Quando il peggio sembrava fosse passato, l’inferno è tornato a scatenarsi sull’Emilia: la scossa più intensa, di magnitudo 5,8 e dieci km profondità, è arrivata alle ore 9,03 del 29 maggio 2012, colpendo tutta la fascia da Modena città fino alla Bassa, con epicentro Medolla. E non si è trattato della stessa faglia tettonica di Mirandola, ma di una nuova che prova lo spostamento del sisma. Un sisma che è stato avvertito anche in Lombardia e Veneto. Dopo poco più di un’ora, dalle 10.25, una serie di tre grandi scosse (magnitudo 5.3, 5.1 e 4.0). E poi un’altra, alle 12.56, durata circa trenta secondi. A seguire, altre cinque scosse in mezz’ora: alle 13.10 una scossa medio-forte di 3.8 nel bolognese, epicentro Castello d’Argile; alle 13.19 altra scossa di magnitudo 3.0 a Mirandola, e ancora alle 13.35 scossa di 2.7 a Finale Emilia; alle 13.27 sempre a Mirandola scossa di 2.9 e infine alle 13.37 un’ultima scossa di 2.7 epicentro San Possidonio (dati forniti dall’Ingv).
Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio: 15 accertate (a San Felice, Mirandola, Concordia, San Giacomo Rovereto di Novi, Finale, Cavezzo e a San Giacomo Roncole), 12 dispersi, 200 feriti, altri 6.000 sfollati che si aggiungono ai 7.000 della prima ondata sismica, 2.000 sono gli evacuati dal centro storico di Crevalcore.
Gravissimi i danni a Medolla, Cavezzo, San Felice, Mirandola, Rovereto, Cortile e Finale, ma anche nel Ferrarese e a Mantova. I punti più critici sono comunque Mirandola, Cavezzo, Finale, Novi e Crevalcore: numerosi i palazzi colpiti, le chiese, i capannoni industriali. Nuove tendopoli saranno allestite a partire da domani. Intasato il Canaletto, come la Panaria bassa e tutte le altre strade che portano alle zone colpite.
Evacuate tutte le scuole del nord. A Modena e nell’Unione Terre di Castelli, mercoledì 30 maggio tutte le scuole saranno chiuse. Per ordinanza dei sindaci, a Castelfranco Emilia tutte le scuole di ordine e grado resteranno chiuse fino a sabato 2 giugno. A San Cesario, saranno chiuse mercoledì 30 e giovedì 31 maggio 2012.
Per accertamenti è stata chiusa anche la chiesa di San Giacomo a Piumazzo: le cresime previste per domani, probabilmente si svolgeranno all’aperto.
Difficili lecomunicazioni telefoniche, soprattutto quelle con ponti radio per cellulari. E’ bene limitare il più possibile l’uso di cellulari per non intasare le poche linee disponibili. Tim lancia un appello per togliere la password alle reti wi fi domestiche per facilitare le comunicazioni
COME AIUTARE
Questi, i conti correnti attivati per effettuare versamenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto:
La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a quanti – privati ed Enti pubblici – desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.
Per i privati:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
- bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
- versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per quanto riguarda gli Enti pubblici, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.
In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.
Provincia di Modena: presso la filiale Unicredit di piazza Grande a Modena, intestato a “Provincia di Modena – interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693. Indicare la causale “terremoto maggio 2012”. Per i versamenti dall’estero occorre far precedere il codice Iban dal codice Swift UNCRITMM.
Partito Democratico: presso UNIPOL BANCA, intestato a “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA -Partito Democratico Emilia-Romagna”, codice Iban: IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494. Indicare la causale ‘Emergenza terremoto’.
Movimento 5 Stelle: intestato a “Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna”, codice Iban IT 76 N 02008 02460 000102085251. Indicare la causale “Aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna”. Per donazioni dall’Estero: Bic: UNCRITM1NT6.
Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale Emilia Romagna Via Menganti 8 – 40133 Bologna. Codice Iban: IT 06 L 02008 12932 000003118146. Indicare la causale “cassa di resistenza terremoto”.
- Chi volesse dare la propria disponibilità come volontario e mettersi a disposizione come forza lavoro è necessario che si metta in contatto con le associazioni che fanno parte dell’albo del volontariato, in alternativa può contattare l’ufficio provinciale che se ne occupa al numero 059200300.
- Punti di raccolta materiali (shampoo, doccia schiuma, dentifricio, pannolini, salviette per bambini, detergenti per la pulizia personale e delle tende, giochi per bambini, libri…) c/o Polisportiva Virtus: MERCOLEDI 30-05 dalle ore 15:00 alle ore 17:00
- Comitato No alle Cave di Piumazzo, presso la sede di Via Ugo Bassi, nei seguenti giorni e orari:
- venerdi 1 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
- sabato 2 giugno dalle ore 9,30 alle ore 12,30
- venedì 8 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
- sabato 9 giugno dalle ore 15,30 alle ore 19,00
tel. 331-1235252 per informazioni e per concordare consegne al di fuori dei giorni e degli orari già indicati. - Presso la sede di Giovane Italia Modena in via Castellaro 13 a Modena Raccolta beni alimentari di prima necessità (pasta, pane, pelati, acqua) per le tendopoli della provincia di Modena.
Ultime istruzioni della PROTEZIONE CIVILE:
1. NON USARE i TELEFONI CELLULARI se non per motivi importanti.
2. APRIRE LA RETE wi fi per agevolare le comunicazioni, eliminando la password.
3. SOLO IN CASO DI NECESSITA’ chiamare il 059 200200 per assistenza Protezione Civile in zona Modena.
4. NON METTERSI IN MACCHINA sul canaletto per lasciare libere le vie di comunicazione
NUMERI DI EMERGENZA:
Ferrara: 0532771546 – Modena: 059200200 – Mirandola: 0535611039 – San Felice: 800210644 – Cento: 3332602730
Il Comune di Castelfranco Emilia ha attivato un indirizzo mail a cui inviare tutte le offerte di disponibilità di tempo, mezzi e strutture che i cittadini volessero rendere disponibili per le popolazioni colpite dall’evento sismico. Contatti: volontariatoterremoto@comune.castelfranco-emilia.mo.it; – Urp tel. 059/959216; – Segreteria Sindaco tel. 059/959230; – Polizia Municipale tel. 059/921220. Le segnalazioni verranno inoltrate dal Comune all’opportuna struttura operativa (non saranno accettate segnalazioni relative ad offerte di generi alimentari. Saranno invece apprezzate quelle relative a materiali/mezzi di ditte/aziende con specificato tipologia e quantità).
Su facebook: Gruppo Aiuto Terremoto 20-5-2012
https://www.facebook.com/groups/383149371732020/
Aggiornamenti e comunicati saranno pubblicati nello spazio dei commenti






ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
Visita a sorpresa a Mirandola, questo pomeriggio, per Biagio Antonacci. Il noto cantante ha incontrato alcuni amici ed ha avuto parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto dai dipendenti del Comune di Mirandola, ai quali ha voluto stringere la mano e con i quali si è intrattenuto scambiando alcune battute. Antonacci ha anche annunciato un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma.
