C’è anche il Comune di Castelfranco Emilia nell’elenco dei 103 territori colpiti dal sisma del 20 maggio 2012, varato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° giugno. Anche il Comune di Castelfranco Emilia, quindi, come gli altri 17 Comuni in provincia di Modena, 16 in provincia di Bologna, 6 in provincia di Ferrara, 12 in provincia di Reggio Emilia, 34 in provincia di Mantova e 17 in provincia di Rovigo, è soggetto al decreto che prevede la sospensione della riscossione dei tributi e degli adempimenti fiscali in calendario tra il 20 maggio e il 30 settembre 2012.
Il Decreto prevede che nei confronti di cittadini, imprese, professionisti e altri contribuenti, anche in qualità di sostituti d’imposta, i quali alla data del 20 maggio 2012 avevano la residenza – ovvero la sede operativa – nel territorio dei Comuni delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo, sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, scadenti nel periodo compreso tra il 20 maggio 2012 e il 30 settembre 2012.
Il Decreto precisa che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato e che le ritenute già operate in qualità di sostituti d’imposta devono essere versate.
In questi centri è sospesa anche la riscossione delle cartelle esattoriali che Equitalia comunque aveva deciso in via amministrativa.
Di seguito, l’elenco dei Comuni interessati (nella lista non ci sono i capoluoghi di provincia, ma per le città di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia la sospensione è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, verificata dall’Autorità comunale. L’Autorità comunale trasmette copia dell’atto di verificazione all’Agenzia dell’Entrate territorialmente competente nei successivi 20 giorni):
Provincia di Modena: Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Nonantola, Novi, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero, Soliera.
Provincia di Bologna: Argelato, Baricella, Bentivoglio, Castello d’Argile, Castelmaggiore Crevalcore, Galliera, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese.
Provincia di Ferrara: Bondeno, Cento, Mirabello, Poggio Renatico, Sant’Agostino, Vigarano Mainarda.
Provincia di Reggio Emilia: Boretto, Brescello, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Reggilo, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio.
Provincia di Mantova: Bagnolo San Vito, Borgoforte, Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Castelbelforte, Castellucchio, Curtatone, Felonica, Gonzaga, Magnacavallo, Marcaria, Moglia, Ostiglia, Pegognaga, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Porto Mantovano, Quingentole, Quistello, Revere, Rodigo, Roncoferraro, Sabbioneta, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide, Serravalle a Po, Sustinente, Suzzara, Villa Poma, Villimpenta, Virgilio.
Provincia di Rovigo: Bagnolo di Po, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Ceneselli, Ficarolo, Gaiba, Gavello, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta, Trecenta.
Sono invece tenuti al rispetto di tutti gli obblighi tributari i soggetti residenti o con sede legale/operativa in Comuni non presenti nell’elenco. Ad esempio, un soggetto residente a Roma è tenuto al versamento dell’IMU dovuta per un fabbricato di sua proprietà sussistente sul territorio comunale di Castelfranco Emilia. Viceversa, un residente nel Comune di Castelfranco Emilia non è tenuto al versamento dell’IMU dovuta per un fabbricato di sua proprietà sussistente sul territorio comunale di Roma.
L’elenco non è definitivo in quanto un successivo decreto del Mef, sulla base delle comunicazioni del dipartimento della Protezione civile, potrà stabilire anche altri centri colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 a cui potrà essere estesa la sospensione delle scadenze tributarie.
Decreto del Governo:












ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
E’ indegno che io, cittadina di Castelfranco E., non danneggiata dal terremoto, sia soggetta al decreto che prevede la sospensione della riscossione dei tributi e degli adempimenti fiscali in calendario tra il 20 maggio e il 30 settembre 2012.
Per rispetto ai terremotati, pagherò tranquillamente i miei tributi e chiedo ai politici onesti di attivarsi presso il Ministero affinchè anche per Castelfranco E. la sospensione sia subordinata alla richiesta del contribuente che dichiara l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, verificata dall’Autorità comunale.
Questo per non assistere al solito sciacallaggio che si attua in queste situazioni: estensione di benefici a persone che non ne hanno diritto a danno delle persone veramente bisognose.
Concordo appieno a quanto dice Meris .
