La Procura in Comune

11 luglio 2012
di

Municipio

L’opera più ambiziosa, più costosa e più coraggiosa del Comune di Castelfranco Emilia, l’unico vanto dell’amministrazione Reggianini, più si va avanti e più sembra candidarsi come il più grande fallimento di tutti i tempi: i tre impianti fotovoltaici “a terra” da 3MW, allacciati a luglio 2011, inaugurati ufficialmente – non senza difficoltà – il 17 settembre 2011 (e già trafugati dopo due mesi…), anziché produrre energia (i dati… chi li ha visti?), pare che da due anni a questa parte stiano producendo solo guai.

Infatti, fin dalla prima presentazione di questo mega-progetto (la panacea contro tutti i mali di bilancio), presentazione fatta prima alla stampa e poi ai consiglieri comunali, l’investimento di 20 milioni di euro (con un leasing di 20 anni) ha sollevato un polverone di dubbi, tacciato dall’amministrazione comunale come politica del sospetto condita di invenzioni e “strane insinuazioni” (anche verso i giornalisti che ponevano semplici domande), ma che adesso, alla luce della perquisizione scattata in questi giorni in Piazza della Vittoria ad opera della polizia giudiziaria (su mandato della Procura), che ha avviato un’indagine nei confronti del responsabile del settore Lavori Pubblici, architetto Nicola Rispoli, responsabile anche del progetto Fotovoltaico, insomma… tutti quei “dubbi” ci tornano in mente. E una domanda nasce spontanea: non è che i nove esposti sul Fotovoltaico presentati dalla Lega Nord in Procura e alla Corte dei Conti abbiano sortito un primo effetto?

Leggiamo sulla stampa di oggi che il sindaco esclude categoricamente il Fotovoltaico dalla vicenda: le indagini, infatti, pare siano concentrate su presunte irregolarità edilizie. E sempre Reggianini smentisce che ad indagare ci sia anche la Direzione Distrettuale Antimafia, sottolineando che la Giunta non sia coinvolta in alcun modo e che comunque il Comune ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente indagato, che risulterebbe già sostituito (anche Rispoli si tirerebbe fuori da ogni ipotetica “amicizia pericolosa o favoritismo nell’espletamento delle sue funzioni”, come riporta “La Gazzetta di Modena” del 15/4/2012).

Quindi, sarebbe avventato gettare altre ombre sul Fotovoltaico: il Fotovoltaico “non c’entra niente”: i suoi pannelli sono trasparenti, non possiamo fare ipotesi, nonostante ci balzi alla mente la notizia di appena una settimana fa relativa alla revoca ad una ditta bresciana che in subappalto era stata incaricata di posare i pannelli solari in alcune scuole modenesi (dietro verifica richiesta dalla stessa Provincia di Modena, anche se non obbligatoria)… E nonostante ci balzino ancora alla mente i nodosi retroscena sul “nostro” Fotovoltaico: dall’appalto aggiudicato d’urgenza al CCC di Bologna, senza attendere l’esito del ricorso al TAR presentato dalla società Elettrodinamica perché esclusa dalla gara in quanto non aveva il certificato antimafia di un finanziatore, un ricorso che fece spendere 12.000 euro in consulenze legali… E poi i 49.000 euro e rotti per la progettazione preliminare e i 25.000 euro per una consulenza progettuale, con presunti “scambi” di tecnici tra Comuni, ecc. ecc. (in proposito, invitiamo a rileggere questi commenti: http://www.lacarbonarablog.it/?p=8496&cpage=1#comments).

Attendiamo di vedere la luce: l’unica cosa certa è che è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica sui Lavori Pubblici del nostro Comune… e non è una bella notizia.

Comitato di Redazione

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138 risposte a La Procura in Comune

  1. M5S
    19 luglio 2012 at 15:36

    Da evidenziare:
    Corruzione, ecco come venivano truccati gli appalti a Carpi e Castelfranco
    “….l’indagine potrebbe riservare ulteriori sviluppi: “Sono in corso esami e interrogatori – ha ricordato il Procuratore – I reati accertati nell’Operazione Demiurgo si inseriscono in un sistema in atto già da molto tempo,

    non escludiamo possano emergere altre situazioni“

    Chissà !

  2. 19 luglio 2012 at 17:57

    Riceviamo e pubblichiamo:

    SCANDALO IN COMUNE: CHI E PERCHE’ E’ COINVOLTO?

