L’opera più ambiziosa, più costosa e più coraggiosa del Comune di Castelfranco Emilia, l’unico vanto dell’amministrazione Reggianini, più si va avanti e più sembra candidarsi come il più grande fallimento di tutti i tempi: i tre impianti fotovoltaici “a terra” da 3MW, allacciati a luglio 2011, inaugurati ufficialmente – non senza difficoltà – il 17 settembre 2011 (e già trafugati dopo due mesi…), anziché produrre energia (i dati… chi li ha visti?), pare che da due anni a questa parte stiano producendo solo guai.
Infatti, fin dalla prima presentazione di questo mega-progetto (la panacea contro tutti i mali di bilancio), presentazione fatta prima alla stampa e poi ai consiglieri comunali, l’investimento di 20 milioni di euro (con un leasing di 20 anni) ha sollevato un polverone di dubbi, tacciato dall’amministrazione comunale come politica del sospetto condita di invenzioni e “strane insinuazioni” (anche verso i giornalisti che ponevano semplici domande), ma che adesso, alla luce della perquisizione scattata in questi giorni in Piazza della Vittoria ad opera della polizia giudiziaria (su mandato della Procura), che ha avviato un’indagine nei confronti del responsabile del settore Lavori Pubblici, architetto Nicola Rispoli, responsabile anche del progetto Fotovoltaico, insomma… tutti quei “dubbi” ci tornano in mente. E una domanda nasce spontanea: non è che i nove esposti sul Fotovoltaico presentati dalla Lega Nord in Procura e alla Corte dei Conti abbiano sortito un primo effetto?
Leggiamo sulla stampa di oggi che il sindaco esclude categoricamente il Fotovoltaico dalla vicenda: le indagini, infatti, pare siano concentrate su presunte irregolarità edilizie. E sempre Reggianini smentisce che ad indagare ci sia anche la Direzione Distrettuale Antimafia, sottolineando che la Giunta non sia coinvolta in alcun modo e che comunque il Comune ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente indagato, che risulterebbe già sostituito (anche Rispoli si tirerebbe fuori da ogni ipotetica “amicizia pericolosa o favoritismo nell’espletamento delle sue funzioni”, come riporta “La Gazzetta di Modena” del 15/4/2012).
Quindi, sarebbe avventato gettare altre ombre sul Fotovoltaico: il Fotovoltaico “non c’entra niente”: i suoi pannelli sono trasparenti, non possiamo fare ipotesi, nonostante ci balzi alla mente la notizia di appena una settimana fa relativa alla revoca ad una ditta bresciana che in subappalto era stata incaricata di posare i pannelli solari in alcune scuole modenesi (dietro verifica richiesta dalla stessa Provincia di Modena, anche se non obbligatoria)… E nonostante ci balzino ancora alla mente i nodosi retroscena sul “nostro” Fotovoltaico: dall’appalto aggiudicato d’urgenza al CCC di Bologna, senza attendere l’esito del ricorso al TAR presentato dalla società Elettrodinamica perché esclusa dalla gara in quanto non aveva il certificato antimafia di un finanziatore, un ricorso che fece spendere 12.000 euro in consulenze legali… E poi i 49.000 euro e rotti per la progettazione preliminare e i 25.000 euro per una consulenza progettuale, con presunti “scambi” di tecnici tra Comuni, ecc. ecc. (in proposito, invitiamo a rileggere questi commenti: http://www.lacarbonarablog.it/?p=8496&cpage=1#comments).
Attendiamo di vedere la luce: l’unica cosa certa è che è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica sui Lavori Pubblici del nostro Comune… e non è una bella notizia.
Comitato di Redazione










ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
Le parole sono sempre e solo parole, dato che nessun consigliere del Pdl era poi presente in Consiglio Comunale per esprimere il proprio parere nella sede competente.
Io invece ho partecipato perchè volevo sentire la risposta del Sindaco all’interrogazione del consigliere Santunione Silvia “Castelfranco E. nell’elenco dei comuni danneggiati dal terremoto. Quali le ragioni”.
La risposta doveva essere scritta ma il Sindaco se n’è dimenticato e si è limitato a dire che dipende dell’intensità della magnitudo e che l’avrebbe chiesto in maniera scritta al Dipartimento della Protezione Civile.
Nell’attesa, dato che sono molto curioso, qualcuno è in grado di dare una risposta al quesito del capogruppo consiliare Santunione ?
gent.sig.Mario
sono tre anni che esprimiamo il ns.parere nelle sedi competenti, e non si preoccupi che continueremo a farlo
Righini Rosanna
consigliere PDL
comune di Castelfranco Emila
Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Giuseppe Morrone, Vittorio Molinari e Gianni Ballista di SEL sul dibattito – in corso tra Vezzelli, Baruffi, Silingardi – inerente i temi della corruzione e del ruolo della politica:
Il dibattito che si è aperto a seguito dei fatti di corruzione di Castelfranco e Carpi, necessita di una considerazione attenta e di lungo respiro. Anzitutto vi è da registrare l’apertura di un’interlocuzione pubblica con il Partito Democratico che, per bocca del suo segretario provinciale Davide Baruffi, non si è mostrato reticente nell’affrontare i temi nel merito.
Gli interventi di Roberto Vezzelli e di Paolo Silingardi, al netto di qualche forzatura, hanno la schiettezza di mettere i piedi nel piatto e di affrontare la spinosa questione dei rapporti tra economia (leggi imprese e cooperative) e politica nei nostri territori.
L’atteggiamento da tenere rispetto alla vicenda degli arresti di due tecnici comunali e di due imprenditori, anche in attesa degli esiti giudiziari e della conclusione complessiva delle indagini, non può essere né di trascuratezza né di generalizzazione.
