Terremoto: l’incubo non è finito

29 giugno 2012
di

terremoto del 29/5/2012

Quando il peggio sembrava fosse passato, l’inferno è tornato a scatenarsi sull’Emilia: la scossa più intensa, di magnitudo 5,8 e dieci km profondità, è arrivata alle ore 9,03 del 29 maggio 2012, colpendo tutta la fascia da Modena città fino alla Bassa, con epicentro Medolla. E non si è trattato della stessa faglia tettonica di Mirandola, ma di una nuova che prova lo spostamento del sisma. Un sisma che è stato avvertito anche in Lombardia e Veneto. Dopo poco più di un’ora, dalle 10.25, una serie di tre grandi scosse (magnitudo 5.3, 5.1 e 4.0). E poi un’altra, alle 12.56, durata circa trenta secondi. A seguire, altre cinque scosse in mezz’ora: alle 13.10 una scossa medio-forte di 3.8 nel bolognese, epicentro Castello d’Argile; alle 13.19 altra scossa di magnitudo 3.0 a Mirandola, e ancora alle 13.35 scossa di 2.7 a Finale Emilia; alle 13.27 sempre a Mirandola scossa di 2.9 e infine alle 13.37 un’ultima scossa di 2.7 epicentro San Possidonio (dati forniti dall’Ingv).

Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio: 15 accertate (a San Felice, Mirandola, Concordia, San Giacomo Rovereto di Novi, Finale, Cavezzo e a San Giacomo Roncole), 12 dispersi, 200 feriti, altri 6.000 sfollati che si aggiungono ai 7.000 della prima ondata sismica, 2.000 sono gli evacuati dal centro storico di Crevalcore.

Gravissimi i danni a Medolla, Cavezzo, San Felice, Mirandola, Rovereto, Cortile e Finale, ma anche nel Ferrarese e a Mantova. I punti più critici sono comunque Mirandola, Cavezzo, Finale, Novi e Crevalcore: numerosi i palazzi colpiti, le chiese, i capannoni industriali. Nuove tendopoli saranno allestite a partire da domani. Intasato il Canaletto, come la Panaria bassa e tutte le altre strade che portano alle zone colpite.

Evacuate tutte le scuole del nord. A Modena e nell’Unione Terre di Castelli, mercoledì 30 maggio tutte le scuole saranno chiuse. Per ordinanza dei sindaci, a Castelfranco Emilia tutte le scuole di ordine e grado resteranno chiuse fino a sabato 2 giugno. A San Cesario, saranno chiuse mercoledì 30 e giovedì 31 maggio 2012.

Per accertamenti è stata chiusa anche la chiesa di San Giacomo a Piumazzo: le cresime previste per domani, probabilmente si svolgeranno all’aperto.

Difficili lecomunicazioni telefoniche, soprattutto quelle con ponti radio per cellulari. E’ bene limitare il più possibile l’uso di cellulari per non intasare le poche linee disponibili. Tim lancia un appello per togliere la password alle reti wi fi domestiche per facilitare le comunicazioni

COME AIUTARE

Questi, i conti correnti attivati per effettuare versamenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto:

La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a quanti – privati ed Enti pubblici – desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.

Per i privati:

- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;

- bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;

- versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

Per quanto riguarda gli Enti pubblici, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.

In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

Provincia di Modena: presso la filiale Unicredit di piazza Grande a Modena, intestato a “Provincia di Modena – interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693. Indicare la causale “terremoto maggio 2012”. Per i versamenti dall’estero occorre far precedere il codice Iban dal codice Swift UNCRITMM.

Partito Democratico: presso UNIPOL BANCA, intestato a “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA -Partito Democratico Emilia-Romagna”, codice Iban: IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494. Indicare la causale ‘Emergenza terremoto’.

Movimento 5 Stelle: intestato a “Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna”, codice Iban IT 76 N 02008 02460 000102085251. Indicare la causale “Aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna”. Per donazioni dall’Estero: Bic: UNCRITM1NT6.

Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale Emilia Romagna Via Menganti 8 – 40133 Bologna. Codice Iban: IT 06 L 02008 12932 000003118146. Indicare la causale “cassa di resistenza terremoto”.

  • Chi volesse dare la propria disponibilità come volontario e mettersi a disposizione come forza lavoro è necessario che si metta in contatto con le associazioni che fanno parte dell’albo del volontariato, in alternativa può contattare l’ufficio provinciale che se ne occupa al numero 059200300.
  • Punti di raccolta materiali (shampoo, doccia schiuma, dentifricio, pannolini, salviette per bambini, detergenti per la pulizia personale e delle tende, giochi per bambini, libri…) c/o Polisportiva Virtus: MERCOLEDI 30-05 dalle ore 15:00 alle ore 17:00
  • Comitato No alle Cave di Piumazzo, presso la sede di Via Ugo Bassi, nei seguenti giorni e orari:
    - venerdi 1 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
    - sabato 2 giugno dalle ore 9,30 alle ore 12,30
    - venedì 8 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
    - sabato 9 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
    tel. 331-1235252 per informazioni e per concordare consegne al di fuori dei giorni e degli orari già indicati.
  • Presso la sede di Giovane Italia Modena in via Castellaro 13 a Modena Raccolta beni alimentari di prima necessità (pasta, pane, pelati, acqua) per le tendopoli della provincia di Modena.

