PDL: verso il congresso provinciale… in fila per tre

9 febbraio 2012
di

Isabella Bertolini

In programma per sabato 11 febbraio 2012, all’Hotel Raffaello di Modena, il primo congresso provinciale del PDL è stato rinviato a data da destinarsi, a causa del maltempo. La decisione di questo “slittamento” è stata presa dall’attuale coordinatore provinciale del PDL di Modena, on. Isabella Bertolini, in accordo con il Coordinamento Nazionale del partito.

Al congresso potranno partecipare e votare i soli tesserati del partito per eleggere il nuovo coordinatore, dal momento che l’on. Bertolini ha scelto di non ricandidarsi invitando tutti a fare un passo indietro per il rinnovo della dirigenza del partito. Rinnovamento, trasparenza, ecc. ecc. (le solite premesse…). I destinatari del messaggio sono i giovani. Giovani, non tanto sotto l’aspetto anagrafico, ma da intendersi come “volti nuovi”, perché a dire dell’Onorevole, “non dovrebbero restare sempre quelli dopo tanti anni”.

A Modena Isabella Bertolini guida un partito che a livello nazionale ha scelto (senza alcun congresso) Angelino Alfano come segretario, carica ufficializzata il 1° luglio 2011 dopo la modifica dello statuto che non prevedeva la figura del segretario, ma solo quella del presidente. E tutto questo sull’impronta di un Berlusconi sempre favorevole all’idea di un partito snello e poco strutturato al suo interno, libero soprattutto dai “bizantinismi” che hanno contraddistinto un certo vecchio modo di operare nel passato.

Carlo Giovanardi

Mentre Angelino Alfano, il 24 novembre scorso, ha annunciato la sua intenzione di convocare il congresso nazionale in primavera, è invece dall’inizio dell’anno scorso che a Modena l’ala giovanardiana dei Popolari Liberali ne richiede uno a livello provinciale per eleggere un nuovo coordinatore, sempre critica e insofferente alla gestione Bertolini che, al contrario, ha fatto di tutto per stemperare le polemiche.

Da qui l’accusa di porgere troppo spesso l’altra guancia, che alla fine porterà al confronto decisivo tre correnti e tre candidati. Si rileva però che la maggior parte dei consiglieri comunali usciti dalle ultime elezioni faccia riferimento a lei, pur in presenza di una componente AN sempre abbastanza libera e desiderosa di spazi, che poco ha subito il fascino di Berlusconi, guidata da Enrico Aimi in qualità di vice-coordinatore provinciale del PDL. Fra le accuse all’On. Bertolini c’è quella di avere tradito il partito e il premier, causandone prematuramente la caduta, quando invece l’uscita del Governo Berlusconi sarebbe avvenuta comunque. Giusta o ingiusta che sia l’accusa, l’On. Isabella Bertolini è tuttora vicepresidente dei deputati del PDL in Parlamento, a dimostrare l’insondabilità delle strategie di “palazzo”.

Enrico Aimi

Vecchie correnti che litigano, correnti vecchie e datate che sgomitano riesumando le strategie della vecchia DC (alla faccia del rinnovamento!), nuovi nomi alla ribalta che prima tentennano, poi sondano strade nuove promettendo il rinnovo del partito attraverso la formattazione di cariche e di strategie, sognandone comunque l’unità. E tanto per cambiare traspare chiaro in almeno due liste il desiderio di riscrivere nomi e organigrammi, primi fra tutti quelli dei coordinatori comunali che sembrano mancare nell’attuale apparato provinciale del partito, perché forse non ne ha sentito il bisogno.

Mentre balza agli occhi l’inedita e imperscrutabile alleanza Giovanardi-Aimi-Samorì, che quasi sfida il Congresso ostentando una sfacciata sicurezza di vincere, poco sorprende quella tra Barcaiuolo e Caselli nel tentativo di legittimarsi come unica alternativa allo scontro Giovanardi-Bertolini.

Michele Barcaiuolo

Sarà vero che tra i due litiganti il terzo gode e chi entra Papa in Conclave ne uscirà solo cardinale? Intanto su tutto questo aleggia lo spettro di un tesseramento abbastanza “singolare”, essendo esploso in modo anomalo il numero di associati al partito (soprattutto da Castelfranco), e tra le tante dichiarazioni dei candidati manca quello che la gente comune, ossia gli elettori, vorrebbe sapere.