Senza dubbio, questa vicenda segnala una spia: la brutta commistione tra pezzi della Pubblica Amministrazione e di imprenditoria, che oltre a richiedere l’accertamento pieno delle responsabilità e la punizione delle stesse agli occhi della cittadinanza indignata, rivela un segnale più profondo perché si inserisce all’interno di una provincia intaccata diverse volte, nel corso degli ultimi mesi e anni, dal punto di vista della legalità.
La responsabilità penale è sempre soggettiva ma certamente esiste, qualora i fatti siano accertati, anche la responsabilità oggettiva dei controllori che non possono rifugiarsi nella prima, almeno non dal punto di vista politico. Si tratta allora di rivedere meccanismi e procedure, nonché di competenze da mettere in campo, per assicurare correttezza e pulizia.
Queste preoccupazioni non possono surclassare i molteplici e positivi strumenti di cui le Istituzioni locali si sono dotate per prevenire la corruzione e il malaffare, ma tale constatazione non può stare a significare che ci si riposa sugli allori tanto il sistema regge; il modello di buona amministrazione e di tensione civica, che contraddistingue i nostri territori, va continuamente sottoposto a ricognizione e vivificato, altrimenti rischia di perdere i propri punti di forza, anche in considerazione della difficile fase di ricostruzione post-sisma che si aprirà nell’area Nord della provincia.
Se questo è il caso particolare, non ci si può esimere da una riflessione più generale sulla vera e propria questione etica che ha investito le forme organizzate della politica. Essa è strettamente collegata ad un fenomeno sociale che si chiama individualismo proprietario, in parole povere, curare i propri affari prima del benessere collettivo. E questo tanto nell’esistenza quotidiana quanto in un uso distorto e privatistico delle istituzioni.
In termini espliciti: esiste una “questione etica” là dove singoli, siano essi politici, pubblici amministratori o dirigenti pubblici, interpretano il proprio mandato o incarico in termini non più collettivi ma individualistici, senza più nemmeno sopportare il controllo e la verifica, e lo stesso vale per i partiti e i movimenti politici che aggiungono la responsabilità di non vigilare sui propri iscritti nominati o eletti in cariche pubbliche, per non parlare delle autoassoluzioni che altro non sono che dimostrazioni di autoreferenzialità.
Siamo, insomma, di fronte ad una sottovalutazione del livello di degrado della democrazia, compressa da attacchi globali da parte dei poteri finanziari, da un lato, e da comportamenti superficiali da parte di chi ha la responsabilità politico-amministrativa o più esclusivamente politica e di vigilanza.
Non si sta facendo di tutta l’erba un fascio, avendo ben presenti le distinzioni tra il modo di amministrare delle forze politiche di centrodestra e di centrosinistra e le specificità dei singoli fatti contestati, bensì suggerendo una pista di intransigenza morale, da sviluppare insieme, che scongiuri l’estensione (già endemica) del “sono tutti uguali”.
In questo senso, un esempio di condivisione e dedizione lo abbiamo sotto agli occhi e consiste nell’impegno di straordinaria levatura dei sindaci e degli amministratori dei Comuni della Bassa colpiti dal sisma.
In definitiva, non crediamo sia in questione il rispetto, come osserva Baruffi, quel che occorre è un cambio di paradigma e un recupero dei valori di cooperazione e solidarietà, coniugati a politiche pubbliche virtuose, che ancora oggi rappresentano il marchio di fabbrica delle zone in cui abitiamo; e questo lo potremo fare non rinchiudendoci in noi stessi, bensì lasciandoci investire dalla sferza della critica, tanto più salutare perché non strumentale ma sincera, e soprattutto con la fermezza nel combattere ogni sentore di degenerazione a garanzia di trasparenza assoluta e legalità.
Giuseppe Morrone
Vittorio Molinari
Gianni Ballista
Mi pare un modo, nemmeno troppo elegante e dignitoso, per legittimare nella sostanza le amministrazioni in oggetto. Tanti però e distinguo stanno a significare, in ultima istanza, che si gioca e si giocherà sempre nello stesso campo. Certe maglie sono attaccate alla pelle, pare evidente.
Come pare ormai inesistente, opportunistica e velleitaria ogni vostra pretesa di differenziazione.
Se c’è “sentore di degenerazione”, come scrivete (avete scritto proprio “degenerazione”), a chi imputarlo? A coloro dei quali dite non sia il caso di fare di ogni erba un fascio? Adesso mi parete una bella famigliola.
Risulterà difficile raccogliere il malcontento giocando come riserva nella stessa compagine. Dovete essere un po’ più audaci (almeno nelle apparenze) altrimenti non raccoglierete quel dissenso di sinistra che il PD si aspetta da voi. E ci rimarrebbe molto male!
Non sono queste le forze del coraggio e del cambiamento, ma quelle della continuità. Abbiate la schiettezza di dire che questa continuità vi va bene, altrimenti… lo si capisce comunque!
Mi sembra che SEL sia in mano agli ex socialisti in cerca di una verginità politica. Quello che colpisce è il silenzio di Salvatori di solto sempre molto loquace.
Ex socialisti, ex PCI, ex comunisti italiani, molti ex rifondini, ex radicali… collocarsi non è poi così facile.
Gli ex socialisti ufficiali hanno emesso, appena un mese fa, un proclama occhieggiante ed ancheggiante, dicendo praticamente: “io ci stò!”
Ex socialisti in carne ed ossa in SEL non ne vedo, ma l’atteggiamento è esattamente il loro: dimenarsi e rendersi preziosi per sedere al tavolo della trattativa e per poi scodinzolare felici, magari col proprio osso in bocca.
Questa parte di politica è’ un mondo di ex e di ricliclati… il problema è che, quasi sempre, non ci trovi la coerenza di coloro che legittimamente possono cambiare idea nella vita (ma quante volte!), ma ci trovi, volta per volta, la strumentalità, il frasario e la boria rivoltante di chi pare possedere sempre la verità ed essere puro.