Avere dichiarato il Comune di Castelfranco E. Paese terremotato non significa che i suoi cittadini abbiano avuto danni dal sisma , quindi mi sembra assurdo che siano esentati dal pagare i ticket sanitari e possano rimandare l’imu a settembre; questa possibilità dovrebbe essere concessa solo ai residenti dei comuni piu’ colpiti dal sisma ed eventualmente a quei cittadini che hanno avuto danni dal sisma nei comuni fuori dall’epicentro ( con tanto di dichiarazione di in agibilità rilasciata da tecnici abilitati ).
Ciò che sta succedendo non e’ certo rispettoso di chi i danni li ha veramente avuti ed ha perso tutto quanto aveva costruito in una vita di lavoro.
Io l’imu l’ho pagata lo stesso entro i termini per questione di coerenza …… Anche se su questa tassa non sono assolutamente d’accordo.
Dovevate vedere l’espressione beata e felice del sindaco Reggianini ripreso nel TG3 alle 14.30 nel servizio in cui Napolitano incontrava tutti i Sindaci dei paesi terremotati.
Ma qualcuno mi sa dire, per favore, oltre agli sfollati di Via Ciro Menotti a Piumazzo, quanti terremotati ha avuto Castelfranco?
E quante abitazioni veramente inagibili?
http://www.lacarbonarablog.it/?p=21178
Per ragioni salutistiche ed istinto di sopravvivenza non ho rischiato di vedere Napolitano. Immagino che ora si cercheranno danni per Castelfranco. Si avanzano dubbi anche sulle motivazioni della dichiarazione di sgombero per la casa di Via C. Menotti (V. commenti di Lucia ed altri anche su questo blog) e pure sulle scuole elementari di Piumazzo per le quali, essendo già oggetto di intervento antisismico a spese dell’Amministrazione, la circostanza potrebbe capitare a fagiuolo. Mentre sulle chiese esiste un po’ di mistero: se fossero veramente tutte chiuse per mera misura prudenziale, come recita l’avviso affisso sulle porte, perchè quella di Gaggio (più vicina all’epicentro), è aperta al culto?
Proprio ieri ho avuto modo di leggere e fotografare quel cartello e poi sono andata a vedere la basilica di San Cesario, pensando di trovarla chiusa. Era aperta ed è sempre stata aperta.
E’ davvero vergognoso!!! Castelfranco non è un Comune terremotato. Castelfranco è un Comune in cui si è costruito troppo in fretta e troppo male in pochi anni. Adesso le verifiche che stanno facendo scoperchiano la pentola e “per fortuna che è arrivato il terremoto così possiamo dare la colpa a qualcuno/qualcosa”, altrimenti come ci saltavano fuori? Non dimentichiamo che le tre scuole dichiarate inagibili sono le tre scuole più nuove di Castelfranco, costruite cinque anni fa, frequentate da bambini di tre anni e i problemi strutturali ce li avevano ANCHE PRIMA del terremoto, solo che nessuno lo sapeva e nessuno si è mai preoccupato di farlo sapere…. Chiediamocelo: Ma siamo proprio sicuri che sia stato il terremoto a determinare l’inagibilità? Idem per le case di Piumazzo e per le altre che si accodano. Ci sono perizie tecniche che attestano la responsabilità al terremoto? Mi sembra che anche la biblioteca non sia proprio a postissimo. Diciamola tutta, alla faccia di chi davvero questo terremoto gli ha portato via tutto, anche la vita. E noi dovremmo sentirci al pari di Finale? Dov’è l’equità in questo decreto?? Se io sono residente a Castelfranco e quindi sono un povero terremotato ma ho una villa a Roma, magari sfitta, posso non pagare la prima rata dell’IMU? Come garantiranno i servizi i Comuni adesso? con i contributi dello stato forse “rubati” a chi davvero deve ricostruire tutto e non costruire, costruire, costruire e costruire…
chiedo scusa: ma ci sono punti di raccolta di beni di prima necessità che da Finale, Medolla, Cavezzo, Carpi, Mirandola portino aiuti al Comune terremotato di Castelfranco? E un conto corrente solidale dedicato alla nostra città fatta di macerie (perchè abbiamo bisogno di RI-costruire)? propongo un gruppo facebook per aiutare Castelfranco!
Se viaggi su FB troverai l’invito del sindaco che chiede al contribuente castelfranchese di versare il 5×1000 all’associazione no profit denominata “comune di castelfranco emilia”… è il caso di dire: oltre il danno la beffa!!!
Tutti ansiosi di pagare le tasse i cittadini di castelfranco ??? io assolutamente no.