    Le notizie apparse sugli Organi d’Informazione locale e nazionale in ordine a fatti penalmente rilevanti e di estrema gravità che vedono coinvolto anche l’ex Dirigente Settore Lavori Pubblici del Comune di Castelfranco Emilia necessitano di un ampio ed urgente chiarimento pubblico da parte del Sindaco.
    Già tempo fa, in relazione a vicenda che probabilmente è alla base dei fatti oggi divulgati, chiedemmo “lumi” al Sindaco, ma nessuna notizia ci fu fornita essendo i fatti ancora coperti da “segreto”: vista l’odierna divulgazione delle notizie, riteniamo decaduto il “segreto” e, quindi, doveroso da parte del Primo Cittadino fornire ogni chiarimento, in ordine a persone fisiche e giuridiche coinvolte, appalti interessati, probabili ulteriori sviluppi, nel primo Consiglio Comunale utile, a “porte aperte” e con la massima trasparenza.
    Durante il corrente mandato, a fronte di spiegazioni chieste ma non ricevute oppure non esaurienti, interessanti il Settore Lavori Pubblici, più volte siamo stati costretti ad adire vari Organi, ivi compresa la Procura della Repubblica di Modena . Ricordiamo, a titolo esemplificativo, il noto appalto da circa 20 milioni di euro per la realizzazione dei tre campi fotovoltaici per il quale, al Dirigente coinvolto, con un corso di sole 15 ore neppure annotato sul suo curriculum, fu affidata la progettazione preliminare per un “compenso” di 28.000,00 euro ed analogo incarico per un compenso lievemente inferiore gli fu affidato dal Comune di San Felice Sul Panaro. Ancora ricordiamo il frazionamento dell’appalto dei lavori per la Scuola Tassoni di Piumazzo …..
    Sin da ora ci dichiariamo a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria qualora volesse interpellarci sulle diverse questioni da noi segnalate.
    Per fronteggiare la gravità della situazione ed il grave danno d’immagine subito dall’Ente occorre una comune strategia d’azione da parte dei partiti d’opposizione e minoranza e di tutti i “politici” che davvero sono (e non a parole) sostenitori della trasparenza e della legalità.
    Rivolgiamo, quindi un appello a tutti loro per definire una linea comune d’azione nell’interesse preminente del bene pubblico.
    Esprimiamo a tutti i Cittadini la nostra profonda amarezza per queste circostanze che, in modo particolare in questo periodo, aggravano la condizione del nostro Comune.
    Continueremo ancor più a svolgere con serietà ed impegno il nostro ruolo di opposizione, , sempre e solo nel preminente interesse collettivo.

    19.07.2012, Castél – Castelfranco Emilia (Mòdna-Modena),
    Giorgio Barbieri Capogruppo Lega Nord PADANIA
    Cristina Girotti Zirotti Coordinatrice Gruppo Lega Nord PADANIA

  3. 19 luglio 2012 at 17:58

    Riceviamo e pubblichiamo:

    ”Arresto Dott. Rispoli…Castelfranco gemellata con Serramazzoni ?”

    Giovanni Gidari e Bruno Rinaldi : “Il caposettore dell’ufficio tecnico Dott. Rispoli è stato arrestato stamane, a suo carico accuse particolarmente gravi, che se fossero confermate da ulteriori indagini ravviserebbero la presenza di un vero e proprio sistema di corruttela sistematica davvero grave, è d’obbligo la presunzione di innocenza.
    Inoltre per affermazione degli stessi organi inquirenti tale modus operandi sarebbe andato avanti da parecchio tempo ed evidentemente in modo indisturbato, era in sostanza divenuto un sistema, in tutto questo come politici non possiamo non porci alcune domande d’obbligo : che faceva l’amministrazione? Quali controlli operava? Non si era accorta di appalti ciclici “sospetti”? davvero singolare, in ogni caso la realtà ci pone innanzi ad una situazione quale Castelfranco mai ha avuto.
    Di recente sul territorio Castelfranchese sono stati installati tre campi fotovoltaici per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro circa, impianto complessivamente da 3 Mwatt approssimativi, naturalmente tutte le pratiche necessarie sono state istruite dall’ufficio Lavori Pubblici comunale presieduto dall’allora responsabile Dott. Rispoli, già il pdl Castelfranchese si pronunciò fortemente contrario al progetto, come al solito la sinistra al governo si dimostrò sorda e insensibile alla protesta, crediamo che anche su questo tema, essendoci in ballo enormi quantità di denaro, la magistratura debba fare particolare attenzione, e siamo certi lo stia già facendo, a tale proposito chiediamo anche attraverso questa nota che siano fugati tutti i possibili dubbi in merito ad un affare che sic stantibus rebus può legittimamente suscitare alcune perplessità.
    Chiederemo al Sindaco se l’attuale responsabile dell’ufficio è disponibile a chiarire lo stato di fatto di tutti gli appalti, e di loro eventuali variazioni e/o annullamenti, in considerazione di un momento di particolare delicatezza quale lo status di città terremotata in cui si trova Castelfranco Emilia, in un’apposita commissione consigliare allargata a tutti i consiglieri comunali, ciò crediamo sia dovuto per trasparenza e rispetto dei cittadini.”

    Giovanni Gidari – Capogruppo PDL Castelfranco Emilia
    Bruno Rinaldi – Consigliere PDL Provincia di Modena

  4. 19 luglio 2012 at 19:36

    Riceviamo dal sindaco e pubblichiamo:

    CASTELFRANCO – COMMENTO DEL SINDACO SUL RISULTATO DELLE INDAGINI DELL’”OPERAZIONE DEMIURGO”

    “Come sindaco del Comune di Castelfranco ho appreso solo oggi, attraverso il comunicato della Procura di Modena, gli esiti delle indagini che hanno coinvolto un dirigente della nostra amministrazione.
    Fin dalle prime notizie ricevute all’avvio delle suddette indagini avevamo provveduto ad aprire un procedimento disciplinare e avevamo disposto, in via cautelare, il trasferimento del dirigente ad altro incarico, ricevendo per questo critiche ingiustificate.
    La Procura conferma l’estraneità dai fatti contestati del Comune che anzi, se fossero confermate le informazioni contenute nel comunicato odierno, figurerebbe come parte lesa dei reati contestati.
    Nel ribadire la nostra piena fiducia e collaborazione con la magistratura, ci auguriamo che possa nel piu breve tempo possibile essere fatta piena luce su quanto accaduto”.

