Problema ungulati: la volontà di non risolverlo

18 novembre 2009
di
Cinghiale

Cinghiale

Le favole sono belle letture per bambini. Ma per risolvere i problemi, nella vita reale, sarebbe ora di guardare in faccia la realtà.

A meno che non accettiamo l’assunto che cinghiali, cervi e altri ungulati si riproducano in numero eccessivo per magia, dobbiamo ammettere che il sistema di gestione applicato fino ad oggi non ha funzionato e ha creato il problema attuale.

Non stupisce il fatto che il numero dei cinghiali oggi sia così alto, se si considera che per anni i cacciatori li hanno importati, anche di razze diverse, da altri paesi europei. Risultato: gli incroci hanno portato a un numero maggiore di cucciolate e ad una presenza maggiore di cuccioli. E a questo si aggiungono le immissioni abusive.

A tutt’oggi non e’ forse lecito chiedersi chi abbia interesse al fatto che il numero dei cinghiali resti così alto?

Non sono forse i cacciatori quelli che beneficiano dei piani di abbattimento, estendendo la stagione di caccia praticamente a tutto l’anno anziché a pochi mesi, proprio grazie all’alto numero di animali e ai lamentati danni?

Non sono sempre loro che hanno la possibilità di vendere la carne di questi animali?

Da anni la LAV di Modena, assieme alle associazioni ambientaliste della nostra provincia, sta tentando di cambiare il sistema che ha portato al problema, proponendo metodi preventivi, come ad esempio la sterilizzazione. Sfortunatamente però da anni le nostre richieste di accesso ai dati, necessari a formulare dei piani concreti di intervento, rimangono inascoltate.

Invece di cooperare per risolvere il problema ci si accusa di “voler esercitare attività di controllo d’ufficio” e ci si nega l’accesso agli strumenti che realmente potrebbero aiutare tutti a risolvere il problema.

La stessa richiesta di dati fatta a tutte le province della regione ha ottenuto risposta positiva da ogni amministrazione, salvo da quella di Modena.

Questo significa volontà di continuare a raccontare favole, per poter continuare sulla strada più comoda che, sfortunatamente, non ha nulla a che vedere con la risoluzione del problema.

LAV Modena

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3 risposte a Problema ungulati: la volontà di non risolverlo

  1. Gigi
    19 novembre 2009 at 14:56

    Credo che la ragione principale dell’aumento incontrollato di tante
    specie animali nel nostro territorio sia causato principalmente dal
    fatto che non sono presenti altre specie animali che possano limitare naturalmente la loro ormai eccessiva riproduzione.
    Proporre come fa la Lav la sterilizzazione di animali selvatici, ad esempio i cinghiali, per limitare la loro riproduzione è del tutto utopico e fuori dalla fattibilità concreta tant’è che io sappia, non viene attuata da nessuna parte.
    Uvunque quando si determina un sovraffollamento vengono attuate campagne di abbattimenti selezionati o spostamenti, quando possibile e non certo dei cinghiali, in aree che possano accogliere gli animali sovrabbondanti.
    Per inquadrare il problema in un quadro più completo credo che bisognerebbe allargare lo sguardo a tante altre specie che stanno diventando un vero flagello per la nostra agricoltura.
    Vivendo in campagna ho notato negli ultimi 20 anni l’esplosione demografica di storni, gazze, cornacchie,tortore, ecc.
    Questi uccelli in assenza di predatori naturali prolificano in modo indisturbato e creano enormi danni in particolare a chi coltiva frutta.
    Pur non essendo un cacciatore ritengo che l’unico modo di limitare i danni prodotti da questi animali sia l’apertura tutto l’anno della caccia alle specie che verranno individuate come eccessivamente numerose e conseguentemente dannose per l’economia agricola.
    Per me è inaccettabile mantenere norme che impediscono la caccia a milioni e milioni di storni che distruggono intere piantagioni di frutta in pochi minuti e fregarsene di chi ha lavorato un anno e investito denaro per produrre un onesto reddito per se e la propria famiglia.
    Purtroppo la demagogia in questo come in altri campi domina ancora sovrana.
    Saluti Gigi.