Per esempio: al Congresso di primavera per la nomina del segretario nazionale per chi voterete? Seguirete la linea Alfano-Berlusconi o avete già in mente strategie diverse? Chi in futuro continuerà a votare PDL vuole saperlo, perché la politica va giocata a carte scoperte. Quindi cari candidati all’elezione del coordinatore provinciale parlate un po’ meno delle vostre beghe interne, ma datevi una mossa per il bene del vostro partito, cercando soprattutto di evitare ulteriori disorientamenti a quell’elettorato che sta già criticando fortemente questi giochi al massacro tra Modena e Bologna.

Comitato di Redazione

A completamento della nostra “analisi”, riportiamo l’articolo di Dieffe, letto e catturato su www.dabicesidice.it:

Luca Caselli

Il PDL affronta il suo congresso provinciale

A prescindere dalle singole simpatie si tratta di un evento importante perché anche esso ci indicherà quale sarà il ruolo che potrà assumere la politica del prossimo futuro nei nostri confronti.

Sarà il primo vero confronto politico interno al centro-destra chiamato a rispondere sul suo futuro : o cambia profondamente o implode.

Sarà un appuntamento importante anche per la globalità della politica modenese.

O il PDL saprà con un colpo di reni riemergere dalla palude entro la quale sembra essere sprofondato, assieme a tutta la politica modenese nel suo complesso che invece a suo tempo fu una invidiabile fucina di classe dirigente alla quale guardava con rispetto e soggezione il resto dell’Emilia e non solo, oppure a Modena si consoliderà un periodo di negativa «decrescita» politica guidata proprio dai partiti maggiori che, nel bene e nel male, si condizionano vicendevolmente.

Sarà una partita interessante da interpretare ben oltre i risultati numerici che conseguiranno le liste che si fronteggeranno:

Giampiero Samorì

Una lista sostenuta dal senatore Carlo Giovanardi nella quale sono confluiti notabili ex democristiani ed ex An; un’altra lista che ha come punto di riferimento l’area giovanile vicina ad Alleanza Nazionale, guidata da Michele Barcaiuolo, ed una terza della coordinatrice uscente Isabella Bertolini.

Sulla carta appare scontata la vittoria della corrente «Giovanardi» guidata dal duo Enrico Aimi- Alessandro Lei che da sola sarebbe sostenuta dal 60% degli iscritti mentre il restante schieramento avverso si trova in netta minoranza in quanto spaccato in due

Chi rappresenta e su cosa si regge l’area vasta vincente «Giovanardi»

I suoi grandi elettori sono gli ex democristiani Giovanardi, Samorì, Lenzini, e gli ex An Aimi e Rinaldi. A sua volta nel consiglio comunale di Modena il capogruppo Adolfo Morando capolista ha trascinato con se le adesioni dei colleghi Gian Carlo Pellacani, Sandro Bellei, Andrea Galli e Olga Vecchi anch’essi dalle provenienze più disparate.

Ma non va dimenticato che tutto questo regge e viene sorretto e superato grazie a certa esperienza di ex democristiani che ripropongono alcune vecchie logiche… che ne accelerarono il declino come partito, ma che gratificarono ampiamente alcuni suoi protagonisti.

Ora come allora veniva raccontata la favoletta ad uso per gli ingenui, i titubanti e gli entusiasti: «Domani non si dovrà più chiedere al militante da che esperienza politica proviene ma se è disposto a compiere con tutto il partito il lungo cammino insieme.»

Ora come allora sembra imperversare ancora la logica passata alla storia come «approccio Doroteo» secondo il quale un grande partito doveva assumere il ruolo di un capace gommone capace di adeguarsi, assorbire e neutralizzare il moto ondosoe le spinte dell’ambiente circostante. Un natante con formidabile capacità di galleggiamento grazie allo spirito di adattamento dei suoi naviganti anche se conformati da provenienze e sensibilità diverse e divergenti: un buon accordo di “potere” e un oculato organigramma sarebbe stato in grado di soddisfare tutti gli appetiti e di ammansire le ambiziose aspettative dei più irrequieti dissidenti. Non è corretto fare il processo alle intenzioni o giudicare preventivamente certe convergenze politiche, ma di fronte a certe attuali aggregazioni e convergenze tra notabili, il dubbio di trovarsi di fronte al trionfo della «casta» rasenta la certezza.