  5. guglielmo
    19 luglio 2012 at 22:26

    …leggo bene? allora rileggo! sì, è scritto proprio così….ma, dico io, come cavolo si può parlare di ” estraneità del Comune” quando si tratta di appalti del Comune di Castelfranco come dicono, stando ai resoconti di stampa, Pazzanese e Musti….semmai si può dire, speriamo vivamente, estraneità degli amministratori….per la verità tutto il ‘terzo comma’ dell’articolo del sindaco ci sembra ‘andato in tilt’!!!

  6. Mazzini
    20 luglio 2012 at 09:02

    Se ho ben capito, la Procura parla di “sistema” e ciò mi spinge a pensare che se è stato fatto per la segnaletica stradale, non è escluso che sia stato applicato anche per altri tipi di “manutenzioni”. Allora mi viene anche da pensare che tutte le interrogazioni fatte dalla Lega Nord proprio sul Settore Lavori Pubblici avevano un minimo di fondamento (e non solo un costo per fornire la risposta – quando è arrivata…): se l’opposizione intuisce “qualcosa”, ottiene i documenti con tanta fatica e dopo lunghi tempi, chi è in maggioranza e dirige la gestione del Comune e dei fondi pubblici non vedeva nulla o non voleva vedere? Ma neppure la curiosità di verificare? A questo interrogativo probabilmente risponderà a breve la stessa Procura. Sicuramente l’immagine del Comune ha subito un grave danno per non parlare di quei cittadini che credono (o credevano) nelle istituzioni e nel modo di gestire la cosa pubblica da parte di Giunte del PD. Non sono tecnico della materia, ma penso che le direttive siano sempre politiche e che taluni dirigenti sono pagati per eseguirle ed altri per controllarne la regolarità e/o la conformità alle leggi.
    Non credo si trattasse sempre di affidamenti d’urgenza per cui non c’era gara ma scelta diretta dell’impresa: ma nessuno ha mai verificato che ci fosse davvero l’urgenza? Nessuno si è mai accorto che gli affidatari dei lavori erano sempre gli stessi?
    Nel privato colui che impartisce direttive (nel pubblico il Sindaco, l’Assessore e la Giunta impartiscono direttive politiche) sono comunque responsabili e comunque coinvolti: come si può parlare di estraneità del Comune ai fatti? Ma gli appalti contestati non vedono il Comune quale contraente?
    Sarebbe interessante sapere se il Sindaco, che con tanta solerzia dichiara di aver rimosso il Dirigente dal suo incarico sin dalle prime “avvisaglie”, abbia pensato di disporre un’indagine interna a cura del neo Dirigente del Settore Lavori Pubblici.
    Da cittadino mi auguro che sulla vicenda venga fatta al più presto “pubblica” chiarezza (e non per una cerchia ristretta come chiede il Signor Gidari) e che chiunque abbia qualche responsabilità “paghi”.
    Sempre da cittadino devo constatare che in tre anni di mandato questa Giunta non ha dato alcun valore aggiunto alla Città, anzi…….

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

  7. Bastiano
    20 luglio 2012 at 09:28

    si potrebbe dire come in tanti altri casi, l’amministrazione non poteva non sapere, si tratta di responsabilità oggettiva?

  8. Carlo Righi
    20 luglio 2012 at 12:17

    Una volta si chiamava “culpa in vigilando”……..

    • FB
      20 luglio 2012 at 13:54

      Linguaggio da docente, mi pare che la frase si usi nell’ambito scolastico, ma cosa vuole dire? sapevo solo della “culpa in educando”.
      So che molti amano il termine “educare”. Lo usavano molto Stalin e Mussolini ed anche la madre superiora negli anni ’60 -’70, è molto citato nella didattica clericale ed alle Frattocchie… forse i tecnici non sono stati educati? Adesso lo usano molto solo i nostalgici.
      Forse questa non è “colpa per vigilando non come si dovrebbe”, come se fosse una mancanza “colposa” e non “colpevole”, ma è: “colpa per non volendo vigilare”. La frase latina, invece, sottintenderebbe la buona fede.

      Le cose più preoccupanti, comunque, non sono, le corruzioni o concussioni attuate privatamente (l’uomo è debole, si sa), ma quelle di sistema. LA PROCURA PARLA DI SISTEMA!

      I meneggi più gravi sono quelli che vengono fatti passare per utili, per compiacere ad un partito o ad un sistema di potere ed ai suoi collegamenti economici. Perché, magari, questo è ritenuto etico, morale, migliore. E’ questo che mi preoccupa, che questo polverone scopra le responsabilità di deboli privati e nasconda quelle di “sistema”.
      Qualcuno mi potrà pure essere sfuggito ma non ho mai visto nessun burocrate di partito locale od amministratore arricchire, ma ho visto tante commistioni e favori di Amministrazioni verso i loro referenti economici ed ho visto tante entità economiche giocare (anche in campagna elettorale) a favore dei loro referenti politici. Questa è la vera battaglia contro la corruzione.
      Due responsabili d’ufficio tecnico in galera per 26000 Euro per interesse privato non mi dicono tanto, mi affligge di più pensare a tanti milioni di Euro giocati in modo apparentemente pulito attraverso cinghie di trasmissione che fanno tornare tutto a casa. Non facciamoci fregare, il problema non è questo! Vediamo i veri appalti, quelli grandi, ma vedrete che lì sarà un po’ più difficile trovare prove oggettive, o che le persegua… a quel gioco non ci giocavano comuni e più sprovveduti “privati”.

  9. 20 luglio 2012 at 13:23

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Le accuse di corruzione e appalti truccati per il caposettore Lavori Pubblici e Patrimonio del Comune: e i controlli dell’amministrazione?

