Quando il peggio sembrava fosse passato, l’inferno è tornato a scatenarsi sull’Emilia: la scossa più intensa, di magnitudo 5,8 e dieci km profondità, è arrivata alle ore 9,03 del 29 maggio 2012, colpendo tutta la fascia da Modena città fino alla Bassa, con epicentro Medolla. E non si è trattato della stessa faglia tettonica di Mirandola, ma di una nuova che prova lo spostamento del sisma. Un sisma che è stato avvertito anche in Lombardia e Veneto. Dopo poco più di un’ora, dalle 10.25, una serie di tre grandi scosse (magnitudo 5.3, 5.1 e 4.0). E poi un’altra, alle 12.56, durata circa trenta secondi. A seguire, altre cinque scosse in mezz’ora: alle 13.10 una scossa medio-forte di 3.8 nel bolognese, epicentro Castello d’Argile; alle 13.19 altra scossa di magnitudo 3.0 a Mirandola, e ancora alle 13.35 scossa di 2.7 a Finale Emilia; alle 13.27 sempre a Mirandola scossa di 2.9 e infine alle 13.37 un’ultima scossa di 2.7 epicentro San Possidonio (dati forniti dall’Ingv).
Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio: 15 accertate (a San Felice, Mirandola, Concordia, San Giacomo Rovereto di Novi, Finale, Cavezzo e a San Giacomo Roncole), 12 dispersi, 200 feriti, altri 6.000 sfollati che si aggiungono ai 7.000 della prima ondata sismica, 2.000 sono gli evacuati dal centro storico di Crevalcore.
Gravissimi i danni a Medolla, Cavezzo, San Felice, Mirandola, Rovereto, Cortile e Finale, ma anche nel Ferrarese e a Mantova. I punti più critici sono comunque Mirandola, Cavezzo, Finale, Novi e Crevalcore: numerosi i palazzi colpiti, le chiese, i capannoni industriali. Nuove tendopoli saranno allestite a partire da domani. Intasato il Canaletto, come la Panaria bassa e tutte le altre strade che portano alle zone colpite.
Evacuate tutte le scuole del nord. A Modena e nell’Unione Terre di Castelli, mercoledì 30 maggio tutte le scuole saranno chiuse. Per ordinanza dei sindaci, a Castelfranco Emilia tutte le scuole di ordine e grado resteranno chiuse fino a sabato 2 giugno. A San Cesario, saranno chiuse mercoledì 30 e giovedì 31 maggio 2012.
Per accertamenti è stata chiusa anche la chiesa di San Giacomo a Piumazzo: le cresime previste per domani, probabilmente si svolgeranno all’aperto.
Difficili lecomunicazioni telefoniche, soprattutto quelle con ponti radio per cellulari. E’ bene limitare il più possibile l’uso di cellulari per non intasare le poche linee disponibili. Tim lancia un appello per togliere la password alle reti wi fi domestiche per facilitare le comunicazioni
COME AIUTARE
Questi, i conti correnti attivati per effettuare versamenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto:
La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a quanti – privati ed Enti pubblici – desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.
Per i privati:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
- bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
- versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per quanto riguarda gli Enti pubblici, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.
In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.
Provincia di Modena: presso la filiale Unicredit di piazza Grande a Modena, intestato a “Provincia di Modena – interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693. Indicare la causale “terremoto maggio 2012”. Per i versamenti dall’estero occorre far precedere il codice Iban dal codice Swift UNCRITMM.
Partito Democratico: presso UNIPOL BANCA, intestato a “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA -Partito Democratico Emilia-Romagna”, codice Iban: IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494. Indicare la causale ‘Emergenza terremoto’.
Movimento 5 Stelle: intestato a “Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna”, codice Iban IT 76 N 02008 02460 000102085251. Indicare la causale “Aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna”. Per donazioni dall’Estero: Bic: UNCRITM1NT6.
Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale Emilia Romagna Via Menganti 8 – 40133 Bologna. Codice Iban: IT 06 L 02008 12932 000003118146. Indicare la causale “cassa di resistenza terremoto”.
- Chi volesse dare la propria disponibilità come volontario e mettersi a disposizione come forza lavoro è necessario che si metta in contatto con le associazioni che fanno parte dell’albo del volontariato, in alternativa può contattare l’ufficio provinciale che se ne occupa al numero 059200300.
- Punti di raccolta materiali (shampoo, doccia schiuma, dentifricio, pannolini, salviette per bambini, detergenti per la pulizia personale e delle tende, giochi per bambini, libri…) c/o Polisportiva Virtus: MERCOLEDI 30-05 dalle ore 15:00 alle ore 17:00
- Comitato No alle Cave di Piumazzo, presso la sede di Via Ugo Bassi, nei seguenti giorni e orari:
- venerdi 1 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
- sabato 2 giugno dalle ore 9,30 alle ore 12,30
- venedì 8 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
- sabato 9 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
tel. 331-1235252 per informazioni e per concordare consegne al di fuori dei giorni e degli orari già indicati. - Presso la sede di Giovane Italia Modena in via Castellaro 13 a Modena Raccolta beni alimentari di prima necessità (pasta, pane, pelati, acqua) per le tendopoli della provincia di Modena.
Ultime istruzioni della PROTEZIONE CIVILE:
1. NON USARE i TELEFONI CELLULARI se non per motivi importanti.
2. APRIRE LA RETE wi fi per agevolare le comunicazioni, eliminando la password.
3. SOLO IN CASO DI NECESSITA’ chiamare il 059 200200 per assistenza Protezione Civile in zona Modena.
4. NON METTERSI IN MACCHINA sul canaletto per lasciare libere le vie di comunicazione
NUMERI DI EMERGENZA:
Ferrara: 0532771546 – Modena: 059200200 – Mirandola: 0535611039 – San Felice: 800210644 – Cento: 3332602730
Il Comune di Castelfranco Emilia ha attivato un indirizzo mail a cui inviare tutte le offerte di disponibilità di tempo, mezzi e strutture che i cittadini volessero rendere disponibili per le popolazioni colpite dall’evento sismico. Contatti: volontariatoterremoto@comune.castelfranco-emilia.mo.it; – Urp tel. 059/959216; – Segreteria Sindaco tel. 059/959230; – Polizia Municipale tel. 059/921220. Le segnalazioni verranno inoltrate dal Comune all’opportuna struttura operativa (non saranno accettate segnalazioni relative ad offerte di generi alimentari. Saranno invece apprezzate quelle relative a materiali/mezzi di ditte/aziende con specificato tipologia e quantità).
Su facebook: Gruppo Aiuto Terremoto 20-5-2012
https://www.facebook.com/groups/383149371732020/
Aggiornamenti e comunicati saranno pubblicati nello spazio dei commenti









ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO. ON. BERTOLINI (PDL): “GIU’ LE MANI DELLA MAFIA DALLA RICOSTRUZIONE”
“Ricostruire nel segno dell’assoluta legalità. Il dramma del terremoto non deve rappresentare un business per le mafie e la malavita. L’allarme lanciato dal Procuratore della Repubblica di Bologna e capo della Direzione distrettuale antimafia dell’Emilia-Romagna, Roberto Alfonso, evidenzia un rischio concreto”.
Così il Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà, On. Isabella Bertolini.
“Non può non destare preoccupazione il fatto che le aree della provincia di Modena, maggiormente colpite dal terremoto, corrispondano a quelle nelle quali le analisi e la cronaca confermano la maggior penetrazione ed il radicamento della criminalità organizzata, specialmente nel settore edilizio. Nel rapporto sulle mafie in Emilia Romagna, la presenza dei casalesi è confermata a Modena città e provincia, soprattutto a Castelfranco Emilia, Nonantola, Bomporto, Bastiglia, Mirandola, Soliera, San Prospero. Si segua quindi la strada indicata dal Procuratore Alfonso, che propone la sottoscrizione di un apposito Protocollo, in Prefettura, da parte delle imprese che intendono partecipare all’opera di ricostruzione. L’Emilia ferita non sia terra di saccheggio, a lavorare siano le sole imprese pulite, quelle che pagano le tasse e che operano nella piena legalità”.
Riceviamo dalla Provincia:
TERREMOTO – NON SOLO TENDE, MA ANCHE HOTEL E CASE IN AFFITTO
ECCO LE SOLUZIONI DISPONIBILI E LE MODALITÀ PER ACCEDERE
Sistemazione nei campi e nelle strutture coperte messe a disposizione dalla Protezione Civile; alloggiamento in albergo; contributo economico per chi non sceglie né l’una ne l’altra opzione e si organizza autonomamente; case in affitto. Sono le opportunità a disposizione di chi, abitando nelle zone colpite dal terremoto, non ha al momento la possibilità di rientrare nella propria casa. Si tratta in ogni caso di soluzioni a carattere temporaneo, per superare la prima emergenza, in attesa che vengano completate da parte dei vigili del fuoco, dei tecnici abilitati e dei valutatori le verifiche sull’agibilità, attraverso le quali viene stabilito quali unità abitative sono agibili e quali necessitano invece di interventi.