Riceviamo dalla provincia:
SCUOLE E TERREMOTO \ 1 – MALAGUTI: “AVVIO REGOLARE”
CANTIERI MA ANCHE PREFABBRICATI PER LE SEDI INAGIBILI
Tutti gli edifici dell’area nord che ospitano scuole secondarie di secondo grado – sede e succursale del Luosi, liceo Pico e Iis Galilei a Mirandola, Calvi e Morandi a Finale – presentano diffuse lesioni causate dal terremoto, per le quali non è ipotizzabile realizzare lavori di ripristino in tempo utile per l’avvio del prossimo anno scolastico. Per consentire agli studenti –sono in totale 3.460 suddivisi in 158 classi – la ripresa dell’attività didattica si dovrà ricorrere a soluzioni temporanee con l’utilizzo di strutture provvisorie. L’ha spiegato l’assessore provinciale all’Istruzione Elena Malaguti in una comunicazione al Consiglio provinciale nella seduta di mercoledì 20 giugno.
«Il nostro obiettivo prioritario – ha spiegato – è garantire la regolarità del prossimo anno scolastico e lo svolgimento dell’attività nei plessi d’origine. Per quanto possibile, si cercherà inoltre di limitare il ricorso ai doppi turni e si cercherà di attivare esperienze didattiche di sostegno all’offerta formativa».
Nel ripercorrere il lavoro fatto dal 20 maggio ad oggi insieme a Comuni, direzioni didattiche, Ufficio scolastico provinciale e regionale, Protezione civile e Regione, l’assessore ha ricordato che «da un lato c’era l’esigenza di garantire la regolare chiusura dell’anno scolastico corrente in condizioni di sicurezza, ed è stato fatto. Quindi è stata avviata una ricognizione sull’intero territorio provinciale per verificare l’entità dei danni causati dalle scosse».
Complessivamente sono stati valutati dalla Protezione civile 144 edifici scolastici: di questi 34 risultano agibili o con piccolissimi danni, 48 con lievi danni, 20 parzialmente inagibili, 4 parzialmente inagibili da rivedere, 35 inagibili e 3 con danni da rischio esterno. I danni complessivi riguardano anche edifici in altri comuni come Modena, Sassuolo, Vignola. Nel distretto delle Terre d’Argine sono stati interessati in modo lieve quattro edifici scolastici (Meucci, Iti Vinci, Vallari e Fanti) per un totale di 3.504 studenti suddivisi in 157 classi. Per la città di Modena risulta inagibile l’Isa Venturi con 1164 studenti e 54 classi; danneggiate anche alcune parti dell’Itc Barozzi e la palazzina C del Polo Iti/Ipsia Corni.
«Sono a carico dei Comuni e della Provincia – ha concluso l’assessore Malaguti – le ristrutturazioni in edifici scolastici poco lesionati o comunque recuperabili a breve, mentre per la ricostruzione e le strutture temporanee la Regione ha proposto di occuparsi direttamente delle procedure straordinarie».
SCUOLE E TERREMOTO \ 2 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
PAGANI: “SCUOLE DI MODENA FINANZIATE COME LE ALTRE”
I lavori di ripristino e miglioramento antisismico degli edifici scolastici superiori lesionati nel comune di Modena «saranno finanziati allo stesso modo di quelli situati nelle zone terremotate». L’ha assicurato l’assessore alle Infrastrutture della Provincia di Modena, Egidio Pagani, intervenendo nel dibattito che ha seguito la comunicazione dell’assessore all’Istruzione Malaguti in merito ai danni causati dal terremoto all’edilizia scolastica.
Dante Mazzi (Pdl) aveva ricordato che «Modena non rientra tra i 18 Comuni del decreto, ma anche nel capoluogo ci sono scuole e altri edifici gravemente danneggiati». Luca Gozzoli del Pd, dopo aver evidenziato come «la situazione complessa dell’edilizia scolastica grava soprattutto sulla Provincia, che da sola non può farcela», ha segnalato «la lievitazione dei prezzi dei prefabbricati, ci sono situazioni indegne di speculazione sulle quali occorre vigilare». Giorgio Siena (Pd) ha ricordato «l’emergenza esami, e adesso la priorità passa alla ricostruzione, facendo i conti con i tempi molto stretti. Ma l’obiettivo – h aggiunto – è avere strutture di qualità, e non dover ricorrere ai doppi turni».
Per Livio Degliesposti della Lega Nord «per vere costruzioni antisismiche nuove ci vuole tempo, ma i prefabbricati sono sicuri?» Dubbio al quale ha risposto affermativamente Pagani, spiegando che «i prefabbricati antisismici sono pronti in 3-4 mesi»
Riceviamo e pubblichiamo:
CORSI DI VELA GRATUITI PER I RESIDENTI DEI COMUNI COLPITI DAL TERREMOTO
Due posti alla settimana interamente gratuiti per tutta la durata della stagione nei corsi di vela tenuti in Sardegna presso la base nautica di Porto Istana (Olbia). È la concreta offerta di solidarietà che l’organizzazione no-profit, il Centro Nautico di Levante, società sportiva dilettantistica, offre ai giovani tra gli 8 e i 18 anni di età provenienti dalle zone dell’Emilia, Veneto e Lombardia colpite dai recenti eventi sismici.
L’intento, si legge nella lettera indirizzata dal presidente della Società ai Sindaci dei Comuni interessati, è di contribuire al sollievo delle popolazioni con particolare riguardo alle persone più giovani, che forse maggiormente risultano esposte alle conseguenze anche psicologiche dell’evento. Unica richiesta: che i giovani siano segnalati da una Pubblica istituzione locale, a garanzia dell’effettivo stato di disagio o necessità del giovane, nonché della residenza nelle zone colpite dal terremoto.
L’offerta è allettante perché comprende il vitto e l’alloggio nelle strutture della base, il corso di vela e l’animazione a terra, tenuti da istruttori e animatori, in gran parte volontari, del Centro.
Iniziative di solidarietà non sono una novità per la società, rispecchiano da sempre la sua natura associativa e solidale. Recentemente ha partecipato alle manifestazioni “Diecimila vele di solidarietà” organizzate a La Spezia il 4 dicembre 2011 e l’8 aprile 2012, il cui ricavato è stato devoluto alle popolazioni spezzine colpite dall’alluvione del 25 ottobre 2011.
Il Centro nautico di Levante è scuola di vela federata alla FIV-CONI e all’ISSA e opera da trent’anni organizzando corsi residenziali nelle proprie basi nautiche rivolti ad adulti e minori; è attivo in Sardegna da oltre dodici anni, prima con base a Porto Pozzo, di fronte all’arcipelago della Maddalena e, da quest’anno, a Porto Istana con una base inserita in un contesto ambientale e naturalistico di grande pregio, all’interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara.
È una grande opportunità offerta ai giovani colpiti dal sisma per “staccare” per una settimana dalla difficile situazione in cui sono costretti a vivere, per praticare uno sport sano all’aria aperta divertendosi in compagnia di altri coetanei, seguiti dagli istruttori in acqua e dagli animatori nei momenti di vita a terra.
Maggiori informazione sul sito http://www.velalevante.it o direttamente alla segreteria del Centro tel 011 4330576, 3346625472, info@velalevante.it
Riceviamo e pubblichiamo:
DISTRETTO SANITARIO DI CARPI: FARMACIE DI TURNO DAL 22 AL 28 GIUGNO
Federfarma Modena segnala le farmacie di turno nel distretto sanitario di Carpi, con preghiera di diffusione per dare comunicazione delle condizioni del servizio con particolare attenzione per le zone colpite dal terremoto.