    Il caposettore dell’ufficio Lavori Pubblici e Patrimonio del comune di Castelfranco Emilia è stato arrestato.
    Si parla di sistema corruttivo, di una condotta ciclica sistematica per un periodo che va almeno dal 2008 al 2012 con un intervallo nel 2010.
    Dunque non parliamo di fatti episodici ma di un comportamento metodico che portava a far vincere gli appalti sistematicamente alla stesse aziende in cambio di una tangente del 5%.
    Per quanto in passato abbiamo criticato questa amministrazione è un triste risveglio scoprire che viviamo in un comune all’interno del quale si sviluppato un collaudato sistema corruttivo.
    In 67 anni di vita democratica non erano mai accaduti episodi di questa gravità.
    Nessun politico è coinvolto nelle indagini.
    Ma è giusto chiedesi, possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla?
    Non si accorgevano che gli appalti venivano vinti sempre dalla stesse ditte?
    Quando queste cose avvengo in maniera sistematica è difficile mantenerne il segreto.
    E che ne dicono dei lavori di ampliamento della scuola di Piumazzo, opera frazionata in due stralci (entrambi di costo inferiore ai 500.000 euro) per poterli così assegnare con trattativa privata (per procedere con trattativa privata l’opera non deve superare i 500.000 euro) e non tramite una normale gara di appalto?
    La giunta e in particolare il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici devono delle spiegazioni convincenti ai cittadini di Castelfranco.
    Se non sono in grado di giustificare la loro incapacità di vedere cosa succedeva sotto i loro occhi, sono responsabili perlomeno politicamente ed è giusto che si dimettano.

    Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO

  10. righini rosanna
    20 luglio 2012 at 15:45

    ROSANNA RIGHINI CONSIGLIERE PDL COMUNE DI CASTELFRANCO EMILIA: “CONTRO LA CORRUZIONE NON SI E’ FATTO ABBASTANZA. L’AMMINISTRAZIONE E LA GIUNTA DIANO PROVA DI QUELLA TRASPARENZA DI CUI HANNO SEMPRE PARLATO.

    E’ palese registrare come nel corso degli anni il fenomeno della corruzione abbia fatto breccia anche all’interno del Comune di Castelfranco. E’ un dato assodato, così come credo lo sia la scarsa attenzione data dall’amministrazione al problema. Dopo i brutti episodi che avevano interessato l’organizzazione e la struttura comunale, invece di alzare la guardia si è preferito mantenere un profilo basso e comunque inadeguato rispetto alla gravità di quanto stava accadendo. Questo non significa avere favorito, nemmeno indirettamente, fenomeni che danneggiano il Comune e tutti i dipendenti onesti, oltre alle aziende sane escluse dagli appalti viziati, ma di non avere fatto abbastanza per evitare che il fenomeno potesse degenerare a sistema.
    Ora propongo che il Comune di Castelfranco istituisca una commissione interna che verifichi eventuali vizi, appalto per appalto aggiudicato in passato, e parlo anche sia del fotovoltaico che dell’appalto delle scuole Tassoni di cui come opposizione tramite interrogazioni e ordini del giorno,abbiamo sempre chiesto maggiore chiarezza, e fornisca controlli e garanzie per una gestione trasparente delle future gare. L’amministrazione e la giunta attuali devono essere le prime a farsi carico di questi controlli e di dare garanzie per le gare di appalto future, e che inoltre dovranno essere disponibili a fornire a tutti i cittadini i risultati di questi controlli onde dare prova di quella trasparenza di cui hanno sempre parlato.

    • antonio
      20 luglio 2012 at 20:48

      “CONTRO LA CORRUZIONE NON SI E’ FATTO ABBASTANZA” DETTA DAL PDL! POI RISPARMIARLA QUESTA FRASE GUARDA BERLUSCONI,DELL’UTRI

    • Malizia
      27 luglio 2012 at 11:44

      I fiancheggiatori o suggeritori (non saprei come altro chiamarli se non così o, forse, “insipienti”), che caldeggiavano l’istituzione di una commissione interna, ci sono riusciti. Nel consiglio di ieri sera, infatti, il Sindaco ne ha preannunciata la costituzione: una bella commissione interna formata da dipendenti (scelti chissà come).

      Invece di puntare sul’importanza del lavoro della magistratura si propongono “soluzioni” interne. Controllati e controllori… le stesse persone.

      Per fortuna che questo, pur distribuendo in parrocchia patenti ed attenuanti circa la buona volontà, non fermerà il lavoro dei magistrati.

  11. Malizia
    20 luglio 2012 at 16:43

    Io credo proprio di no, che non si debba costituire nessuna commissione interna per il passato, nemmeno allargata alle opposizioni. Semmai dovevano farlo prima e sicuramente non sono le persone più adatte se fino ad ora non ne avevano sentito l’esigenza. Le commissioni semmai dovranno presidiare sulle decisioni future. Il mio capo in azienda diceva che per affossare un argomento bisognava istituire comitati, consulte, commissioni, direttori, consigli e così faceva… aveva ragione, funzionava, specialmente se in quelgli apparati c’erano i suoi!. Ora c’è la magistratura… e pare che non guardi in faccia a nessuno!

    • Mazzini
      30 luglio 2012 at 14:59

      Concordo pienamente con la Signora Malizia: una commissione interna sarebbe una presa in giro per i cittadini: a farne parte, senza addossare colpe a nessuno, sarebbero chiamati gli stessi soggetti che per ruolo e funzioni avrebbero già dovuto controllare prima.

      Credo che l’imparziale Autorità Giudiziaria non abbia terminato la sua azione di verifica e controllo e quindi è sufficiente attendere ….