Non sono ansiosa di pagare le tasse, ma preoccupatissima per la mancanza di senso civico che il suo commento dimostra. E’ sciacallaggio morale appofittare di benefici di cui non abbiamo necessità a danno di persone veramente bisognose.
il pagamento è solo SOSPESO quindi prima o poi dovrà pagare.
Sai cosa dovrebbe provare il sig. Garuti? Non l’ansia di pagare le tasse, ma l’ansia di non sapere se la sua casa reggerà perché ancora nessuno gliel’ha detto, oppure l’ansia di vedere la propria casa, appena ristrutturata, essere abbattuta dai Vvf perché a rischio crollo! Questo le manca e le è mancato, altrimenti capirebbe cosa significa approfittare di situazioni come queste a proprio ed unico beneficio… questo comune è proprio adatto a lei!
Sisma in Emilia, Autorità energia sospende pagamento bollette
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha disposto la sospensione del pagamento delle bollette di luce, gas e acqua alle popolazioni delle aree colpite dal terremoto, per le fatture emesse o da emettere a partire dal 20 maggio, nei Comuni colpiti dal sisma. La sospensione dei pagamenti, spiega l’Autorità, “è un primo provvedimento di urgenza, in vista di nuovi interventi dell’Autorità che possano prevedere anche l’eventuale introduzione di agevolazioni di natura tariffaria come già fatto per il terremoto in Abruzzo”.
Il provvedimento d’urgenza sospende dunque, a partire dal 20 maggio, i termini di pagamento delle fatture emesse o da emettere relative alla fornitura di energia elettrica, di gas, ivi compresi i gas diversi distribuiti a mezzo reti canalizzate, e del servizio idrico integrato per le utenze site nei Comuni danneggiati dagli eventi sismici, spiega l’Autorità per l’energia. La sospensione è stata decisa con una delibera approvata nel consiglio straordinario del 6 giugno.
Il provvedimento, spiega ancora l’Autorità, riguarda le utenze dei Comuni danneggiati dal sisma, “come individuati da successivi provvedimenti delle autorità competenti. La misura verrà applicata dalla data di emanazione da parte delle autorità competenti dei provvedimenti per l’identificazione dei Comuni danneggiati dagli eventi sismici del 20 maggio e successivi, e dei provvedimenti straordinari che verranno adottati dal Governo a sostegno delle popolazioni interessate dagli eventi sismici”.
Sarà invece decisa più avanti la tempistica per la ripresa dei pagamenti. Come spiega l’Autorità, l’indicazione della scadenza della sospensione dei termini di pagamento verrà data in un successivo provvedimento da adottare in seguito, sempre in seguito all’emanazione da parte delle autorità delle disposizioni straordinarie.
da oggi, anche per il comune di Castelfranco E. esenzione dei ticket sanitari fino a Settembre
Non è possibile. Ma in che paese viviamo? Quali informazioni hanno dato il sindaco e i suoi assessori per ottenere agevolazioni di cui non abbiamo assolutamente diritto?
E’ difficile avere una risposta alla domanda del Sig. Mario perché, qui da noi si raccolgono aiuti da portare nella bassa e si accolgono sfollati, nei comuni colpiti, invece, s’inviano sfollati altrove e si richiedono ed accettano aiuti. Mi sembra facile dedurre che i veri terremotati non siamo noi anche benché qualche disagio si ripercuota sicuramente sugli apparati preposti alle verifiche, alla sicurezza ed alle decisioni da adottare.
Che tanti fabbricati pubblici siano inagibili, pare, a sensazione, un po’ una forzatura, anche se non è sicuramente sufficiente l’osservazione esterna per darne certezza. In mancanza di riscontri certi e al di là ogni deprecabile superficialità, il dubbio che si tenti di cavalcare l’opportunità, viene.
Mi riferisco, ad esempio, alle scuole di Piumazzo che non presentano danni apparenti e che essendo già oggetto di lavori per l’adeguamento antisismico in quanto non aderenti alle prescrizioni di legge, potranno probabilmente essere messe nel novero delle dannosità del sisma.
I danni sono certi, invece, nelle scuole di recente costruzione e qui, sarebbe bene approfondire alcuni aspetti, dalla ditta esecutrice, all’apparato tecnico che ha avvallato i progetti, agli amministratori responsabili.