A seguire le farmacie del distretto di CARPI di turno per la settimana compresa tra venerdì 22 e giovedì 28 giugno 2012 (dalle 19,30 del 22/06/2012 alle 19,30 del 29/06/2012):
TURNO DIURNO, NOTTURNO, FESTIVO (h24):
Farmacia Sant’Antonio, Limidi di Soliera
Farmacia Mercadello, Sant’Antonio in Mercadello
Farmacia Sant’Orsola, Campogalliano
Farmacia Soliani Dialma, Cibeno di Carpi
APPOGGIO SABATO AD ORARIO NORMALE:
Farmacia del Giglio, Carpi
Farmacia dell’ospedale, Carpi
Farmacia della Speranza, Carpi
APPOGGIO TURNO DIURNO SABATO, DOMENICA E FESTIVI:
Farmacia San Bernardino, Carpi
Per ulteriori e più aggiornate informazioni sulle farmacie attive e le modifiche ai turni, è possibile consultare la pagina dedicata ai turni sul sito http://www.federfarmamodena.it, o telefonare al numero 059 340998
Riceviamo dalla provincia:
SISMA, PROCEDURE SNELLE PER SMALTIRE LE MACERIE
5 AREE DI STOCCAGGIO MODENESI, “GARANZIE AMBIENTALI”
«Le disposizioni del decreto del Governo relative al trattamento e trasporto delle macerie dei crolli di edifici causati dal terremoto garantiscono tutte le tutele ambientali insieme alla necessità di procedere in tempi brevi allo sgombero». Lo afferma Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente, chiarendo che il decreto individua otto piattaforme (di cui cinque nel modenese) in aree attigue a discariche, dove i gestori dei servizi pubblici o altro soggetti incaricati dalla pubblica amministrazione gestiranno in deroga al codice ambientale lo stoccaggio e la cernita delle macerie «secondo una procedura snella – ha precisato Vaccari – compatibile con la necessità di effettuare queste operazioni in tempi brevi garantendo però l’ambiente».
Il decreto riguarda i materiali derivanti dal crollo parziale o totale di edifici pubblici e privati causati dal terremoto e quelli derivanti da demolizioni di edifici pericolanti disposte dai Comuni, Vigili del fuoco e Protezione civile. Per far fronte all’emergenza e snellire le procedure, questi materiali sono classificati rifiuti urbani limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto (effettuate a spese del gestore, ma è previsto un fondo di 1,5 milioni di euro dalla protezione civile); vengono poi conferiti in impianti provvisori di stoccaggio per essere avviati al recupero e per una quota residuale allo smaltimento. Nel modenese sono stati individuati l’impianto Feronia di Finale Emilia, gli impianti Aimag di Fossoli di Carpi, Medolla e Mirandola e nell’area di Hera in via Caruso a Modena.
Gli altri tre impianti sono a Galliera nel bolognese, a S.Agostino nel ferrarese e a Novellara in provincia di Reggio Emilia.
Le norme prevedono procedure specifiche per quanto riguarda i materiali contenenti amianto (per il quale non sono previste deroghe) e i rifiuti pericolosi. Tutti i materiali, inoltre, saranno tracciabili dalla raccolta fino alla pesatura e selezione, effettuata con impianti mobili dei gestori o di ditte convenzionate, fino all’invio al recupero o smaltimento.
Negli impianti potranno essere gestiti anche eventuali rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti nei luoghi adibiti all’assistenza alla popolazione. Previste, inoltre, procedure specifiche per la salvaguardia di materiali di interesso storico, artistico e architettonico.
Province, Arpa, e Ausl garantiranno la vigilanza ambientale e sanitaria sulle operazioni nonché il supporto informativo e tecnico ai gestori.
Riceviamo e pubblichiamo:
SISMA, MATURITÀ SOLO ORALI A CARPI, FINALE, MIRANDOLA
DA VENERDÌ 22 GIUGNO IL VIA AL MORANDI E AL FANTI
Gli studenti del liceo Morandi di Finale Emilia e del liceo Fanti di Carpi effettueranno le prove orali dell’esame di maturità da venerdì 22 giugno, mentre quelli degli istituti Pico, Luosi e Galilei di Mirandola partiranno lunedì 25 giugno insieme agli studenti del Calvi di Finale Emilia e Da Vinci, Meucci e Vallauri di Carpi.
Come prevede l’ordinanza ministeriale sugli esami di maturità nei paesi colpiti dal sisma, sono le commissioni d’esame a stabilire autonomamente il calendario delle interrogazioni.
Tutti i ragazzi sosterranno gli esami nella loro città: gli studenti degli istituti mirandolesi Galilei e Luosi si trasferiranno nei locali della scuola media Montanari; quelli degli istituti Calvi e Morandi di Finale hanno invece trovato collocazione nella scuola materna Rodari.
Per quanto riguarda Carpi: gli studenti del Meucci sosterranno gli esami nelle aule prefabbricate già a disposizione della scuola. Negli altri istituti, liceo Fanti, Iti Leonardo da Vinci e Ipsia Vallauri, parzialmente o totalmente agibili, i tecnici della Provincia di Modena, dopo i controlli, hanno individuato gli spazi idonei agli esami all’interno delle scuole stesse.
Gli studenti dell’istituto d’arte Venturi di Modena, unica scuola superiore completamente inagibile nel capoluogo, svolgeranno l’esame integralmente, con anche le prove scritte come tutte le altre scuole superiori di Modena città, nelle nuove aule dell’istituto per geometri Guarini
Riceviamo e pubblichiamo:
SCUOLE SUPERIORI, INCONTRO CON PRESIDI E SINDACI
SU PROBLEMATICHE LEGATE AL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Un incontro con i dirigenti scolastici, i presidenti dei consigli di istituto, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e i sindaci dei Comuni le cui scuole secondarie superiori sono state danneggiate dal terremoto, per fare il punto sulle problematiche relative all’avvio del nuovo anno scolastico. A convocarlo per la prossima settimana è il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini, il quale insieme agli assessori provinciali all’Istruzione, Elena Malaguti, e alle Infrastrutture Egidio Pagani analizzerà la situazione per quanto riguarda le scuole superiori di Finale, Mirandola, Carpi e Modena.
«La scuola è da sempre una priorità per questa Amministrazione – spiega Sabattini – ma in questa fase è la prima vera sfida che si presenta all’avvio del processo di ricostruzione post-terremoto. Una sfida complessa che nessuno può pensare di affrontare autonomamente, e che richiede la massima coesione. Il lavoro svolto in queste settimane – prosegue Sabattini – prima per garantire la chiusura dell’anno scolastico in corso e ora per assicurare un regolare svolgimento del prossimo, ha evidenziato la significativa modalità con cui i Comuni, la Provincia e la Regione stanno affrontando questa emergenza, in piena sintonia e con i medesimi obiettivi».
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO. ON. BERTOLINI (PDL): UNA NO TAX AREA PER RISOLLEVARE L’ECONOMIA EMILIANA
“Una volta superata l’emergenza servirà un impegno straordinario per avviare la ricostruzione e ridare slancio ad un’economia ora in grave difficoltà. Le testimonianze sulla situazione post terremoto in Emilia, esposte oggiAggiungi un appuntamento per oggi dai rappresentanti delle Istituzioni e dagli esponenti del mondo dell’industria, della piccola impresa e del commercio, nel corso dell’audizione presso la commissione Ambiente della Camera dei Deputati, non lasciano dubbio alcuno: serve una no tax area per i territori martoriati dal sisma. L’effetto lacerante del terremoto sull’economia delle province colpite potrà essere contrastato solo con interventi eccezionali, in primo luogo con l’istituzione di una zona a fisco zero per cinque anni. Artigiani, imprenditori ed industriali devono essere incentivati a rimanere sul nostro territorio, a creare nuova occupazione, a produrre quei beni, nei più diversi settori, che hanno dato lustro negli anni al Paese, per il bene dell’Emilia e dell’Italia intera”.
Lo dichiara il Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà, On. Isabella Bertolini.