Fortuna che ci sono documenti, interventi, posizioni assunte, iniziative prese e che c’è chi ha conservato memoria e documentazione. Penso che non potrebbero esserci peggiori persone di queste a governarci, senza idee, al rimorchio della necessità, del meno peggio, senza fantasia e nella sostanza sempre ligi ai potenti ed alla mamma (Pci, botanica varia, PD), anche quando pare evidente l’errore.
Se vuole Le dò una mia personalissima impressione:
il Salvatori sta cercando disperatamente di infilarsi in qualcosa che lo porti ad occupare una qualsiasi carica (non voglio usare il termine “poltrona” perchè oggi è un pò duretta). Immagino quanto ci sia rimasto male a non ottenere un incarico sulla cultura a cui teneva molto, incarico poi dato all’assessore alle varie ed eventuali Bertelli.
Notizie arrivatemi sembra che anche ai SEL modenesi non provochi particolare entusiasmo.
Credo che farà una bella fatica ad ottenere risultati in campagne elettorali di qualsiasi natura esse siano: spero che i tempi stiano cambiando veramente…………..anche se ogni tanto un qualche dubbio mi raffredda!
saluti Rubbiani
Nemmeno a Castelfranco particolari entusiasmi, anzi. E’ noto l’opposto. Però si sa (e come l’esperienza dimostra), qualche centinaio di voti che possano evitare il ballottaggio costano un posticino, magari il più inoffensivo possibile. Brrr! Che freddo! Ma non parliamone più, non vorrei che fosse vero quel detto che dice: “basta che se ne parli”.
Caro Rubbiani, le rispondo a malincuore e brevemente perchè per lei, in questo momento, provo fraternità e solidarietà umana.
Il suo commento è destituito di ogni fondamento. Stia bene.
Ilario Salvatori.
Scusate, ma il problema non è la eventuale, e sottolineo eventuale, poltrona di Ilario alla cultura o ad altro prestigioso quanto inutile scranno, ma il più generale comportamento di SEL. Lo dico con vero dispiacere, SEL poteva veramente essere un elemento di innovazione positiva nel panorama politico locale, come anche l’IDV se non fosse caduta in mano a nani (politici) e ballerine. Avrebbero potuto lavorare con le opposizioni di sinistra e con le liste civiche per costruire una vera alternativa allo strapotere arrogante del PD. Invece la paura di scontentare gli alleati “forti” (ormai cotti e allo sbando. ma pur sempre al potere) spinge SEL ad essere ridicolmente prudente anche di fronte al fatto gravissimo dell’arresto del dirigente responsabile dei Lavori Pubblici. Colui – lo ricordo- che dopo essere stato “scelto” dall’amministrazione in virtù di non si sa bene quali speciali “qualità tecniche” negli ultimi anni ha gestito milioni di Euro dei cittadini nel modo che adesso ci raccontano le cronache, ma che era “prevedibile” guardando l’esito di certi interventi (scuole, biblioteca, cimiteri, palestre, mense, rotatorie, parchi, verde pubblico, strade, ecc.).
Ergo, Ilario non ha più colpe del suo pavidissimo partito.
La verità è che se la stessa cosa fosse capitata ad una giunta di centrodestra la reazione di SEL sarebbe stata ben diversa e li avremmo visti giustamente impegnati in cori, manifestazioni, volantinaggi, attacchinaggio di manifesti, raccolte di firme, sit-in.
Come sempre il problema di una “certa sinistra” è quello di avere due pesi e due misure. E’ proprio vero: rivoluzionari da giovani, ma reazionari da adulti.
Egregi signori, mi sa che vi sbagliate, a me risulta che Salvatori stia per fare l’ennesima capriola, tutti i mercoledi si incontra con Rifondazione, Idv e il Movimento 5 stelle per creare una alternativa a questa ammininstazione definita da lui incapace. Così mormora il popolo.
Emerito Arturo, non c’é nessun segreto. SEL insieme ad altri soggetti, ha aderito alla proposta di Rifondazione di partecipare ad un percorso a programma per constatare se vi erano le condizioni politiche per costruire uno schieramento progressista e di sinistra, alternativo, per le elezioni amministrative del 2014. Il M5S ha partecipato a tre incontri. L’IDV a tre. Un rappresentante del No alle Cave di Piumazzo (a titolo personale) a una. SEL a cinque. Dopodiché si è preso atto che il progetto non era percorribile e tutto è abortito. Cioé, è abortito il progetto di Rifondazione, perché quello dell’IDV e di SEL continua.
In riferimento alla sua staffilata, preciso che durante il primo incontro a una precisa domanda che mi è stata rivolta, così formulata: “Ma questo gruppo sarà capace di esprime una giunta in grado di governare?”. La mia risposta è stata: “Certamente, anche migliore di quello attuale”. Converrà con me che se avessi risposto di no, potevano andarcene tutti a casa fin dall’inizio. Forse sarebbe stato meglio.
Ilario Salvatori.
Il bello (o il brutto) è che pare che siano tutti interessati… la mamma è sempre la mamma! Anche i “puri” di rifondazione che quando il momento stringe, mostrano sempre la stessa casacca. Tutti. Sapete… è per contare, per potere fare qualcosa di utile, non per altro. Dopo tanti strali lanciati verso il PD… tutto dimenticato! E’ per potere fare qualcosa di utile, non per altro. Tutti.
PS: per i patiti delle statistiche sulle manine rosse e verdi: il comunicato stampa di SEL di Modena è riuscito a battere, quanto a manine rosse, il PD e l’amministrazione. Sono proprio uguali!
Mi viene un pensiero. Chissà forse sbaglio. Fino a tre mesi fa, non che scrivesse molto, ma quando scriveva, c’era una persona che in sole due righe rimarcava ben bene la sua disapprovazione verso la giunta. Ed e’ proprio da tre mesi che quella persona si astiene dal commentare l’operato di Giunta e la maggioranza… sì che il momento è caldo! Non è che non ci sia proprio nulla da dire.