Le minoranze:

Michele Barcaiuolo, avvocato di 33 anni e consigliere comunale a Modena ha ufficializzato la propria candidatura. A sostenerlo una lista di candidati guidata dal sindaco di Sassuolo Luca Caselli e composta di amministratori locali e giovani, che si pone come la reale alternativa ai due vecchi blocchi che hanno finora animato il PDL modenese.

Le sue idee forza sono alcuni concetti di “sostanza” politica: «Un partito che faccia dell’etica e della trasparenza un tratto irrinunciabile, valorizzando la partecipazione di tutti i suoi sostenitori ed elettori» ed intriso anche di qualche licenza populista, tipico sbandamento che dimostra qualche superficialità che con le arie che tirano per un politico “serio” non sono più ammesse.

«Un partito baluardo del bipolarismo, contro logiche di grandi alleanze di palazzo, come quelle che vengono talvolta presentate dalla stampa, e contro soluzioni antidemocratiche come quella del governo Monti, che mai avremmo voluto appoggiare».

Claudia Severi

Infine, Claudia Severi, assessore a Sassuolo, è la candidata di Isabella Bertolini, coordinatrice uscente e attualmente il simbolo della “conservazione del potere” mediante il rilancio di un recente passato non più proponibile.

Isabella Bertolini, già potente ed inossidabile coordinatrice, grazie anche al feeling politico che aveva saputo allacciare direttamente con Silvio Berlusconi in persona, si trova oggi in oggettiva difficoltà. In questi anni una sua discutibile gestione del partito le ha procurato una crescente crisi di consensi nella base del partito. Oggi si pone come la continuazione originaria del pensiero berlusconiano. Rappresenta l’anima e il sentire politico del classico “conservatore”. La fedeltà ai principi ispiratori della dottrina del 1994 sono i punti fermi irrinunciabili da riprendere e da sostenere anche se nel frattempo il mondo è cambiato e con esso i tempi che giustificarono la discesa in campo del leader maximo.

Il candidato per il coordinamento provinciale di questa lista è Claudia Severi, attualmente assessore al Comune di Sassuolo, mentre Fabio Mucci, assessore nel Comune di Frassinoro, è il suo vice-coordinatore.

Tra i pezzi da novanta, sostenitori della lista oltre all’on. Isabella Bertolini non poteva mancare Andrea Leoni: consigliere in Regione e nel consiglio comunale di Modena.

Sicuramente per abbozzare sintesi credibili bisognerà avere a disposizione alcuni fatti concreti da valutare, con il nuovo coordinatore all’opera, anche se alcuni indizi possono essere chiarificatori seguendo con attenzione i lavori del Congresso… specie valutando il non detto e quello che si muove dietro e oltre i discorsi ufficiali. (Dieffe)

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4 risposte a PDL: verso il congresso provinciale… in fila per tre

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    8 febbraio 2012 at 14:15

    Pdl contro le tessere facili di Giovanardi
    “Ha portato iscritti a rischio camorra”

    La coordinatrice provinciale e deputata Bartolini è quella che chiese a Berlusconi un passo indietro. Ora punta il dito contro l’ex sottosegretario alla Famiglia: “Le tessere nel Modenese in portafoglio al senatore sono passate da poche centinaia a 5600. E sono tutte persone originarie di Casal di Principe e dintorni. Ho già fatto denuncia ad Alfano”

    “Ho denunciato al segretario Angelino Alfano il rischio di infiltrazioni della Camorra nel Pdl di Modena“. E’ un’accusa senza precedenti quella della coordinatrice provinciale Isabella Bertolini alla vigilia della sfida congressuale inizialmente prevista per sabato e rinviata al 25 febbraio per il maltempo.

    La deputata che chiese un cambio di passo al premier Berlusconi prima della caduta sul voto di fiducia, ora getta ombre sullo schieramento avverso: la santa alleanza tra il senatore Carlo Giovanardi, l’avvocato Giampiero Samorì e il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Aimi (ex An) ha depositato il 60% delle tessere del Pdl, passate da poche centinaia a 5600 negli ultimi mesi.