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO, ON. BERTOLINI (PDL): “EMILIA, UN’ECONOMIA DA SALVARE”
“Superata la fase dell’emergenza servirà uno sforzo eccezionale per dare il via alla ricostruzione e ossigeno ad un’economia ora in grave difficoltà. Per i Comuni martoriati dal sisma serve l’istituzione di una no tax area”.
Lo sostiene il Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà, On.Isabella Bertolini.
“Le testimonianze sulla drammatica situazione post terremoto, esposte ieri dai rappresentanti delle Istituzioni e dagli esponenti del mondo dell’impresa nel corso dell’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera – prosegue Bertolini – ne sono la prova: solo una zona a fisco zero per un periodo di cinque anni potrà consentire al mondo produttivo di ritrovare la forza per competere. È necessario incentivare artigiani e imprenditori a rimanere sul nostro territorio, a creare nuova occupazione. Il rischio delocalizzazione è reale e deve essere scongiurato. Il sistema produttivo emiliano, che negli anni ha portato lustro a tutto il Paese, deve tornare ad essere forte e vincente”.
Mi rende gaio apprendere che la Bertolini celebra il modello emiliano. E’ prorpio vero che “Del futur non v’è certezza”.
Riceviamo e pubblichiamo:
MATRIMONIO A MIRANDOLA
Avevano programmato il matrimonio lo scorso anno e nemmeno il terremoto è riuscito a fermarli. I mirandolesi Luca Malagoli, 35 enne titolare del forno Pico e Federica Biagini, 26 anni, si sono sposati sabato 23 giugno sotto una tenda allestita nei pressi delle scuole medie di Mirandola. A celebrare l’unione è stato il vicesindaco Enrico Dotti, amico dello sposo, coadiuvato dalla dipendente comunale Patrizia Paltrinieri. «Non abbiamo mai pensato di cambiare idea- hanno detto i neo sposi – e siamo stati fortunati perché la nostra casa è agibile e anche l’attività ha ripreso da un paio di settimane». I ragazzi andranno in luglio in viaggio di nozze a Palma di Maiorca. «Il matrimonio è sempre un evento straordinario, che alla luce degli attuali eventi diventa eccezionale – ha commento Enrico Dotti- e conferma la voglia di normalità e di continuare la loro vita di questi ragazzi, tra l’altro imprenditori. A loro gli auguri più calorosi dell’Amministrazione comunale».
Riceviamo e pubblichiamo:
IMPRESE: LE TESTIMONIANZE DI CHI NON SI E’ ARRESO AL SISMA
“Abbiamo riaperto, nonostante tutto!”
Storie – raccolte da Confesercenti – di operatori del commercio e dei servizi che hanno deciso di andare avanti nei Comuni della Bassa colpiti dal terremoto
“Noi che… è tanta la soddisfazione per essere riusciti a ripartire”. Il terremoto ha cambiato il volto della Bassa modenese, non quello degli imprenditori. Con lo spirito di chi è abituato a rimettersi in gioco ogni giorno, dove è stato possibile, non si sono dati per vinti e sono ripartiti. Chi nel proprio esercizio seppur danneggiato, chi con soluzioni di fortuna, arrangiamenti, creatività, tutti animati dalla voglia di ricominciare. C’è il pizzaiolo, il rivenditore di moto, la parrucchiera, il barista… Confesercenti ha raccolto le loro storie: “Storie di chi non si è arreso e vuole guardare avanti. Ogni sforzo oggi deve andare nella direzione di un concreto sostegno all’imprese. Pena la perdita di un patrimonio inestimabile”.
Dalle parole degli imprenditori passano le immagini del terremoto. Un cambiamento che in pochi istanti ha quasi cancellato anni di lavoro. Rabbia e disperazione per i danneggiamenti, si mescolavano con il rammarico della propria attività, forzatamente fermate. “Non c’era il tempo però di piangere: bisognava ripartire”. Ecco che allora la parrucchiera unisce le proprie forze a quella che fino al 20 maggio oltre che collega era una concorrente: “Serviamo poche clienti – raccontato – ma almeno lavoriamo!”. Più incertezza per il futuro dato che i locali che ospitavano la sua attività andranno abbattuti e dovrà decidersi se cercare un altro negozio o se trasferirsi in uno di quei poli commerciali e di servizio temporanei di cui si parla. “Dove sorgeranno però? – ha chiesto – cosa sorgerà intorno? Quali saranno i contributi per la ricostruzione e i finanziamenti a tasso agevolato ai quali si potrà accedere?”
Appena migliore la situazione di quel barista la cui attività si trova in centro storico a Mirandola. “Abbiamo ottenuto l’agibilità dell’edificio e nonostante i danni riportati alle attrezzature contiamo di riaprire tra pochi giorni. Sappiamo già però che dovremo ricominciare da zero. Il centro non è più lo stesso: il municipio resterà chiuso per parecchio tempo come pure molte attività commerciali. Inoltre tanti residenti se ne sono andati. Noi rimaniamo però: crediamo nella rinascita di Mirandola, e del suo cuore storico. Ci vorranno anni, lo sappiamo, ma confidiamo che tornerà come prima, forse anche meglio. A condizione che pervengano al più presto sostegni di tipo economico-finanziario, a partire dai fondi per la ricostruzione, ora di fondamentale importanza”.
Chi non si è mai fermato, nel suo caso i danni sono stati poco rilevanti, è un rivenditore di generi alimentari appena ai margini della zona rossa di Mirandola. “Pare di essere tornati agli anni ’60 del secolo scorso – racconta – quando nel negozio sottocasa si faceva la spesa per intero”. È una delle poche attività del genere aperte e per andare incontro alle esigenze della gente ha ampliato la propria offerta commerciale rispetto a prima. Non solo. Il negozio è diventato anche un punto di riferimento per tanti mirandolesi: “Trascorro molto del mio tempo, mentre lavoro a parlare con le persone che qui vengono a fare spesa. La gente ha la necessità di normalità. A maggior ragione di fronte ad un dramma come il terremoto dei giorni scorsi”.
“La chiusura è durata solo pochi giorni. Non appena abbiamo avuto la certezza sull’agibilità della struttura che ospita i nostri locali, conteggiato i danni e ricominciato a lavorare”. La storia che racconta il titolare di una rivendita di cancelleria della Bassa rasenta in un primo istante la quasi normalità. È quel ‘quasi’ però che non riesce a celare del tutto la durezza del terremoto. “Ci facciamo in quattro ogni giorno e cerchiamo di soddisfare ogni ordine che arriva. Ma si lavora solo ed esclusivamente con aziende di fuori distretto, non colpite dagli eventi sismici del maggio scorso, oppure solo marginalmente. Dal distretto purtroppo gli ordini hanno cessato di arrivare con la scossa del 29 maggio”.
“Ad essere sincero gli affari non vanno molto bene, ma la soddisfazione per aver riaperto è tanta ugualmente”. La sua attività si trova a Finale Emilia, e lei commerciante in formaggi ha voluto riaprire per una sola ragione: “Credo, ne sono convinto, nella rinascita di Finale Emilia e del suo centro storico. E non sono l’unica, dato che anche altri operatori commerciali ottenuta l’agibilità, non hanno esitato a darsi da fare per aprire nuovamente”. E poi dice: “C’è il piacere di rivedere i clienti abituali, ma pure altre persone, che passano anche solo per chiacchierare un po’. È un punto di aggregazione e si trova la forza per andare avanti anche dalle cose semplici”.
