appropriate e immediate in base al bisogno di ognuno”.

Fatta questa premessa, sul tema specifico dell’incontro il sindaco ha evidenziato l’importanza della prevenzione, da intendersi come investimento e “risparmio”: “E’ previsto che da qui a 20-25 anni la popolazione mondiale avrà per il 30% più di 70 anni e per il 12% più di 80 anni: questo dato va letto assieme a quello della spesa sanitaria nazionale, secondo cui il 70%, tra farmaci e interventi medici, è destinato alla cura delle patologie croniche. Considerato che il servizio sanitario si deve autosostenere, per restare (come deve) pubblico e visto che le malattie cardiovascolari sono le più diffuse, la prevenzione assume la sua importanza: corretti e sani stili di vita, monitoraggio, screening, giusta informazione e partecipazione”.

ginnastica per il cuore

ginnastica per il cuore

Il prof. Massimo Nardini, cardiologo del Centro Medico Piumazzo, ha evidenziato i fattori di rischio cardiologico, potendo intervenire con la prevenzione a contrastare quelli modificabili: “Primo fra tutti, il fumo. – ha detto Nardini, snocciolando dati di statistiche americane – Un fumatore di 35 anni che fuma un pacchetto di sigarette al giorno e smette, guadagna tre anni di vita. E’ stato provato che una sigaretta sottrae 7 minuti di vita. Altri fattori modificabili sono l’ipertensione, la sedentarietà, la colesterolomia e il diabete. Basterebbe dedicare 30 minuti al giorno all’attività fisica e scegliere cibi meno salati, che i rischi calerebbero.”

La dottoressa Paola Paltretti, dirigente Uisp Bologna, ha illustrato i vantaggi della ginnastica dolce chiamata “Memory training”, coinvolgendo i presenti con una breve dimostrazione pratica. “Dal 1978 organizziamo corsi di ginnastica per gli over 60 con la Uisp di Bologna e contiamo 4.000 iscritti. Questo tipo di ginnastica non è una cura, ma ha l’obiettivo di prevenire la malattia, facendo lavorare insieme corpo e mente, abbinando colori, parole o canzoni ad un esercizio fisico”.

Il dott. Giuseppe Masini, farmacista di Piumazzo e nuovo partner dell’associazione “Gli Amici del Cuore”, ha illustrato come le farmacie possono contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari: “L’art. 9 del DL 1082, approvato dal Senato, inquadra la farmacia all’interno del sistema sanitario nazionale non più come centro di distribuzione, ma come centro di servizi socio-sanitari. – ha spiegato Masini – Punto di forza delle farmacie è la capillarità sul territorio e il servizio notturno. Le farmacie sono in grado di organizzare un servizio a favore del paziente, al fine di individuare forme latenti o non riconosciute di sindrome metabolica, mediante la misurazione di parametri essenziali: peso, altezza, pressione, glicemia, colesterolemia. Il farmacista può svolgere anche il ruolo di educatore alimentare e lavora in sinergia con la medicina di base sul territorio”.

Accorato l’intervento del prof. Gianni Spinella, presidente dell’associazione “Gli Amici del Cuore” e “Conacore”, il quale ha cominciato con una “bella notizia” dal Senato: l’approvazione dello stanziamento di 4 milioni di euro più un milione all’anno per l’acquisto di defibrillatori. “Ma a noi i soldi non interessano. – ha detto Spinella, elogiando il lavoro capillare e di squadra dei volontari dell’associazione nata a cavallo tra il 1992 e il 1993, con 20 persone ora diventate 122 – La prevenzione è un investimento che deve partire dalle scuole: occorre più educazione alla salute e anche la collaborazione dei giornalisti, per fornire informazioni utili e corrette. Ogni anno in Italia muoiono 60 mila persone, morti silenziose e sicuramente evitabili. Di questi 60 mila, il 42% dei decessi è dovuto a malattie cardiovascolari, il 20% agli ictus e il 30% al cancro. Solo il 10% ad eventi funesti. I cardiopatici sono 3 milioni e 300 mila, il 5.5% della popolazione italiana, ogni anno avviene circa un milione di ricoveri e il 23,5% dell’intera spesa sanitaria è destinato a cure farmaceutiche per malattie cardiovascolari, portando i bilanci sanitari ad un rosso cronico. Eppure queste malattie sono prevedibili, ma per la prevenzione si spende troppo poco: in Italia solo lo 0,40% della spesa sanitaria nazionale: siamo sotto al Cile”.