      Grazie per l’attenzione.
      Giuseppe Mazzini

  12. mario
    20 luglio 2012 at 23:16

    Tanta finta innocenza è veramente nauseante.

  13. righini rosanna
    21 luglio 2012 at 07:52

    Rosanna Righini
    gent.sig.Antonio
    Ci sono migliaia di amministratori di centro destra,”non corrotti”,che operano in tutti i comuni italiani, cosi come ci sono migliaia di amministratori di sinistra altrettanto seri, e in questo caso stiamo parlando dell’operato del comune di
    Castelfranco Emilia passato e presente.

    • antonio
      21 luglio 2012 at 11:39

      gent.sig.ra righini
      mi piacerebbe che quelli onesti sia di sinistra che di destra mandassero a casa quelli disonesti cosa che non sia-vera mai perché cane non mangia cane

  14. 21 luglio 2012 at 20:25

    Riceviamo e pubblichiamo:

    ARRESTI CASTELFRANCO E CARPI, MANFREDINI: “NON CASI ISOLATI, MA SULLE
    NOSTRE MISURE DI TRASPARENZA STOP DALLA MAGGIORANZA”.

    “Castelfranco e Carpi non sono casi isolati, ma quando proponemmo una
    stretta sui controlli e misure preventive sulla corruzione fummo
    zittiti dalla maggioranza. Col senno di poi chi ci accusò di
    ‘esagerazione’ dovrebbe fare mea culpa”. Così il capogruppo leghista
    in Regione Mauro Manfredini a poche ore dai tre arresti per corruzione
    che hanno visti coinvolti responsabili e operatori degli uffici
    tecnici dei due comuni modenesi e un noto imprenditore di Modena.
    “Lo scorso anno, nel corso della discussione sulla nuova legge
    regionale sulla legalità e semplificazione – spiega Manfredini -,
    presentammo emendamenti per introdurre la rotazione dei responsabili
    dei servizi, maggiori controlli e procedure accertative. Furono tutti
    respinti, nonostante dalla maggioranza ci fu anche chi plaudì alle
    nostre iniziative. Gli allarmi che lanciammo all’epoca non furono
    ascoltati, eppure avrebbero garantito azioni più incisive e
    ‘anticorpi’ più solidi contro i ‘furbetti’. Ma il veto della
    maggioranza non ci spaventa. Andiamo avanti con la nostra battaglia
    per la trasparenza”.
    “Gli arresti di Castelfranco e Carpi – commenta il commissario
    provinciale della Lega Nord di Modena Graziano Fiorini – sono solo un
    nuovo capitolo di una lunga lista di un sistema del malaffare che ha
    non pochi precedenti e sul quale occorre aprire gli occhi. Il lungo
    elenco di casi di reati contro la pubblica amministrazione mette in
    luce un quadro che sta diventando preoccupante.
    I diversi comuni coinvolti in faccende poco chiare devono indurre a
    un’attenta riflessione. Il silenzio del partito di maggioranza è
    assordante. Forse la mancanza di un’ alternanza politica nella nostra
    provincia ha fatto abbassare i livelli di guardia, nonostante i
    proclami degli ultimi anni sul rispetto della trasparenza e della
    legalità e sul contrasto alle infiltrazioni mafiose. Nei casi in
    oggetto la mafia non c’entra ma le vicende di Castelfranco e Carpi
    rivelano un sistema violabile e quindi esposto agli appetiti della
    criminalità organizzata”.

  15. 21 luglio 2012 at 20:30

    Riceviamo e pubblichiamo:

    FDS: CARPI/CASTELFRANCO, RISTABILIRE UN CONTROLLO DEMOCRATICO SULLA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA

    La notizia dell’arresto di tre persone (tra cui due funzionari pubblici) come primo atto di qualcosa che si preannuncia assai più ampio, evidenziando un sistema abbastanza ampio e consolidato di corruzione in materia di appalti pubblici, non può non destare una forte preoccupazione. Sarà compito degli inquirenti svelare nella sua interezza il sistema criminale, e della Magistratura stabilire le responsabilità penali: ma alla cittadinanza tutta ed in primo luogo alle forze politiche della sinistra spetta interrogarsi sullo “stato di salute” della nostra società e della nostra economia. Dopo le tristemente note vicende di Serramazzoni, sulle quali sono in pieno corso le indagini, emerge in altri comuni importanti della nostra provincia l’esistenza di gruppi più o meno organizzati tesi ad appropriarsi indebitamente delle risorse pubbliche.
    La Federazione della Sinistra si augura che si tratti, come pare sia, di un caso singolo ed isolato, in quanto è noto come quello dell’edilizia sia uno dei mondi più esposti alla penetrazione della criminalità organizzata e pertanto sempre altissimo deve restare il livello di attenzione.
    Ma più in generale occorre chiedersi se ed in che misura sia possibile restaurare un effettivo controllo democratico della gestione della cosa pubblica: e ciò è in primissima istanza compito degli amministratori e dei partiti che li esprimono e li sorreggono.
    Invitiamo dunque tutte le forze democratiche della nostra provincia, in primo luogo alle forze che si riconoscono in ideali popolari e di progresso, ad impegnarsi affinché diventi impossibile per funzionari infedeli approfittare della propria posizione. Soprattutto nel campo dell’urbanistica, dell’edilizia e della costruzione e manutenzione dei beni pubblici: ricordando sempre che le ricadute economiche positive di azioni in questi campi non possono e non devono in alcun caso andare a detrimento delle regole della democrazia, né mettere a repentaglio le risorse collettive costituite dal territorio e dalle sue componenti.

