12 “piccoli ambasciatori di pace” del Saharawi a Castelfranco

26 agosto 2011
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foto di gruppo

Hamed, Jasin, Adda, Hamadi, Hamed Jatri, Mohamed, Manini, Rabia, Hleila, Nastra, Nasima, Horia, Mariam, Fadel e Homar, sono i nomi dei 12 bambini del Saharawi e di alcuni accompagnatori volontari (più l’interprete Fadel Abied) che questa mattina (24 agosto 2011) hanno ricevuto il benvenuto a Castelfranco Emilia da parte del sindaco Stefano Reggianini, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Maurizia Bonora, del presidente di Castelfranco Eventi Franco Maestri e del presidente della Consulta del Volontariato Ilario Salvatori.

sala consiliare 24/8/2011

I bambini, già ospiti presso il gruppo “Pace e Solidarietà” di Nonantola e la Parrocchia di Redù, hanno trascorso l’intera giornata a Castelfranco, a pranzo presso la Polisportiva Arci con il gruppo Passaparola e poi in piscina presso la struttura Komodo.

Reggianini e Bonora

“Obiettivo dell’iniziativa è far conoscere la situazione del loro popolo, esiliato nel deserto a sud di Tindouf, in Algeria, in condizioni di vita molto dure. – ha detto il sindaco – Noi del mondo occidentale abbiamo un obbligo morale in più rispetto ad altri popoli e proprio questo momento di crisi economica e finanziaria ci deve portare a riscoprire le ragioni della solidarietà tra popoli: anche Castelfranco sostiene il piano di pace dell’Onu per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale”.

sala consiliare 24/8/2011

Ilario Salvatori, dopo aver raccontato la favola africana “Perché il sole e la luna vivono in cielo”, ha detto che “la nostra comunità ha sempre dimostrato benevolenza, amicizia, e ha sempre praticato l’accoglienza verso tutti. Soprattutto verso quelle persone che erano, e che sono, in fuga da guerra e miseria, alla ricerca di un mondo migliore e più giusto. – poi, rivolgendosi ai bambini: – Spero che la vostra permanenza, anche se breve, sia piacevole e che tornando alle vostre case serbiate un buon ricordo di noi. Raccontate alla vostra gente quello che abbiamo fatto e quello che avete visto. Dite loro che l’Italia non è solo il paese dei respingimenti. Dite loro che c’é anche un’Italia migliore, che pratica l’accoglienza e il rispetto. Dite loro che questa Italia, erede del paese del “Rinascimento”, rappresenta la stragrande maggioranza del mio popolo”.

sala consiliare 24/8/2011

Franco Maestri ha ribadito il valore dell’accoglienza e dell’impegno solidale come messaggio di pace e speranza; Maurizia Bonora, che “la solidarietà è soprattutto un dovere,  non qualcosa da avere per sentirci migliori”.

sala consiliare 24/8/2011

Il popolo Saharawi è un popolo in esilio dal 1975, quando la Spagna, dopo quasi un secolo di dominazione, lascia al Marocco e alla Mauritania la sua Colonia. Oggi la metà dei saharawi continua a vivere nei territori occupati, mentre l’altra metà vive nei campi profughi a sud della città di Tindouf, in Algeria, nell’unico Stato africano che ha concesso loro asilo politico, dando vita alla Rasd (Repubblica Araba Saharawi Democratica), un caso unico al mondo di governo in esilio e dove le donne della cultura araba “contano”.

Tra i “territori liberati” e quelli occupati c’è un muro, costruito dal Marocco, lungo quasi 3.000 km e circondato da mine antiuomo. I bambini di oggi non conoscono nemmeno la loro terra d’origine.

sala consiliare 24/8/2011

E sono 24 (divisi in due gruppi da 12, età media: 8 anni) i “piccoli ambasciatori di pace e speranza” giunti a Modena il 3 luglio scorso da questi campi profughi (480 i bambini in tutta Italia e 9.000 in Spagna), grazie al coordinamento provinciale dall’associazione modenese “Kabara Lagdaf” che da 20 anni si occupa dell’accoglienza dei bambini delle tendopoli del Sahara occidentale, creando campi estivi, ma non solo…

sala consiliare 24/8/2011

L’associazione coordina diversi comitati locali in molti Comuni della provincia di Modena (Campogalliano, Carpi, Concordia, Formigine, Modena, Montese, Nonantola, Novi, Ravarino, Sassuolo, San Cesario e San Prospero), alcuni dei quali hanno sottoscritto patti di amicizia e gemellaggi con le tendopoli Saharawi, ed è attiva tutto l’anno: oltre a “sollevare” dai drammi dell’esilio questi bambini, allontanandoli dal caldo del deserto nei mesi estivi (dove ci sono anche 60 gradi, altro che la nostra emergenza calore!), li segue sotto l’aspetto sanitario (con screening e visite mediche programmate in convenzione con le aziende sanitarie locali e secondo un protocollo condiviso con la Regione Emilia Romagna), impegnandosi poi a non dimenticarli una volta tornati nelle tendopoli dove vivono in condizioni di emergenza continua (manca l’acqua, il clima è arido, con forti escursioni termiche: le forniture alimentari, logistiche e sanitarie giungono tutte dalle organizzazioni internazionali di aiuto umanitario e dai singoli governi).

sala consiliare 24/8/2011

“A questi 24 bambini, si aggiungono tre piccoli ai quali è stata diagnosticata la presenza di calcoli renali, una patologia che colpisce il 7-8% della popolazione del Saharawi e qui vengono curati: un altro progetto sanitario è il sostegno a distanza dei celiachi (10% della popolazione)”, ha spiegato Edoardo Masoni, vicepresidente dell’associazione Kabara Lagdaf, così chiamata in memoria di una bambina Saharawi prematuramente scomparsa nonostante le cure ricevute a Modena all’inizio degli anni ’90.

davanti al Municipio

I bambini sono stati in altri Comuni della nostra provincia già gemellati con il Saharawi, per trascorrere due settimane di vacanza in montagna, otto giorni al mare, a Marina di Massa, e infine essere accolti in amicizia a Castelfranco: venerdì prossimo torneranno a Modena e poi dalle rispettive famiglie in Algeria, portandosi il ricordo di una migliore qualità della vita, per l’assistenza sanitaria… ma anche per “i giochi, la piscina e le cose da mangiare”, come ha detto il piccolo Jasin.

Alessandra Consolazione

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