Ultime istruzioni della PROTEZIONE CIVILE:

1. NON USARE i TELEFONI CELLULARI se non per motivi importanti.
2. APRIRE LA RETE wi fi per agevolare le comunicazioni, eliminando la password.
3. SOLO IN CASO DI NECESSITA’ chiamare il 059 200200 per assistenza Protezione Civile in zona Modena.
4. NON METTERSI IN MACCHINA sul canaletto per lasciare libere le vie di comunicazione

NUMERI DI EMERGENZA:
Ferrara: 0532771546 – Modena: 059200200 – Mirandola: 0535611039 – San Felice: 800210644 – Cento: 3332602730

Il Comune di Castelfranco Emilia ha attivato un indirizzo mail a cui inviare tutte le offerte di disponibilità di tempo, mezzi e strutture che i cittadini volessero rendere disponibili per le popolazioni colpite dall’evento sismico. Contatti: volontariatoterremoto@comune.castelfranco-emilia.mo.it; – Urp tel. 059/959216; – Segreteria Sindaco tel. 059/959230; – Polizia Municipale tel. 059/921220. Le segnalazioni verranno inoltrate dal Comune all’opportuna struttura operativa (non saranno accettate segnalazioni relative ad offerte di generi alimentari. Saranno invece apprezzate quelle relative a materiali/mezzi di ditte/aziende con specificato tipologia e quantità).

Su facebook: Gruppo Aiuto Terremoto 20-5-2012

https://www.facebook.com/groups/383149371732020/

Aggiornamenti e comunicati saranno pubblicati nello spazio dei commenti

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179 risposte a Terremoto: l’incubo non è finito

  1. 13 luglio 2012 at 18:35

    Riceviamo e pubblichiamo:

    CONSIGLIO, SÌ UNANIME A ODG SULLA RICOSTRUZIONE
    “FISCALITÀ AGEVOLATA PER LE ZONE COLPITE DAL SISMA”

    “Valutare sin d’ora e in ogni caso le richieste di fiscalità agevolata o di vantaggio per le zone colpite dal sisma, come promosso da sindacati, associazioni di categoria nonché dagli stessi sindaci dei Comuni terremotati; rimuovere i vincoli del Patto di stabilità, almeno per il prossimo triennio, garantendo agli enti locali le risorse necessarie nell’immediatezza; recepire, nel convertire il decreto sulla ricostruzione, le osservazioni presentate dalle istituzioni e dalle realtà socio-economiche delle comunità coinvolte con l’obiettivo della semplificazione normativa e della pianificazione territoriale”.
    Sono alcune delle numerose e dettagliate misure che l’ordine del giorno, presentato da tutti i gruppi consiliari e approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale di Modena, chiede al Parlamento, al Governo e alla Regione di adottare per consentire la ricostruzione dopo il sisma.
    Al Parlamento e al Governo il Consiglio provinciale di Modena chiede di dichiarare lo stato di calamità per i territori colpiti dal terremoto; di finanziare il Fondo per la ricostruzione, previsto dal decreto 74 del 6 giugno, con l’emissione di un bond di scopo da collocare presso le famiglie italiane; di; di sbloccare immediatamente le risorse stanziate per il 2012, in modo che la ricostruzione possa cominciare subito.
    Si chiede inoltre di prorogare almeno fino alla fine del 2012 tutti gli adempimenti fiscali, e fino alla fine del 2013 quelli contributivi, sospendendo fino alla stessa data le rate dei mutui bancari e di ogni altra forma di finanziamento; di esentare dall’Imu e dal calcolo sul reddito, fino alla fine del 2014, gli immobili parzialmente o totalmente inagibili o oggetto di ordinanza di sgombero e comunque di prevedere forme di rateizzazione di tutte le imposte dirette e indirette e dei contributi previdenziali per le persone fisiche, le imprese e i lavoratori autonomi residenti o operanti nelle zone del sisma.
    Per sostenere le imprese, il Consiglio provinciale chiede a Governo e Parlamento di attuare misure dirette, concrete, rapide e non burocratiche, come fondi di garanzia specifici, tassi agevolati, credito d’imposta per chi assume, detassazione per il reddito di impresa e da lavoro autonomo reinvestito nell’impresa stessa, e di sospendere, almeno fino alla fine del 2013 gli studi di settore. Si sollecita infine un piano completo di messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio storico, artistico e monumentale e si invita a estendere il beneficio fiscale per le ristrutturazioni edilizie a tutti gli interventi sugli edifici resi necessari dalle conseguenze del sisma.
    Incentrate sulla ricostruzione sono le richieste rivolte alla Regione che si sollecita ad accelerare i controlli sugli edifici, completando la ricognizione dei danni, per stabilire in tempi rapidi i criteri di riparto delle risorse. Alla Regione si chiede inoltre di approntare procedure e strumenti amministrativi per la ricostruzione il più possibile efficienti e celeri.