Sto pensando al Sig. Esposito, personaggio importante di Rifindazione dal 1989 e consigliere uscente. Un dubbio mi è sovvenuto leggendo il commento del Sig. Arturo. Non credo che il Sig. Salvatori ami parlare al muro. Nello stesso tempo il Sig. Andreozzi pubblica un comunicato assieme al Sig. Schiavi di tono invece ancora molto critico verso la maggioranza.
Credo che parlando di SEL (o solo di SEL) ci nascondiamo dietro un dito, la manovra è più ampia. Io non amo nemmeno il solo parlare di puri, figuriamoci se credo che esistano qui. La storia della sinistra è piena di divisioni opportunistiche o codarde o perché “qualcuno non se la sentiva”.
Ma se il Sig. Andreozzi scrive a nome di rifondazione (in fondo Andreozzi ne è un’istituzione) e scrive quelle cose, chi è che tratta con SEL che praticamente è in maggioranza? Una maggioranza molto, molto ideale perché non ha ancora nessun rappresentante eletto, ma in fondo si tratta di un partito così “determinato” da essere l’unico ad avere un Assessore Regionale senza alcun consigliere.
Insomma… mi sa che sia un po’ un equilibrio difficile salvare la mamma e nello stesso tempo salvare la faccia. Qualche contorsione, qualche dissidio vero o finto che siano, ma mi sa che i brividi del Sig. Rubbiani siano fondati. C’è una speranza, forse non è così scontato come lo danno in tanti, che il PD accetti tutti e comunque in cambio di qualche pugno di voti. Il PD Conosce i personaggi e non è la prima volta che lascia qualcuno a bocca asciutta.
Certo che con questa sinistra (Pd, Sel, Idv, Pdci) la domanda è d’obbligo: CHE BISOGNO ABBIAMO ANCHE DI UNA DESTRA???
Non scorda nulla o nessuno? Visto che SEL è in maggioranza velata (ma già evidente) anche a Castelfranco e che l’IdV c’è anche concretamente, già il trattare con loro e pensare di farci accordi è significativo.
Scopro poi oggi che i consiglieri verdi in Consiglio Regionale Meo e Naldi (quello che in campagna elettorale scriveva di se stesso “IL ROSSO PIU’ VERDE CHE C’E'”) non sono solo “verdi” (anzi, Naldi non lo è per nulla), ma sono stati eletti in una coalizione SEL/VERDI. A tutti i livelli: più PD di SEL non c’è nemmeno il PD!
parole, parole, parole…ma, l’articolo che questo giornaleweb ha pubblicato di cosa parla?? Lor signori, oltre a testare ognuno la punta del proprio fioretto e/o sciabola che tipo di sentimento provano per il fatto o i fatti ???
Ha ragione, ma solo in parte. Questi fatti accadono perchè la politica e le persone che la fanno lo permettono. Altrimenti approviamo quel che fa Monti quando, nascondendosi dietro l’alibi d’essere solo un tecnico concreto, prende decisioni essenzialmente politiche che riguardano la nostra vita e la società.
Volere essere per forza pragmatici e concreti mette spesso alla mercè di chi conduce i giochi. Forse anche lei stessa, quando passasse dal recriminare contro il nostro atteggiamento, a parlare concretamente dei fatti, diverrebbe spadaccina ed assumerebbe un rulo anche politico, in base alla sua storia ed alle sue convinzioni.
Non mortifichiamo la politica e non sottovalutiamo il parlarne… perchè ci sarebbe comunque chi fa politica per noi. In fondo è questo che vogliono, che non ne parliamo o che ne parliamo senza approfondire troppo e che non ci poniamo troppe domande sul perchè quegli stessi fatti avvengano e che, magari, prendiamo per buone alcune facili versioni che ci vengono suggerite nell’illusione di essere “concreti”
Gent. Silvia, nessun sentimento. Non si amministra col sentimento, ma con la giustizia e l’osservanza delle regole. In base al sentimento troveremo sicuramente molti che dicono che i fatti sono irrilevanti e che è inutile infierire sulle persone per 20000 Euro (è stato scritto). Poi i sentimenti sono molto effimeri, si finirebbe per difendere sempre i nostri amici o gli amici degli amici.
Piuttosto sarebbe importante distinguere tra le parole che hanno un senso e quelle che non lo hanno e sono solo strumentali a difendere qualcuno, una squadra, un gruppo, una coalizione. Questo è più difficile che denigrare semplicemente ed in astratto l’uso delle “parole”. Ma anche se parlassimo dei nostri sentimenti verso i fatti, non sarebbe meglio parlare di soluzioni e di contromisure? Quì si tratta di reati, di reati che anche le norme di legge riconoscono tali e che già interpretano i sentimenti comuni dell’esigenza di giustizia. Basta farle rispettare. Se non ci fossere queste norme potremo appellarci all’etica e, per chi ne ha criterio, alle regole morali: quì sarebbe più facile… esistono regole scritte.
domanda assai perspicace la sua signor Setti….ma se chiede a quelli che votano per la destra di scegliere di votare ‘questa sinistra’, tanto per contribuire a semplificare o razionalizzare le cose dato che l’una vale l’altra…, può darsi che qualche risposta al suo quesito lei la trovi senza bisogno di ricorrere ai trattati dei politologi vari….
cordialità
W questa sinistra allora! E’ buona solo perché non destra? Questo è il succo del Suo ragionamento, come si DOVESSE, a priori, rinunciare ad ogni giudizio critico a sinistra e sulla sinistra (cosiddetta e da verificare).
Non si potrebbe, piuttosto, ragionare della sinistra considerando la pertinenza o meno delle sue ragioni e dei suoi comportamenti piuttosto che giustificarla con l’ostilità degli altri verso di essa?
Dovete essere ben consci di non avere dignità e proposte se potete sostenere il vostro carattere solo col fatto che la destra non vi voterebbe. Questo mi sembra un proclama d’impotenza della sinistra e la celebrazione di una via centrista. Pensate forse che sinistra significhi solo non essere votati dalla destra? Lo crede solo qualche opportunista.