    • LauraP
      19 novembre 2009 at 19:18

      Caro Gigi, chi tra di noi sta facendo demagogia?
      A me sembra che ripetere la stessa procedura per anni e anni senza che questa dia alcun risultato (se non peggiorativo) sia una procedura superficiale e non volta alla risoluzione del problema.
      Quello che dice la LAV non e’ che gli animali si DEBBANO sterilizzare, semplicemente questa e’ una delle tante possibilità che ci sono e che altri paesi stanno testando con ottimi risultati. Quello che noi sottolineiamo come grave mancanza e’ l’assenza di stimolo a cambiare le cose.
      Chiunque abbia un minimo di buon senso ti dirà che se una cosa non funziona si tentano altre variabili ma dal 1992 i metodi preventivi applicati sono sempre gli stessi: fili elettrificati e dissuasori olfattivi/acustici/chimici nel 99% dei casi.
      Ti garantisco che in qualunque azienda si applicasse lo stesso metodo di lavoro il responsabile che segue il sistema gestione qualità sarebbe licenziato in tronco ;-)

      Il fatto poi che quando qualcuno si rende disponibile a studiare e proporre nuove soluzioni, mettendo a disposizione professionalità specifiche, e venga osteggiato da chi invece dovrebbe essere il primo ad essere interessato a queste soluzioni mi fa nascere molti dubbi su quanto possano essere “candide” le loro intenzioni.

      Infine la mancanza di predatori. su questo hai assolutamente ragione ma posso porti una domanda? I predatori, chi li ha uccisi?

      Sempre disponibile al confronto, purche’ non banale,
      cari saluti
      Laura

  2. Gigi
    20 novembre 2009 at 15:04

    Cara Laura,
    io leggo quello che ha scritto la Lav in questo blog e l’unica proposta che leggo è la sterilizzazione dei cinghiali.
    Non vedo poi cosa ci sia di male nella caccia ad animali che creano danni per il numero eccessivo sul territorio.
    Non vedo cosa ci sia di male vendere o mangiare questi animali per chi lo vuole fare.
    Provocazione,perchè non ci mettiamo a difendere anche le povere galline, mucche,maiali, conigli, ecc. che vengono uccisi a milioni per la nostra alimentazione.
    I predatori e anche altri tipi di animali sono stati uccisi nei secoli dall’avanzare di un tipo di società che è passata, in Italia, da qualche milione di abitanti a sessanta milioni con quello che questo comporta.
    I nostri territori anticamente erano coperti di boschi e foreste, oggi, per fortuna, si tenta di salvaguardarne qualche pezzetto con i parchi naturali.
    La scomparsa di questo habitat naturale, l’urbanizzazione, le strade , le autostrade, l’inquinamento ha fatto sostanzialmente gran parte del danno alla nostra flora e fauna originarie.
    A questo si è aggiunta fino qualche decennio fa, ma in alcune zone del paese ancora oggi, una caccia incontrollata e incivile.
    Per quanto ho in breve cercato di esemplificare sopra, credo sia sbagliato incolpare solo la caccia delle modificazioni del nostro territorio compresa la presenza o meno di certe razze di animali.
    Essendo un pò vecchiotto ho vissuto personalmente queste modificazioni del territorio.
    Da bambino io e tanti altri bevevamo l’acqua dei nostri fiumi, vedevamo migliaia e migliaia di rospetti che a giugno sciamavano dai fiumi alle campagne, vedevamo anguille,gamberi e ranocchi uvunque vi fosse un fosso e acqua corrente.
    Oggi purtroppo questo stato naturale del territorio non esiste più e prolificano in modo disordinato soltanto alcune specie di animali che si sono adattate alla nuova situazione del territorio, vedi i gabbiani che ora sono presenti perfino da noi che siamo lontani dal mare.
    Saluti Gigi.

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