L’opera più ambiziosa, più costosa e più coraggiosa del Comune di Castelfranco Emilia, l’unico vanto dell’amministrazione Reggianini, più si va avanti e più sembra candidarsi come il più grande fallimento di tutti i tempi: i tre impianti fotovoltaici “a terra” da 3MW, allacciati a luglio 2011, inaugurati ufficialmente – non senza difficoltà – il 17 settembre 2011 (e già trafugati dopo due mesi…), anziché produrre energia (i dati… chi li ha visti?), pare che da due anni a questa parte stiano producendo solo guai.
Infatti, fin dalla prima presentazione di questo mega-progetto (la panacea contro tutti i mali di bilancio), presentazione fatta prima alla stampa e poi ai consiglieri comunali, l’investimento di 20 milioni di euro (con un leasing di 20 anni) ha sollevato un polverone di dubbi, tacciato dall’amministrazione comunale come politica del sospetto condita di invenzioni e “strane insinuazioni” (anche verso i giornalisti che ponevano semplici domande), ma che adesso, alla luce della perquisizione scattata in questi giorni in Piazza della Vittoria ad opera della polizia giudiziaria (su mandato della Procura), che ha avviato un’indagine nei confronti del responsabile del settore Lavori Pubblici, architetto Nicola Rispoli, responsabile anche del progetto Fotovoltaico, insomma… tutti quei “dubbi” ci tornano in mente. E una domanda nasce spontanea: non è che i nove esposti sul Fotovoltaico presentati dalla Lega Nord in Procura e alla Corte dei Conti abbiano sortito un primo effetto?
Leggiamo sulla stampa di oggi che il sindaco esclude categoricamente il Fotovoltaico dalla vicenda: le indagini, infatti, pare siano concentrate su presunte irregolarità edilizie. E sempre Reggianini smentisce che ad indagare ci sia anche la Direzione Distrettuale Antimafia, sottolineando che la Giunta non sia coinvolta in alcun modo e che comunque il Comune ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente indagato, che risulterebbe già sostituito (anche Rispoli si tirerebbe fuori da ogni ipotetica “amicizia pericolosa o favoritismo nell’espletamento delle sue funzioni”, come riporta “La Gazzetta di Modena” del 15/4/2012).
Quindi, sarebbe avventato gettare altre ombre sul Fotovoltaico: il Fotovoltaico “non c’entra niente”: i suoi pannelli sono trasparenti, non possiamo fare ipotesi, nonostante ci balzi alla mente la notizia di appena una settimana fa relativa alla revoca ad una ditta bresciana che in subappalto era stata incaricata di posare i pannelli solari in alcune scuole modenesi (dietro verifica richiesta dalla stessa Provincia di Modena, anche se non obbligatoria)… E nonostante ci balzino ancora alla mente i nodosi retroscena sul “nostro” Fotovoltaico: dall’appalto aggiudicato d’urgenza al CCC di Bologna, senza attendere l’esito del ricorso al TAR presentato dalla società Elettrodinamica perché esclusa dalla gara in quanto non aveva il certificato antimafia di un finanziatore, un ricorso che fece spendere 12.000 euro in consulenze legali… E poi i 49.000 euro e rotti per la progettazione preliminare e i 25.000 euro per una consulenza progettuale, con presunti “scambi” di tecnici tra Comuni, ecc. ecc. (in proposito, invitiamo a rileggere questi commenti: http://www.lacarbonarablog.it/?p=8496&cpage=1#comments).
Attendiamo di vedere la luce: l’unica cosa certa è che è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica sui Lavori Pubblici del nostro Comune… e non è una bella notizia.
Comitato di Redazione










ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
gent.sig.Antonio
quando il denaro comincia a scarseggiare”tutti i nodi vengono al pettine”, ma non si preoccupi perchè andranno a casa.Tutto cambierà radicalmente, e non in tanto tempo.
gent. sig.Malizia
mia nonna diceva che per affossare un argomento bisogna non parlarne,
istituire commissioni dove anche l’opposizione possa intervenire, permettono una delle attività di controllo previste negli enti pubblici,
permettono di portare all’attenzione dell’opinione pubblical’argomento,è quell’attività all’interno delle istituzioni che si chiama trasparenza e serve per governare un ente nell’interesse pubblico: il silenzo, la non trasparenza, la mancanza di informazioni, permetto esattamente il contrario, ciò la difficoltà di controllo dell’ente e quindi come potrà dedurre anche lei,è da
qui che possono nascere tutti i problemi…
Io non ho una nonna che parlasse di politica, ma ne parlava il nonno. Diceva che quando i politici si spostavano molto, si davano molto da fare e parlavano di pace, sicuramente sarebbe scoppiata una guerra e sempre così fu.
A parte le rimembranze sui nostri cari ora, comunque, su quello che è stato, il ruolo è principalmente della magistratura. Non scordiamocene, parlare di altri metodi ed altri controlli è in questo caso, tardi. Forse anche fuorviante, la magistratura deve fare il suo cammino, il ruolo di tutti è di aiutarla e non di pensare in questo momento a parlamentare.