    “Si tratta di un’esplosione innaturale – spiega Bertolini – circa seicento tessere sono state sottoscritte da persone che non hanno svolto alcuna attività per il partito, fra l’altro residenti in Comuni come Nonantola, Castelfranco Emilia, Ravarino e San Cesario dove conosciamo bene i pochi militanti che si sono spesi nonostante lo strapotere rosso. Si tratta di persone originarie delle zone dell’agro aversano come Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. Leggo cognomi come Zagaria che mi auguro non siano parenti dei noti camorristi del clan dei Casalesi. Non voglio passare per razzista né ho strumenti per sapere chi sono questi neo-iscritti ma i sospetti restano. Il mio timore è che qualcuno possa aver aperto loro la porta, per questo ho informato il segretario Alfano e sono in attesa di una risposta”.

    La replica di Enrico Aimi non s’è fatta attendere: “Si tratta di accuse pretestuose, il Pdl si vanta di aver raccolto un milione duecentomila tessere in tutta Italia e poi c’è gente che si lamenta perché ne abbiamo sottoscritte troppe. Seimila tessere in un territorio dove il partito prende 100mila voti non mi sembra una cosa eccezionale. Evidentemente ci sono territori in cui il partito è più attivo. Comunque – ammette Aimi – anche io mi ero accorto di qualcosa, di una ventina di persone con precedenti penali che volevano entrare, forse si erano tesserate sul web. Le ho fatte togliere immediatamente dalle liste”.

    Tra i due litiganti spera di inserirsi l’outsider Michele Barcaiuolo, che sulla carta può contare solo sul 10% di tessere. La squadra del 33enne consigliere modenese di area ex An è la più giovane con una media under 40 e candida come vicaria la consigliera di Castelfranco Rossana Righini. L’asso nella manica è il capolista Luca Caselli, sindaco di Sassuolo discusso (da sinistra) per il no alla moschea e (da destra) per aver invitato il rottamatore Pd Matteo Renzi in nome del ricambio della classe dirigente. In lista anche il suo assessore al Bilancio Fabio Vincenzi e quattro consiglieri sassolesi. Barcaiuolo, vicino alla Giovine Italia, rispolvera termini desueti come legalità ed etica: “Progettare questo rinnovamento significa mettere da parte gli interessi personali e le proprie rendite di posizione, per costruire un partito solido che si basi sul radicamento territoriale e su una cultura politica forte e contagiosa, un partito che faccia dell’etica e della trasparenza un tratto irrinunciabile”.

    Che l’assemblea per il rinnovo dei trenta componenti del coordinamento provinciale sarebbe stata ad alta tensione era chiaro a tutti. L’elezione del gruppo dirigente rappresenterà un mutamento dei rapporti di forza, forse una resa dei conti tra forze eterogenee per anni in difficile coabitazione, di certo una rottura con il passato. Al di là dei programmi edulcorati che parlavano di rilancio, territorio e rinnovamento, covava da tempo una lotta di potere senza esclusione di tessere e veleni. Assieme ad Aimi, la cosiddetta ‘Area Vasta’ schiera il capogruppo modenese del Pdl Adolfo Morandi e Alessandro Lei dei Popolari Liberali come capolista e coordinatore vicario. Nel blocco che si definisce granitico, si passa dall’ex rettore Giancarlo Pellacani alla decana Olga Vecchi, dall’ex rivale di Aimi in An Andrea Galli al fuoriuscito dalla Lega Nord Sandro Bellei.

    Resteranno dietro le quinte il dellutriano Giampiero Samorì, indagato per accesso abusivo a sistemi informatici della Banca Popolare dell’Emilia Romagna che cerca invano di scalare da quattro anni, e il consigliere provinciale Luca Ghelfi, braccio destro di Giovanardi condannato per turbativa d’asta. Entrambi potranno entrare nel Coordinamento, assieme ai 15 candidati, nella quota riservata alla lista vincente. Bertolini invece candida due volti del centrodestra di governo: coordinatrice l’assessore all’urbanistica di Sassuolo Claudia Severi e vicario il collega Fabio Mucci con delega al Turismo a Frassinoro.

    Nella lista piena di forzisti storici come i consiglieri regionale Andrea Leoni e provinciale Dante Mazzi entra anche il segretario del Nuovo Psi Giovanni Bertoldi. Tutte le liste rivendicano l’identità forzista, Bertolini ricordando “la militanza fin dalla nascita del partito e il fatto di non aver affatto tradito Berlusconi ma, come egli stesso ha dichiarato, di puntare sul rinnovamento”, il rivale Aimi rimarcando che “all’interno del Pdl non esistono nemici, l’avversario politico è al di fuori di noi: la sinistra nichilista, massimalista, rivoluzionaria e radicale che ha una progettualità disgregatrice sia sotto il profilo morale, familiare, sociale, economico”.