Non ha esitato un attimo, pur di riavviare la sua attività anche un pizzaiolo di Cavezzo. L’immobile che ospita la sua pizzeria è inagibile e da demolire: “Non potevo rischiare l’inattività e di conseguenza la chiusura. Una casetta in legno fronte a casa mia si è rivelato il posto ideale in cui ricominciare a fare la pizza. Ho cercato quindi di affittare un forno, quando me lo ha fornito in comodato gratuito il titolare di una ditta di Modena, commosso dalla mia situazione. Non è poi mancata la collaborazione da parte delle istituzioni che hanno contribuito a facilitare l’iter burocratico. Insomma, ancora pochi giorni e potrò rimettermi al lavoro”. Ribadisce però che si tratta di una soluzione temporanea. “Il futuro delle attività commerciali dev’essere garantito, già nell’immediato. Per questo c’è necessità di un concreto sostegno sia economico che finanziario: i danni subiti sono da indennizzare come i costi relativi al trasferimento dell’attività”.
La storia della rivendita oltre che officina di motociclette di San Prospero, è simile a quella di tante imprese della bassa modenese che, il maggio scorso, hanno subito i colpi tremendi del terremoto. Il titolare da quei giorni, ha abbandonato, la sua abitazione posta sopra il negozio trasferendosi con le due figlie e la moglie in un camper. Una situazione difficile, che non gli ha però tolto la voglia di riprendersi quelle certezze che da quando aveva ventidue anni si era pian piano conquistato, mangiando pane e motori. “Ho avuto solo un pensiero fisso dopo il sisma: ricominciare!” E così è stato, nonostante le difficoltà, comprese quelle burocratiche. “Ci siamo arrangiati come abbiamo potuto e senza perderci d’animo. La struttura che ospitava la mia attività, risulta agibile, ma non utilizzabile perché secondo il decreto governativo emesso il 6 giungo scorso non è antisismica. Al momento quindi pur di lavorare, abbiamo provveduto ad allestire all’aperto tendoni e gazebo. Andiamo avanti”.
La dignità e la cultura del lavoro, che hanno sempre contraddistinto la Bassa modenese non sono state ‘lesionate’ dalle tremende scosse del 20 e 29 maggio scorsi. E la tenacia unitamente alla voglia di rimettersi in piedi degli imprenditori di quei territori pare temprarsi, di fronte alle difficoltà ogni giorno di più. Con il loro non arrendersi dimostrano che il commercio ha ed avrà un ruolo di primo piano, collante fondamentale ed indispensabile per la tenuta di un tessuto sociale, messo seriamente a rischio dagli stravolgimenti intercorsi. E il suo peso sarà maggiore in quanto elemento di sviluppo e rinascita per i luoghi simbolo dell’identità collettiva delle nostre comunità quali i centri storici. Le testimonianze narrano di una indomita volontà di rialzarsi: che da sola però non basta. Se non ci saranno adeguati sostegni economici e finanziari nessuno sarà in grado di prevedere un futuro di rinascita per quella parte del nostro territorio colpito dal sisma”, sostiene Confesercenti.
Riceviamo e pubblichiamo:
CRISTIAN CASONI
Eccovi una mail arrivata da una cara Amica:
Oggi sono rientrata dal secondo giro di aiuti, mi sono resa conto di quanto occorra aprire gli occhi, devo dire che la cosa che mi ha maggiormente inquietata non è che la gente non abbia più la casa, ma come lentamente tolgano i diritti di dignità umana…
Qui c’è bisogno di cambiare e di cambiare in fretta!!!
Ho sentito racconti allucinanti di vita senza dignità, questa gente la stanno portando ad un abbruttimento generalizzato, tra di loro litigano per le bottiglie d’acqua, mi hanno riferito che quasi ogni giorno viene la polizia a separare le persone, che essendo fuori dai campi della protezione civile litigano proprio perchè sono lasciati a se stessi. Viene naturale allora pensare che è meglio andare nei campi lager, almeno li tengono i bambini i cui genitori sono fuori, danno un pasto, ma all’ora che vogliono loro, nessuno può entrare a meno che non abbia il braccialettoche conferma la loro residenza li.
Ho chiesto se le persone erano disponibili a fare con noi un reportage, raccontando quello che capitava…. subito avevano paura, ho radunato alcune persone spiegando l’importanza della cosa, che noi avevamo possibilità di fare conoscere come vivono realmente lì, i loro disagi, con un eco più ampio.
Ho capito che nemmeno sono informati che di loro non sa niente nessuno, allora solo dopo questa chiacchierata, hanno acconsentito a raccontare, mentre ho raggruppato alcune persone del campo libero spiegando alcune cose, l’importanza dell’essere uniti, ( mi sembrava davvero di essere in guerra!!! santo Dio!!! ) Sara che era con me, giocava con i bambini, è bastato poco si sono divertiti ….. sti bimbi sono abbandonati a loro stessi… quando siamo venute via piangevano ed erano arrabbiati perché ce ne stavamo andando. Siamo state lì la bellezza di una sola ora!!! e già qualcosa era cambiato…
Qui non è in gioco la dignità dei soli abitanti di queste zone, ma dell’intera umanità
Anni
E ancora:
Mi arrivano notizie dalle zone più colpite dal terremoto in Emilia di situazioni allucinanti. In pratica vogliono far entrare tutta la gente nei lager della protezione incivile, nei quali accedi solo col braccialetto, dove si sta diffondendo la scabbia. La gente che ancora sta in tenda o in macchina, dopo un mese, non può nemmeno farsi una doccia, a meno che non si metta il braccialetto ed entri nel lager. A Rovereto di Carpi, una mia amica è appena stata e c’è un bambino autistico in tenda a cuocere, abbiamo comprato subito due condizionatori noi, che almeno siamo un’associazione che qualcosa fa, e stiamo provvedendo a montargli docce da campo, ma pare che fra due giorni non daranno più da mangiare a coloro che non entrano nei campi. Oggi hanno mandato via un camion di alimentari perché nei campi ne hanno abbastanza, ma quelli fuori sono senza.Vogliono abolire la solidarietà, e nessuno dice niente. Secondo me bisogna che ci svegliamo e ci riappropriamo della nostra umanità vera. Perché un bambino che sta fuori dal campo della protezione incivile non può andare a giocare con un bambino che sta dentro? Che logica del cazzo è mai questa? Monti, dove sei? Cosa fai? Intanto che giochi al monopoli, perché non ti vieni a fare una settimana in tenda nel modenese, a vedere se ti passano le cazzate che ti frullano per la testa? Ragazzi bisogna diffondere, perché altrimenti, prima o poi, ci finiamo tutti nel lager con la rogna.
Un abbraccio preoccupato, Massimo associazione Atman.
Riceviamo e pubblichiamo:
Terremoto: assistenza sanitaria garantita nei campi accoglienza
Al personale e alle strutture messe in campo dall’Azienda sanitaria e dalla Protezione civile, si stanno efficacemente affiancando le attività delle associazioni di volontariato. Ultima iniziativa è un ambulatorio messo gratuitamente a disposizione da “Emergency” che offre assistenza sanitaria alla popolazione colpita dal sisma
Proseguono a pieno ritmo le attività per garantire l’assistenza sanitaria nei campi accoglienza e per poter ripristinare il funzionamento delle strutture sanitarie danneggiate dal terremoto. Al lavoro dei professionisti e degli operatori dell’azienda sanitaria, dei medici di famiglia e dei pediatri, si sta efficacemente affiancando l’impegno di numerose associazioni di volontariato.