Visto che Lei parla di opinione pubblica potrà anche Lei dedurre che quello che vuole l’opinione pubblica sia scoprire i responsabili fino alla fine, non creare organi. Non facciamo come coloro che dopo avere mandato Monti ed i tecnici, affidano le cose ai tecnici consulenti dei tecnici. Sono solo modi per sfuggire e perdere tempo.
La politica e le opposizioni potranno efficacemente controllare il futuro con gli strumenti idonei. Esistono già le commissioni, il consiglio comunale, se non funzionano e se non c’è spazio va sottolineato… verso l’opinione pubblica ed anche agli organi che soprassiedono al rispetto delle regole e delle istituzioni. Faccio una domanda: “Come, da chi e da quali segnalazioni è iniziata l’indagine della magistratura?”
Riceviamo dal PD di Castelfranco:
“Il Pdl non perde occasione per confermare di non riuscire a rispettare la distanza che deve esistere tra politica e istituzioni”. Così il capogruppo PD in Consiglio comunale Devid Ghermandi risponde alle prese di posizioni dei consiglieri comunale Gidari e provinciale Rinaldi in merito all’indagine che ha coinvolto un funzionario del Comune di Castelfranco.
“Il nostro ordinamento giuridico prevede, correttamente, la funzione di controllo dell’amministratore sul personale tecnico e amministrativo sui risultati rispetto agli obiettivi, sulle performance organizzative e di rapporto con enti e cittadini. Il Sindaco e la Giunta non possono certo porre bocca e sindacare ogni singolo atto di gestione, salvo commettere illegittime ingerenze nei reciproci ruoli”.
“Sindaco e assessori – prosegue il capogruppo – misurano i risultati e verificano obiettivi ed indirizzi, è evidente a tutti, tranne che ai consiglieri del PDL, che la parte politico/istituzionale non può e non deve avere nessuna voce in capitolo sulle imprese da chiamare o altri aspetti di questo tipo. Non è questo il compito né dei partiti né degli amministratori”.
Scusate, spero di non avere capito bene. Significa che su queste cose è tutto normale che sia così e che pertanto si ritiene che non ci fosse nulla da fare e che non ci sia nulla di legittimo da fare da parte vostra in futuro per evitarlo? Per non commettere ingerenze? per rispettare i ruoli? Se per Voi è così, basta dirlo.
Speravo, invece, che oltre la mera verifica degli obiettivi e degli indirizzi generali come scrive, ci fosse anche il controllo sulla regolarità, che ricordiamolo, non è solo questione etica o morale, ma è in grado di portare vantaggi diretti alla comunità rispetto alla qualità delle opere realizzate dalle ditte appaltate e rispetto ai costi sostenuti.
Da quel che dite si evince che il Vostro pensiero sia che non ci c’è nulla da fare contro la corruzione.
Sento le solite fantastiche storie, prima ci hanno raccontato che ‘anche i coccodrilli volano’ ed ora si lamentano e piangono ‘lacrime di coccodrillo’. Sono i cittadini gli unici ad avere, in questa situazione, il diritto a proclamarsi ‘parte lesa’. Gli altri attori di questa vicenda stanno spudoratamente fingendo di non sapere nulla ma basterebbe guardare gli ‘atti’ per accorgersi che le strane consulenze e le strane progettazioni, sia interne che esterne, erano avallate da chi ora fa bella mostra della propria indignazione.
Righini rosanna
Tutto quanto lei dice è condivisibile, infatti è il momento della Magistratura, ma mi creda, in questi tre anni di consigliatura, abbiamo molte e più volte “ sottolineato le difficoltà di controllo”, ma è anche il momento di insistere noi oggi come pubblici amministratori, ma anche come cittadini, come imprenditori, come lavoratori, perché il sistema cambi, ad ogni modo evitiamo come sempre per citare una famosa frase-“ che tutto cambi per rimanere tutto eguale”-
http://www.castelfranco5stelle.it/2012/07/19/manette-in-comune/
A mio avviso, già dalla semplice lettura dello Statuto Comunale, qualcosa si rileva…:
STATUTO COMUNALE
Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n.86 del 23.05.2000
Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 227/14.11.2001
Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 177 del 17/11/2005
Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 54 del 15/03/2006
Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 58 del 27/04/2007
Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 181 del 01/12/2008
CAPO II – Il sindaco
Art.34 – Princìpi
1. Il sindaco è l’organo responsabile della amministrazione del comune.
2. Le modalità di elezione, le cause di ineleggibilità e di incompatibilità e quelle di cessazione dalla carica del sindaco sono stabilite dalla legge. I suoi poteri sono stabiliti dalle leggi, dal presente statuto e dai regolamenti.
Art.35 – Funzioni
1. Il sindaco rappresenta l’amministrazione comunale ed esercita le funzioni di ufficiale di governo.
2. Nomina e revoca gli altri componenti della giunta comunale e sovrintende al funzionamento degli uffici, dei servizi e all’esecuzione degli atti.
3. Coordina, promuove e indirizza l’attività degli assessori e in generale l’attività politico-amministrativa del comune.