  2. 15 luglio 2012 at 18:19

    Riceviamo e pubblichiamo:

    LA RIPRESA DIFFICILE DELLE IMPRESE DELL’AREA COLPITA DAL TERREMOTO
    Dopo le dichiarazioni di disponibilità, il credito va erogato in tempi brevi e a condizioni sopportabili
    Ancora pochi gli istituti che hanno modificato il proprio atteggiamento. La storia esemplare di Antonio La Monica da quasi 20 anni titolare di un ristorante a Mirandola
    Tutti, sin dalle prime ore dopo la prima scossa di terremoto, avevano riconosciuto come un problema impellente per il mondo economico la necessità di mettere a disposizione liquidità immediata. Con altrettanta solerzia le banche si erano dichiarate disponibili ad interventi straordinari mettendo a disposizione fondi per il credito a breve, a tassi contenuti. A poco meno di due mesi dal primo terremoto però la realtà fotografata da Confesercenti appare diversa e preoccupante e quell’ossigeno, assolutamente vitale per la ripartenza, arriva alle imprese con lentezza e difficoltà maggiori del previsto.
    A sottolinearlo è Confesercenti Modena, anche attraverso la testimonianza di Antonio La Monica, imprenditore associato, che da quasi vent’anni gestisce il ristorante pizzeria Le Macine, situato a poche centinaio di metri dal centro storico di Mirandola. “In un primo momento gli istituti di credito ci hanno rassicurato dicendoci che non ci sarebbero stati problemi. A fronte però di richieste concrete di aiuto ci siamo resi conto che i tempi di risposta si dilatavano – verifiche da fare, carte da produrre, ci dicevano – nel frattempo le formule proposte si modificavano di giorno in giorno e, in più, nell’attesa, siamo stati invitati a fare ricorso al credito a breve attingendo al conto corrente, con tasso del 4.5%” racconta Antonio La Monica.
    Quella di Antonio La Monica, imprenditore associato a Confesercenti, non è una denuncia sopra le righe, quanto piuttosto una richiesta di maggiore attenzione per il mondo delle imprese che hanno bisogna ora, subito, di essere affiancate e sostenute anche dalle banche. “Amo il mio lavoro e nonostante la crisi, che comunque già prima del terremoto aveva colpito il nostro settore, ho continuato ad investire. Pochi giorni dopo il sisma, pur non avendo subito danni alla mia struttura, ho deciso di acquistare un’ampia tensostruttura. Una scelta fatta per ospitare quei clienti che non se la sentivano di entrare in pizzeria, ma anche per dare un segnale di voglia di ripartire, di non mollare. Inoltre convinto come sono che il ruolo del commercio sia anche quello di favorire non solo la ripresa economica ma anche la coesione sociale, ho cercato di venire incontro ai clienti, ad esempio eliminando il costo del coperto e abbassando il prezzo di bevande e pietanze. Io sono stato fortunato perché il mio stabile è integro, ma se non ci sarà un’azione energica e rapida per sostenere anche il commercio, noi rischiamo di chiudere entro la fine dell’anno. Lo scorso anno le cene di fine anno scolastico erano state decine, nel 2012, ci siamo fermati ad una. Questo fa capire che c’è da rimettere in moto un intero sistema e se non lo si fa in fretta la rete commerciale di Mirandola uscirà ulteriormente indebolita” aggiunge Antonio La Monica.
    Il mondo economico e istituzionale aveva chiesto alle banche di concordare tassi adeguati alla situazione: non superiori al 1,5%. L’ABI dal canto suo aveva invitato le banche che aderivano ad iniziative straordinarie in favore delle imprese colpite dal sisma a specificare i dettagli “dandone chiara e tempestiva informativa anche attraverso avvisi in filiale e sul proprio sito internet”.
    Sulla scia di queste sollecitazioni molti istituti di credito avevano annunciato, in modo più o meno generico, diverse iniziative che solo in pochissimi casi però si sono tradotte in precise disposizioni. In realtà, entrando in banca molti imprenditori si sono trovati a dover faticare ancora più di prima sia per ottenere nuovo credito, sia per mantenere quello esistente, questo peraltro con tassi molto elevati e procedure di istruttoria insostenibili per imprese che versano in situazioni di emergenza.
    Ma il problema – incalza Confesercenti Modena – non è solo il costo, perché il credito innanzitutto occorre averlo. Anche su questo le risposte non corrispondono alle aspettative create dopo i primi annunci. E’ evidente che, nella nuova situazione in cui si trovano le imprese, l’ottenimento di nuovo credito potrà poggiare essenzialmente sulla serietà imprenditoriale dimostrata fino al 20 maggio e tenendo conto della situazione eccezionale in cui le imprese si trovano.
    “Se le banche non tradurranno immediatamente in fatti gli impegni assunti a maggio, la ripartenza delle imprese rischia di diventare davvero problematica e, per molte di esse, impossibile. Non dimentichiamo che la ripresa è un obiettivo vitale per l’intera comunità e che solo sostenendo le attività imprenditoriali l’area nord potrà davvero e in modo stabile risollevarsi. Per questo è fondamentale agire ora senza ritardi. Serve il sostegno di tutti, a partire dallo Stato, dalla Regione sino a tutti quei soggetti, pubblici e privati, tra cui le banche, che rendono vitale il tessuto imprenditoriale” conclude Tamara Bertoni, direttore generale di Confesercenti Modena.