ginnastica per il cuore 2

ginnastica per il cuore 2

Conclusi gli interventi, dal pubblico si è levata una voce con una domanda “provocatoria” rivolta al sindaco: “Che fine farà l’ospedale di Castelfranco?”, di seguito incalzata da un’altra: “Solo un chiarimento: il pronto soccorso di Castelfranco non ci sarà più?”

Il sindaco ha ribadito la logica sostenibile della rete sanitaria provinciale, aggiungendo che “non è il sindaco che decide cosa fare dell’ospedale di Castelfranco, emettendo ordinanze, come ho sentito dire in campagna elettorale. Non funziona così. – ha detto il sindaco – Esiste una conferenza socio-sanitaria partecipata dai 47 comuni della provincia di Modena e dal presidente della Provincia, che assieme alla direzione sanitaria decidono come destinare i fondi. Fino a pochi giorni fa la Finanziaria prevedeva un taglio a livello nazionale di 7 miliardi di euro, che per la regione voleva dire almeno 500 milioni e per la provincia di Modena un taglio di 50 milioni di euro nel triennio. La programmazione si fa anche in base alle risorse. L’ospedale comunque non chiuderà, partendo dal concetto di quello che posso immaginare oggi. Ma non sarà un centro strategico della sanità modenese, perché non possiamo permettercene uno in ogni distretto. Dico anche che sotto il profilo politico abbiamo un ritardo riguardo al fatto che il nostro distretto non è ancora Unione dei 6 comuni. – ha continuato Reggianini – La legge regionale 10 del 2008 parla di finanziamenti destinati all’Unione dei Comuni, il singolo Comune non viene preso in considerazione”.

il prof. Gianni Spinella

il prof. Gianni Spinella

Sul “destino” del pronto soccorso (o punto di primo intervento, come si tiene sempre a precisare), ha risposto in prima battuta il prof. Spinella: “Vuoi morire nel tuo ospedale o rischiare di vivere a 20 km di distanza?” E poi: “E’ sostenibile che in 8 mila comuni ci siano 8 mila e più pronti soccorsi? Ma non ci sono risorse per questo! Noi siamo per sostenere la migliore cura a livello pubblico e perciò da qualche parte bisogna tagliare… Gli ospedali in Italia sono troppi, devono specializzarsi. Per Castelfranco abbiamo voluto due eccellenze che non sono solo per Castelfranco, ma per tutti. Un pronto soccorso che non è né pronto né soccorso, a cosa serve? Il pronto soccorso è un anello di congiunzione tra il territorio e l’ospedale: i pazienti vanno poi indirizzati ai reparti, ma se non ci sono in quell’ospedale, tanto vale portare il paziente direttamente dove può avere le migliori cure. Non facciamo battaglie di campanile! Piuttosto chiederei al direttore generale un’automedica, questo sì”.

E il sindaco ha così concluso: “C’è stata un’epoca in cui avere tanti pronti soccorsi aveva un senso. Oggi questa logica non è più sostenibile. Non è possibile tenere aperto di notte un pronto soccorso, se poi i reparti sono chiusi, a meno che non debba avere funzione di guardia medica, che però c’è già. Un pronto soccorso come si deve non possiamo permettercelo a Castelfranco e non basta tenere accesa la luce fuori per dire che dentro il pronto soccorso c’è”. (Alessandra Consolazione)

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