4. Il sindaco oltre alle funzioni di ufficiale del governo e quale rappresentante della comunità locale, di cui agli articoli 14 e 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267:
a) richiede la convocazione del consiglio comunale al suo presidente, indicando gli argomenti dell’ordine del giorno, sulla base anche delle proposte della giunta e degli altri soggetti o organi competenti;
b) convoca e presiede la giunta comunale;
c) partecipa alle sedute della conferenza dei capi gruppo, delle commissioni consiliari e di indagine e dei gruppi di lavoro temporanei, costituiti dal consiglio comunale, con le diverse modalità previste dal presente statuto;
d) predispone il documento contenente le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato e, sentita la giunta, lo presenta al consiglio;
e) dà comunicazione al consiglio comunale, degli assessori da lui nominati e delle eventuali dimissioni, revoche e surrogazioni degli stessi;
f) provvede, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio comunale, alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, e alla nomina e alla revoca dei componenti degli organi di amministrazione e gestione delle istituzioni, delle aziende del comune e degli enti ed organismi sottoposti alla sua vigilanza;
g) nomina e revoca i responsabili dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali, di alta specializzazione e di area direttiva e gli incarichi di collaborazione esterna;
h) nomina e costituisce gli organi di controllo interno secondo le tipologie e con le modalità stabilite dalla legge, dai regolamenti e dagli atti generali di indirizzo;
i) nomina e costituisce le commissioni comunali previste per legge, nei casi in cui nelle stesse non siano previsti componenti del consiglio comunale;
j) rappresenta il comune in giudizio e promuove davanti all’autorità giudiziaria i provvedimenti cautelari e le azioni possessorie, fatti salvi i successivi provvedimenti da parte degli organi competenti ;
k) rappresenta il comune nell’assemblea dei consorzi costituiti per la gestione associativa con altri enti di uno o più servizi;
l) assume l’iniziativa e partecipa alla conferenza per gli accordi di programma e li approva per quanto di competenza;
m) indice i referendum e le consultazioni popolari previste dal presente statuto, con le modalità indicate dal regolamento;
n) coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, di intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli
orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti;
o) emana le direttive ai responsabili dei servizi comunali agli organi di gestione delle istituzioni, delle aziende comunali e degli enti dipendenti o controllati dal comune, operanti nel territorio del medesimo, al fine di coordinarli con gli orari indicati alla lettera n);
p) concede il patrocinio dell’amministrazione comunale a manifestazioni ed iniziative culturali, sportive o di altro genere;
q) adotta tutti gli atti e i provvedimenti attribuitigli dalla legge, dal presente statuto e dal regolamento.
5. Salvo quanto disposto dall’art.41, comma 1, le funzioni indicate al comma 4, lettere j) e l), limitatamente alla partecipazione alle conferenze per gli accordi di programma, possono essere delegate al direttore generale o ai responsabili delle unità organizzative.
Art.47 – Attribuzioni
1. La giunta comunale approva, sulla base degli atti fondamentali del consiglio, gli atti esecutivi e tutti i provvedimenti che non importano impegno di spesa sugli tanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilità alla competenza dei responsabili delle unità organizzative.
2. La giunta collabora con il sindaco nell’esercizio del controllo e della verifica delle attività amministrative e di gestione.
3. La giunta riferisce annualmente al consiglio sulle proprie attività.
4. La giunta svolge attività consultiva e di collaborazione nei confronti del Sindaco, attività propositiva e di impulso nei confronti del consiglio comunale ed attività organizzativa e dispositiva.
5. Nell’ambito dell’attività consultiva e di collaborazione nei confronti del sindaco spetta alla giunta:
a) l’espressione del parere in merito alle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato, nonché in merito ai relativi adeguamenti e modificazioni;
b) la deliberazione preventiva alla nomina del direttore generale.
6. Nell’ambito dell’attività propositiva e di impulso nei confronti del consiglio comunale spetta alla giunta:
a) predisporre lo schema dei bilanci e della relazione previsionale e programmatica e delle relative variazioni, nonché della verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio;
b) presentare la relazione illustrativa del rendiconto della gestione;
c) predisporre i programmi e i piani economico-finanziari del comune;
d) predisporre i programmi triennali, l’elenco annuale e i progetti preliminari di opere pubbliche, i piani degli investimenti;
e) predisporre i piani territoriali ed urbanistici, i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione e le eventuali deroghe e varianti;
f) proporre i regolamenti da sottoporre alla deliberazione del consiglio comunale;
g) proporre le convenzioni con altri comuni e con la provincia, la costituzione e la modificazione di forme associative, l’assunzione di pubblici servizi e la forma della loro gestione.
7. Nell’ambito delle attività organizzative compete alla giunta:
a) approvare il piano esecutivo di gestione e le relative variazioni con le modalità previste da apposite norme regolamentari;
b) definire le modalità di realizzazione dei programmi e i relativi tempi di attuazione;
c) approvare i criteri e le metodologie per il controllo della produttività e per il controllo interno di gestione e per il sistema permanente di valutazione dei responsabili delle unità organizzative e del personale;
d) acquisire periodicamente informazioni dal direttore generale, dal segretario generale e dai responsabili delle unità organizzative per verificare lo stato di attuazione dei programmi e progetti ed il corretto ed efficiente uso delle risorse.