    Per la Federazione della Sinistra
    Mario Ori – Segretario Provinciale PdCI
    Stefano Lugli – Segretario Provinciale PRC

    • FB
      22 luglio 2012 at 14:06

      Gent. Sig.ri, trovo fuori luogo che parliate di criminalità organizzata. E’ forse un’abitudine facile che fa presa? Qui non c’entra la criminalità organizzata come di solito la si intende, qui si parla del Comune di Castelfranco Emilia (e di Carpi) e non mi pare ci siano invischiati casalesi, siculi, calabresi. A quale criminalità organizzata vi riferite? Da che volete depistare? E’ forse un ritornello per non parlare di altro, di altre commistioni? Questi casi appaiono, fino a novità ulteriori, atti di corruzione privata sostanzialmente di piccoli pesci. Anche se indubbiamente gravi e da combattere.
      La nostra vera e potente mafia è diversa, è quella che sovraintende al sistema politico/economico, quella che non lascia prove evidenti, quella delle grandi e delle piccole commesse, quella del sistema politico/economico e delle sue cinghie di trasmissione nel sociale.
      Diamo la colpa alla mafia che proviene di lontano solo quando sia credibile.

      Mi hanno colpito in particolare le vostre parole”funzionari infedeli”. E’ un linguaggio da preti. Nella Pubblica Amministrazione non esiste il concetto di fedeltà, non si deve fare per fedeltà, ma esistono regole che debbono essere rispettate. Il vostro è un linguaggio ecumenico. Se parlate di fedeltà allora perché vi siete guardati bene dal riferire che in ogni parrocchia il parroco è il responsabile di tutto ciò che succede?
      E’ solo un problema di funzionari infedeli? Amministrazione tradite da qualche subdolo Giuda? Amministratori come Gesù?
      Del resto, solo uno sprovveduto si aspetterebbe autonomia di giudizio da chi ambisce entrare nel consiglio pastorale. Voi che parlate tanto di tutela delle risorse collettive perché non chiedete lo stato e la verifica economica dell’investimento sul fotovoltaico di Castelfranco? Mi parrebbe il minino, visto che la cifra in ballo è di 20 milioni di Euro?

      • Antimafia
        23 ottobre 2012 at 18:36

        ‘Ndrangheta, arrestato il boss in affari con la giunta Pd a Serramazzoni

        Insieme a Rocco Antonio Baglio, in cella per violenza ed estorsione, fermati anche Salvatore Guarda e Marcello Limongelli. Baglio è anche indagato, e a piede libero, per corruzione negli appalti ottenuti con l’amministrazione dell’ex sindaco del paese modenese, Luigi Ralenti

        di Stefano Santachiara | Serramazzoni (Mo) | 22 ottobre 2012 per il Fatto

        Un gruppo criminale legato alla ‘ndrangheta che era in grado di seminare il terrore tra gli imprenditori rivali e al contempo di fagocitare appalti per 2 milioni e 700 mila euro nel Comune di Serramazzoni, sciolto nel luglio scorso dopo le dimissioni della Giunta. Non solo Milano, Lombardia, ma anche l’Emilia rossa nell’inchiesta del pm Claudia Natalini e della Guardia di Finanza che stamattina ha portato all’arresto di Rocco Antonio Baglio, ex soggiornante obbligato di Gioia Tauro, e dei due conterranei Salvatore Guarda e Marcello Limongelli.
        Gli inquirenti modenesi non contestano l’aggravante dell’articolo 7 all’ associazione a delinquere finalizzata a vari reati, dall’estorsione all’incendio alla turbata libertà degli incanti, ma sottolineano come “le metodologie utilizzate dall’organizzazione erano quelle tipiche di stampo ‘ndranghetista, particolarmente efficaci e convincenti”. Il quadro ricostruito nell’ordinanza di custodia cautelare contesta una sequela di episodi impressionanti.
        Dalle minacce di provocare risse nei night club che non pagavano il pizzo all’invio della testa di un capretto adagiata lungo le scale di uno studio immobiliare che aveva osato sfidare gli interessi del sistema, da otto bossoli in busta chiusa come estremo avvertimento per uno sgarro all’incendio dell’abitazione di un costruttore rivale. Le azioni, si legge nelle carte giudiziarie, erano finalizzate a “scoraggiare la partecipazione di eventuali altre imprese alle procedure di assegnazione degli appalti o subappalti ovvero indurre i funzionari pubblici che ricoprivano un ruolo centrale nell’aggiudicazione di un appalto a seguire le indicazioni dell’organizzazione” e ad estorcere denaro. Oltre alla tradizionale garanzia di protezione, c’era “la corresponsione forzata di somme di denaro da altri imprenditori, ritenuti responsabili per non essersi sufficientemente adeguati nell’ambito delle trattative commerciali intercorse con la società riconducibile all’organizzazione criminale”.
        Al contrario, chi si adeguava entrando a far parte del sodalizio, otteneva “non solo la condivisione degli utili in tal modo illecitamente conseguiti, ma anche il loro appoggio nella risoluzione di controversie di varia natura in cui risultavano coinvolti i soggetti collusi”. I legami col potere politico-amministrativo sono definiti “relazioni e cointeressenze con alcuni soggetti posti in posizione di rilievo” nel Comune di Serramazzoni, “con la finalità di ottenere agevolazioni e la garanzia di un trattamento privilegiato nella gestione delle procedure di evidenza pubblica”.
        Gli arrestati erano abili ad eludere le indagini, parlando in aperta campagna e utilizzando un linguaggio criptico nelle telefonate. In alcune intercettazioni i riferimenti alla “capra” alludono al compenso da versare. La lunga e delicata inchiesta, un unicum in Emilia Romagna, è partita nella primavera del 2011 da presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori di restyling dello stadio a ditte riconducibili a Rocco Baglio. L’opera pubblica firmata dalla controllata comunale ‘Serramazzoni patrimonio’ era stata assegnata con la formula in project financing al costo di un milione e 100 mila euro.
        In particolare l’ex soggiornante obbligato reggino, ora agli arresti con l’accusa di aver incendiato la villa del costruttore rivale Giordano Galli Gibertini, è indagato per corruzione e turbata libertà di scelta del contraente assieme a Luigi Ralenti, immobiliarista e sindaco del Pd dal 2002 sino alle elezioni dello scorso maggio. La sostituta Sabina Fornari, già assessore all’Urbanistica poi passata ad una lista civica nel tentativo di proporsi come il “rinnovamento”, si dimette neppure due mesi dopo.
        Per lei, il mentore Ralenti, la moglie di quest’ultimo Rosanna Bonfiglioli e il capo dell’ufficio urbanistica Enrico Tagliazucchi la Procura di Modena ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata a concussione, abuso d’ufficio ed edilizio. Nelle campagne di San Dalmazio in settembre il Corpo Forestale dello Stato, su delega del pm Natalini, sequestra 40 appartamenti costruiti dall’imprenditore di Guiglia Remo Uccellari, due dei quali acquistati da parenti della Fornari.
        La lottizzazione senza variante al piano regolatore era avvenuta per effetto di alcune compensazioni, previste dal piano urbano, come il campetto da calcio e l’ambulatorio della frazione. Tutti professano la loro innocenza. Ralenti in particolare non ha mai negato gli incontri con Baglio, peraltro documentati dalla Guardia di Finanza, ma li definisce “normali colloqui istituzionali, parlavamo di tutto, non degli appalti”.