“Pur tra tante difficoltà, dovute anche al caldo che in questi ultimi giorni sta interessando le aree colpite dal sisma, continua ad essere garantita l’assistenza sanitaria alla popolazione che si trova nei campi accoglienza” afferma il direttore generale dell’Azienda USL di Modena Mariella Martini. “Il merito va a tutti coloro che, sin dai primi momenti, si sono adoperati per questo. C’è stata una risposta davvero corale che ha evidenziato la forza della rete nonostante sia stata messa a durissima prova. Un ringraziamento va ai medici di famiglia, ai pediatri, ai professionisti e agli operatori delle aziende sanitarie che hanno agito con professionalità e disponibilità e che sono stati efficacemente affiancati dalle Istituzioni, dal volontariato e dalla Protezione Civile. Rivolgo un ringraziamento a Emergency che ha deciso di mettere gratuitamente a disposizione un ambulatorio mobile, Polibus, dove operano medici di famiglia e operatori dell’ospedale e del distretto sanitario e che va ad affiancarsi alle strutture e alle attività già esistenti per garantire l’assistenza”.
L’ambulatorio mobile di Emergency, presso il quale saranno presenti anche mediatori culturali dell’associazione, opererà nei campi accoglienza a Rovereto, Novi e nel campo delle piscine di Carpi.
I campi accoglienza nel distretto di Carpi
A Carpi sono presenti 7 campi di accoglienza, per un totale di 944 posti letto disponibili. A questi vanno aggiunti 2 campi di Novi di Modena (uno a Rovereto); 2 punti di accoglienza a Soliera (uno presso un albergo della zona e un altro presso la parrocchia di Limidi di Soliera) e un altro in un hotel a Campogalliano. Gli operatori sanitari che lavorano in questi campi sono attualmente 47. Venti medici e ventisette infermieri, a cui se ne aggiungeranno – nei prossimi giorni – altri 10.
Assistenza di base: medici di famiglia, guardia medica e cooperativa “Meditem”
Un punto di riferimento per la popolazione del Distretto sono i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Nel distretto di Carpi su 99 ambulatori presenti, ad oggi, 13 sono ancora inagibili. Soltanto in città sono attivi 65 studi di medici di medicina generale. Di questi, 12, che fino alla scorsa settimana erano chiusi, sono tornati nelle loro sedi abituali dopo aver ottenuto dalla Protezione civile l’agibilità dei locali deputati a visitare i pazienti. Altri 4 medici operano invece in strutture d’emergenza. A Novi sono presenti 11 studi di Medici di Medicina Generale e pediatri, a Soliera 14 e 9 a Campogalliano. Per informazioni sul proprio Medico di famiglia è possibile chiamare la Cooperativa “Meditem” tel. 059 654157 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, il sabato e i giorni prefestivi dalle 14.30 alle 18.30; la domenica e i festivi dalle 9.00 alle 13.00).
Come di consueto nel fine settimana sarà attivo il servizio di Guardia medica che a Carpi si trova nelle tende di fronte all’ospedale (telefono 059 659342). Inoltre, è in funzione la cooperativa MediTeM (Via Giovanni XXIII, n. 110) il sabato e i giorni prefestivi dalle 14.30 alle 18.30; la domenica e i festivi dalle 9.00 alle 13.00.
Per informazioni è attivo il numero 059 438045
Per problemi non urgenti e informazioni è possibile contattare l’Ufficio relazioni col Pubblico dell’Azienda USL di Modena al numero 059 438045 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.
Riceviamo e pubblichiamo:
SISMA, LA SITUAZIONE DELLE BIBLIOTECHE: 6 INAGIBILI
CAVEZZO, DOMENICA 24 GIUGNO INAUGURA LA BIBLIOTENDA
Una “bibliotenda” attrezzata, donata dall’Istituto comprensivo di Copertino, in provincia di Lecce, che sarà inaugurata domenica 24 giugno a Cavezzo, alle 12, nel giardino della casa di riposo; l’ufficio stampa del Comune di Ferrara che ha consegnato alla Protezione civile di Modena diecimila volumi, donati da diverse case editrici, e ora in attesa di distribuzione; un bibliobus per i Comuni dell’area nord messo a disposizione dalla biblioteca di Cervia.
Sono solo alcune delle iniziative che vanno in soccorso delle biblioteche modenesi, anch’esse colpite pesantemente dal sisma. Sono infatti completamente inagibili le biblioteche comunali di Finale Emilia, Mirandola, San Felice, Cavezzo, Novi e Concordia, che sta allestendo una sede provvisoria nell’asilo nido comunale. Sono invece temporaneamente chiuse per lavori di consolidamento le biblioteche di Soliera, Bastiglia, Marano e Nonantola dove è in allestimento una sede da campo all’interno di una tensostruttura. Sono chiuse, pur non avendo riportato danni, anche le biblioteche di Camposanto, San Prospero, che ospita gli sfollati, Medolla e la Biblioteca estense universitaria di Modena in attesa che si concludano le verifiche sul Palazzo dei Musei. Sono invece parzialmente aperte le biblioteche di Carpi e Campogalliano.
Il Cedoc della Provincia di Modena sta ripristinando i collegamenti alla rete bibliotecaria delle sedi da campo delle biblioteche di Concordia e di Nonantola e procederà nei prossimi giorni al ripristino per le altre biblioteche che l’hanno richiesto fornendo al contempo supporto tecnico che pc portatili dove necessario. «La Provincia – annuncia Elena Malaguti, assessore provinciale all’Istruzione e alla Cultura – ha istituito una specifica causale per la raccolta fondi destinata alle biblioteche modenesi colpite dal terremoto, ma sono tanti i Comuni, gli enti e le altre biblioteche, modenesi e da fuori provincia, che sostengono l’acquisto di libri nuovi o le raccolte di volumi per ricomporre le raccolte perdute e riportare un po’ di normalità anche in questo settore e a loro va tutto il nostro ringraziamento». Il conto corrente per sostenere le biblioteche, attivo presso la filiale Unicredit di piazza Grande a Modena, è intestato a “Provincia di Modena – interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693, causale “terremoto maggio 2012 – biblioteche da salvare”.
Riceviamo e pubblichiamo:
SISMA, PROCEDURE SNELLE PER SMALTIRE LE MACERIE
5 AREE DI STOCCAGGIO MODENESI, “GARANZIE AMBIENTALI”
«Le disposizioni del decreto del Governo relative al trattamento e trasporto delle macerie dei crolli di edifici causati dal terremoto garantiscono tutte le tutele ambientali insieme alla necessità di procedere in tempi brevi allo sgombero». Lo afferma Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente, chiarendo che il decreto individua otto piattaforme (di cui cinque nel modenese) in aree attigue a discariche, dove i gestori dei servizi pubblici o altro soggetti incaricati dalla pubblica amministrazione gestiranno in deroga al codice ambientale lo stoccaggio e la cernita delle macerie «secondo una procedura snella – ha precisato Vaccari – compatibile con la necessità di effettuare queste operazioni in tempi brevi garantendo però l’ambiente».
Il decreto riguarda i materiali derivanti dal crollo parziale o totale di edifici pubblici e privati causati dal terremoto e quelli derivanti da demolizioni di edifici pericolanti disposte dai Comuni, Vigili del fuoco e Protezione civile. Per far fronte all’emergenza e snellire le procedure, questi materiali sono classificati rifiuti urbani limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto (effettuate a spese del gestore, ma è previsto un fondo di 1,5 milioni di euro dalla protezione civile); vengono poi conferiti in impianti provvisori di stoccaggio per essere avviati al recupero e per una quota residuale allo smaltimento. Nel modenese sono stati individuati l’impianto Feronia di Finale Emilia, gli impianti Aimag di Fossoli di Carpi, Medolla e Mirandola e nell’area di Hera in via Caruso a Modena.