Ilarità.
Salvatori è un grande politico, riesce a stare con due piedi in una scarpa sempre con la stessa faccia.Grande, anzi grandioso.
W questa sinistra lo dice Lei Signor Malizia….io non ho proposto alcun ragionamento..ho suggerito un semplice accertamento senza tanti giri di parole….se poi si vuole fare un dibattito sui tanti limiti-errori-non coerenza-cattivi esempi della sinistra proceda pure e ben venga….ma non faccia dire agli altri quel che gli altri non han detto : è una regola di dibattito fondamentale….oddio! ho detto regola…ma si può ancora? ….sarà di destra o di sinistra o di centro?
cordialità
Guardi che è stato Lei a parlare di “destra”, di “quelli che votano a destra”, di “quelli che scelgono questa sinistra”… sottolineando che la destra non voterebbe mai la sinistra per riprovare, a Suo modo, che questo significhi che questa sinistra sia portatrice di valori.
Io so bene che parlare troppo di destra e sinistra rischia di essere un discorso senza senso perché le squadre ed i partiti si squagliano, si riaggregano e si alleano senza più molto ritegno e rispetto per la coerenza, con quello che erano solo un mese prima, con quello che avevano detto e scritti solo la settimana prima. Anzi! Forse alcune “ali” sono state create proprio per riportare nell’alveo i consensi elettorali che altrimenti si sarebbero persi.
“W questa sinistra” lo ha praticamente sostenuto Lei quando l’ha voluta portare in alto con la sola motivazione che nessuno di destra la voterebbe. Se non è Lei che che dice “W questa sinistra” cominci Lei a fare un dibattito sui limiti-errori della sinistra. Che ne dice di partire dall’ospedale? Sono certo che non lo farà.
Nemmeno i socialisti, i socialdemocratici, i liberali votavano DC, ma questo non vuole dire che non fossero molto democristiani e che, perlomeno, il loro ruolo, non fosse quello di consentire alla DC di governare. Esattamente come ora il ruolo di SEL, PdCI e Idv è quello di compiacere al PD. Il PD ha imparato molto bene da Andreotti & C.
Cordialità. Le riservo sinceramente, nel senso buono e non melenso, questa parola che non ho mai usato con nessuno perché è stata troppo usata, nel recente passato, da personaggi malevoli. Non usiamola più, possibilmente, magari non la usi più nemmeno Lei, se le riesce, perché nel blog porta a paralleli sconvenienti.
…”Ma anche se parlassimo dei nostri sentimenti verso i fatti, non sarebbe meglio parlare di soluzioni e di contromisure? Quì si tratta di reati, di reati che anche le norme di legge riconoscono tali e che già interpretano i sentimenti comuni dell’esigenza di giustizia. Basta farle rispettare. Se non ci fossere queste norme potremo appellarci all’etica e, per chi ne ha criterio, alle regole morali: quì sarebbe più facile… esistono regole scritte.” e allora, cosa ci sarebbe da dire…??
Nella politica le parole dovrebbero servire a capire , ma più ch altro a favorire i cambiamenti, anche della gemnte che sta al timone. A meno chè Lei non sia tra coloro che pensano che non ci sia nulla da fare o che siano tutti, comunque, uguali. Certo che è difficile essere ottimisti, ma sono convinto che al di là di alcuni momentanei abbattimenti, tutti noi non siamo così arresi… altrimenti non staremmo qui a scrivere.
Credo che i commenti su questo articolo, andati ormai un po’ fuori dal seminato, siano in maggioranza dettati dal terrore che a Castelfranco su perpetui il sitema e non cambi nulla grazie agli opportunisti vecchi e nuovi che stanno tentando di costutuire coalizioni di comodo. Il timore è che anche rifondazione comunista si riduca al lumicino o che anche coloro di loro che appaiono i più intransigenti vadano alla fine, un po’ per ricatto (e se vincono le destre?), un po’ per codardia, un po’ per interesse, un po’ per arrivismo, a rimpinguare il bottino elettorale della coalizione che questi guiai li ha combinati (o permessi).
Come vede non sono parole, se discutiamo di questo non parleremo solamente ma renderemo più difficile che “Lor Signori” come scrive Lei (espressione del caro Fortebraccio), facciano i loro giochini. Credo che si potrebbe provare a cambiare la gente che ci amministra. Questa sì che potrebbe essere una contromisura. E lo si dovrebbe fare con una vera alternativa non facendosi imbarcare dei rei e rembarcando dei rei. Per farlo bisogna anche parlarne. Questo è ciò che ho da dire.
Cara Maliza, la trattativa tra alcune opposizioni e un po’ di maggioranza (SEL e IDV) è in affetti iniziata e credo fosse già a buon punto.
Siccome però qualcuno dei giocatori purtroppo “ciurlava nel manico” sin dalla prima riunione noi Verdi ci siamo prudentemente astenuti dal parteciparvi, avremmo dato la nostra adesione solo dopo che IDV e SEL fossero usciti dalla maggioranza, come avevano promesso di fare (così mi è stato riferito) senza peraltro nessuna intenzione di farlo davvero, ovviamente (considerazione mia).
Poi l’arresto del noto dirigente dalla formidabili capacità tecniche (sì, proprio lui, quello che adesso “appena esce,…se esce” va a lavorare alla NASA) ha costretto tutti a mostrare prematuramente le carte e così la realtà è emersa tutta in una volta nella sua triste miseria. Adesso siamo in attesa del Manifesto Unitario della Maggioranza che Magnifica le Iniziative della Amministrazione (MUMMIA), so che lo stanno scrivendo a 8-12 mani, ma pare abbiano dei problemi “interni”, il sindaco lo vorrebbe vergare in latino perché lui è avvogato, Ilario in inglese perché è della beatgeneration, Bertellì in russo perche è un comunista, Zerri in tedesco in onore al Pope Ratzinger e Chieppa in beneventana perché Tonino è di Montenero ma la montenera non esiste. Il Pd sta mediando sul dialetto, ma c’è il problema se scegliere il modenese o il bolognese: lo statuto interno non ne parla, si farà una commissione ad hoc presieduta da un analfabeta che abbia fritto almeno 150 kg di gnocco alle feste negli ultimi 3 anni.