  16. 21 luglio 2012 at 20:31

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Carpi/Castelfranco: Morrone (SEL), Accertare le responsabilità, fare pulizia, tenere alta l’attenzione
    L’atteggiamento da tenere rispetto alla vicenda degli arresti di due tecnici comunali di Carpi e Castelfranco e di un imprenditore modenese, anche in attesa degli esiti giudiziari e della conclusione complessiva delle indagini, non può essere né di trascuratezza né di generalizzazione.
    Tuttavia, questa vicenda segnala una spia, la brutta commistione tra pezzi della Pubblica Amministrazione e di imprenditoria, che oltre a richiedere l’accertamento pieno delle responsabilità e la punizione delle stesse agli occhi della cittadinanza indignata, rivela un segnale più profondo perché si inserisce all’interno di un territorio intaccato diverse volte, nel corso degli ultimi mesi e anni, dal punto di vista della legalità.
    Questa preoccupazione non può surclassare i molteplici e positivi strumenti di cui le Istituzioni locali si sono dotate per prevenire la corruzione e il malaffare, ma tale constatazione non può stare a significare che ci si riposa sugli allori tanto il nostro sistema regge; il modello di buona amministrazione e di vitalità civica, che contraddistingue i nostri territori, va continuamente sottoposto a ricognizione critica e vivificato, altrimenti rischia di perdere i propri punti di forza, anche in considerazione della difficile fase di ricostruzione post-sisma che si aprirà nell’area Nord della provincia. Da questo punto di vista, bene ha fatto Libera a richiamare la necessità di un lavoro culturale diffuso e potenziato sui temi della legalità e del contrasto alla corruzione.

    Giuseppe Morrone,
    Coordinatore Federale SEL

    • FB
      30 luglio 2012 at 23:28

      Il finale mi ricorda molto Casini, uguale uguale. Bene ha fatto, bene ha brigato, le attenzioni, quello che è stato fatto è buono…

      SEL sta a PD come Casini sta a Monti.

      La cittadinanza è indignata sì! Proprio! Altro che modello di buona Amministrazione e vitalità civica e da vivificare!
      Lavoro culturale? Bella ! Qui ci sono dei reati, delle regole non rispettate ed amministratori che non hanno visto! Non vorrei che si pensasse di risolverlo con qualche parola sulla cultura.
      Non è la gente ad avere la cultura del malaffare, ma i politici che lo permettono, maggioranza e fiancheggiatori “mutanti”. Non è un discorso preliminarmente di cultura ma di soldi.

      Che in consiglio Comunale si sapesse chi si sarebbe aggiudicato talune opere è notorio, le voci correvano ovunque e si sono sempre rivelate esatte . Anche nelle cose grosse. Lo si era indovinato sul fotovoltaico, ora vediamo se le previsioni saranno confermate anche per i prefabbricati delle scuole di Piumazzo, le voci circolano da un po’.
      Riposare sugli allori! Lavoro culturale diffuso come se ci fosse bisogno di istruire i cittadini? Ma va! I cittadini stanno vedendo!

  17. 21 luglio 2012 at 20:38

    Riceviamo e pubblichiamo:

    CASTELFRANCO EMILIA LIBERA DA MAFIE E CORRUZIONE!