Campi e strutture coperte: al momento sono 28 i campi e 20 le strutture coperte (palestre, centri civici, biblioteche) coordinati dal Centro di Coordinamento Provinciale (CCP) di Marzaglia. La disponibilità attuale è di oltre 10.400 posti, 8.830 dei quali occupati. Trattandosi di una soluzione temporanea per dare una prima risposta alle persone in attesa di rientrare nelle proprie case, non si prevede al momento un ulteriore aumento del numero di campi, quanto piuttosto una rimodulazione di alcuni di quelli esistenti per fornire una miglior assistenza ai cittadini. E’ in fase di conclusione il censimento informatizzato dei cittadini residenti nei 48 punti di accoglienza. Per accedere sia ai campi che alle altre strutture coperte bisogna rivolgersi al Centro operativo (Coc) del proprio Comune.
Alloggiamento gratuito temporaneo in albergo: sono già oltre 2.600 le persone che hanno usufruito finora di questa opportunità – disciplinata attraverso un’apposita convenzione con Federalberghi e Asshotel – in attesa di rientrare nella propria abitazione. Anche in questo caso le richieste devono essere presentate al Centro operativo (Coc) del proprio Comune, che provvede poi a indicare la soluzione trovata e a organizzare il trasporto, laddove necessario. Oltre a numerosi alberghi della provincia di Modena, e in particolare dell’area dell’Appennino, sono disponibili strutture alberghiere anche in altre province e regioni.
Contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) : il contributo, per il quale occorre fare domanda al Centro operativo del proprio Comune di residenza (che da dispone dell’apposita modulistica) viene concesso in alternativa a ogni altra forma di sistemazione alloggiativa (in campo o in hotel) a chi ha un provvedimento di inagibilità emesso dal sindaco. In particolare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa alla data del sisma sia stata distrutta in tutto o in parte, o sia stata sgomberata, viene assegnato un contributo per l’autonoma sistemazione fino ad un massimo di 600 euro mensili, e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare residente nell’abitazione. Per un nucleo familiare composto da una sola persona il contributo è di 200 euro. Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatori di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuno dei soggetti sopra indicati.
Appartamenti vuoti in affitto temporaneo: questa soluzione, destinata a chi ha la propria casa inagibile o gravemente danneggiata, offre una risposta abitativa sul medio periodo, in attesa che venga completato il ripristino dell’agibilità. Su indicazione della Regione Emilia Romagna, è stata avviata a livello provinciale una ricognizione sugli appartamenti vuoti, da concedere in affitto temporaneo ai cittadini che hanno la propria abitazione inagibile. Sono finora oltre 260 gli immobili che si sono resi disponibili. La Regione Emilia Romagna garantisce la restituzione degli appartamenti e il loro ripristino allo scadere del contratto, mentre il canone concordato potrà essere parzialmente coperto dal Contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) che la famiglia può richiedere con le modalità sopra esposte.
Anziani non autosufficienti e disabili: per le persone che si trovavano in residenze o abitazioni che dopo il sisma sono state giudicate non sicure è stato disposto il trasferimento in residenze assistite in altre zone della provincia modenese o nelle province limitrofe, oppure in sistemazione alberghiera idonea, assicurando la continuità assistenziale da parte di operatori sanitari e assistenziali. Dal 20 maggio ad oggi sono oltre 1.600 le persone trasferite. Per informazioni e per presentare le richieste occorre rivolgersi al Punto Unico provinciale disabili e non autosufficienti che gestisce le richieste di Casa Residenza e ospitalità per persone non autosufficienti residenti nei comuni interessati dal sisma, presso la sede del Distretto Ausl di Modena. Il punto è operativo dalle 8,30 alle 19,30 e i numeri di telefono sono i seguenti: 059-438.098; 059-438.054, fax 438.077
Tende per gli allevatori: è in via di completamento l’installazione di tende (una settantina) in aziende agricole e allevamenti zootecnici colpiti dal sisma, per consentire agli allevatori che ne hanno fatto richiesta di proseguire l’attività, pur nell’emergenza. Si tratta di una soluzione temporanea, resa necessaria dall’impossibilità, per gli allevatori, di trovare accoglienza altrove, dovendo provvedere alla cura degli animali e alle lavorazioni. Le tende sono state installate dalla Protezione Civile con il supporto dei carabinieri del Nucleo Antifrodi di Parma del ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestale, che insieme ai tecnici della Provincia, ai vigili del fuoco e veterinari dell’Azienda Usl hanno effettuato una prima ricognizione degli allevamenti. Le richieste vengono raccolte dalle associazioni agricole del territorio, attivate dalla Provincia.
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO, LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO E LE STRADE INTERROTTE
APRE AI MEZZI PESANTI IL PONTE A S.FELICE, RESTA CHIUSA LA SS 12
E’ di nuovo transitabile ai mezzi pesanti (ma non oltre le 45 tonnellate) il cavalcaferrovia di San Felice sulla sp 468 danneggiato dal sisma. I tecnici della Provincia con una ditta specializzata hanno concluso nella serata di mercoledì 13 giugno un primo intervento per la messa in sicurezza. Il ponte è aperto a senso unico alternato con limite di velocità a 30 chilometri.
Sempre a S.Felice sul Panaro treni a velocità ridotta sulla linea Bologna-Verona per un tratto a ridosso della torre piezometrica di Aimag, dove sono iniziati i lavori di demolizione.
Sempre per quanto riguarda i ponti, da alcuni giorni è tornato transitabile anche il ponte sulla tangenziale di Finale, anche in questo caso con il divieto per i mezzi fino a 45 tonnellate, dopo l’intervento di ripristino.
Resta ancora chiusa la strada statale 12 dall’incrocio con la provinciale 5 alla Cappelletta del Duca a Cavezzo per un tratto di circa un chilometro a causa di un edificio pericolante danneggiato dal sisma; il traffico viene deviato sulla viabilità comunale e la variante di Mirandola a causa di un’altra interruzione a S.Giacomo Roncole per una chiesa pericolante.
Numerose le chiusure al transito con deviazioni indicate sul posto: chiusa la provinciale 1 a Ravarino dall’intersezione con via Curiel a quella con via San Rocco, sempre a causa di un edificio pericolante; la sp 8 a Concordia vicino la caserma dei Carabinieri; la sp 7 a Fossa di Concordia, la sp 5 nel centro abitato di Cavezzo, la sp 11 in corrispondenza della chiesa di San Possidonio e in un tratto dall’incrocio con la sp 467 per quasi quattro chilometri; la sp 468 in prossimità della chiesa di Massa Finalese e la sp 413 nel centro abitato di Novi.
A Mirandola il ponte sulle strade comunali via Diavolo e via Imperiale è chiuso al transito dei mezzi pesanti; chiuso il cavalcaferrovia sulla strada comunale che da Mortizzuolo conduce a S.Biagio nel comune di Mirandola sempre per lo spostamento degli impalcati a causa del sisma.
Permane il senso unico alternato per il ponte sul Panaro a Bomporto sulla Sp 1 che tuttora non è percorribile dai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate.
Riceviamo e pubblichiamo:
DISTRETTO SANITARIO DI CARPI: FARMACIE DI TURNO DAL 15 AL 21 GIUGNO
Federfarma Modena segnala le farmacie di turno nel distretto sanitario di Carpi, con preghiera di diffusione per dare comunicazione delle condizioni del servizio con particolare attenzione per le zone colpite dal terremoto.
A seguire le farmacie di turno nel distretto di Carpi, in vigore per la settimana tra il 15 e il 21 giugno 2012 (dalle 19,30 del 15/06/2012 alle 19,30 del 22/06/2012):
TURNO DIURNO, NOTTURNO, FESTIVO (h24):
Farmacia Lodi Graziano, Soliera
Farmacia San Giuseppe Artigiano, Carpi
APPOGGIO – SABATO AD ORARIO NORMALE:
Farmacia del Popolo, Carpi
Farmacia San Benedetto, Carpi
Farmacia Santa Caterina, Carpi
APPOGGIO – TURNO DIURNO SABATO, DOMENICA E FESTIVI:
Farmacia Santa Chiara, Carpi
Per ulteriori e più aggiornate informazioni sulle farmacie attive e le modifiche ai turni, è possibile consultare la pagina dedicata ai turni sul sito http://www.federfarmamodena.it, o telefonare al numero 059 340998
Riceviamo e pubblichiamo:
Confagricoltura Modena sostiene gli associati colpiti dal sisma
Un conto corrente per le aziende della Bassa
Un conto corrente per aiutare gli imprenditori agricoli della Bassa. Confagricoltura Modena scende in campo a sostegno dei suoi associati che nelle ultime settimane hanno subito danni a causa delle scosse di terremoto.
Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena, commenta così l’iniziativa: “Abbiamo ricevuto sollecitazioni da più parti per una raccolta fondi da destinare alle zone terremotate. Abbiamo deciso di aprire questo conto corrente per sostenere le imprese agricole dei nostri associati maggiormente danneggiate dal sisma. Con questa azione vogliamo far sentire la nostra vicinanza agli imprenditori in difficoltà, proseguendo un iter di aiuti, iniziato già nei giorni successivi la scossa del 20 maggio. In un primo momento ci siamo impegnati a sistemare le persone, consegnando prima tende, poi camper e roulotte. Un grande sostegno per questi aiuti di tipo umanitario è arrivato dalle sezioni di Confagricoltura di tutta Italia, che hanno risposto in modo eccellente alle nostre richieste di aiuto. Quando avremo concluso questa prima fase, è nostra intenzione far ripartire al più presto l’attività delle nostre aziende colpite dal sisma, per impedire eccessivi cali di produzione ed allontanare il rischio di uscita dal mercato. Voglio ringraziare le persone che ci hanno aiutato fin qui, – conclude la presidente – nella speranza di poter dare ancora un significativo contributo alla ripresa dell’attività dei nostri associati nella Bassa modenese”.
Il conto corrente è stato aperto a Modena presso l’agenzia 3 della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, intestato a Confagricoltura Modena – Assistenza alle imprese agricole colpite da sisma; per le donazioni, il codice IBAN è IT33D0538712903000002063103.
Riceviamo dalla Provincia:
SISMA, OLTRE 1700 DONAZIONI PER QUASI 300 MILA EURO
ANCHE ORNELLA VANONI VERSA SUL C/C DELLA PROVINCIA
Sono oltre 1.700, alla data di venerdì 15 giugno, le donazioni di privati cittadini arrivate sul conto di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto attivato dalla Provincia di Modena, per un importo complessivo di 298 mila euro.
A questa cifra si aggiungeranno nei prossimi giorni gli importi – già deliberati ma contabilmente non ancora compresi – che diversi amministratori pubblici hanno deciso di versare, devolvendo il dieci per cento della loro indennità mensile. Oltre alla Giunta della Provincia, diversi Comuni modenesi hanno già deliberato in tal senso.
Tra le donazioni con importi più consistenti spiccano quelle di aziende da tutta Italia come Marsano di Genova, Confezioni Andrea di Varese, Pasolli di Bolzano, Acma di Bologna, Fratelli Pedrotti di Brescia, Ecoedil di Massa Carrara, Numismatica Varesi di Pavia, Infinity Italia di Orte e Sofigeco di Roma, o modenesi come Intereco di Fiorano, Moden Pelli, Claudio Colori ed Ebilling e Studio Bunker di Modena, Maurizio Montanari di Maranello, oppure aziende che hanno effettuato raccolte tra i dipendenti come la sede di Melegnano della Cpl di Concordia. Poi ci sono i fondi raccolti da associazioni come il Soroptimist di Modena, il gruppo lavoro Centro anziani di Bovisio Masciago di Monza, la bocciofila di Berzo inferiore di Brescia, Parco Carducci di Sassuolo, il comitato anziani di S.Agnese a Modena, Federcaccia e Arcicaccia di Castelnuovo Rangone. E ancora: gruppo sportivi come il Castelnuovo calcio o le società modenesi della Federazione di ciclismo, i provenienti da iniziative di solidarietà come i concerti del “Io non tremo festival” di Treviso, il Calcetto splash di Spezzano, la 24 ore in mountain bike di Finale ligure, la Fiera di maggio di Castelnuovo o scuole come il II° circolo didattico di Ortona, artisti come Ornella Vanoni, oltre a centinaia di singoli cittadini, modenesi ma non solo.
Il conto corrente, attivo presso la filiale Unicredit di piazza Grande a Modena, è intestato a “Provincia di Modena – interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693. Per i versamenti dall’estero occorre far precedere il codice Iban dal codice Swift UNCRITMM.
Con il numero verde 45500 messo a disposizione dalla Protezione civile, inoltre, è possibile donare 2 euro a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia.
Riceviamo e pubblichiamo:
FARMACIE DI MIRANDOLA: TURNI E ORARI DAL 18 AL 24 GIUGNO
Federfarma Modena informa che, nonostante le difficoltà dovute al terremoto, le farmacie del distretto sanitario di Mirandola sono operative. Grazie all’impegno dei farmacisti e alla disponibilità di container, sono state trovate sistemazioni alternative per le farmacie danneggiate e rese inagibili dal sisma, garantendo la continuità del servizio.
A seguire, le farmacie di turno nel distretto di Mirandola per la settimana compresa tra il 18 e il 24 giugno 2012:
TURNO DIURNO, NOTTURNO, FESTIVO (h24):
Farmacia Negrini, polo container Finale Emilia
Farma.Co, Mirandola
Farmacia Belli, Concordia sulla Secchia
APPOGGIO – TURNO DIURNO DOMENICALE E FESTIVO:
Farmacia Fregni, San Felice sul Panaro
Per ulteriori e più aggiornate informazioni sulle farmacie attive e le modifiche ai turni, è possibile consultare la pagina dedicata ai turni sul sito http://www.federfarmamodena.it, o telefonare al numero 059 340998
Riceviamo e pubblichiamo:
I mercati settimanali di Carpi nella zona industriale di Via Tolomeo
Nuova collocazione stabilita a seguito del terremoto, grazie anche
alla collaborazione del Comune e delle aziende della zona
Prosegue l’attività dei mercati settimanali di Carpi, nonostante il sisma che ha colpito la città e la Bassa Modenese. Dopo aver annullato alcuni appuntamenti a causa dei danni in Piazza Martiri, storica piazza sede del mercato cittadino, l’iniziativa ha ripreso regolarmente in una nuova sede.
Già dalla settimana scorsa infatti i mercati si sono svolti presso la zona industriale di Via Tolomeo, dove ogni giovedì e sabato il mercato si terrà regolarmente e in sicurezza per ambulanti e utenti, grazie anche all’ospitalità delle ditte che operano nella zona.
“Riprendere l’attività è stato importante non solo per noi, ma anche per la cittadinanza che ora cerca un po’ di normalità – spiega il gruppo Forum 1344 che in collaborazione con Città di Carpi e il Consorzio Il Mercato di Modena organizza i mercati della città dei Pio – Per questo vogliamo ringraziare Liu Jo e Meccanica GN, le imprese che hanno acconsentito ad ospitarci, dimostrando come il tessuto economico locale è in grado di reagire alle difficoltà in modo unitario e solidale.”
Riceviamo dalla Provincia:
SISMA, UN PIANO PER EMERGENZA E ASSISTENZA ANIMALI
OSPITALITÀ E AFFIDI TEMPORANEI, MINI CAMPO A CAVEZZO
Un mini campo per cani all’interno del campo Abruzzo di Cavezzo in modo che gli animali possano restare vicino ai loro padroni ospitati nel campo. La struttura, composta da dieci box, sarà inaugurata domenica 17 giugno alle ore 16,30 con una festa dedicata soprattutto ai bambini. L’iniziativa è del Centro il Pettirosso, che gestirà la struttura, in collaborazione con la Guardia di finanza e l’Azienda Usl.
E anche per cani, gatti e tutti gli animali da compagnia delle zone colpite dal sisma è pronto un piano di emergenza e assistenza che prevede sia la raccolta dei bisogni all’interno dei campi della Protezione civile sia l’ospitalità temporanea degli animali di proprietà di cittadini sfollati.
Il piano, predisposto dal comitato provinciale di tutela e controllo della popolazione canina e felina su sollecitazione del Servizio veterinario dell’Azienda Usl di Modena e gestito in collaborazione con le associazioni zoofile del territorio, prevede le modalità e individua i referenti per aiutare i proprietari a garantire il benessere dei propri animali.
Le modalità principali sono due: cani e gatti possono essere assistiti in strutture allestite appositamente all’interno dei campi oppure, su richiesta dei padroni, ricoverati temporaneamente nei canili e gattili presenti sul territorio o dati in “affido” temporaneo a volontari privati. Per tutte le informazioni, è possibile telefonare ai numeri 059 209560-059 209561 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.