Sarei pure curioso di sapere i “cardini” del Progetto Comune di IDV e SEL rivelato or ora da Ilario. Giusto per dare un po’ di informazione ai cittadini al di là del solito chiacchiericcio stantio. Magari suggerisco anche qualche tema semplice semplice su cui potrebbero esercitarsi, così, tanto per iniziare: urbanistica contrattata e distruzione sistematica del territorio, infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo ed in particolare nell’edilizia e nei servizi, questione morale e riorganizzazione degli uffici comunali, degrado dell’ambiente urbano e rurale.
Ricordo infatti con un misto di terrore ed ilarità l’intervento dell’IDV sul bilancio, che si sa è tra le deliberazioni più importanti dell’intera legislatura:siccome siamo in maggioranza il nostro voto è favorevole. Fine dell’ illuminante sillogismo, che potrebbe comunque fare degnamente il paio con la nota stampa di SEL sul caso Rispoli-LLPP.
Se dopo il sillogismo del Sig. Schiavi fosse concesso portare una parafrasi (sperando di non confondere di nuovo Il caro Guglielmo), direi che se è vero quanto detto pochi commenti sopra sempre dal Sig. Schiavi e cioè: “rivoluzionari da giovani, ma reazionari da adulti”, allora è altrettanto vero che “rivoluzionari dall’opposizione e reazionari dalla maggioranza”. Non suona molto bene atteggiarsi a puri, in alcuni casi. Anche tralasciando qualche incoerenza verde del tipo “candidati con Sabbatini in Provincia” e “candidati con Manfredi” in Comune, non è che i verdi manifestino nei fatti sempre quella decisione che manifestano a parole.
E’ facile vedere che attraverso la Federazione della Sinistra e se ne stanno tranquillamente a braccetto con SEL in maggioranza, consiglieri ed assessori. Capita un po’ ovunque, nella Regione Emilia e Romagna e, visto che ora se ne parla molto, anche nella Regione Puglia. In entrambe approvano tranquillamente ciò che qui direbbero contestare. Allora non si capisce perché qui tanta manifesta contrapposizione con SEL. In Puglia il Presidente da Loro espresso ed essi stessi, si guardano bene dal fare clamori sul caso ILVA di Taranto. Vendola, di solito tanto loquace anche su questioni che lo riguardano marginalmente, accoglie i Ministra, ma tace. Eppure quei ministri dicono cose gravi, dicono che la politica industriale la fa il Governo, come se anche il Governo non fosse tenuto al rispetto delle leggi sulla sicurezza e sull’ambiente. Una bestemmia totale che in altri casi avrebbe fatto insorgere l’universo ecologista, verdi pugliesi compresi. Invece un totale silenzio e l’avversione alla Magistratura che sta solo applicando le regole, quelle stesse regole il cui rispetto è stato altrimenti tanto evocato. Decenni non sono bastati alle amministrazione succedutesi ed ai sindacati per fare qualcosa e solo ora paiono sensibili al problema ambientale e pronti ad incolpare la Magistratura per la perdita dei posti di lavoro mentre sono stati essi stessi tra i primi inadempienti. Come minimo Assessori verdi e di RC dovrebbero dimettersi. Invece tacciono, evidentemente approvano. A questo punto il silenzio e la reticenza di SEL e del Sig. Ilario sul caso Rispoli, non appaiono nemmeno una colpa così grande.
Del resto, questi comportamenti non mi stupiscono più di tanto. Da noi il piano cave è stato sostenuto dalle recenti amministrazioni comunali e con particolarmente veemenza dalla precedente, ma sappiamo tutti che il piano cave è giunto da altrove, che l’imprimatur veniva da quella stessa regione ove la federazione della Sinistra (verdi compresi) sta tranquillamente ad approvare non senza rinunciare a fare prediche di buone intenzioni.
Si possono capire le specificità territoriali, ma non si può, insomma, fare i velleitari e sparare a zero su quelli che sono gli alleati appena oltre il torrente che sta ed Est ed appena oltre il fiume che sta ad Ovest.
Sempre scusi, Sig. Guglielmo
ammmmmaazzzacherrroba!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…ma se lo fila tutto Lei Signor Schiavi ‘sto scatafascio ????…..e speriamo che un domani non ci svegliamo che manca lo ‘scata’….
cordialità immutate ( anche per la Signora Malizia obviously…)
Gent. Guglielmo, se pensa che si esageri e scrive in un modo così fumettistico, allora non dovrebbe evocare pensieri duri come lo spauracchio del fascio. In fondo non riesce a dissimulare la sua pesantezza ed un retroterra ideologico che fa arrivare sempre lì, anche quando il fascismo del “fascio” non c’entra un cavolo.
Stia “leggero” e prenda per elucubrazioni i pensieri di chi pensa che lo “scata” manchi già ora. Forse lei, svegliandosi, non si è accorto che siamo in una “democrazia simulata”. Non si preoccupi troppo, c’è chi se ne è accorto e cerca di provvedere, magari come può e come riesce.
Ilarità, naturalmente.
Libero
gent.Malizia,
vedo che ha scoperto l’acqua calda, mi dica dove c’è una democrazia non simulata, grazie
Basta che Lei ascolti il nostro Presidente, Il PD, tutti i rossi “liberi” che pensano di avere ottenuto la libertà con la Resistenza, tutti i rossi “liberi” che contestano ma alla fine ritornano nell’alveo per paura della verità e si accorgerà che ripeterlo un poco non è poi così inutile. Il nostro Presidente, in questa importante giornata, ha detto una gran cosa, ha detto che all’Ilva occorre preservare il lavoro e la salute… se lo immagina un Presidente che dicesse l’opposto? Eppure tanti lo osannano quale espressione dello Stato democratico e garante della Costituzione.