8. Nell’ambito dell’attività dispositiva spetta alla giunta:
a) l’approvazione di progetti preliminari delle opere pubbliche e dei lavori compresi nell’elenco annuale delle opere approvato dal consiglio comunale;
b) la verifica di conformità dei progetti esecutivi delle opere pubbliche, ferma restando la competenza del responsabile del servizio;
c) la verifica di conformità delle perizie di appalti e di servizi e forniture, ferma restando la competenza del responsabile del servizio;
d) l’approvazione dei piani urbanistici particolareggiati di iniziativa privata, purché relativi ai comparti compresi in piani particolareggiati già approvati e privi di contenuti innovativi nei confronti di questi, ovvero relativi a comparti di modeste dimensioni privi di contenuto discrezionale. Il consiglio comunale definisce, con apposita deliberazione preventiva, i criteri dettagliati per l’esatta individuazione dei comparti da realizzarsi con piani particolareggiati di iniziativa privata la cui approvazione rientra nella competenza della giunta;
e) accettazione e il rifiuto di lasciti e donazioni, ad eccezione di quelli relativi a beni immobili che rientrano nella competenza del consiglio comunale;
f) la predisposizione dei ruoli dei tributi comunali nell’ambito della disciplina generale fissata dal consiglio comunale;
g) l’approvazione delle tariffe e dei prezzi dei servizi e delle vetture di piazza e degli altri veicoli;
h) l’autorizzazione al sindaco a stare in giudizio;
i) l’approvazione degli atti fondamentali delle aziende speciali non espressamente riservati al consiglio comunale, fatta salva la possibilità di proporre al consiglio l’approvazione di quegli atti che incidano in modo rilevante sull’attività e sul bilancio comunale;
j) la classificazione delle industrie insalubri;
k) la approvazione del regolamento sullo ordinamento degli uffici e dei servizi e l’adozione degli atti organizzativi nel rispetto del presente statuto e dei criteri generali stabiliti dal consiglio comunale;
l) la definizione delle dotazioni organiche definitive e dei piani pluriennali di acquisizione delle risorse umane nel rispetto degli atti di programmazione finanziaria e secondo le modalità stabilite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti;
m) l’autorizzazione alla stipulazione definitiva dei contratti collettivi integrativi decentrati di lavoro nei limiti di spesa autorizzati dal consiglio comunale e nel rispetto dei vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali;
n) la determinazione preventiva del trattamento economico dei dirigenti, alte specializzazioni o funzionari dell’area direttiva, assunti con contratti di lavoro a tempo determinato, al di fuori della dotazione organica, ai sensi dell’art. 50;
o) l’autorizzazione alla stipulazione degli accordi con i soggetti privati interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale dell’amministrazione o degli accordi sostitutivi di questo, ove espressamente
previsti dalla legge, qualora la causa di detti accordi non rientri fra gli obiettivi affidati ai responsabili delle unità organizzative dal piano esecutivo di gestione;
p) la determinazione e l’aggiornamento della misura dell’indennità di funzione del sindaco e degli assessori e del presidente del Consiglio nel rispetto dei minimi stabiliti per legge e dei vincoli di bilancio.
9. La giunta è altresì competente ad adottare gli atti di amministrazione pecificatamente attribuiti da leggi statali e regionali, dal presente statuto o non espressamente attribuiti ad altro organo.
Grazie per l’attenzione.
Giuseppe Mazzini
Salve,
desidero ringraziare il Sig. Mazzini per il lavoro preciso e puntuale da cui risultano chiare le responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto.
Si rimane basiti di fronte a queste ammissioni di “non controllo” da parte del primo cittadino e del silenzio dell’assessore ai lavori pubblici Vigarani (capo di Rispoli). In quest’ultimo caso il silenzio vale più di mille parole.
cordiali saluti
Riceviamo e pubblichiamo:
Le dichiarazioni dei politici sulle accuse di corruzione e appalti truccati per il caposettore Lavori Pubblici e Patrimonio del Comune di Castelfranco: e chi doveva vigilare???
Le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta di Modena in data 20 luglio dal sindaco di Castelfranco Emilia, Stefano Reggianini, sono una vergognosa fuga dalle proprie responsabilità.
Lui non vigilava perché “il mio ruolo è politico e non tecnico”, e poi “si tratta di piccoli importi” I piccoli importi sommati fanno un milione di euro, che è un importo non tanto piccolo.
Allo stesso modo non vigilava l’assessore ai lavori pubblici Vigarani.
E chi dovrebbe controllare?
A complemento di queste dichiarazioni aggiungiamo quanto detto dal segretario provinciale del PD Baruffi a Il Resto del Carlino il 21 luglio: “Nessun amministratore in un comune arriva mai a leggere le carte di lavori stradali di quella entità: è pura routine. Semmai si vigila su un progetto di altre dimensioni, una tangenziale o un ospedale”, e poi “In qualsiasi comune un funzionario infedele può distrarre quelle cifre senza che nessuno se ne accorga”.
È una scoperta inquietante, nessuno vigila su eventuali funzionari infedeli, se rubano non se ne accorge nessuno, i politici non controllano.
È cosi che si possono produrre fenomeni corruttivi elevati a SISTEMA.
Se non interviene la magistratura il sistema corruttivo può andare avanti all’infinito, espandersi, creare un centro di potere che influenza le decisioni dell’amministrazione.
È una gravissima ammissione di responsabilità politica.