Le associazioni zoofile di volontariato che collaborano con la Provincia di Modena e il Servizio veterinario per la gestione degli animali da compagnia sono l’Isola del vagabondo a Mirandola, Dimensione animali a Finale, il Gruppo zoofilo carpigiano e la Protezione animale carpigiana a Carpi e Novi, il Centro fauna selvatica e la Lav di Modena a Cavezzo e in altri Comuni. Sono inoltre in attività nelle zone colpite dal sisma il gruppo Argo, l’associazione Protezione del gatto, le sezioni di Modena e Campogalliano dell’Enpa, l’associazione Animali persi e ritrovati di Modena, che gestisce l’ospitalità temporanea, l’Oipa di Modena, il Centro soccorso animali di Modena, le associazioni x 4 zampe e Antares di Reggio Emilia, Anpana, e la bolognese Centro tutela fauna esotica e selvatica Monte Adone.
Gli operatori consigliano ai proprietari di animali di fare riferimento solo ai rappresentanti delle associazioni comprese in questa lista.
Riceviamo e pubblichiamo:
SISMA \ 3 – ESAMI DI MATURITÀ A CARPI, FINALE, MIRANDOLA
SOLO ORALI, INDIVIDUATE SEDI SCOLASTICHE ALTERNATIVE
Gli studenti delle scuole superiori di Mirandola, Finale Emilia e Carpi inizieranno gli esami di maturità regolarmente, mercoledì 20 giugno, sostenendo però soltanto la prova orale.
Tutti i ragazzi sosterranno gli esami nella loro città: gli studenti degli istituti mirandolesi Galilei e Luosi si trasferiranno nei locali della scuola media Montanari; quelli degli istituti Calvi e Morandi di Finale hanno invece trovato collocazione nella scuola materna Rodari.
Per quanto riguarda Carpi: gli studenti del Meucci sosterranno gli esami nelle aule prefabbricate già a disposizione della scuola. Negli altri istituti, liceo Fanti, Iti Leonardo da Vinci e Ipsia Vallauri, parzialmente o totalmente agibili, sono stati ultimati i controlli dei tecnici della Provincia di Modena che hanno individuato gli spazi idonei agli esami all’interno delle scuole stesse.
Gli studenti dell’istituto d’arte Venturi di Modena, unica scuola superiore completamente inagibile nel capoluogo, svolgeranno l’esame integralmente, con anche le prove scritte come tutte le altre scuole superiori di Modena città, nelle nuove aule dell’istituto per geometri Guarini. Al termine delle verifiche da parte dei tecnici provinciali, con esclusione del Venturi, si confermano le condizioni i sicurezza e idoneità allo svolgimento degli esami di tutte le strutture scolastiche superiori dei comuni al di fuori di Mirandola, Finale e Carpi.
Obiettivo prioritario della Provincia di Modena, una volta individuate le collocazioni per gli esami di maturità, è organizzare la partenza del prossimo anno scolastico per gli studenti delle scuole superiori che si trovano nei Comuni di Mirandola, Finale e Carpi e per il Venturi. Come spiega Elena Malaguti, assessore provinciale all’Istruzione, «non sarà possibile riaprire tutte le scuole. Sarà necessario quindi provvedere a strutture provvisorie. Ma nell’estate partiremo con la sistemazione degli edifici danneggiati in modo meno grave, cioè quelli di Carpi e Modena, in modo da consentire agli studenti che li frequentano di riprendere regolarmente le lezioni a settembre in piena sicurezza ma all’interno delle loro scuole. Per gli altri istituti, che richiederanno tempi lunghi, dovremo necessariamente ricorrere a situazioni provvisorie ma assolutamente idonee allo svolgimento dell’anno scolastico, avviando contemporaneamente la ricostruzione».
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO \ 4 – ARRIVANO 1.400 CONDIZIONATORI, UNO PER OGNI TENDA
IN TUTTI I CAMPI VERRANNO INSTALLATI ANCHE TELI OMBREGGIANTI
Verrà completata entro la giornata di sabato 16 giugno la consegna degli apparecchi per il raffrescamento dell’aria nei 28 campi di accoglienza coordinati dalla Protezione Civile. Si tratta di circa 1.400 condizionatori, uno per ogni tenda. Le macchine, rese disponibili dal deposito del Cerpic – il Centro di Pronto Intervento Idraulico e di Prima Assistenza della Protezione Civile regionale – di Tresigallo (Ferrara) verranno installate e messe progressivamente in funzione, non appena saranno completate le procedure di installazione e potenziamento della rete elettrica, iniziate nei giorni scorsi.
Sono già in funzione, inoltre, i condizionatori d’aria in tutte le strutture sanitarie allestite nei Comuni colpiti dal terremoto.
Per riparare le tende dai raggi del sole, infine, verranno installati progressivamente teli ombreggianti in tutti i campi di accoglienza.
Riceviamo e pubblichiamo:
MIRANDOLA: RIAPRE UNA PARTE DEL CENTRO STORICO
Grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, è stato possibile rimettere in sicurezza alcune vie e piazze del Centro storico di Mirandola. Come già anticipato in più occasioni, il Sindaco ha firmato l’ordinanza (n. 24 del 17 giugno 2012, consultabile sul sito Internet del Comune), non appena raggiunte le necessarie condizioni di sicurezza, consentendo l’accesso ai pedoni e ai proprietari degli edifici delle zone interessate. I lavori di messa in sicurezza proseguiranno nei prossimi giorni, con l’apertura di nuovi tratti del Centro storico, con aggiornamenti in tempo reale su questo sito. Un segnale importante, per venire incontro alle esigenze della cittadinanza e per dare un impulso alla rinascita del Centro storico.
Nel documento il Sindaco ordina di consentire l’accesso nell’area del Centro Storico delimitata dai viali di Circonvallazione (cosiddetta “zona rossa”), limitatamente a piazza Costituente, sino all’altezza di via Volturno (dal civico 11 al 58, con transenne sino alla zona alberata, fatta salva la zona antistante il Teatro, a libero accesso); piazza Marconi, dalla Circonvallazione sino all’altezza dei bagni pubblici (civico 6); via Tabacchi (civico 49); piazza Bonelli; via Smerieri (civico 52); via Pico, sino all’altezza di via Cavour (civici dal 41 al 45, dal 90 al 110 e dal 47 al 51, in quest’ultimo settore con transenne sino alla zona alberata). Nell’ordinanza Benatti consente l’accesso in tali zone ai pedoni, nell’ambito delle aree delimitate dalle transenne, ed ai proprietari ed aventi diritto sugli immobili prospicienti le zone stesse, al fine di effettuare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino dell’agibilità indicati nelle schede AeDES o individuati dai professionisti abilitati da loro incaricati, secondo quanto prescritto dal D.L. n. 74/2012 (a tale scopo, l’accesso è consentito anche al personale ed ai mezzi di cantiere); in caso di immobili, dichiarati agibili o fruibili, ed accessibili dalle vie e dalle aree sopra indicate, di consentire ai proprietari ed aventi diritto l’utilizzo degli immobili medesimi, sempre nel rispetto di quanto prescritto dal D.L. n. 74/2012; di consentire l’accesso ai propri fabbricati, per le finalità di cui al punto 2, anche ai proprietari ed aventi diritto sugli immobili con ingresso dal fronte prospiciente i viali di Circonvallazione; di confermare l’interdizione a tutte le restanti aree ricomprese nella “zona rossa”; da tale interdizione sono escluse le squadre tecniche, i mezzi ed il personale della Protezione Civile, le squadre dei Vigili del Fuoco incaricate della messa in sicurezza delle aree in corso di verifica e dell’accompagnamento di altri soggetti autorizzati, i mezzi ed il personale di soccorso, di emergenza, di polizia, dell’esercito (in questo caso, senza accompagnamento dei Vigili del Fuoco), nonché gli ulteriori soggetti espressamente autorizzati.
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO EMILIA, ON. BERTOLINI (PDL) “RIBADISCO SERVE NO TAX AREA PER 5 ANNI. PROPOSTA SIA UNANIME DA TUTTO IL TERRITORIO”
“Già il tre giugno scorso lanciai la proposta di far attivare dal Governo la procedura, perché chiedesse all’Unione Europea di dichiarare le aree colpite dal terremoto come zone a ‘fisco zero’ per cinque anni. Ho sempre ritenuto che fosse la soluzione migliore per scongiurare il rischio delocalizzazione delle imprese e che sarebbe una spinta fondamentale alla ricostruzione e soprattutto alla ripartenza dell’economia. Ora sono soddisfatta che il Presidente della Provincia di Modena Sabattini ritenga che la strada della ‘no tax area’ sia quella da seguire. Penso che l’intero corpo politico, sociale ed economico del nostro territorio provinciale, ma anche regionale debba fare sua questa soluzione. Ci sono tutte le condizioni per ottenerla. Ci sono norme nel Trattato europeo che servono proprio per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali. Se venisse accolta la richiesta si potrebbero defiscalizzare, fino a cinque anni, le aree messe in crisi dal terremoto, consentendo un sostegno tangibile alle aziende e di conseguenza ai lavoratori e alle famiglie. Evocare casi del passato come quello dell’Aquila, dove non si è riusciti da ottenere la no tax area, non risolve i nostri problemi. Abbiamo il dovere di tentare ogni possibile e ragionevole strada per far ripartire le zone terremotate. Le aree dove il sisma ha prodotto i maggiori danni sono per il sistema economico italiano tra le più avanzate, tanto da valere diversi miliardi di Prodotto Interno Lordo nazionale. Aiutare questi territori è in realtà un investimento che porterà nuova ricchezza per tutti”.