C’è parecchia strada da fare, quella che Lei chiama acqua calda non ha ancora bagnato quasi nessuno. Sulla democrazia il discorso è lungo. Essendo essa sempre perfettibile si potrà sempre sostenere, con una qualche ragione, che non esista da nessuna parte. Sicuramente non stava in certi Stati, sicuramente non sta in Cina.
Sempre nella convinzione che ogni democrazia sia perfettibile, uso un criterio di confronto e relatività: i paesi più democratici sono quelli che hanno le frontiere piene di gente che vorrebbe entrare e nessuno che vuole uscire. Può fare Lei la lista.
Caro Diego, mi scuso se rispondo troppo velocemente alla sua provocazione “candidati con Sabbatini e con Manfredi”, ma è una risposta che ho già argomentato varie volte anche per cui stavolta “tiro un po’ via”. La sostanza è che i Verdi sono un partito federale, per cui a Castelfranco sono state fatte delle scelte che una volta proposte alla nostra assemblea intercomunale per la lista provinciale sono finite in minoranza. Pazienza, così funziona la democrazia, se ne faccia una ragione. D’altronde quella totale coerenza che lei vorrebbe significherebbe di fatto il commissariamento delle realtà locali in nome di una linea “nazionale” e quindi lo svilimento delle scelte politiche del territorio. Ciò vale più o meno per tutti i partiti, in Veneto vi sono state -ad esempio- alleanze PD-PDL contro la Lega, ed in Germania i Verdi sono alleati in alcune realtà con la SPD ed in altre con la CDU, normalmente si alleano con chi ha il programma più ambientalista (strano, secondo lei?) Venendo alla Puglia, a me risulta che Vendola abbia vinto le primarie contro non uno, ma due candidati del PD, cioè Boccia ed Emiliano, per cui credo sia stato giustamente scelto come candidato del centrosinistra, avendo peraltro un programma sull’ambiente certamente migliore di quello del centrodestra. Per quanto riguarda la specifica vicenda ILVA la posizione dei Verdi NON è quella di Vendola, del Governo e della Regione Puglia e ciò mi pare ampiamente dimostrato dalla candidatura del nostro segretario Bonelli alla carica di sindaco di Taranto (12% di voti) insieme ai comitati locali ed in contrapposizione al vendoliano Ippazio Stefano, poi eletto (quello che gira con la pistola, per intenderci). Relativamente al nostro piano cave è arcinoto che lo stesso è stato elaborato direttamente, nelle sue linee principali, ma soprattutto nei quantitativi dal Comune di Castelfranco (sindaco Grazioni, assessore Simoni, capogruppo in consiglio Reggianini), e non “altrove” come invece lei afferma, tantomeno dalla Regione che non ha neppure compiti di approvazione (che invece spettano a comune e provincia).
Riguardo al caso Rispoli che anche lei giudica “non così grave” le segnalo solo la perfetta coincidenza della sua posizione con quella del PD e della Giunta. Complimenti.
Vede, caro Diego, certamente la critica anche dura è il sale della democrazia, per cui le continui pure a criticare i Verdi con la massima libertà; però è pure vero che più la critica è dura più deve essere ben informata. Nel suo caso mi pare che su questo aspetto ci sia ancora un po’ di lavoro da fare, ma non si disperi, col tempo ce la farà.
Un saluto.
Credo che i Verdi dovrebbero vergognarsi di avere assessori e consiglieri nella Regione che ha gestito in questo modo la questione dell’Ilva in questi anni. Altro che” il programma ambientalista migliore era quello di SEL!”
Ma che dice l’amministrazione Regionale?… Silenzio assoluto!
E’ proprio vero che di buone intenzioni (o meglio, buone parole) è lastricato l’nferno e che: “rivoluzionari quando non si è al comando e reazionari quando si è al potere”. Oggi, a Taranto, Vendola e la Regione sono stati i più contestati in assoluto dal popolo ambientalista (in spontaneo corteo), più dei ministri, molto più di quanto sia stato mai contestato il Gip Patrizia Todisco. In questi casi, un tempo, si sosteneva si trattasse di infiltrati fascisti, ora mi si dirà che li paga la mafia?
Credo che ci sia una mafia altrettanto dannosa: quella del conformismo, della convenienza, quella dello scodinzolamento e l’ossequio di fronte ai poteri ed ai potenti, ma specialmente quella della pochezza.
E’ un vero peccato che tutti i migliori propositi ambientali vengano fagocitati e metabolizzati dai lustrini del comando e si tema sempre che stando dignitosamente all’opposizione non si conti nulla.
Stando nella maggioranza si conta, certo, non per la capacità di condizionare le scelte, ma perchè, dopo un po’, si è in carico alla maggioranza. Si diviene molto utili alla maggioranza stessa contribuendo, grazie al proprio nome ed alla presa che si ha sull’elettorato ecologista, a sopire il malessere che emerge ed a fare da pompieri.
Credo sarebbe necessaria una presa di distanza decisa dei Verdi, altrimenti finiranno talmente sparuti da non avere nemmeno attrattive per il PD e Vendola.
Non ha senso stare con qualcuno perchè ha il programma migliore di un altro come Lei dice. Occorre per forza stare con qualcuno? Allora l’obiettivo prioritario è arrivare lì, in quei seggi? Anche il programma migliore potrebbe valere, comunque, molto poco… e non basta il programma quando quelle stesse persone che lo portano avanti non sono tra quelle affidabili ma sono il solito pasticcio di slogan, di facile anti destra, i soliti emuli che cercano di differenziarsi solo per crearsi uno spazio ed un ruolo originale che gli dia carisma e gli permetta di raccogliere i voti in fuga.