  3. 16 luglio 2012 at 16:05

    Riceviamo e pubblichiamo questa iniziativa:

    Sabato 21 luglio 2012 via Cuba37, Modena* dalle h 20 aperitivando
    N ico’Swap Party III
    Sìììì ritorna il mercatino di tutto ciò che ci vogliam liberare vestiti accessori oggetti ma che a qualcuno possono servire o …ci vede una nuova vita!
    Sarà Party per la Bassa …che si rialzerà!
    Riempiremo di soldini – offerta libera – una bella scatola da donare ad un progetto per la Bassa che decideremo insieme;)
    speriamo di raggiungere una cifra interessante…
    Insomma uno swap solidale per gli altri!
    vi aspetto! ..e non venite a mani vuote..svuotate gli armadi&c.
    * http:/goo.gl/maps/1buw

  4. 16 luglio 2012 at 17:27

    Riceviamo dalla Provincia:

    SISMA, 6.300 SFOLLATI, 2.700 IN MENO RISPETTO A GIUGNO
    LE TENDOPOLI SONO 26 E LE STRUTTURE SCESE A SEI

    Chiude entro la giornata di lunedì 16 luglio la palestra in via Manara a Santa Croce a Carpi che ospitava una quarantina di sfollati quasi tutti di Novi, in parte rientrati nelle proprie abitazioni dopo le verifiche di agibilità e in parte trasferiti nei campi di Novi, mentre nei prossimi giorni è prevista una riorganizzazione in alcuni campi e strutture a Carpi, Cavezzo, S.Possidonio e S.Felice sul Panaro.
    Complessivamente nel modenese i cittadini sfollati ospitati in campi e strutture della Protezione civile sono scesi dai quasi nove mila di giugno a 6354 di lunedì 16 luglio.
    Le verifiche sull’agibilità, infatti, stanno consentendo a tanti cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni lasciando le sistemazioni in tenda o nelle altre strutture messe a disposizione dalla Protezione civile dopo le scosse del 20 e 29 maggio.
    Tutte le procedure relative all’assistenza alla popolazione sono gestite dalla funzione “assistenza alla popolazione” del Centro coordinamento provinciale (Ccp) di Marzaglia che fornisce, tra l’altro, ogni giorno alla Dicomac di Bologna l’aggiornamento delle presenze in campi e strutture del Ccp segue inoltre le richieste di forniture alimentari che arrivano dei Centro operativi comunali e mantiene costantemente i contatti con diversi grandi ditte che hanno dato la disponibilità a forniture gratuitamente i loro prodotti.
    I campi con tende sono attualmente 26 e le strutture (palestre, centri civici, biblioteche) utilizzate sono scese a cinque (erano 20 a metà giugno).
    Risultano in calo anche le presenze alberghiere per le quali è in corso il censimento a livello regionale.
    Finora, inoltre, sono stati trasferiti in strutture della provincia di Modena e dei territori vicini oltre 1.600 anziani e disabili non autosufficienti che si trovavano in residenze o abitazioni che dopo il sisma sono state giudicate non sicure.

  5. 17 luglio 2012 at 17:22

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Favia: “Tassi agevolati per le imprese? Una bufala
    Banche scorrette, hanno applicato i tassi consueti”
    Interrogazione M5S:
    è nato il comitato unico per la gestione di tutti gli interventi a favore delle imprese?
    “Alle parole, strano ma vero, non sono seguiti i fatti. Gli accordi stipulati fra Regione, Unioncamere e istituti bancari non sono stati rispettati” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle – “Il patto infatti prevedeva che le banche avrebbero concesso linee di finanziamento a medio-lungo termine a tassi agevolati, per intenderci fra l’1,2 e l’1,5%. Ne sono seguiti annunci su annunci ma i fatti hanno smentito le parole. Gli istituti bancari infatti hanno erogato finanziamenti al 4%, o 4,5%, applicando le stesse condizioni pre-sisma. In molti casi, addirittura, hanno respinto la richiesta di denaro. Insomma” – spiega Favia – “un atteggiamento ostruzionistico del quale chiediamo conto alla Regione, una delle parti in causa. Fra l’altro” – conclude il Consigliere M5S – “ci piacerebbe essere informati se sia stato costituito il famoso comitato unico per la gestione di tutti gli interventi a favore delle imprese. Servirà, vista la quantità e la varietà di aiuti da coordinare.”

    GIOVANNI FAVIA
    Consigliere Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

    Premesso che
    - È stato firmato a Bologna in viale Aldo Moro un protocollo che prevede un impegno comune tra Regione Emilia-Romagna, banche, Consorzi Fidi e associazioni imprenditoriali per la disponibilità di finanziamenti a favore delle imprese colpite dagli eventi sismici di maggio e giugno 2012;
    - a sottoscrivere l’intesa la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, Unioncamere Emilia-Romagna, i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e gli istituti bancari (Unicredit, Banco Popolare, Monte dei Paschi di Siena, Bnl-Gruppo Bnl Paribas, Sanfelice 1893, Bper, Federazione Bcc Emilia-Romagna, Intesa San Paolo-Carisbo e Unipol);
    - il Protocollo prevede linee di finanziamento a medio-lungo termine a tassi contenuti, con l’obiettivo di favorire la rapida ripresa dell’attività produttiva e ripristinare quanto prima la piena funzionalità degli immobili e delle attrezzature delle imprese. Prevista, in particolare la destinazione di un primo plafond di Risorse della Cassa Depositi e Prestiti e della Banca Europea per gli Investimenti da concordare con le banche per finanziamenti destinati alla messa in sicurezza, alla ricostituzione delle scorte, alla ricostruzione degli immobili, all’acquisizione delle attrezzature nonché a processi di sviluppo delle imprese di tutti i settori produttivi, di durata variabile e compresa per i diversi interventi fra i 5 e i 15 anni;
    - le banche attraverso comunicati stampa hanno dichiarato che avrebbero messo a disposizione plafond per finanziamenti a condizioni favorevoli (interessi variabili tra l’1,2% e l’1,5%) , in favore delle aziende colpite dal sisma;
    - la Regione Emilia-Romagna tramite comunicato ha dichiarato: “I costi delle pratiche dovranno essere contenuti e si dovrà prevedere massima tempestività all’erogazione dei finanziamenti”;
    - nel protocollo si è concordato di istituire un comitato unico per la gestione di tutti gli interventi a favore delle imprese, al fine di monitorare l’utilizzo delle risorse a disposizione, prevedendo la rappresentanza dei soggetti firmatari del Protocollo.