A questo aggiungiamo che l’amministrazione di Castelfranco Emilia difetta gravemente in fatto di trasparenza negli atti amministrativi, come abbiamo sottolineato molte volte in passato.
La mancanza di trasparenza favorisce l’illegalità.
Dopo questa ammissione il sindaco si dovrebbe dimettere, assieme all’assessore ai lavori pubblici Vigarani.
Siamo ancora in attesa di dichiarazioni pubbliche di Vigarani, ma forse è troppo impegnato a controllare cartelli e bacheche del comitato No alle Cave.
Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO
Complimenti anche a voi per il lavoro svolto. A Castelfranco c’è un gran bisogno di respirare aria pulita, in tutti i sensi
cordiali saluti andrea
http://www.modenatoday.it/cronaca/mario-silvestri-corruzione-modena-tecnici.html
I recenti gravissimi sviluppi delle indagini sulla gestione degli appalti pubblici nel Comune di Castelfranco Emilia che hanno portato all’arresto del dirigente responsabile del settore non possono essere derubricati – come fa il sindaco Reggianini nella sue prime ed imbarazzate dichiarazioni – come episodi di infedeltà di qualche dipendente che vedono l’amministrazione come parte lesa.
Se – come sembra dalle indiscrezioni di stampa – in quell’ufficio parte dei soldi destinati a opere per la collettività venivano utilizzati per fini personali (leggiamo che parte dei fondi per la nuova sala d’attesa stazione e per il teatro sarebbero stati utilizzati per la ristrutturazione di una delle case del dirigente arrestato) non solo è venuta meno la fedeltà del dipendente ora indagato, ma sono totalmente mancati quei doverosi controlli interni (amministrativi e politici) che sono la base di una corretta amministrazione
ed una minima garanzia di buon governo per i cittadini.
Quell’ufficio lavori pubblici ha gestito, con il consenso ed il sostegno dell’amministrazione comunale, opere pubbliche per milioni di euro come la costruzione della nuova biblioteca (4 milioni di euro), diverse scuole sul territorio tra cui il nuovo polo scolastico (7 milioni di Euro) ed il mega l’impianto fotovoltaico da 20 milioni di euro, opere sulle quali nulla è ancora trapelato, ma che ci aspettiamo siano attentamente vagliate dalla magistratura.
Crediamo quindi, che al di la delle responsabilità penali che sono ovviamente personali, questa triste vicenda certifichi in modo inequivocabile il fallimento politico ed amministrativo dell’attuale maggioranza di governo che ha sempre rivendicato una continuità con quella che ha governato nella precedente legislatura dove l’attuale sindaco era capogruppo in consiglio comunale.
Chiediamo quindi al sindaco Reggianini di trarre dalla vicenda le inevitabili conclusioni politiche e rimettere il suo mandato in modo da consentire al paese di scegliersi una nuova classe politica finalmente all’altezza dei difficili compiti che la attendono.
Rifondazione Comunista Lino Andreozzi
Verdi Sole che ride Alberto Schiavi
Solo due precisazioni: ho riletto tutti i commenti: il Sindaco non ha mai sortito con termini quali “infedeli” e “fedeltà”. Due termini che sarebbero alquanto frivoli da usare quando si parla di correttezza amministrativa. Gli unici ad usare quelle parole sono stati, per la Federazione della Sinistra, Mario Ori e Stefano Lugli. Li leggete alcuni commenti addietro. Termini tipici di taluni frasari, piacevano anche ai crociati in riferimento ai turchi quando li chiamavano infedeli. Ma non c’entrano nulla col diritto e le regole e specialmente con una gestione responsabile delle risorse pubbliche . Nessun amministrativo è tenuto a giurare fedeltà allo Stato.
Mi stupisce inoltre sentire accennare criticamente solo ora al fotovoltaico di Castelfranco quando era evidente già in partenza il fiasco economico ed ambientale che costituiva. Era chiaro che l’improrogabilità della sua realizzazione dipendeva unicamente da scelte di sudditanza verso talune forze economiche. Da sinistra nessuno alzò un dito per timore di nuocere all’ideale delle energie alternative (sono stato molto attento), una posizione veramente miope ed ideologica dovuta all’incapacità o alla non volontà di compiere valutazioni tecniche.
Alcune voci isolate in questo blog lo ripetono da anni, in pochi ascoltano, si preferisce soggiacere a bugie comode piuttosto che far discendere i propri giudizi da considerazioni il più possibile oggettive e tecniche.
Se volete essere utili chiedete quanta energia abbiano prodotti finora i tre campi fotovoltaici. Quanto siano costati lo sappiamo, quante materie prime siano state impiegate per costruirli lo sappiamo, quando sarà difficile smaltire gli impianti dovremmo saperlo, che tra cinque anni (non venti) saranno obsoleti lo sappiamo.
Riceviamo dall’ufficio stampa del Comune di Castelfranco:
SINDACO: “POLITICA E AFFARI DEVONO RESTARE LONTANI”
“Caselli e tutti gli altri esponenti del Pdl che sono intervenuti in questi giorni possono stare tranquilli: a Castelfranco nessuno ha alzato muri di gomma o cortine fumogene. Abbiamo fornito la massima collaborazione alla magistratura e così continueremo a fare. Ma questa vicenda non deve essere la scusa per tornare indietro: il sindaco e gli assessori non si devono occupare di appalti. Politica e affari devono restare due mondi separati”.
