Il nuovo PAL è stato approvato dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria del 14 ottobre scorso e dall’alzata di mano unanime (con applauso) dei 47 sindaci modenesi, ma visto che la sua attuazione tarda ad attivarsi (a proposito: ma qualcuno ha notizie delle “famose” 14 case della salute da rendere operative – in sostituzione di alcuni, strategici, “ex” ospedali della nostra provincia – entro il 2013, a ridosso delle prossime elezioni amministrative?? Ma dove sono i progetti e le risorse??) e stante il beneficio del dubbio “postumo” avanzato da un gruppo di un gruppo di maggioranza che pare tenere un piede in due scarpe (l’IDV, tanto per fare nomi…), forse “non tutto è perduto” e (forse) c’è ancora uno spiraglio dove potervi inserire ciò che la politica non dovrebbe mai ignorare prima di impalmare una decisione: l’ascolto dei cittadini.
Per questo, senza perdere le speranze, il Movimento 5 stelle il 21 febbraio 2012 ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale dell’Emilia-Romagna sul nuovo PAL modenese.
Ricordando che tra i principi chiave del PAL c’è il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio e non la mera sostituzione o soppressione, Il Movimento 5 stelle ha portato alla luce alcune perplessità dei comitati cittadini locali di Castelfranco Emilia, Finale Emilia e Pavullo: in particolar modo nei confronti dell’emergenza/urgenza nei punti di primo intervento dei suddetti Comuni, la cui attivazione nelle ore notturne non è ben chiara nel nuovo PAL.
Inoltre , viene chiesto alla giunta se non ritenga opportuno che vengano garantiti gli automezzi per i servizi sanitari (auto medica/ambulanza), nei punti di primo intervento, con medici di medicina territoriale (MET) e infermieri con preparazione specifica, in modo da coprire le 24 ore.
“Il Piano Attuativo Locale, che prevede la concentrazione dei presidi sanitari in poche grandi strutture, andrà ad incidere negativamente sulla vita della popolazione del modenese. – è convinto Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – A Castelfranco Emilia, Finale Emilia e Pavullo gli ospedali di prossimità saranno sacrificati sull’altare di Baggiovara e del Policlinico, un po’ come succederà al Sant’Anna di Ferrara nei confronti di Cona. Ma quando si parla di sanità non è possibile ragionare solo “calcolatrice alla mano”. E’ necessario capire anche le esigenze di trasporto della popolazione (perché quando si sposta il malato, si sposta anche un’intera famiglia…) e la necessità di interventi urgenti, in cui un secondo può salvare o meno una vita (e la vicinanza non è un dettaglio…). Secondo noi questo PAL andrebbe ridiscusso ascoltando maggiormente la popolazione, ma evidentemente non è stato fatto se è vero com’è vero che sono state raccolte oltre 4.000 firme a Castelfranco contro la decisione, e oltre un migliaio a Finale Emilia”.
Ecco il testo dell’interrogazione regionale:
Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Premesso che
- Con il voto unanime della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, l’organismo che comprende tutti i 47 Comuni della provincia di Modena, è stato approvato nella seduta di venerdì 14 ottobre 2011 il nuovo Piano Attuativo Locale (PAL), lo strumento di programmazione dei servizi sanitari. Documento di valenza triennale;
- Un gruppo di cittadini di Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro “Cittadini per l’Ospedale” ha organizzato una petizione raccogliendo 4250 firme; consegnate alle amministrazioni locali il 5 ottobre 2011. Nella petizione veniva chiesta la sopensione del PAL, in attesa di maggiori informazioni, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza; la stessa raccolta firme è stata fatta a Finale E., da parte del movimento locale per l’ospedale (MOF), che in tre giorni ha raccolto un migliaio di firme finalizzate a salvaguardare i servizi ad ora presenti nella struttura e a chiedere il potenziamento del Punto di primo intervento.
- Tra i principi chiave del PAL c’è il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio e non la mera sostituzione o soppressione;
- Il nuovo PAL prevede:
Un punto di Primo Intervento “rimodulato” H24 con l’aggiunta di un presidio mobile gestito da una guardia medica e da “nuclei di continuità assistenziale” (medici di medicina generale e non professionisti formati per l’emergenza-urgenza);
Per i “codici bianchi”, vale a dire le persone che si rivolgono al Pronto Soccorso
per un problema sanitario lieve, ci sarà la possibilità di accedere ad ambulatori dedicati alle patologie minori, anche collocati di fianco ai Pronto Soccorso, riducendo quindi i tempi di attesa e favorendo l’utilizzo ottimale delle risorse dedicate alle vere emergenze-urgenze;
Coordinamenti provinciali tra i diversi ospedali, come ad esempio il dipartimento provinciale dell’emergenza-urgenza che consentirà di rendere ancora più efficiente il sistema;
In un Comune di medie dimensioni con una popolazione di 20-30.000 abitanti, è possibile prevedere nella Casa della Salute l’intera gamma dei servizi territoriali anche con funzioni complesse e quindi progettare una tipologia di Casa della Salute di dimensione media o grande;
Per le Casa della Salute di dimensione media o grande, sono previsti Automezzi per Servizi Sanitari;
Le Case della salute più grandi, come quella di Finale Emilia, avranno al loro interno dei posti letto per rispondere in sicurezza alle necessità dei pazienti anziani e cronici.