    considerato che
    - la Confederazione nazionale della piccola e media impresa di Modena ha fatto una ricerca per capire quante tra le aziende messe in ginocchio dal sisma abbiano effettivamente beneficiato di crediti immediati a tasso agevolato, per interventi di prima sistemazione. Secondo il loro osservatorio, solo una delle banche che ha stanziato il plafond pro ricostruzione ha applicato le condizioni dichiarate, ossia con interessi variabili tra l’1,2% e l’1,5%. Gli altri istituti hanno adottato le stesse prassi pre sisma, ossia applicando interessi del 4% o del 4,5%. (Fonte Fatto quotidiano 12 luglio 2012);
    - Carlo Galassi presidente di Confcommercio ha dichiarato: «Qualche istituto di credito ha fatto resistenza. Al di là del tasso di interesse applicato, spesso le istruttorie sono lente e in alcuni casi si concludono con il diniego del finanziamento, proprio oggi che ne abbiamo più bisogno». (Fonte Gazzetta di Modena 12 luglio 2012);
    - le aziende colpite dal sisma hanno bisogno di finanziamenti a tasso agevolato subito; come del resto confermava nel comunicato del 15/06/2012 anche la Regione Emilia-Romagna;
    - é passato circa un mese dalla sottoscrizione del Protocollo che prevedeva finanziamenti a favore delle imprese colpite dagli eventi sismici, a tassi agevolati, e la costituzione del “comitato unico per la gestione di tutti gli interventi a favore delle imprese”;
    - per i circa 15 milioni di euro derivanti dagli sms solidali si prospetta un percorso tortuoso. Prima di essere trasferiti ai singoli comuni terremotati, infatti, Le somme donate telefonicamente dovranno passare dal comitato dei garanti. Un organo nominato dalla presidenza del consiglio dei ministri su indicazione del commissario Errani, che deciderà la destinazione esatta delle risorse raccolte;

    Interroga la Giunta e l’Assessore competente per sapere
     Se non ritenga opportuno agire in fretta, per fare in modo che siano garantiti in tempi brevi i finanziamenti a tasso agevolato alle aziende colpite dal sisma che ancora non li hanno ricevuti;
     quali siano le motivazioni per cui solo una delle banche che ha stanziato il “plafond pro ricostruzione” ha applicato le condizioni dichiarate, ossia con interessi variabili tra l’1,2% e l’1,5%;
     se il primo plafond di Risorse della Cassa Depositi e Prestiti e della Banca Europea, previsto per i finanziamenti a tasso agevolato, è giunto a destinazione; a quanto ammonta con precisione, e quali altri risorse siano previste in tal senso;
     se il “comitato unico per la gestione di tutti gli interventi a favore delle imprese” è stato costituito; e in caso affermativo, quali sono gli interventi che ha intrapreso fino ad ora;
     se per i circa 15 milioni di euro ricavati dalle donazioni tramite sms siano stati pianificati tempi certi e celeri, criteri e modalità di riparto, trasparenza;
     se non ritenga opportuno dare immediata esecuzione alle Risoluzioni Assembleari avente ad oggetto azioni rivolte ai territori colpiti dallo sciame sismico.

    Bologna, 17 luglio 2012
    Il Consigliere ( Giovanni Favia )

  6. 18 luglio 2012 at 22:54

    Riceviamo e pubblichiamo:

    SISMA, UN ORDINE DEL GIORNO PER CHIEDERE AL GOVERNO
    DI ESCLUDERE DAI TAGLI PROVINCE E COMUNI COLPITI

    Escludere le Province e gli enti locali interessati dal terremoto dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio previsto dal decreto legge sulla revisione della spesa pubblica varato dal governo il 6 luglio scorso. E’ quanto chiede un ordine del giorno proposto dal presidente Emilio Sabattini e dalla Giunta della Provincia di Modena – e sottoscritto da tutti i capigruppo del Consiglio provinciale – che verrà discusso nella seduta di giovedì 19 luglio, con l’obiettivo di sostenere la richiesta di un emendamento al Senato in sede di conversione del decreto.
    Il decreto legge “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica” prevede, all’articolo 16, una riduzione di 500 milioni di euro nel 2012 e di un miliardo di euro a partire dal 2013 del fondo sperimentale di riequilibrio destinato alle Province, e un ulteriore taglio di 500 milioni di euro nel 2012 e di due miliardi di euro a partire dal 2013 del fondo sperimentale di riequilibrio destinato ai comuni. Nonostante le «notevoli difficoltà finanziare che gli eventi sismici stanno causando e causeranno ai Comuni colpiti e alle relative Province – si legge nell’ordine del giorno – il decreto legge nulla dispone in merito ad eventuali esclusioni dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio per gli enti locali delle aree interessate».
    Per questo motivo il documento chiede «al Governo e al Parlamento che in sede di conversione del decreto legge sia prevista, limitatamente agli anni 2012, 2013 e 2014, l’esclusione delle Province e dei Comuni colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio dal novero degli enti locali interessati dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio».
    L’ordine del giorno sarà inviato al Presidente del Consiglio, ai presidenti dei due rami del Parlamento, al presidente della Regione Emilia Romagna, ai parlamentari e ai consiglieri regionali modenesi e ai sindaci dei comuni terremotati modenesi.