Gli altri tre impianti sono a Galliera nel bolognese, a S.Agostino nel ferrarese e a Novellara in provincia di Reggio Emilia.
Le norme prevedono procedure specifiche per quanto riguarda i materiali contenenti amianto (per il quale non sono previste deroghe) e i rifiuti pericolosi. Tutti i materiali, inoltre, saranno tracciabili dalla raccolta fino alla pesatura e selezione, effettuata con impianti mobili dei gestori o di ditte convenzionate, fino all’invio al recupero o smaltimento.
Negli impianti potranno essere gestiti anche eventuali rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti nei luoghi adibiti all’assistenza alla popolazione. Previste, inoltre, procedure specifiche per la salvaguardia di materiali di interesso storico, artistico e architettonico.
Province, Arpa, e Ausl garantiranno la vigilanza ambientale e sanitaria sulle operazioni nonché il supporto informativo e tecnico ai gestori.
Riceviamo dalla Provincia:
SISMA, RIAPRE LA STATALE 12 ALLA CAPPELLETTA DEL DUCA
EDIFICIO IN SICUREZZA, APERTA ANCHE LA SP 1 A RAVARINO
E’ aperta al traffico dalla serata di domenica 24 giugno la statale 12 nel tratto vicino l’incrocio con la provinciale 5 alla Cappelletta del Duca nel comune di Medolla interrotto da alcuni giorni a causa di un edificio pericolante danneggiato dal sisma; l’abitazione è stata messa in sicurezza grazie ad un intervento dei Vigili del fuoco di Ferrara.
Sempre sulla statale, permane l’interruzione all’altezza della chiesa di S.Giacomo Roncole, danneggiata dal sisma, dove l’intervento di messa in sicurezza è tuttora in corso. Il traffico viene deviato sulla tangenziale di Mirandola.
Riaperta dal fine settimana anche la provinciale 1 a Ravarino, chiusa nel tratto dall’intersezione con via Curiel a quella con via San Rocco per un edifico danneggiato.
Ancora chiuse invece la sp 8 a Concordia vicino la caserma dei Carabinieri; la sp 7 a Fossa di Concordia, la sp 5 nel centro abitato di Cavezzo, la sp 11 in corrispondenza della chiesa di San Possidonio e in un tratto dall’incrocio con la sp 467 per quasi quattro chilometri; la sp 468 in prossimità della chiesa di Massa Finalese e la sp 413 nel centro abitato di Novi.
A Mirandola il ponte sulle strade comunali via Diavolo e via Imperiale è chiuso al transito dei mezzi pesanti; chiuso il cavalcaferrovia sulla strada comunale che da Mortizzuolo conduce a S.Biagio nel comune di Mirandola sempre per lo spostamento degli impalcati a causa del sisma.
Permane il senso unico alternato per il ponte sul Panaro a Bomporto sulla sp 1 che tuttora non è percorribile dai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate.
Riceviamo e pubblichiamo:
SISMA, A CAVEZZO “BIBLIOTENDA” ARRIVATA DA COPERTINO
DUE CENTRI DI RACCOLTA DEI LIBRI AL CEDOC E A MEDOLLA
Sono partiti in pulmann da Copertino, in provincia di Lecce, la sera di sabato 23 giugno e hanno viaggiato tutta la notte per arrivare a Cavezzo in tempo per montare e allestire di tutto punto la “bibliotenda” che è stata inaugurata domenica 24 giugno a mezzogiorno. Sono i rappresentanti dell’istituto comprensivo “Falcone”, scuola dell’infanzia, elementare e media, del Comune salentino che, su proposta della preside, Ornella Castellano, hanno raccolto i fondi per regalare ai ragazzi e ai bambini colpiti dal sisma una tenda-biblioteca che sostituisse la biblioteca comunale ormai inagibile.
L’idea di una “bibliotenda” per offrire il rifugio di un libro o di un gioco che aiutassero a superare la paura del terremoto, è nata proprio dall’istituto scolastico leccese e si è sviluppata in accordo con il Cedoc della Provincia di Modena che ha individuato in Cavezzo, dove la biblioteca comunale è a rischio di crollo, la destinazione migliore. Da Copertino sono arrivati non solo la tenda ma anche libri, arredi e giochi. La raccolta di volumi è stata poi completata con una grande quantità di libri donati dalle biblioteche del territorio modenese e la bibliotenda è stata collegata, via internet, alla rete bibliotecaria della Provincia di Modena. «Un’iniziativa di solidarietà commovente – commenta Elena Malaguti, assessore all’Istruzione e alla Cultura della Provincia di Modena – che ha visto collaborare le scuole, i Comuni, la Provincia con il Cedoc, l’Associazione italiana biblioteche Emilia Romagna. E un grazie particolare va naturalmente all’istituto Falcone di Copertino, alla preside e ai suoi rappresentanti che hanno lavorato tanto, in silenzio, in favore dei nostri ragazzi e di tutti».
La raccolta di libri per sostituire quelli conservati nelle biblioteche inagibili e dotare i Comuni di strutture provvisorie intanto continua. Numerose donazioni arrivano sia da biblioteche dei Comuni modenesi che da Comuni lombardi, veneti, toscani. Molti anche i privati e le aziende che stanno raccogliendo volumi. Chi volesse contribuire con piccole quantità di libri può consegnarle al Cedoc della Provincia di Modena (viale Rimembranze 12, tel. 059 200044), mentre un punto di raccolta e smistamento per quantità maggiori è stato collocato nella biblioteca di Medolla (per informazioni è opportuno telefonare comunque al Cedoc). Qui sono al lavoro i bibliotecari comunali per selezionare e distribuire i volumi in arrivo.
Riceviamo e pubblichiamo:
CAVEZZO, LE ASSOCIAZIONI E COMMERCIANTI UNITI NELLA PROPOSTA
“Un polo provvisorio per il commercio e i servizi in piazza del Mercato, per fare ripartire al più presto le attività del centro lesionate dal sisma,”
“35-40 container da collocare solamente su una parte della piazza”, fanno notare Ascom-Confcommercio, Famiglia Artigiana Modenese, Confesercenti, LICOM-Lapam e CNA.Com
“Si da futuro al commercio solamente ripartendo dal cuore del paese”. Le associazioni imprenditoriali ed i commercianti di Cavezzo si uniscono nella proposta, condivisa dall’amministrazione comunale, di realizzare in un polo commerciale e dei servizi in una parte della centrale piazza Matteotti, nota come Piazza del Mercato. “I negozianti di Cavezzo sono decisi ad intraprendere questa strada che va nella direzione di riprendere l’attività quanto prima – sottolineano Ascom Comfcommercio, Famiglia Artigiana Modenese, Confesercenti, CNA.Com e LICOM-Lapam – oltre che restituire una parvenza di normalità al centro e al paese”.
La proposta prevede la collocazione di 35-40 container ad uso commerciale, non sull’intera piazza del Mercato, bensì solamente su di una parte di essa. All’interno di queste strutture vi si trasferirebbero temporaneamente quelle attività del centro oggi chiuse perché inagibili o perché in posizioni poco accessibili causa la presenza di macerie. “Un polo di servizi provvisorio – fanno notare le quattro associazioni – che andrebbe ad integrarsi anche col mercato una volta riportato – aspetto su cui si sta già lavorando – sulla piazza”.