Lo afferma il Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà, la modenese Onorevole Isabella Bertolini che aveva lanciato la proposta di far dichiarare le aree colpite dal sisma come zone a ‘fisco zero’ per cinque anni.
Riceviamo e pubblichiamo:
EMERGENZA-SISMA, LA CTSS RINGRAZIA GLI OPERATORI
“ORA L’OBIETTIVO E’ RIAPRIRE SUBITO I DUE OSPEDALI”
“E’ stata una prova difficile per tutti, ma il modo in cui il sistema sanitario modenese ha affrontato l’emergenza-terremoto ne testimonia l’assoluta qualità”. Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, copresidenti della Conferenza territoriale sociale e sanitaria provinciale, insieme ai direttori generali delle due Aziende sanitarie, Mariella Martini (Ausl) e Kyriakoula Petropulacos (Policlinico) sintetizzano gli interventi messi in campo dal 20 maggio ad oggi, mettendo in evidenza “la grande generosità e professionalità del personale, che pur in una condizione di grande disagio ha operato al meglio, per garantire la sicurezza dei pazienti. Basta ricordare – sottolineano Pighi e Sabattini – l’evacuazione degli ospedali di Finale, Mirandola e Carpi, attuata in poche ore, o la riduzione dell’attività del Policlinico. O, ancora, il trasferimento in tempi rapidissimi di centinaia di anziani non autosufficienti e disabili, mentre nel frattempo nei Comuni colpiti dal sisma veniva allestita una risposta sanitaria di grande qualità” (vedi scheda).
“E’ stata una prova difficile, che ha dimostrato tuttavia quanto sia stata vincente la scelta di un sistema provinciale strutturato a rete, e il ruolo centrale dell’ospedale di Baggiovara. Passata, si spera, la fase dell’emergenza più acuta – aggiungono Sabattini e Pighi – si sta lavorando adesso alla riorganizzazione dei servizi, a fronte di un quadro di danni consistenti alle strutture sanitarie dell’area nord della provincia. Ma l’obiettivo è quello di ripristinare al più presto la funzionalità degli ospedali di Mirandola e Carpi, riprendendo il disegno strategico di riorganizzazione dei servizi contenuto nella programmazione provinciale. Agli operatori, che ringraziano ancora per la professionalità e disponibilità – concludono i presidenti dalla Conferenza – e ai cittadini diciamo che sarà fatto tutto il possibile per ripristinare al più presto condizioni meno disagevoli di lavoro e di intervento, e che la strada da seguire per il futuro è quella stabilita dalla Conferenza territoriale prima del terremoto. Non ci saranno depotenziamenti né fughe in avanti”.
“Qualunque bilancio, peraltro in una fase in cui l’evoluzione è continua, va fatto con grande ponderatezza – commenta il direttore generale dell’Ausl Mariella Martini – anche perché se da un lato auspichiamo che l’emergenza acuta sia alle spalle, dall’altro le situazioni che stiamo cercando di riportare alla normalità nel più breve tempo possibile restano oggettivamente molte. Dalla sanità modenese è stato data una risposta eccellente e il ringraziamento va ai nostri operatori che hanno agito con professionalità e disponibilità, in sinergia con l’Azienda ospedaliera e con l’ospedale di Sassuolo, affiancati dal volontariato e dalla protezione civile. Purtroppo anche nelle prossime settimane i disagi, spero contenuti, saranno inevitabili ma l’evento è stato davvero pesante per tutti. Faremo ogni sforzo per tornare gradualmente a una situazione di normalità, garantendo sempre la massima sicurezza dei pazienti e degli operatori”.
“Se oggi riusciamo a reggere il pesantissimo impatto organizzativo che le scosse di terremoto hanno avuto anche sulla sanità modenese lo si deve prima di tutto alla maturità degli operatori e alla rete assistenziale provinciale – aggiunge Kyriakoula Petropulacos, direttore generale dell’Azienda Policlinico – Garantire la sicurezza è stato il l’obiettivo prioritario, e a questo proposito, anche per evitare che si diffondano timori totalmente infondati, ribadisco che sono stati effettuati numerosi controlli sia da parte del nostro servizio attività tecniche sia da specialisti esterni, e in nessun caso sono emersi problemi seri, di natura strutturale. E tuttavia – aggiunge il direttore – essendo il Policlinico un complesso che si sviluppa su otto piani, e comunque non di recente costruzione, si è deciso in via cautelativa di trasferire alcuni reparti, partendo da quelli situati ai piani più alti. Una scelta esclusivamente precauzionale. Ora dobbiamo concentrare tutte le nostre energie sulla ripresa delle attività”.
Riceviamo e pubblichiamo:
EMERGENZA-TERREMOTO MAGGIO/GIUGNO 2012
REPORT DELLE ATTIVITA’ – LE CRITICITA’ DA AFFRONTARE
L’area interessata dal terremoto
Il territorio colpito in modo dal sisma comprende un’area di 967 chilometri quadrati, pari al 36% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono oltre 227 mila persone. L’area, dal punto di vista sanitario, è divisa in 3 Distretti: Carpi (104 mila residenti), Mirandola (87 mila) e Castelfranco Emilia (di 73.851 persone). Nei tre Distretti sono attivi 4 ospedali: Ramazzini di Carpi, “Santa Maria Bianca” di Mirandola, Finale Emilia e “Regina Margherita” di Castelfranco. Di questi, i primi tre sono stati evacuati a causa del terremoto.
Una situazione difficile anche per molti dipendenti
Sui 6.100 dipendenti dell’Azienda Usl di Modena, ad oggi, operano fuori dalle loro sedi circa 1.450 persone (il 24%), di cui 1.150 ospedalieri e 300 territoriali. A questi professionisti vanno aggiunti circa 50 medici di medicina generale.
1. Gli effetti immediati del terremoto
a) Le conseguenze sugli ospedali
A seguito delle due forti scosse di terremoto del 20 e 29 maggio le principali strutture sanitarie dell’Area Nord hanno subito danneggiamenti. Dei quattro poli ospedalieri attualmente esistenti, Finale Emilia (30 posti letto) e Mirandola (120) sono stati evacuati immediatamente dopo la prima scossa a causa dei danni subiti. Il Ramazzini di Carpi (250 posti letto) è stato evacuato a seguito della seconda scossa sismica del 29 maggio. Castelfranco è rimasto sempre operativo e non ha subito alcun danno.
Quanto al Policlinico di Modena. Come dichiarato nella relazione dal consulente esterno al quale è stata affidata la perizia tecnica, attraverso una serie di controlli puntuali e mirati, l’ospedale non risulta aver subito danni strutturali. E tuttavia, essendo un complesso che si sviluppa su otto piani e, comunque, di non recente costruzione, si è deciso – in via cautelativa – di trasferire alcuni reparti ubicati al 6°, 7° e 8° piano nei locali disponibili posizionati più in basso, per attenuare la tensione psicologica di pazienti, operatori e famigliari ed evitare il rischio che, in caso di effettiva urgenza, potessero crearsi situazioni non ottimali per l’evacuazione dallo stabile
I reparti ad oggi trasferiti sono: Cardiologia (spostata al Pronto Soccorso), la Neonatologia (in Terapia Intensiva), la Pediatria (palazzina delle Malattie dell’apparato respiratorio insieme alla Chirurgia pediatrica), l’Oncologia pediatrica (trasferita all’interno del Padiglione Beccaria), Ostetricia e Ginecologia le cui degenze, attualmente, sono state traslocate all’ingresso 2, primo piano e l’Urap.
Rispetto al numero di posti letti, la scelta effettuata dalla direzione del Policlinico ha portato a una ulteriore contrazione di circa 250 posti.
A seguito dei due sismi la rete ospedaliera pubblica provinciale è passata da 2.450 posti letto attivi a circa 1.800.