  7. 19 luglio 2012 at 17:55

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Defranceschi: “Rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati,
    approvata in Piemonte la risoluzione del Movimento 5 Stelle!”
    Favia: “Peggiora la magra figura di PD e PDL locali
    Fondamentale la pressione della gente”
    La stessa proposta avanza da M5S fu respinta il 23 maggio in aula
    “In Piemonte ce l’hanno fatta” – sorride Andrea Defranceschi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle – “il Movimento 5 Stelle è riuscito a ottenere l’approvazione di una risoluzione, identica a quella che noi presentammo il 23 maggio scorso, che prevede di destinare i rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati. Da noi” – ricorda il Capogruppo M5S – “con la sola eccezione della Lega Nord i partiti respinsero compattamente la richiesta, confermando che l’importante è che non gli si tocchino i soldi. Se pensiamo” – conclude Defranceschi – “che ce l’hanno fatta dal Piemonte, una regione non colpita dal sisma, e non dall’Emilia… E’ davvero vergognoso.”
    “Ricordo che in aula ci dissero che eravamo dei furbi, dei cinici, dei calcolatori politici per tornaconto elettorale… Di tutto. E ora?” – si chiede Giovanni Favia, Consigliere che avanzò la risoluzione in aula – “Le scuse addotte allora sono ancora più patetiche alla luce della giravolta che i partiti, su pressione dell’opinione pubblica, hanno dovuto fare. Ricordo anche la manifestazione fatta con Aavaz per chiedere che si sbrigassero a devolvere la tranche dei rimborsi di luglio, 91 milioni di euro… Alla luce di questo successo degli amici piemontesi, che ringraziamo e sicuramente ringrazieranno anche tutti i cittadini colpiti dal sisma… Peggiora la magra figura fatta dai consiglieri emiliano-romagnoli.”
    QUI IL VIDEO DELLA SEDUTA: http://youtu.be/Sv1jnh8R1-U

    ANDREA DEFRANCESCHI – GIOVANNI FAVIA
    Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
    Emilia-Romagna

  8. 23 luglio 2012 at 20:14

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Venerdì 27 luglio, dalle ore 19, presso il campo sportivo di Medolla si affronteranno in un’accesa partita di calcio la nazionale italiana arbitri, guidata dal “fischietto” internazionale Nicola Rizzoli, e una selezione di medici e paramedici dell’’Ausl dell’’Area Nord, “rinforzata” da amministratori dei Comuni della Bassa. Funzionerà uno stand gastronomico, gestito da associazioni medollesi, che sfornerà gnocchi fritti, il cui ricavato andrà all’’Amo Area Nord. L’’iniziativa è promossa dai medici di famiglia della Bassa.
    A seguire, nel parco adiacente al campo, si esibirà la band dei Sea Monkeys che proporrà un viaggio nelle atmosfere infuocate della “Swinging London”, attraverso i brani più famosi delle band protagoniste della “British Invasion”: dal Beat puro dei Kinks alla pre-Psichedelia degli Yardbirds, dal R’n’B degli Animals al Soul Beat dello Spencer Davis Group, dal R’n’R degli Who alle ballate Mod degli Small Faces.

  9. 28 luglio 2012 at 12:33

    Riceviamo e pubblichiamo:

    SI RIDUCE ULTERIORMENTE LA ZONA ROSSA DI MIRANDOLA

    Continua a ridursi la zona rossa di Mirandola. Adesso è possibile arrivare fino a San Francesco e piazza Garibaldi. Grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, è stato infatti possibile rimettere in sicurezza altre zone del centro storico.
    Così il Sindaco Maino Benatti ha firmato una nuova ordinanza (n. 48 del 25 luglio 2012), consentendo l’accesso ai pedoni e ai proprietari degli edifici delle zone interessate.
    I lavori di messa in sicurezza proseguiranno nei prossimi giorni, con l’apertura di nuovi tratti del centro. Le nuove zone introdotte con l’ordinanza sono: via Montanari, tolte transenne ai civici 14, 16, 18 e 22, via Tabacchi, tolte transenne al civico 31, piazza Marconi, tolte transenne al civico 14, piazza Marelli, civico 5, con accesso da via Smerieri, via Cavallotti, tolte transenne dal civico 22 al 30, via Focherini, dal civico 1 al 5, via Pico, tolte transenne ai civici 24, 26, 38 e 40, via Luosi, tolte transenne ai civici 76 e 106, via Castelfidardo, dal civico 47 al 77, con transenne ai civici 51, 53, 55, 57, 59, 69 e 77, dal civico 70 all’82, con transenne, via Fulvia, dal civico 1 al 15, con transenne ai civici 9, 11 e 13; dal civico 2 al 30, con transenne dal civico 4 al 14, piazza Garibaldi, dal civico 1 al 21, con transenne dal civico 3 al 9 e dal civico 11 al 20, via Verdi, dal civico 41 all’81, con transenne dal civico 51 al 65 e dal 69 al 75; dal civico 38 al 44. Le nuove zone vanno ad aggiungersi a quelle aperte nei giorni scorsi.
    Sul sito internet del Comune (www.comune.mirandola.mo.it) vengono riportate in tempo reale le riduzioni della zona rossa.