A questo tipo di soluzione si è arrivati dopo che nei giorni scorsi, gli operatori commerciali avevano rigettato l’idea del Comune di decentrare i negozi oggi inagibili in un’area troppo distante e periferica rispetto al centro del paese. “Ci sarebbe stato il rischio, fin troppo latente di depauperare Cavezzo del suo fulcro commerciale per eccellenza – dicono Ascom Comfcommercio, Famiglia Artigiana Modenese, Confesercenti, CNA.Com e LICOM-Lapam – In questo modo si offre la possibilità di continuare ad operare a tutte quelle attività oggi con seri problemi di riapertura a causa del terremoto”.
“I negozianti inoltre che stanno già provvedendo a visionare le strutture mobili da posizionare nella piazza – concludono le Associazioni imprenditoriali – rivolgeranno nei prossimi giorni un accorato appello ai loro principali fornitori nazionali affinché si impegnino ad adottare il centro storico di Cavezzo”.
Tale struttura poi, una volta rientrate tutte le attività nelle loro sedi originarie, sarebbe ceduta al Comune per una sua riconversione in spazi ad utilizzo, culturale, ricreativo, ma sempre pubblico.
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO. ON. BERTOLINI (PDL): PAROLE DEL PAPA RISCALDANO IL CUORE DEGLI EMILIANI
“Le parole d’amore e di solidarietà pronunciate questa mattina dal Papa nell’Emilia ferita sono un vivo incoraggiamento a ripartire, a volgere lo sguardo al futuro con maggiore fiducia, a rinnovare l’entusiasmo e la voglia di fare che da sempre contraddistinguono la gente di queste terre. Benedetto XVI, fratello tra i fratelli ha riscaldato il cuore di tutti noi”.
Lo afferma il Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà, On. Isabella Bertolini, oggi a Rovereto di Novi in occasione della visita del Santo Padre.
“L’appello rivolto da Sua Santità alle Istituzioni, alla società civile, fermo richiamo alla concretezza in un momento tanto difficile per molte migliaia di persone, non rimanga inascoltato. La gente d’Emilia sta lavorando strenuamente per ricostruire le proprie case e le proprie fabbriche. Gli interventi del governo, la solidarietà degli italiani sono mattoni fondamentali per il ritorno alla normalità”.
Riceviamo e pubblichiamo:
CARPI: IN ATTESA DEL RITORNO IN PIAZZA MARTIRI
L’area mercatale provvisoria di via Tolomeo verrà resa più funzionale e fruibile per i frequentatori
ANVA-Confesercenti Modena: “Il Comune ha deciso di potenziare il trasporto pubblico nei giorni di mercato, segnalarne la presenza con apposite indicazioni e allestire bagni chimici”
“Ritornare in piazza Martiri quanto prima è l’obiettivo principale. Ma affinché il mercato continui ad essere quel consolidato punto di riferimento per carpigiani e non solo, nessuno sforzo, per rendere più fruibile la temporanea sistemazione di via Tolomeo, va lesinato”. È il commento di ANVA-Confesercenti Modena, a margine dell’incontro tenuto lunedì 25 giugno 2012 con l’Assessore Simone Morelli, le Associazioni imprenditoriali e gli operatori ambulanti.
L’attenzione sui mercati di Carpi e sulla loro collocazione temporanea in Via Tolomeo che da quasi un mese ospita le attività degli ambulanti il giovedì e il sabato si era levata la settimana scorsa. “Consapevoli della destabilizzazione recata alla città dal terremoto, va dato atto al Comune, grazie anche alla collaborazione di Polizia Municipale e ambulanti – spiega ANVA-Confesercenti, parlando di un confronto estremamente positivo e costruttivo – della tempestività con cui ha localizzato un’area in cui svolgere il mercato, data l’impraticabilità del centro per gli eventi sismici del maggio scorso. Cosa che ha permesso di ridurre l’inoperatività degli ambulanti a soli pochi giorni, riprendere l’attività mercatale di entrambi gli appuntamenti settimanali in tempi celeri, così da offrire una certezza ai frequentatori-clienti abituali”.
Sulla lontananza di via Tolomeo però è sorta qualche riflessione e le ipotesi per un nuovo trasferimento – si era pensato a via Carducci, o via Lama, ma anche all’area del cinema, a quella delle piscine, fino a via Carlo Marx – dopo essere state attentamente vagliate da parte del Comune sono state considerare inattuabili. Tra i motivi: la capienza limitata a contenere gli ambulanti, la vicinanza a strade troppo trafficate, ma pure anche l’accesso delle stesse difficoltoso.
Si è optato quindi per una maggior funzionalità dell’area mercatale provvisoria di via Tolomeo, dato al momento l’assenza di una data certa per il rientro in piazza Martiri. “In primo luogo il Comune ha condiviso ed accolto la proposta di potenziare il trasporto pubblico nei giorni di mercato, il giovedì e il sabato, per facilitare il raggiungimento di via Tolomeo in sicurezza dal terminal bus della stazione ferroviaria. Quindi si è deciso di: dotare l’area di sei bagni chimici, ad utilizzo di frequentatori ed operatori; di collocare nelle vie e nelle zone adiacenti, una cartellonistica apposita per segnalare il mercato e di creare all’interno dell’area mercatale alcune zone ristoro con rivenditori ambulanti autorizzati (tre al giovedì e due al sabato)”, ha evidenziato ANVA, chiarendo che nei prossimi giorni il Comune provvederà ad informare in merito tutti gli ambulanti.
“L’Assessore Morelli – ha concluso l’Associazione – ha assicurato che, messo in sicurezza il castello, il passo successivo, prioritario per l’amministrazione, sarà il ritorno del mercato in piazza Martiri anche se al momento non ci sono date certe. È nell’interesse di tutti quindi – Associazioni, ambulanti e comune – cercare di collaborare e lavorare insieme per la buona riuscita e in attesa di tornare in centro dei due mercati settimanali”.
Riceviamo e pubblichiamo:
PREDISPOSTA UNA NAVETTA IL GIOVEDI’ E IL SABATO
Mercati settimanali di Carpi, classico appuntamento nella nuova collocazione
Non ancora agibile piazza Martiri per i danni provocati dal sisma, gli eventi hanno luogo nella zona industriale di via Tolomeo
Continuano i tradizionali appuntamenti con i mercati settimanali di Carpi, in programma il giovedì e il sabato, ma in una nuova collocazione: a partire da sabato 9 giugno infatti la manifestazione è stata trasferita nella zona industriale ovest di via Tolomeo laterale di via Guastalla, a fianco della Ditta Liu Jo.
Lo spostamento si è reso necessario a causa dei danni causati in città dal recente sisma e delle sue conseguenze, finchè non verrà resa possibile la riapertura dell’intero spazio di piazza Martiri al pubblico.
Da sabato scorso 16 giugno, inoltre, per consentire a tutti gli utenti di raggiungere comodamente la nuova collocazione del mercato, l’Amministrazione comunale di Carpi ha attivato il servizio navetta “Mercato” che collega il terminal bus della stazione ferroviaria con via Tolomeo. Il servizio viene effettuato nelle giornate di giovedì e sabato dalle ore 8.30 alle 12.30 circa con frequenza di 15 minuti in modo da consentire l’interscambio con le altre linee urbane di Arianna. Il capolinea Mercato è identificato in uno spazio di parcheggio a nord del civico 5 ed è corredato di palina provvisoria. La navetta richiede da parte dell’utente il pagamento del titolo di viaggio così come il servizio Arianna.
I mercati settimanali e quelli straordinari di Carpi sono organizzati e coordinati da FORUM 1344 in collaborazione con Città di Carpi e il Consorzio Il Mercato di Modena. Per informazioni: Luca Menon 329/3299343 – mail: luca@lucamenon.it