    Stefano Santachiara – Il Fatto

  2. 8 febbraio 2012 at 16:23

    Riceviamo e pubblichiamo:

    PDL MODENA, ON. BERTOLINI (PDL): “PREOCCUPANTE CHE AIMI NON CHIEDA PULIZIA E INVECE METTA LA TESTA SOTTO LA SABBIA”

    Così il Vicepresidente dei Deputati del Pdl, On. Isabella Bertolini risponde al Consigliere regionale del Pdl Enrico Aimi sulle anomalie del tesseramento del Pdl riscontrate in diversi comuni della provincia di Modena:
    “E’ veramente preoccupante l’atteggiamento del Vicecoordinatore Vicario uscente e candidato del Pdl, Enrico Aimi. Al posto che chiedere una accurata verifica delle tessere discutibili, non fa altro che tentare di minimizzare la questione. Eppure la pulizia dentro i partiti dovrebbe stare a cuore anche a lui. Ci sarebbe da chiedersi come mai. Di fronte a delle anomalie è un mio preciso dovere segnalare la questione al partito a Roma. E’ quello che ho fatto. Mi aspetto una presa di posizione. Forse Aimi non ha capito che la posta in gioco è ben più importante di chi vince o perde un congresso locale di partito. Mi permetto di dire che è in ballo la stessa essenza delle regole democratiche. Questioni che certamente non interessano ad Aimi ed ai suoi alleati. Noi invece pretendiamo una politica pulita e ci chiediamo come mai accadano episodi del genere. A differenza di Aimi non mettiamo la testa sotto la sabbia, perché è più comodo o più facile, o torna più utile. Proprio per questo siamo tra coloro che chiedono un codice etico per il nostro partito. Vogliamo che a fare politica siano persone perbene e che nel Pdl non vi siano personaggi equivoci. Ma abbiamo capito perfettamente che al candidato Aimi la cosa non interessa. Sottolineo, infine, il cattivo gusto di Aimi nel citare la “comprovata razza ariana”, a pochi giorni dalla tragica ricorrenza della giornata della memoria. Aimi sa perfettamente che non appartengo a quella storia politica, che invece altri, che forse lui conosce, hanno percorso”.

  3. 10 febbraio 2012 at 16:45

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Pdl Modena, Rosi (PDL): Aumento anomalo delle tessere. Bene ha fatto On. Bertolini a chiedere chiarimenti

    L’aumento esponenziale delle tessere del partito nel nostro comune desta meraviglia, soprattutto dopo decenni di sforzi inutili profusi nella ricerca di irrobustire la base del nostro elettorato. Essendo stato chiamato in causa a più riprese anche San Cesario, per avere decuplicato il numero di tesserati, riteniamo di conseguenza di trovarci di fronte ad un fatto per lo meno inconsueto e difficile al momento da spiegare. In un contesto in cui magistrati e autorità civili del territorio chiedono a tutti, nessuno escluso, di mantenere alta la guardia perché servono parole e fatti per la diffusione della cultura della legalità, appare quanto mai singolare questo proliferare di tessere da parte di cittadini che non hanno mai manifestato alcun interesse alla politica attiva nel nostro Comune o alla vita del Popolo della Libertà, guarda caso, in concomitanza col primo congresso provinciale del nostro partito. E’ stato chiesto a tutti di fare rete e mettere insieme risorse ed energie, per cui riteniamo che l’On. Bertolini abbia fatto bene a segnalare certe anomalie, allo scopo di verificare nelle sedi più opportune del partito che le finalità non siano diverse da quelle statutarie. Meglio quindi un controllo in più che uno in meno, come tra l’altro richiede tutta la cittadinanza che osserva con occhio critico e che invoca trasparenza, senza più essere disposta a concedere nulla ai partiti politici e a chi li rappresenta.

    Luciano Rosi – Capogruppo PDL San Cesario sul Panaro

  4. Ivan Setti
    19 febbraio 2012 at 17:01

    Boh?
    Leggo che verrà Denis Verdini a far chiarezza sulla vicenda. Ma non sono sicuro della sua competenza in materia.
    Visti i requisiti forse sarebbe stato meglio chiamare Marcello dell’Utri…

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