Per rispondere all’emergenza le aziende sanitarie locali hanno rivisto le dotazioni e le priorità di ricovero di tutte le strutture della rete, disponendo il sostanziale blocco delle attività programmate di tipo internistico e di quelle chirurgiche differibili. Attualmente, giorno per giorno, viene monitorata la disponibilità residua di posti letto ed è stato promosso un incontro con la sanità privata accreditata, con la quale, nei prossimi giorni, verrà stabilito un piano d’intervento mirato per aumentare il numero di letti immediatamente disponibili in caso di necessità. Con l’Hesperia Hospital di Modena, ad esempio, si è già trovato un accordo per mettere subito a disposizione del servizio sanitario locale 10 posti letto di cardiologia e 5 monitorati.
b) I servizi territoriali
Anche se meno evidenti, gli effetti del sisma sono ricaduti in modo significativo anche sui cosiddetti servizi territoriali, oltre che sulla complessa e articolata attività programmata, come ad esempio l’esecuzione di interventi chirurgici, esami specialistici e visite ambulatoriali.
Per riorganizzare complessivamente la rete assistenziale è stato necessario, in un primo momento, gestire le fasi di pura emergenza mentre, ad oggi, si sta iniziando a lavorare per far ripartire i servizi programmati. La specialistica ambulatoriale dei Distretti di Carpi e Mirandola è stata sospesa per circa due settimane, dal 20 maggio scorso, e quindi riprogrammata orientando buona parte delle attività nelle strutture sanitarie non colpite dal sisma.
Le strutture protette di Mirandola, Finale, Concordia e Novi sono state evacuate e, al momento, tutti gli ospiti sono riassegnati a strutture ricettive sul territorio regionale, così come alcuni pazienti sono invece assistiti a domicilio. Da lunedì 4 giugno è stato attivato un “Punto unico provinciale disabili e non autosufficienti” per gestire le richieste della Casa di Residenza che ospita la maggior parte delle persone non autosufficienti residenti nei comuni interessati dall’emergenza. Il punto è operativo dalle 8.30 della mattina fino alle 19.30 di sera.
La maggior parte degli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta sono stati seriamente danneggiati dal sisma. Nel distretto di Mirandola su 98 presidi 73 sono stati dichiarati inagibili mentre nel distretto di Carpi su 99 ambulatori presenti 23, al 4 giugno, risultavano ancora non agibili.
Nonostante la situazione di emergenza sia i medici di medicina generale che i pediatri, in stretta collaborazione con l’Azienda Usl, si sono organizzati per ripristinare il prima possibile il servizio di assistenza, confermandosi un importante riferimento per la popolazione. Le soluzioni provvisorie adottate sono principalmente di tre tipi:
- posizionamento presso i campi attrezzati, in tende o container
- utilizzo di ambulatori di colleghi che si sono resi disponibili ad ospitare i medici sfollati
- utilizzo dell’area antistante gli studi inagibili.
Per facilitare l’accesso dei cittadini a questi servizi è stata istituita una lista, continuamente aggiornata e distribuita nei capi di accoglienza dei vari comuni, di tutti gli studi e gli ambulatori agibili e attivi, presso i quali, tra l’altro, è ripartita l’attività ambulatoriale.
Per quanto riguarda le farmacie, già poche ore dopo il primo terremoto la distribuzione dei farmaci era stata riorganizzata utilizzando strutture mobili (come i camper) laddove le sedi erano state rese inagibili mentre altre si trovavano all’interno delle cosiddette ‘zone rosse’. In totale, nei Distretti di Carpi e Mirandola le farmacie aperte sono 42, quelle chiuse – secondo gli ultimi dati forniti da Federfarma Emilia-Romagna – soltanto 2. Delle farmacie aperte 17 sono temporaneamente spostate all’interno di container o unità mobili. Vanno inoltre segnalati due punti distributivi di farmaci a Carpi e Mirandola gestiti direttamente dall’Azienda Usl di Modena.
2. La gestione delle prime emergenze
a) Unità di crisi
Dalla mattina del 20 maggio è attiva una unità di crisi per la gestione e l’organizzazione dei servizi sanitari che opera in stretta collaborazione con la Protezione Civile e gli Enti locali. In particolare grazie al forte senso di responsabilità della varie realtà coinvolte i dirigenti delle due Aziende Sanitarie e dell’Ospedale di Sassuolo hanno condiviso strategie e piani attuativi rendendo molto rapida l’attuazione delle decisioni assunte. I due punti cruciali sui quali si è concentrata l’attenzione sono stati la messa in sicurezza dei pazienti, degli operatori e la rimodulazione della organizzazione complessiva della rete socio-sanitaria.
b) Trasferimenti
Le criticità da affrontare immediatamente state numerose. Tra queste l’evacuazione delle strutture ospedaliere. Si è trattato di operazioni complesse e delicate. A seguito delle due scosse principali di terremoto è stato necessario trasferire circa 700 persone.
A questo dato va aggiunto quello relativo ai pazienti dimessi dalle strutture ospedaliere, quando le condizioni cliniche lo consentivano. Sono stati inoltre trasferiti oltre 1700 anziani non autosufficienti e disabili che erano ospitati nelle strutture protette danneggiate o si trovavano in residenze o abitazioni che dopo il sisma sono state giudicate non sicure.
Da un punto di vista operativo la centrale del 118 ha coordinato tutti i trasferimenti mettendo in campo complessivamente oltre 20 mezzi (ambulanze e auto mediche); in parte propri e in parte messi a disposizione dal mondo del volontariato.
c) I punti di assistenza medica
Sono oltre 40 i punti di assistenza messi in funzione sul territorio. Per rendere sicuri tali insediamenti (che accolgono le persone sfollate) il Dipartimento Salute Pubblica ha provveduto, e provvede, a fare periodici sopralluoghi finalizzati alla verifica delle condizioni igieniche e ambientali di tali strutture (controlli su eventuali focolai di malattie infettive, altri controlli della qualità dell’acqua o ancora sulla qualità e la sicurezza degli alimenti). Per garantire una presenza continua dei servizi socio-sanitari è stato creato inoltre il Punto di Continuità assistenziale, attivo durante le ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi sia a Mirandola che a Finale e a Carpi. Negli ultimi giorni il servizio è stato ulteriormente potenziato per rispondere alle necessità segnalate anche dai medici di Novi e Rovereto.
Per la gestione immediata dell’emergenza, causata dall’inagibilità degli ospedali e al contempo da un’imponente richiesta di interventi, decisamente sopra la media, sono stati attivati due Punti Medici Avanzati (PMA) a Finale Emilia e Mirandola, oltre a due Punti di Accoglienza Medica (PAM) a San Felice e Massa Finalese. Analogamente, il 29 maggio è stato attivato, in prossimità dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, un altro PMA strutturato con le funzioni e le competenze legate principalmente all’emergenza-rianimazione, alla cardiologia e alla pediatria. Servizi che risultano, ad oggi, in servizio attivo 24 ore su 24.
d) Lavoro straordinario per i Pronto Soccorso
Rispetto ai Pronto Soccorso provinciali, nei giorni successivi la seconda scossa di terremoto, la loro attività è andata progressivamente aumentando. Dal 3 all’11 giugno gli accessi sono stati oltre 5.000. In circa il 25% dei casi si è trattato di persone provenienti da zone terremotate. L’incremento totale degli accessi rispetto a una situazione ordinaria è stato di circa il 15%.
e) Anziani e disabili
All’interno delle varie tendopoli si è riservata una cura particolare nel trattamento degli anziani non autosufficienti e dei disabili.
COMUNE Trasferimenti di anziani non autosufficienti e disabili TOTALE
da struttura dal domicilio
BASTIGLIA 3 3
BOMPORTO 11 11
NONANTOLA 8 8
RAVARINO 2 2
CAMPOSANTO 10 10
CAVEZZO 70 133 203
CONCORDIA 72 72 144
MEDOLLA 63 63
MIRANDOLA 192 263 455
SAN FELICE 82 82
SAN POSSIDONIO 56 56
SAN PROSPERO 36 36
CARPI 216 101
NOVI 41 48 89
SOLIERA 2 2
FINALE EMILIA 450 450
375 1455 1715
f) Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche
Oltre a lavorare per ripristinare i servizi ordinari si è attivata una attività dedicata all’assistenza psicologica di adulti e minori colpiti dal terremoto. A Carpi i servizi sono organizzati in due tende poste dietro al Pma. I servizi per la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sono invece collocati presso la scuola materna ‘Zigo Zago’. A Mirandola, presso in via Smerieri è attivo un altro Servizio per la Salute Mentale degli adulti, che assicura anche visite a domicilio. Anche a Finale Emilia e Cavezzo sono presenti psicologi e psicoterapeuti dell’Azienda Usl per svolgere attività ambulatoriali. Operatori della Psicologia Clinica sono presenti, a rotazione, anche nei campi di accoglienza di Novi, Rovereto, San Felice e San Prospero affiancati dal prezioso contributo di personale volontario.