Così il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini risponde a interviste e dichiarazioni rilasciate in questi giorni da esponenti della minoranza comunale così come dal sindaco di Sassuolo e da altri politici. “Lo dico con chiarezza e senza nessuna diplomazia: come ammette anche Caselli nessun amministratore – spiega Reggianini – potrebbe mai accorgersi di qualcosa di illecito su affidamenti minimi, se le procedure sono corrette, a meno che non decida di controllare di persona ogni passaggio di ogni atto, abdicando al proprio compito e, cosa ancor più grave, invadendo un territorio non suo”.
“Così facendo, infatti, verrebbe meno quella dicotomia – prosegue il Sindaco – che è una conquista alla quale non vogliamo rinunciare. Né io né nessun assessore della mia Giunta ha mai indicato a un funzionario quale azienda invitare a una gara, non ci siamo mai permessi di sindacare su chi chiamare e chi no, a meno che non si fossero verificati disservizi e lavori o servizi non fossero stati eseguiti a regola d’arte. Cedere su questo punto vorrebbe dire riaprire la porta a commistioni tra politica e affari che hanno rappresentato un male per il nostro Paese e che dobbiamo, invece, superare definitivamente”.
“Il centrodestra – spiega Reggianini – accusa: ‘I politici non controllano gli appalti’ mentre una consigliera provinciale ci invita a farlo ‘sia sul presente che sul passato’. A parte che non capisco neanche teoricamente come potrei controllare ad anni di distanza quel che è successo, io credo che a noi spetti compiere le scelte politiche e, come ho già detto, verificare i risultati e le performance. Se questi non sono adeguati interveniamo. La gestione corretta della procedura è invece responsabilità dei funzionari, i quali personalmente rispondono del proprio operato”.
Quindi nell’appalto del fotovoltaico, vinto dalla CCC, “Politica e affari” sono stati come “due mondi separati”???
Mi permetto di osservare che se è vero che esiste distinzione tra “politica e affari”, è altrettanto vero che esiste un anello di congiunzione tra i due “rami” ed è il Segretario Comunale (non lo dico io ma la Legge):
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267
TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI
a norma dell’articolo 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265
(G.U. n. 227 del 28 settembre 2000, s.o. n. 162/L)
Art. 97. Ruolo e funzioni
1. Il comune e la provincia hanno un segretario titolare dipendente dall’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali, di cui all’articolo 102 e iscritto all’albo di cui all’articolo 98.
2. Il segretario comunale e provinciale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.
3. Il sindaco e il presidente della provincia, ove si avvalgano della facoltà prevista dal comma 1 dell’articolo 108, contestualmente al provvedimento di nomina del direttore generale disciplinano, secondo l’ordinamento dell’ente e nel rispetto dei loro distinti ed autonomi ruoli, i rapporti tra il segretario ed il direttore generale.
4. Il segretario sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività, salvo quando ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell’articolo 108 il sindaco e il presidente della provincia abbiano nominato il direttore generale. Il segretario inoltre:
a) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del consiglio e della giunta e ne cura la verbalizzazione;
b) esprime il parere di cui all’articolo 49, in relazione alle sue competenze, nel caso in cui l’ente non abbia responsabili dei servizi;
c) può rogare tutti i contratti nei quali l’ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell’interesse dell’ente;
d) esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal sindaco o dal presidente della provincia;
e) esercita le funzioni di direttore generale nell’ipotesi prevista dall’articolo 108 comma 4.
5. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, può prevedere un vicesegretario per coadiuvare il segretario e sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento.
6. Il rapporto di lavoro dei segretari comunali e provinciali è disciplinato dai contratti collettivi ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
Grazie per l’attenzione.
Giuseppe Mazzini
Gentile FB, le assicuro che i pubblici dipendenti sono fermamente tenuti alla fedeltà allo Stato e sino a non molti anni fa per questo vi era pure una piccola cerimonia di giuramento.
C’è un famoso giudice del pool mani pulite che ha sosteneva – un po’ per provocazione, ma non troppo – che un pubblico funzionario che si facesse corrompere con una somma minima meritasse una pena addirittura maggiore rispetto a quella di un grande ladrone proprio perché avrebbe svenduto la propria fedeltà allo Stato per pochi denari. Insomma un conto è cadere in tentazione per migliaia e migliaia di euro un altro è tradire per pochi euro.
Come vede la fedeltà c’entra eccome!
Gentile Sig. Schiavi, esistono delle regole che vanno rispettate, come vede le cerimonie di giuramento (che ora, infatti, non ci sono) producono spergiuri. I pubblici dipendenti sono tenuti al rispetto delle regole, ma la garanzia che le rispettino non deriva dal giuramento, ma dai controlli e dalle sanzioni o dalle pene.
Lasciamo che si parli di “infedeli” quando si parli di questioni che non sono sensibili a decisioni e rimedi “terreni”… come nelle parrocchie, od al limite nelle sedi di certi partiti confessionali.
Conosco l’ambiente pubblico, anche in Sovrintemdenze e Ministeri e so come funziona nella realtà.
Continui pure a parlare di fedeltà… chi si mette in quest’ottica di solito si accontenta che poi gli si chieda perdono o ci si penta. Io non credo che debba funzionare così.