E’ chiuso anche il cimitero di Piumazzo, prima integralmente, ora solo alcuni reparti. Che il cimitero di Piumazzo fosse “terremotato” almeno da un ventennio è risaputo, ma la colpa non è del terremoto come si vede bene nella galleria fotografica in questo stesso blog risalente a circa due anni e mezzo fa: http://www.lacarbonarablog.it/?page_id=114&album=1&gallery=31
Si celebrano molto le doti emiliane, l’operosità, la nostra capacità di reagire e di risorgere dalle disgrazie accettandone le sfide come fossero stimoli, trasformando eventi negativi in viatici di riscossa, come se anche le tragedie portassero una loro positività intrinseca e non venissero solo per nuocere. Circolano parecchie filastrocche in rete un poco pompose e frivole perché non è dai marchi celebrati che si deduce univocamente la tempra di un popolo. Siamo certamente un po’ così, ma non vorrei che da talune parti, ne fosse stato intimamente frainteso il senso e che invece di utilizzare la nostra forza, la nostra orgogliosa caparbietà, non ci sia, la caduta in atteggiamenti di assistenzialismo e di questua che non ci appartengono.
Posso condensare il sospetto nella parafrasi del titolo di un articolo presente in questo stesso blog: “Il fotovoltaico toglie, il terremoto dà”.
la cosa più sconcertante e veramente da approfondire è l’inagibilità dei nuovi asili che se non sbaglio sono stati costruiti dai “costruttori” in contropartita di terreni concessi loro per l’edificazione di abitazioni. Che abbiano usato materiali e tecniche costruttive non proprio a norma visto che il costo era a loro carico? E chi doveva controllare (cioè il comune) avrà controllato?
Piano piano… il DM parla di SOSPENSIONE della prima rata dell’IMU, dell’irpef, ecc. per i Comuni in elenco (tra cui Castelfranco Emilia, è così, c’è anche Castelfranco anche se non ci si crede…). E sempre di SOSPENSIONE si tratta per il pagamento delle utenze Gas e energia elettrica. questo significa che non stiamo parlando di ESENZIONE e cancellazione del debito, comprese le cartelle di Equitalia. Quindi: o paghiamo adesso lo stesso, oppure ci affolliamo tutti a pagare quello che adesso è stato sospeso ma che dopo il 30 settembre dovremmo pagare in una unica soluzione !!! (anche gli arretrati, cosa credevate???) L’unica cosa che non paghiamo sono i ticket sanitari, per adesso: perciò possiamo affollarci all’ospedale di Castelfranco e farlo funzionare!!!
Concordo, si parla solo di sospensione, quindi da Settembre a Dicembre ci ritroveremo a pagare tutto quantol e sarà una bella salassata. Quindi penso che chi in comune ha pensato di fare una furbata propagandistica, ancora una volta ci ha tirato la zappa sui piedi.
Riceviamo e pubblichiamo:
TERREMOTO EMILIA, LEONI (PDL): ZONE COLPITE SIANO DICHIARATE A ‘FISCO ZERO’ PER CINQUE ANNI. REGIONE CHIEDA A GOVERNO DI ATTIVARE PROCEDURA PRESSO LA UE
“La Regione Emilia Romagna chieda al Governo italiano di attivarsi immediatamente presso la Commissione Europea per far scattare la procedura necessaria per far dichiarare le aree colpite dal sisma come zone a ‘fisco zero’ per cinque anni.”
Lo suggerisce in un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna il Consigliere regionale Andrea Leoni, del Pdl.
“L’articolo 87, lettera b, del Trattato europeo serve per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali. Se quindi venisse richiesta e accettata tale opzione si potrebbero defiscalizzare, fino a cinque anni, le aree messe in crisi dal terremoto consentendo un sostegno formidabile alle aziende e di conseguenza ai lavoratori e alle famiglie. Ci sono tutte le condizioni per farlo.
Le aree dove il terremoto ha prodotto i maggiori danni sono per il sistema economico italiano tra le più avanzate, tanto da valere diversi miliardi di Prodotto Interno Lordo nazionale. Gli emiliani per carattere e storia sono una popolazione tosta e laboriosa che non piega alle avversità e che la voglia di far ripartire il lavoro è grande tra la gente. Per questo per dare un aiuto concreto, per favorire una rapida opera di ricostruzione e per evitare che le imprese presenti siano tentate dal delocalizzare le produzioni appare necessario prevedere che le aree colpite dal sisma siano dichiarate ‘zone a fisco zero’ per i prossimi cinque anni.