3. La ripresa
a) Ospedali
Negli ultimi giorni è ripresa l’attività di Pronto Soccorso del Ramazzini a Carpi. Venerdì 8 giugno è stato possibile rientrare all’interno dei locali abbandonati in via cautelativa dopo il secondo sisma. Dal giorno successivo, inoltre, sono tornati in attività la radiologia (torace e osteoarticolare) e gli ambulatori della Ostetricia (con ecografi e possibilità di fare amniocentesi) oltre a quelli della Pediatria. Operativi, ad oggi, sono anche il Poliambulatorio distrettuale, gli ambulatori di ginecologia e la radioterapia. Nel fine settimana sono stati attivati gli ambulatori di otorinolaringoiatria, vestibologia, oculistica, servizio diabetologico e l’ambulatorio demenze. Sempre a Carpi, ma fuori dall’Ospedale, la Pediatria di comunità è tornata a essere operativa presso i locali della scuola per l’infanzia ‘Benassi’, che ospitava già la Psicologia Clinica.
Per quanto riguarda l’ospedale di Mirandola, stanno proseguendo le verifiche sulle condizioni degli edifici. Il Punto Medico Avanzato di Finale è stato trasferito all’interno di un container-ambulatorio collocato vicino all’ingresso del campo di accoglienza presso il centro sportivo.
b) I servizi
La situazione dei servizi è necessariamente in continua evoluzione e ha come obiettivo primario quello di riportare la situazione alla normalità il prima possibile, recuperando anche le prestazioni che sono state rinviate. Tra queste, i referti di laboratorio e di radiologia, per le prestazioni effettuate presso le strutture pubbliche ancora chiuse, a Carpi sono ritirabili presso il punto informativo in Piazzale Donatori di sangue, vicino al Poliambulatorio mentre a Mirandola sono distribuiti presso il punto informativo del PMA.
Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro ha attivato a Mirandola presso le Scuole medie in via Dorando Pietri un punto informativo per assistere le aziende e i cittadini. Al fine di ridurre al minimo i disagi legati alla ripresa delle attività economiche un’attenzione particolare è dedicata ad azioni quali l’eventuale rimozione di pannelli contenenti amianto danneggiati.
4. Alcuni approfondimenti
Uno degli elementi positivi che sono emersi, pur nell’emergenza, riguarda la stretta collaborazione in cui tutte le strutture sanitarie della provincia hanno lavorato. Ad esempio per l’attività di assistenza ai pazienti oncologici si è adottata una soluzione di medio periodo, in attesa di riuscire a rimettere in funzione i centri di riferimento all’interno delle strutture ospedaliere danneggiate. Questo è stato possibile in particolare grazie alla disponibilità dell’Ospedale di Sassuolo. I trattamenti chemioterapici dei pazienti assistiti dai Day Hospital Oncologici di Mirandola e Carpi sono stati infatti ricollocati, sin dal 31 maggio, presso il nuovo Ospedale civile sassolese.
Sul fronte ‘Ostetricia e Ginecologia’ i professionisti dell’Ospedale di Carpi si sono attivati per contattare le donne gravide e fornire loro le informazioni necessarie a garanzia di continuità del percorso assistenziale in vista del parto.
I controlli dei portatori di pacemaker seguiti dall’équipe cardiologica di Mirandola continuano ad essere garantiti nelle tende del PMA. I controlli sui pazienti in carico alla Cardiologia di Carpi vengono seguiti negli spazi ambulatoriali dell’Ospedale resi nuovamente accessibili.
Ai pazienti dializzati, dopo essere stati informati, è stata data l’opportunità di svolgere normalmente i trattamenti presso il Policlinico di Modena, nonché a Sassuolo e Baggiovara. Le attività vaccinali neonatali programmate, invece, sono state sospese e gli appuntamenti non evasi, ricalendarizzati dopo aver avvertito le famiglie. Per i diabetici, in prossimità del PMA di Carpi, è stata allestita una tenda con la presenza di una équipe medico-infermieristica dedicata.
5. Provvedimenti della Regione
Il Servizio Sanitario regionale dell’Emilia-Romagna ha adottato provvedimenti straordinari, validi almeno fino al 30 settembre 2012, per sostenere e aiutare le persone colpite dal terremoto. È stata prevista, per tutti coloro che sono residenti nei comuni colpiti dal sisma, l’esenzione dal pagamento dei ticket per le visite e gli esami specialistici, le prestazioni di Pronto soccorso e i farmaci di fascia A, oltre all’assistenza termale. Queste agevolazioni sono state previste anche per i lavoratori (e i loro familiari) residenti in comuni dell’Emilia-Romagna diversi da quelli terremotati, ma che lavorano in imprese e/o zone danneggiate ed anche per i residenti di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara che hanno fatto richiesta agli uffici comunali di ‘dichiarazione di inagibilità’ per la propria casa o azienda. Per ottenere le esenzioni è sufficiente scaricare un modulo prestampato disponibile sia on-line, sul sito dell’Azienda Usl, che presso gli Sportelli Unici del territorio.
Non saranno applicate, inoltre, le tariffe per le prestazioni e i servizi relativi al Dipartimento di Sanità Pubblica (igiene pubblica, veterinaria, malattie infettive, medicina legale e medicina degli alimenti) per i cittadini destinatari dei provvedimenti straordinari di cui sopra.
Sono sospesi anche i pagamenti delle sanzioni amministrative, in materia igienico-sanitaria e di sicurezza sul lavoro, comminate ai titolari delle attività ubicate nei comuni interessati dal sisma.
Le persone residenti nelle zone terremotate che hanno richiesto l’inagibilità della propria abitazione e/o dell’impresa possono ricevere assistenza primaria – ovvero medico di famiglia, pediatra di libera scelta, guardia medica – nelle località dell’Emilia-Romagna dove abitano provvisoriamente, senza alcuna spesa.
Riceviamo e pubblichiamo:
MIRANDOLA, PARZIALE RIAPERTURA DEL CENTRO STORICO
Confesercenti:“Segnale importante. Occorrerebbe un maggior numero di squadre per effettuare i controlli e ultimare le verifiche in tempi brevi”
“La prima parziale riapertura del centro storico di Mirandola e con esso di qualche attività commerciale rappresenta un concreto passo verso la normalizzazione. L’auspicio è che a questo punto siano velocizzati gli interventi, così da ultimare le verifiche, affinché vi siano le condizioni da garantire alle imprese del commercio una ripresa dell’attività in tempi relativamente brevi. C’è quindi la necessità – rileva Confesercenti – di un maggior numero di squadre abilitate a questo tipo di verifiche”.
L’ordinanza del sindaco di Mirandola che ha riaperto in parte il cuore storico della città – piazza Costituente, inizio di via Tabacchi, inizio di via Pico, piazza Marconi e della Circonvallazione – dopo i sopralluoghi da parte di vigili del fuoco e tecnici è significativa per Confesercenti. “Ora – fa sapere l’Associazione – ai cittadini, ma pure anche ai proprietari degli edifici e delle attività commerciali delle zone interessate è consentito l’accesso. Oltre quindi registrare una graduale apertura dei negozi – le imprese previa verifica con i Centri Operativi Comunali (COC) stanno rimettendosi in attività – il centro seppur lentamente sta riprendendo vita”.
Le verifiche in merito alla sicurezza degli edifici proseguiranno nei prossimi giorni e l’auspicio di Confesercenti è che possano essere seguite dall’apertura di nuovi tratti del centro storico. “C’è molto apprezzamento da parte nostra per il lavoro di monitoraggio svolto fino ad oggi sugli edifici. Riteniamo però che – conclude Confesercenti, data la necessità di offrire risposte celeri e concrete agli imprenditori così che questi possano riprendere quanto prima il proprio lavoro – ci sia l’esigenza di un numero maggiore di squadre e di tecnici preposti per questo tipo di controlli. Così da accelerare anche la riapertura di altre e nuove zone del centro ancora chiuse”.
Confesercenti Modena ha provveduto, causa l’inagibilità dei propri uffici nell’Area nord, ad attivare delle sedi provvisorie di informazione e servizi a cui possono rivolgersi gli associati.