Avrei preferito, comunque, una risposta sul fotovoltaico, sul perchè quando lo si stava decidendo, sia nei consigli comunali sia sulla stampa, ci sia stato il più completo silenzio sulla decisione. La causa ambientale non può soffrire se quanlcuno avesse il coraggio di combattere impostazioni solo demagogiche, specialmente quando si inganna la gente raccontandogli anche di presunti benefici economici. Finirà che la gente ricomincerà a pensare come negli anni ’50: “produzione e progresso a tutti i costi”, “ecologia = miseria”, “verdi rompiballe”, “si facessrero i fatti loro”.
Esistono possibilità ecologiche serie e possibilità che ecologiche non sono affatto anche se così vengono dipinte, che derivano direttamente da dettami strettamente economici e per i quali l’ecologia è altro che un settore produttivo, un’opportunità.
Articolo 54 della Costituzione italiana:
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
Per quanto in mia conoscenza in alcuni Comuni (Spoleto, Napoli) i neoassunti prestano giuramento.
Grazie per l’attenzione.
Giuseppe Mazzini
Non è questo il punto. Nella Costituzione “fedeltà” non è inteso in modo astratto quasi costituisse un incipit morale come lasciato intendere in alcuni commenti, ma è strettamente correlato all’osservanza delle regole: “… osservarne la Costituzione e le leggi”. Per quanto riguarda il giuramento a Napoli sinceramente non lo sapevo, ma direi che quando ad efficacia…
Se bastasse un giuramento o l’affidarsi a dei concetti di fedeltà o di infedeltà i problemi sarebbero risolti… come vede c’è bisogno della magistratura che non si accontenta dei giuramenti, ma valuta le azioni.
Non vorrei passare per chi non riconosce il valore della lealtà (termine che preferisco sempre a quello di fedeltà), dico solo che non va enfatizzato, che non basta, che occorra partire dalle regole, che spesso affidarsi principalmente alle qualità umane a volte sia retorico e pure dannoso. Come regolarmente è successo.
Grazie.
Righini Rosanna
Posso capire l’amarezza del Sindaco, ma come risulta da tutti gli atti dei consigli comunali di quest’ultima consigliatura, molte e più volte siamo intervenuti , noi tutti come opposizione, denunciando politicamente possibili situazioni non chiare, ad ogni modo da verificare maggiormente, ma anche dalle interrogazioni, dagli o.d.g, dalle richieste atti,(e quest’attività di chiarezza è stata sempre duramente criticata dal sindaco e dalla giunta come attività inutile e perditempo), in primis il Fotovoltaico l’opera più importante di questa amministrazione, ma anche sulle scuole Tassoni, sulla nuova Biblioteca, abbiamo denunciato l’opacità dei bilanci delle due istituzioni, solo per citare i casi più importanti, tutto questo è politicamente rilevante, sempre ci è stato risposto che tutto era in regola, evidentemente alla luce degli eventi di poi, questo risulta purtroppo non vero. Il minimo che si può dire è che l’attenzione della amministrazione sui controlli è stata sicuramente scarsa e superficiale, qui non si tratta di occuparsi di appalti o di affari,ma di controllare l’attività dei propri dipendenti e questo spetta sicuramente al sindaco e alla Giunta,come questo deve avvenire è compito organizzativo e politico proprio della Giunta in carica,” la famosa organizzazione della macchina comunale” anche questa da noi sempre denunciata come non adeguata rispetto ad un comune di 35000 abitanti e con un bilancio di 25.000.000 di euro, e poiché questo oggi è un dato di fatto da cui non si può prescindere, sia nostro preciso dovere intervenire politicamente.
Elettrice da sempre di sinistra, mi dispiace dover essere d’accordo con la Sig.ra Righini Rosanna.
Per rendersi conto di come sia vero quello che scrive, è sufficiente partecipare al Consiglio comunale che si terrà stasera alle 19,30 presso la Sala Consigliare del Municipio.
E’ questo il punto, dispiacersi e soffrire per non essere d’accordo, come se il partito fosse una famiglia o una religione. Per molti forse è un grande amore, un grande abbaglio. L’amore è cieco. Qualche volta ci si accorge di avere mentito con se stessi per una vita intera.
Beh, ora ci vogliono coraggio e consistenza per non seguire coloro a cui non crediamo, coloro che pur essendosi dipinti sempre migliori, non si sono mai dimostrati tali nei momenti importanti, quando è toccato a loro decidere e non opporsi. E visto che siamo, invece, stati piuttosto bravini ad opporci, ora farò la mia parte affinché il PD abbia modo di dare il meglio di sé… all’opposizione.
http://www.treccani.it/vocabolario/sindacare/
Sindacare
Vocabolario on line
1. Controllare individui, enti, amministrazioni e il loro operato, spec. per quanto riguarda lo svolgimento delle mansioni amministrative e pubbliche loro affidate.
2. Controllare, giudicare, criticare una persona e il suo operato.
Dicotomia
In genere, divisione o suddivisione in due parti (anche in senso fig., per es. la scissione o frattura o una forte divergenza di opinioni in un organo direttivo, in un partito o sindacato, ecc.)