  10. 28 luglio 2012 at 12:34

    Riceviamo e pubblichiamo:

    IN SALVO PATRIMONIO ARTISTICO DEL MUNICIPIO DI MIRANDOLA

    Eccezionale recupero di quadri lo scorso 27 luglio in Municipio a Mirandola. I vigili del fuoco, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici ed Demoetnoantropologici di Modena e il Comune di Mirandola, hanno svolto un’operazione di salvataggio di alcuni dipinti che si trovavano ancora presso la sede comunale, pesantemente danneggiata dai terremoti del 20 e 29 maggio scorsi.
    Tra le opere prelevate (in totale otto tele e una splendida cornice barocca) sono da segnalare in particolare tre pale d’altare (“La caduta di San Paolo” del pittore di corte dei Pico, Sante Peranda; “L’adorazione dei magi” della scuola di Palma il Giovane; “Sant’Agata” del bolognese Pietro Faccini), oltre ai ritratti dei più illustri cittadini di Mirandola, Giovanni e Giovan Francesco Pico.
    Alcuni dipinti sono stati trasportati direttamente per le scale, mentre le notevoli dimensioni di altri hanno reso necessario effettuare il recupero mediante una delicata operazione: le opere sono state infatti calate dal terrazzino della facciata su piazza Costituente, anche con l’aiuto dell’autoscala dei vigili del fuoco.
    «Siamo molto felici che siano state recuperate le opere del Municipio – ha dichiarato l’Assessore alla Promozione della Città e del Territorio Caterina Dellacasa – auspichiamo che possano tornare sul nostro territorio il prima possibile, nelle migliori condizioni e nei luoghi più consoni per riconsegnare ai mirandolesi il loro patrimonio artistico».
    I quadri sono stati quindi trasportati al Palazzo Ducale di Sassuolo.

  11. 20 agosto 2012 at 11:06

    Riceviamo e pubblichiamo:

    La bassa come laboratorio per la bioarchitettura.

    Quello della bassa modenese non potrebbe essere un migliore contesto per creare un laboratorio di bioarchitettura. La scelta di nuove e diverse soluzioni abitative è ormai imposta dal corso degli eventi, ma la bioarchitettura è una disciplina evoluta e può rivelarsi molto di più di un rimedio emergenziale.
    I nostri amministratori annunciano che vogliono ricostruire…e in fretta. Noi invece riteniamo che bisogna ricostruire, ma ricostruire bene. Apprendiamo tramite il web delle enormi difficoltà burocratiche incontrate da chi, prima del terremoto, ha scelto di costruire una casa in legno: quindi innanzitutto occorre un netto cambio di mentalità e un abbattimento della burocrazia.
    Se è vero che i nostri amministratori credono nell’economia sostenibile allora non hanno occasione migliore per dimostrare in cosa consistano i loro intenti.
    C’è da ricostruire e tanto: noi non vogliamo più che si costruisca come prima. Affidiamo la ricostruzione a chi porta avanti sistemi innovativi per i materiali impiegati, per il consumo energetico e per i bassi costi di realizzazione.
    La bassa delle macerie potrebbe ospitare le migliori ditte del settore e soprattutto potrebbe diventare un laboratorio per far partire nuove imprese locali sulla base di uno know how da noi finora non radicato.
    Ricordiamo che non ci sono solo case da ricostruire, ma anche capannoni, scuole e palestre.
    La nostra terra potrebbe veramente ritrovare una nuova e migliore ricchezza: non più quella di una grigia area industriale, produttiva ma inquinante; bensì quella di una zona di eccellenza nel risparmio e nell’efficienza energetica.
    Oltre ai materiali e alle tipologie di costruzioni si potrebbe avere un occhio di riguardo anche agli aspetti sociali che la ricostruzione comporta: per esempio impiegando gli abitanti delle nuove case nella costruzione dell’abitazione stessa.
    Movimento Cinque Stelle Modena e Provincia

  12. 30 agosto 2012 at 21:42

    Riceviamo e pubblichiamo:

    SISMA, LA CASSA INTEGRAZIONE PER FERMO PRODUTTIVO
    DOMANDE DA 3.336 AZIENDE, COINVOLTI 33.555 LAVORATORI

    Sono 3.336 le aziende modenesi che hanno presentato domanda per accedere agli ammortizzatori per il fermo produttivo causato dal terremoto, per un totale di 33.555 lavoratori coinvolti.
    Di queste 2461 aziende hanno chiesto di accedere alla misura regionale rappresentata dalla cassa integrazione in deroga, per un totale complessivo di 12.941 lavoratori. In questo caso la grande maggioranza delle aziende coinvolte dalla misura regionale (si parla di 2082 imprese sulle 2461 totali), ha sede nel cosiddetto cratere ristretto, cioè la zona direttamente colpita dal sisma (ovvero tutti i comuni dell’Area nord, a cui si aggiungono Carpi e Novi), le quali coinvolgono 11.108 lavoratori.
    La cassa integrazione ordinaria per sisma, invece, è stata attivata da 577 aziende, per un totale ad oggi di 18.039 lavoratori; numeri dai quali dati occorre sottrarre 10 aziende e relativi 77 lavoratori, per i quali sono state attivate le proroghe per altre 13 settimane.
    «Il numero delle proroghe – sottolinea Francesco Ori, assessore alle Politiche del lavoro della Provincia di Modena – risulta finora abbastanza contenuto, un segnale delle fiducia degli imprenditori nella ripresa. Rileviamo anche che finora non sono stati riscontrati effetti particolarmente negativi sui livelli occupazionali anche se dobbiamo verificare in modo più approfondito le eventuali ripercussioni negative nel mondo del commercio e del lavoro autonomo. A quasi tre mesi dalla firma dell’accordo provinciale per la gestione degli ammortizzatori sociali (coordinato dalla Provincia di Modena e dalla Regione), le istanze sono certamente numerose – aggiunge Ori – ma il dato complessivo comprende tutte le richieste inoltrate dalle imprese, anche quelle relative a pochi giorni di fermo e che ad oggi potrebbero aver già ripreso l’attività produttiva».
    La cassa integrazione per l’edilizia ha riguardato 128 aziende, per un totale di 1.110 lavoratori dipendenti (compresi gli apprendisti).
    Per quanto riguarda le agenzie di somministrazione, a richiedere la cassa integrazione in deroga per sisma sono state 174 aziende, per 1.006 lavoratori.
    Infine, la cassa integrazione straordinaria (della durata di 12 mesi), sempre per motivi legati direttamente al sisma, sono state attivate da 6 aziende, richieste a favore di altri 470 lavoratori.

  13. 30 agosto 2012 at 21:44

    Riceviamo e pubblichiamo:

    BILANCIO DEL CSV DI MODENA A TRE MESI DAL SISMA
    6.894 le persone che si sono offerte volontarie, 207 quelle inviate sui territori ed oltre 57mila euro raccolti per i progetti delle odv colpite dal sisma

    A partire dal 30 maggio, quindi a meno di 48 ore dal secondo sisma che ha interessato l’Emilia, coloro che volevano recarsi sul posto per prestare un aiuto come volontari hanno potuto inviare la propria candidatura al sito, creato dal Centro di Servizi per il Volontariato di Modena ma poi allargato a tutti i CSV della Regione, http://www.terremoto.volontariamo.com, interamente dedicato all’emergenza in Emilia. Al 28 agosto 2012 le persone che si sono candidate tramite il sito sono 6894.

    Ad esse vanno aggiunte altre persone (550) con competenze specialistiche (assistenti sociali, sanitari, ingegneri, ecc) i cui dati sono stati segnalati alla sala operativa della Protezione Civile ed ai COC (Centri operativi comunali) come da accordi con le autorità competenti.

    Grazie alle candidature ricevute tramite il sito e di concerto con le richieste pervenute dai territori, il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena ha potuto inviare nelle aree colpite dal sisma 207 volontari impiegati in varie mansioni (dall’aiuto cuoco alla distribuzione dei pasti, dalla gestione del magazzino all’autista).

    Molte anche le aziende che, tramite il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena, hanno potuto sposare progetti specifici o creare iniziative ad hoc per le popolazioni colpite dal sisma (tutte le info su http://terremoto.volontariamo.com/donazioni-da-imprese/iniziative)

    A partire dalla fine di luglio, il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena, per favorire l’incontro tra richieste di volontari che provengono dai territori colpiti dal sisma e candidature dei singoli cittadini, ha stretto un accordo di collaborazione con Melpyou (www.melpyou.com ), network nato per collegare tra loro gli enti senza scopo di lucro e le persone che hanno voglia di aiutare chi ha bisogno, mettendo a disposizione il proprio tempo libero. 65 le persone che hanno dato la loro disponibilità tramite Melpyou e sono state coinvolte in attività a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

    La rete del Terzo Settore modenese ha attivato poi, tramite il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena, un conto corrente per raccogliere fondi a favore dei progetti delle associazioni che operano sui territori colpiti dal sisma. Impegno del Terzo Settore è di gestire tali fondi con la massima trasparenza, dando comunicazione delle donazioni raccolte e della destinazione delle stesse, quotidianamente, sul sito

    http://terremoto.volontariamo.com/donazioni. Al 28 agosto, ore 14:50, sono stati donati € 57.989,05 tramite carta di credito, Paypal, bonifico e tramite le donazioni per la maglietta “Il coraggio degli Emiliani”, altra iniziativa del Terzo Settore modenese coordinata dal CSV di Modena.

    Per stabilire i criteri di accesso alla ripartizione dei fondi raccolti tramite il conto corrente di cui sopra si riunirà a breve una commissione composta dai soggetti rappresentanti del Terzo Settore.

    Attualmente diversi magazzini sono in chiusura o non ricevono più merce perché pieni, e anche la Protezione civile, pur rimanendo presente sul territorio, ad oggi non accetta più donazioni di merci. Il CSV continua a fare da tramite per verificare eventuali necessità specifiche dai campi di protezione civile.

    “Abbiamo cercato di concentrare i nostri sforzi sulla ricostruzione delle persone, prima che delle cose – dichiara Angelo Morselli, presidente della Associazione Servizi per il volontariato di Modena – riteniamo fondamentale aiutare chi aiuta, in particolare le associazioni di volontariato, cercando di garantire aiuti e servizi a chi ha più bisogno e ha meno possibilità. Continueremo ad essere presenti sul territorio ed attenti alle esigenze, affinché il livello dei servizi che ha sempre caratterizzato quelle zone sia mantenuto alto.”

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