Mirandola (tel. 349 2360642):
• via Agnini
• via Maestri del lavoro
Finale Emilia (tel. 340 8826951)
• via Cimitero
Le sedi di Carpi, Soliera e Bomporto risultano agibili e operative
Riceviamo e pubblichiamo:
MIRANDOLA: SI RIDUCE ANCORA LA “ZONA ROSSA”
Si riduce ulteriormente la zona rossa di Mirandola, in seguito ad una nuova ordinanza (che può essere visionata sul sito del Comune http://www.comune.mirandola.mo.it) del Sindaco Maino Benatti. Al momento, quindi, non sono più in zona rossa: piazza Marconi, dalla Circonvallazione sino all’altezza dei bagni pubblici (civico 6); via Tabacchi (civico 49); piazza Bonelli; via Smerieri (civico 52); via Pico, sino all’altezza di via Cavour (civici dal 41 al 45, dal 90 al 110 e dal 47 al 51, in quest’ultimo settore con transenne sino alla zona alberata); via Andreoli (dal civico 3 al 17 e dal civico 6 all’8); via Fanti (dal civico 3 al 17, dal civico 19 al 31 con transenne, dal civico 33 al 45, dal civico 10 al 14 con transenne, il civico 16 e dal civico 18 al 44 con transenne).
In queste vie e piazze è consentito l’accesso ai pedoni, nell’ambito delle aree delimitate dalle transenne, ed ai proprietari o aventi diritto sugli immobili prospicienti le zone stesse, al fine di effettuare gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino dell’agibilità.
Il Comune di Mirandola ha inoltre messo a disposizione sul sito i moduli per comunicare l’inizio dei lavori di rispristino a seguito del sisma. La modulistica è scaricabile inserendo nel motore di ricerca la frase “Sisma 2012 – modulistica per attività edilizia”.
Riceviamo e pubblichiamo:
MIRANDOLA: ANCHE LA SAN VINCENZO ATTIVA PER I TERREMOTATI
Si è svolta lunedì 18 giugno a Verona, in una Villa sul lungadige, una serata di solidarietà per Mirandola. Grazie all’interessamento della signora Luisa Berlucchi, nuora di Andrea e Claudia Wallner, è stata organizzata una serata per gli amici, con l’intento di una raccolta pro terremotati assistiti dalla San Vincenzo di Mirandola in questo terremoto. Erano oltre 100 gli invitati della società veronese, che con estrema generosità hanno raccolto 7.050 euro. Tra gli altri era presente il Prefetto Perla Stancari, che ha parlato del progetto che intende realizzare insieme alla Cisl per coinvolgere i cassintegrati nella ricostruzione delle zone terremotate. Il progetto sarà illustrato al Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Erano inoltre presenti Monique Gussalli Beretta, dell’industria omonima, Giovannella e Lia Pasti e Bona Clementi, della grande famiglia vincenziana.
La San Vincenzo, in collaborazione con il Comune di Mirandola, si è attivata subito dopo il terremoto del 20 maggio fornendo tende e materassini, soprattutto nelle zone periferiche e nei campi autogestiti. Successivamente hanno fornito cibo per adulti, pannolini e latte anche per bambini (ad esempio per un giovane celiaco, per un altro nato prematuro, per due gemellini), generi vari alla popolazione e ad anziani che hanno preferito rimanere vicino alle loro abitazioni. In questo momento le socie attive sono una decina, che provvedono ai bisogni di chiunque abbia bisogno, anche nelle frazioni di comuni limitrofi. “Adesso – spiega la Presidentessa Irene Natali – stiamo fornendo le merende al centro estivo di Quarantoli, nella Scuola Materna paritaria e, grazie all’aiuto della San Vincenzo nazionale, aiuteremo don Flavio, che sta organizzando gruppi di circa 200 giovani da portare in montagna. La San Vincenzo nazionale darà un grosso contribuito per il pullman e l’affitto della Casa di Roncegno, mentre la San Vincenzo regionale e locale fornirà il cibo”.
Riceviamo e pubblichiamo:
MIRANDOLA, CIRCA 90 IMPRENDITORI ALL’INCONTRO DI CONFESERCENTI
“Disposti ad ogni sforzo, ma fondamentale rimanere in centro. Urge sostegno finanziario”
L’auspicio è che siano velocizzati i controlli agli edifici. “Da lì si capirà se riaprire o trasferirci temporaneamente”. Aperta sede provvisoria dell’Associazione a Finale
Sono determinati e vogliono ripartire quanto prima. Per questo si rivolgono all’amministrazione comunale affinché siano velocizzati i controlli alle strutture, in particolar modo in centro storico, che ospitano la loro attività imprenditoriale. Dall’esito sapranno se potranno riaprire o se dovranno ricollocarsi temporaneamente in strutture provvisorie. “Sono gli imprenditori del commercio e dei servizi di Mirandola – fa sapere Confesercenti che stamani ne ha incontrati circa una novantina – decisi a non arrendersi e a fare tutto il possibile per ricominciare nuovamente a lavorare. Siamo al loro fianco, per motivarli e sostenerli, ma per ricominciare hanno urgente necessità di sostegno economico e finanziario”.
L’incontro tenuto dall’Associazione, molto partecipato, ha focalizzato l’attenzione sulla riorganizzazione delle attività imprenditoriali mirandolesi del settore del commercio e dei servizi. “Sono stati illustrati i provvedimenti governativi e regionali fino ad ora assunti nei confronti delle imprese colpite dal sisma – evidenzia Confesercenti – e quelli relativi agli indennizzi per i danni subiti e la sospensione delle attività. Molta è stata poi l’attenzione sulla possibilità di finanziamenti a tasso agevolato, come pure e soprattutto sui contributi previsti per l’eventuale trasferimento temporaneo dell’attività in altri locali o eventuali poli di servizio”.
Dagli imprenditori e in particolare da quelli, la maggioranza dei presenti, la cui attività è situata in centro storico è arrivata la sollecitazione ad intensificare i controlli al fine di mettere in sicurezza altre aree e aprire nuovi corridoi in zona rossa. “C’è la necessità – continua Confesercenti – di offrire risposte concrete e in tempi rapidi sulla riapertura di esercizi commerciali, oggi ancora chiusi pur essendo magari agibili, solo perché si trovano in aree ancora transennate. Risposte, da cui dipende l’immediato futuro delle imprese. Ragione che induce ad ogni sforzo possibile, per trattenere il più alto numero di attività nel cuore storico di Mirandola o tutt’al più ricollocarlo, nel caso ce ne fosse la necessità in altri locali o nelle immediate vicinanze del centro. Il centro è indispensabile per la ripresa della vita e del lavoro”.
“Ma per ripartire un altro aspetto è stato indicato dagli imprenditori come non solo fondamentale quanto prioritario – conclude Confesercenti – l’accesso al credito. È la spinta per poter rimettere in moto le imprese. Senza la quale non è ipotizzabile alcun tipo di ripresa delle attività”.
FINALE EMILIA: APERTA SEDE PROVVISORIA DI CONFESERCENTI
È stato attivato stamane il punto d’ascolto di informazione e servizi di Confesercenti a Finale Emilia e decine sono già stati gli imprenditori che vi si sono rivolti per ottenere consulenza. La sede provvisoria dell’Associazione situata in via Cimitero sostituisce temporaneamente gli uffici di Confesercenti a Finale, inagibili a causa degli eventi sismici del maggio scorso. “Cerchiamo in questo modo di offrire un servizio puntuale agli imprenditori in termini di assistenza, sia in materia fiscale, che contabile, cercando di mantenerli costantemente informati riguardo le azioni intraprese dal comune in merito alle aree del centro di Finale che vengono riaperte a seguito delle verifiche” fa sapere Confesercenti.
La sede provvisoria di Confesercenti è contattabile anche telefonicamente al numero
340 8826951
Riceviamo e pubblichiamo:
Terremoto, caldo sahariano nella tensostruttura medica di fronte all’Ospedale di Mirandola, Leoni (Pdl) alla Regione: “Una ‘tortura’ per medici e pazienti”
“Fa talmente caldo che si spaccano le flebo. Nel punto medico avanzato di Mirandola, allestito di fronte all’Ospedale inagibile a causa del terremoto, pazienti e operatori stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà”
Lo sottolinea il Consigliere regionale Andrea Leoni in una interrogazione dove chiede all’Assessorato regionale alla Sanità quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla ‘tortura’ alla quale sono sottoposti i pazienti ed il personale medico e paramedico, del punto medico avanzato di Mirandola, in provincia di Modena.
“La presenza dei condizionatori, che vanno però regolarmente in blocco perché l’assorbimento di corrente è altissimo, non riesce a rendere vivibile l’ambiente nella tensostruttura di fronte al’Ospedale dove le temperature sono da deserto del Sahara.
E’ una situazione da “codice rosso” che ha portato addirittura le flebo a scoppiare per il caldo. E’ evidente che il disagio per i pazienti e il personale è davvero forte.
Servono quindi tempi certi per la riapertura degli Ospedali di Mirandola e Carpi e che contestualmente si potrebbe prevedere l’uso di strutture idonee quali quelle della sanità militare che ha mezzi idonei che possono essere usati in tale particolare situazione climatica.