Per leggere il discorso del nostro Sindaco ho dovuto rispolverare il vocabolario e vorrei solo esprimere il mio pensiero di non essere d’accordo sulla dicotomia fra politica e impresa…
è la prima volta che vedo usare questo termine, addirittura come :“ una conquista…” in politica, dove si cerca sempre di unire…
Il significato di dicotomia è anche nella complementarietà delle due cose separate.
E la parola “sindacare”, se detta da un sindaco, dovrebbe raddoppiarne il significato.
Giusto non sindacare su chi chiamare e chi no, se non esistesse la norma di andare a trattativa diretta per (NON) piccoli importi…
Il Sindaco esiste proprio per sindacare…
L’impresa che fa quello che vuole senza rendere conto alla politica,
è la più antisindacale che possa esistere
ed il termine antisindaco è già esaustivo di per sé…
E cosa pensa Caselli…
è solo il suo pensiero, di uno dei tanti sindaci non allineati nel panorama modenese…
Mi sembra improvvido avvalorare un proprio pensiero indicandolo come quello di uno dell’opposizione (che in realtà governa..va)…
E un Sindaco infastidito dalle troppe interrogazioni o richieste dell’opposizione…
Può e dovrebbe “decidere di controllare di persona”…e sindacare…
Ma questo è solo un mio pensiero…che spero ancora di poter esprimere liberamente…
Senza assolutamente…polemizzare.
P.S.
…mi piace sempre come iniziano i comunicati del PD.
Si nota subito che Bossi e Berlusconi sono “morti”…
La Lega si è persa per le vie di Tirana…
…e allora…?????????? …novità…ma sempre lì…
“…cos’ha combinato, ieri, il PDL…???”
Chissà se un giorno imparerò cosa fa, oggi, il PD
leggendolo almeno nei comunicati del PDL…
Bhè…almeno cerco di riderne un po’…
Neanche Mingardi coi suoi “gig e spometi”
si sarebbe immaginato cotanto…
ma nel reale, non c’è proprio nulla, nulla, nulla da ridere !!!
a mè resta solo un grande… nulla…
e questo sotto sembra un film “ritorno dal futuro”
28/ nov /2010 http://www.lacarbonarablog.it/?p=9954
Dopo quattro interrogazioni del Gruppo Lega Nord di Castelfranco Emilia per quel che riguarda le modalità di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, i dubbi restano…
“Pur di attaccare – spiega Sabattini – una scelta lungimirante del Comune inventano sospetti e insinuazioni, arrivando addirittura a parlare di camorra. In Consiglio comunale abbiamo risposto a tutte le domande, in modo concreto ed esauriente. Confermiamo la nostra piena fiducia nella Magistratura e nella capacità dei cittadini di saper distinguere tra chi cerca di fare il bene della comunità e chi invece si preoccupa solo del proprio partito, interpretando il proprio ruolo all’insegna della vecchia politica, senza nessuna capacità di fare proposte ed elaborare progetti. Un modo vecchio di fare politica, lontano anni luce dalla civiltà della nostra terra”.
è proprio vero…siamo lontano anni luce….
Non so se avete notato il silenzio assordante degli alleati del PD in maggioranza.
Non dico i Comunisti Italiani perchè questi di fatto come partito non esistono, ma gli altri.
Non una riga di commento ne da SEL nè dai legalisti dell’Italia dei Valori.
Strano perchè i primi intervengono spesso e volentieri su argomenti anche futili dall’intitolazione della biblioteca al menù esotico delle sepolture anomale mentre per i secondi la cosiddetta questione morate dovrebbe essere un tema dirimente.
Ora invece hanno perso la parola, forse che tutte le pantomime che ci propinano valgano solo per gli altri e non per se stessi? Chissa?
Attendiamo fiduciosi.
Infatti, era chiaro. Specialmente SEL, ma anche RC, preferiscono parlare in astratto di contollo democratico guardandosi bene d’entrare nello specifico e dire come fare, basta leggere i loro commenti… non si sa mai! Del futur non c’è certezza!
signor F.B., Rifondazione comunista- parla in astratto-? Le deve essere sfuggito il comunicato stampa congiunto di Rifondazione e Verdi dove si chiedono le dimmissioni del sindaco Reggianini.
Ho letto, ma ho letto anche le “dolcissime” parole di Stefano Lugli – Segretario Provinciale PRC in questo stesso blog. Capita spesso che sia dalla Provincia che arrivano i cosiddetti orientamenti… perché “occorre tenere conto di un panorama di alleanze più vasto in vista” di una strategia. Questo mi preoccupa anche perché comunicati sono una cosa e quello che si prepara in funzione tattica è spesso altro.
Non lo si può negare nemmeno circa SEL ove le vicissitudini a livello provinciale incidono pesantemente sugli atteggiamenti locali. Con tutto il rispetto per il firmatario del comunicato cui Lei si riferisce. I fatti, già in fermento, parleranno chiaramente.
ben detto signor Schiavi , attendiamo fiduciosi anche noi con Lei queste notizie cruciali per il destino di Castelfraco dell’Emilia…e dovessero arrivarLe per via privata, se crede , ci renda partecipi, ci faccia sapere…nel frattempo teniamo caldi i motori per l’ora Y ( quella X pare sia già passata lo scorso week end…)
davvero cordialmente