Si sbaglia. Il diktat del piano cave è venuto da molto più in alto della Provincia ed anche della regione ed è nato anni prima che molti ne venissero a conoscenza. La regione pare non si sia sporcata le mani, il suo ruolo istituzionale non lo prevede, ne prevede altri. Basterebbe spulciare le compravendite avvenute nell’area per capire alcune sovrastanti manovre.
Elaborare un piano ed approvarlo non significa averne la paternità. Si figuri se l’idea poteva venire da Simoni & C!
Mi rincuora sentire che mi assimila al PD, perchè è segno che le sue sono le critiche di chi non ha capito.
E’ vero, ho sentito anch’io qualche verde disapprovare la “non posizione” di Vendola circa l’Ilva, ma non ho sentito gli unici la cui contestazione avesse un senso… gli assessori e consiglieri regionali verdi che se ne stanno, invece, tranquilli, tranquilli… forse perchè il programma sull’ambiente di Vendola era migliore di quello delle destre, come Lei dice. Quanto fosse buono lo si vede dai risultati.
Un breve PS per essere chiari. Mi dicono che Lei sia in politica, allora mi stupisco che pensi che le decisioni vengano assunte sempre nelle sedi aperte al pubblico. Ai consigli tocca spesso approvare, a volte anche alle giunte. Questo non esime i livelli più bassi dalle loro responsabilità, se non altro per lo scarso carattere dimostrato e spesso per il troppo zelo. Qualche tecnico dovrà, poi, redigere qualcosa di sostenibile e qualche “oratore” e “scribacchino” dovrà poi essere in grado di argomentare circa la pertinenza delle decisioni, magari con qualche salto mortale e con qualche “contentino” anche per un Comune, una Provincia.
Quasi tutte le decisioni vengono prese nelle sedi dei partiti e qui il livello è spesso sovra comunale, regionale nazionale. A volte vengono prese durante una cena con personaggi importanti. Lei non sa proprio nulla. Pensa veramente che l’incipit (e qualcosa di più) del piano cave sia partito da un organo amministrativo e non da persone, partiti, personaggi politici, aziende? Ecco perché ho parlato di livelli Regionali ed oltre.
Guardi che lei ha scritto testualmente che “l’imprimatur veniva dalla regione”, e io ho inteso -credo correttamente- ente Regione mentre lei voleva dire un politico attualmente in regione, ma prima in provincia e un domani magari sindaco a Modena. Mica è stato chiaro.
Le ripeto però che il signore cui lei fa cenno nulla avrebbe potuto senza una solidissima sponda dentro l’amministrazione comunale di Castelfranco che avallasse e approvasse il tutto. Le rivelerò che un politico locale del PD un giorno mi fermò e mi disse: “Il sindaco e il tal assessore stanno facendo incontri su incontri in provincia a Modena sul piano cave. Sarà un macello. Preparatevi al peggio”. Aveva ragione.
Qualche personaggio non scende in comune, dialoga qualche gradino sopra nemmeno a livello istituzionale, ma politico e delega.
Confidenza per confidenza. Un amico che opera a Roma, che non fa il politico direttamente ma che ne conosce, sapendo che stavo in un qualche modo opponemdomi a quel progetto, mi disse: “fai pure, ma preparati per non restarci male, non puoi fare assolutamente nulla”. Non poteva aggiungere tanto altro, ma fu chiaro.
Infatti, pur non essendo Castelfranco esente da colpe, è significativo che quei pochi (ed alcuni contavano), che non erano d’accordo, abbiano dovuto andarsene. La macchina era troppo potente e non li avrebbero potuti scacciare nè Graziosi, nè Simoni.
Se era presente, avrà respirato l’aria di dissidio in maggioranza, quando fu rinviato il primo consiglio Comunale sulle cave e che la stessa aria c’era tra alcuni personaggi anche in occasione del Consiglio finale al Dadà quando parve che il consiglio venisse di nuovo rinviato dalla Segrataria, dopo lo scontro Cioni-Rubbiani-Cioni.
Politici, imprese – politici in Regione – Provincia – Comune, questa la piramide decisionale ed operativa.
Nonostante non sia così trasparente è comunque chiaro che molte decisioni importanti non vengono prese dove sembra che ciò sia avvenuto. Basta un incontro ove partecipano un ex parlamentare, un parlamentare, i rappresentanti di un partito, i rappresentanti di un partito che non c’è quasi più, qualcuno del movimento cooperativo, due imprenditori, i rappresentanti nazionali di un’associazione di categoria, un consorzio, ecc. A volte il pretesto o la copertura è una cena, un’iniziativa benefica presso una fondazione o un club. Come capitava una volta che la politica si faceva nei corridoi, ora si fa in quei luoghi.
Non ho minimizzato sul caso Rispoli, grave e sintomatico. Ho solo sottolineato il fatto che lo stesso atteggiamento viene tenuto in casi ove la posta in gioco, almeno per ora, appare molto maggiore. Non vorrà rapportare la portata dell’omertà del Sig. Salvadori e di SEL (con tutto il rispetto) sul caso Rispoli a quella che si tenne, ad esempio, a suo tempo, sulle cave? Oppure come, scandalosamente, ancora non si sappia pubblicamente quanto abbiano prodotto i tre campi fotovoltaici.
Attendo che appaia chjara a tutti la” bidonata” data ai cittadini col fotovoltaico, anche se non emergessero responsabilità personali, private, di tipo analogo a quelle emerse nel caso in oggetto. Mi spiace che si tratti di un’energia alternativa che meriterebbe attenzioni, ma con presentazioni meno trionfalistiche, tecnicamente ed economicamente, fondate.
Vabbè, abbiamo un po’ scantonato dal rispettare strettamente il tema “Castelfranco” e “Rispoli”.
Buona Assunzione e Buon Ferragosto.