    La gravità dei fatti di cronaca che ormai da alcuni giorni occupano le pagine di quotidiani locali e nazionali deve portare a delle serie e profonde riflessioni.
    Già all’inizio del corrente anno avevamo proposto due ordini del giorno per esprimere una secca ed unanime condanna alle mafie ed alla corruzione che, come è dato leggere, non ha lasciato indenne il nostro Comune. Riteniamo non più prorogabile la loro trattazione in Consiglio Comunale proprio alla luce dei tristi fatti ormai di dominio pubblico,
    Non siamo “veggenti”, ma il “sistema” come delineato dalla Procura di Modena denota, se non altro, la necessità di un’attenta disamina: mesi fa avevamo chiesto, ma purtroppo non ancora ottenuto, l’elenco di tutti i contratti di manutenzione affidati dal Comune negli ultimi anni e come fossero state individuate e scelte le ditte assegnatarie. Se il nostro “spunto” fosse stato raccolto ed il richiesto elenco fosse stato predisposto, sarebbe stato ben evidente il “ricorrere” dei soliti affidatari, delle solite ditte e, quindi, si poteva intervenire. Invece, nessuna risposta ed a quanto pare, neppure la “curiosità” di capire il perché delle nostre richieste. Neppure la documentazione richiesta in ordine all’affidamento della “gestione calore” ci è mai stata fornita: perché???
    Addirittura siamo stati “accusati” di far spendere soldi al Comune e tempo ai dipendenti per ottenere le risposte.
    Se si volesse ed a nostro avviso si deve, fare assoluta chiarezza, riteniamo inutile istituire una commissione d’indagine interna: sarebbe sufficiente che gli uffici preparassero la documentazione da noi richiesta.
    Non si può affermare che poiché trattasi di affidamenti di lavori per piccoli importi è impossibile controllare: se il nostro Gruppo ci prova, forse chi gestisce denaro pubbliche lo deve fare. Non è questa un’accusa a qualcuno, ma la semplice risposta alle dichiarazioni del Segretario del PD Baruffi a “difesa” del Sindaco Reggianini e della sua Giunta. A tal proposito, quale ex Sindaco, dovrebbe sapere come diceva il Principe De Curtis, in arte Totò, “E’ la somma che fa il totale!”. Infatti tutti gli appalti/affidamenti per opere dello stesso tipo confluiscono nella stessa voce di bilancio! .
    Se, come afferma sempre il Segretario Baruffi, i Sindaci e le Giunte vigilano solo su appalti di rilevante entità, gli chiediamo se questo è stato fatto per l’affidamento dell’appalto per la realizzazione dei tre campi fotovoltaici comunali per un importo di 20 milioni di euro che, peraltro, sono stati progettati preliminarmente dal dirigente coinvolto nei fatti “forte” di una preparazione di appena 15 ore di corso!! E non dimentichiamo che parliamo di “Energia Sostenibile”…
    Speriamo che almeno ora le tante nostre domande troveranno risposta chiara e completa e non finiscano impantanate in un nuovo ed a nostro avviso inaccettabile “regolamento del Consiglio Comunale” che “tarpa le ali” a chi vuole esprimere sue opinioni politiche ed avanzare richieste per espletare al meglio il suo mandato.
    Castelfranco Emilia libera da mafie e corruzione!!!!

    Giorgio Barbieri Capogruppo Lega Nord PADANIA
    Cristina Girotti Zirotti Coordinatrice Gruppo Lega Nord PADANIA

  18. Luigi Luppi
    22 luglio 2012 at 00:41

    Grazie Giorgio e Grazie Cristina…
    per l’impegno che da sempre dimostrate…

    erano 11 anni che aspettavo questo momento…
    dopo essere stato estromesso dall’uffico tecnico di castelfranco da quel signore che ho visto in manette in tv…
    e mi fermo qui, per pietà divina…che non ho per lui e chi lo sosteneva…
    Grazie alla Polizia, ai procuratori e sostituti, al Questore…
    Li adoro !!!
    tutti e mi fanno ben sperare per il triste futuro dei nostri figli…

    il nostro è stato questo…
    solo merda…

    Luppi Luigi

  19. guglielmo
    22 luglio 2012 at 10:04

    Ben detto Barbieri e Zirotti !!!! Ben detto cento volte!!!!
    …ma poichè parlate a nome di Lega Nord PADANIA…diciamo anche, per esempio, se si vuole essere credibili, ” Padania libera da mafie e corruzione!!!! ” ….per esempio dalla corruzione che in Lombardia è stata associata a Penati ma anche ad importanti esponenti istituzionali di Lega Nord e di PDL…o no?
    cordialità..

  20. Luigi Luppi
    22 luglio 2012 at 10:46

    “la polizia ha accertato come Rispoli abbia favorito un’azienda nell’appalto di lavori a Castelfranco per il fotovoltaico”…
    scritto da Valentina Beltrame sul Resto del Carlino.

    Quindi ci siamo saltati dentro a piedi pari anche col fotovoltaico ???
    e a San Felice cosa ne pensano ????

    e sono stupende le parole del procuratore aggiunto Lucia Musti…
    Finalmente !!! Una Persona assetata di giustizia e legalità.
    Le faccio migliaia di auguri, ringraziandola e ringraziandoli tutti…
    per non averci lasciato soli… in questa valle…
    …terremotata…
    e si dice che le disgrazie non vengono mai da sole…
    ed il terremoto era solo l’infausto inizio…

    E chi è quel consigliere di una nota coop di Modena ???
    E l’ingegnere dell’Agenzia per l’Energia e lo sviluppo ???

    Si è aperto il vaso di pandora ???

    Spero, spero e spero vivamente che NON sia solo l’inizio…
    di un’altro terremoto…
    ne abbiamo già abbastanza di quello in atto…
    soprattutto a San Felice…

    Luppi Luigi

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