Considerato che
- Nella sezione del PAL “Servizi previsti nelle diverse tipologie di Casa della Salute” tra i servizi viene citato solamente il servizio diurno (Continuità Assistenziale H12) per l’assistenza primaria;
- In attesa dell’attivazione delle Case per la salute, è stato concordato dalla direzione dell’Azienda sanitaria di non depotenziare i servizi oggi presenti presso le strutture ospedaliere ;
- Secondo il depliant pubblicitario e secondo le amministrazioni locali, Il Piano attuativo locale (PAL) approvato di recente è “frutto di un ampio e articolato lavoro di confronto che ha coinvolto addetti ai lavori e cittadini, ha il compito di governare, nell’interesse generale, questa evoluzione affinché vi sia la massima sintonia tra le aspettative delle persone e l’offerta di assistenza, tenuto conto delle risorse disponibili.” ;
- Nei territori dei Comuni più periferici, quelli più lontani dagli ospedali attrezzati per il Pronto soccorso, con reparti adeguati in merito, ( come nel caso di Finale E. e Pavullo) il tempo di percorrenza può essere fatale per il paziente.
Interroga la Giunta e l’Assessore competente per sapere
- Perché non è stato tenuto conto delle proposte avanzate dai comitati spontanei sorti sul territorio (Castelfranco, Pavullo, Finale E.) per contribuire a migliorare i servizi ospedalieri e delle migliaia di firme di cittadini raccolte in merito;
- Se non ritenga opportuno che vengano garantiti gli automezzi per servizi sanitari (auto medica/ambulanza), come previsto dal nuovo PAL, nei Comuni come Castelfranco Emilia con oltre 30.000 abitanti; e nel Comune di Finale Emilia e Pavullo;
- Se non ritenga opportuno che venga garantito un Punto di primo intervento attivo anche nelle ore notturne a Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo, con medici di medicina territoriale (MET) e infermieri con preparazione specifica, in modo da coprire 24 h., dotato di ambulanza ed auto medica sempre disponibile in loco;
- Quali saranno i servizi ora presenti ,nei Comuni di Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo (lungodegenza, Day-Surgery, Punto di primo intervento) che saranno depotenziati nel momento in cui partirà la prevista Casa della salute.
Bologna, 20 febbraio 2012
Il Presidente Andrea Defranceschi









ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
seconda interrogazione:
http://www.castelfranco5stelle.it/2012/07/20/interrogazione-regionale-su-case-della-salute-2/
COMUNICATO STAMPA
23 Luglio 2012
OSPEDALI DI PROSSIMITA’
Favia: “Tuteliamo la sanità pubblica,
difendiamo gli ospedali di prossimità”Interrogazione M5S sul PAL che ridimensiona gli ospedali di Finale Emilia,Castelfranco e Pavullo“Come Movimento 5 stelle siamo fortemente critici nei confronti dell’inadeguatezza del nuovo PAL modenese (piano attuativo locale) e dei ridimensionamenti previsti per i così detti ospedali “di prossimità” ovvero Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Pavullo” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha depositato due interrogazioni in regione dopo il lavoro già fatto negli anni scorsi di legislatura – “Stiamo parlando di ospedali strutturalmente all’avanguardia, ma lasciati sottoutilizzati e ridotti all’inefficienza per assecondare le politiche dei tagli alla sanità avviate sin dal 1993. Tutto questo nell’indifferenza dei responsabili dell’ASL e degli amministratori che si sono fin qui susseguiti. Hanno di fatto trasformato il diritto primario alle cure in un fattore secondario rispetto al contenimento della spesa pubblica” – accusa Favia – “per questo chiediamo certezze e non progetti strampalati basati su previsioni d i spesa faraonici per centinaia di nuovissime case della salute di cui nessuno sente la necessità. I cittadini si stanno già muovendo in tal senso, a difesa della salute pubblica, ma il nostro è un appello a tutte le forze politiche affinché si adoperino con ogni mezzo e presso le dovute sedi affinché il servizio di Punto di primo intervento dell’Ospedale di Castelfranco Emilia torni a funzionare 24 ore su 24, e perché lo stesso ospedale venga mantenuto in vita come tale, adeguato, potenziato e realmente integrato nella rete al pari degli altri ospedali di prossimità, non riconvertito in cronicario o RSA assistita e neppure in Casa della Salute.”
GIOVANNI FAVIA
Consigliere
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Emilia-Romagna