Questo suggerimento alla Regione Emilia Romagna riprende la proposta già formulata dall’On. Isabella Bertolini. Se anche dal territorio arriva un sostegno in tal senso si potrebbe ottenere una misura che sarebbe un vero e proprio toccasana per le zone colpite dal sisma”.
Riceviamo dalla provincia:
COMUNI MODENESI COMPRESI NEL FONDO RICOSTRUZIONE
VACCARI: ”SONO IN TUTTO 18, COME PREVEDE IL DECRETO”
«Sono 18 i Comuni modenesi che usufruiranno delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma previsto dal decreto del Governo del 6 giugno scorso». Lo chiarisce Stefano Vaccari, assessore con delega alla Protezione civile della Provincia di Modena, sottolineando che «non deve trarre in inganno l’allegato, nello stesso decreto, relativo alla sicurezza delle strutture non abitative che rimanda a un elenco di 14 comuni. Il Fondo per la ricostruzione – ribadisce Vaccari – fa riferimento a un elenco di 18 comuni, quelli individuati nel decreto di sospensione dei tributi, dove sono compresi anche Bastiglia, Bomporto, Campogalliano e Castelfranco Emilia. Sono gli stessi Comuni che fanno parte, insieme alle Province colpite, del Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione che si è riunito nei giorni scorsi».
Le risorse previste dal Fondo per la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo ammontano a 2,5 miliardi di euro provenienti dall’aumento dell’accisa sulla benzina e da risparmi di spesa previsti per il 2013 e 2014, a cui si aggiungono risorse dalla riduzione dei contributi pubblici a partiti e movimenti politici ed eventualmente dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea.
L’elenco dei 18 comuni modenesi compresi dall’applicazione del decreto che istituisce il Fondo è composto da Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Nonantola, Novi, Ravarino, S.Felice sul Panaro, S.Possidonio, S.Prospero e Soliera.
Sono rimasta veramente senza parole. Non avrei mai creduto possibile una cosa del genere.
Sig.ra Meris, purtroppo siamo in italia e si capisce perchè le cose non potranno mai andare bene.
Tutta l’opposizione dovrebbe mettersi insieme e denunciare subito quello che sta succecendo a Castelfranco E. alla magistratura, mettere al corrente i cittadini e raccogliere le firme di protesta: Castelfranco E. non è un paese terremotato.
Il giorno venerdì 22/06/2012 – alle ore 19.00
presso la sede comunale – Sala del Consiglio – è convocata la Commissione Consiliare nr. 1 “AFFARI ISTITUZIONALI E ORGANIZZAZIONE” Congiunta con la Commissione Consiliare nr. 4 “POLITICHE DEL TERRITORIO E DEGLI INTERVENTI TECNICI” per trattare il seguente ordine del giorno:
1) Aggiornamento circa l’esito delle verifiche eseguite dai valutatori della protezione civile secondo le schede Aedes iniziate domenica 17/06/12 ed ancora in itinere.
2) Varie ed eventuali.
La cittadinanza è invitata a partecipare!
Riceviamo e pubblichiamo:
DEFISCALIZZAZIONE, PATTO STABILITÀ, EDIFICI AGRICOLI
SABATTINI ILLUSTRA LE PROPOSTE UPI AL PARLAMENTO
Forme di rimodulazione della fiscalità, anche per quanto riguarda gli investimenti; niente accatastamento per le strutture agricole di servizio crollate; estensione del patto di stabilità alle Province; blocco del turn over per gli enti locali del territorio coinvolto per poter far fronte all’incremento del carico di lavoro amministrativo e tecnico. Sono alcune proposte di modifica al decreto legge sull’emergenza-terremoto che il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini ha illustrato, a nome dell’Unione Province Italiane, alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’audizione che si è svolta giovedì 21 giugno in vista della conversione in legge.
«Siamo consapevoli della scarsità di risorse economiche – ha spiegato Sabattini – tuttavia il sisma ha colpito uno dei territori più industrializzati d’Europa, e in una fase di decrescita economica ci sono seri rischi di deindustrializzazione. Proprio per questo proponiamo alcune misure sul versante fiscale e del costo del lavoro che consentano alle imprese di rimanere sul territorio, generando occupazione e benessere e contribuendo in maniera significativa al Pil del Paese». Tra le misure proposte dall’Upi, la rimodulazione al ribasso delle aliquote Irpef, la soppressione totale o parziale dell’Irap, la non applicabilità degli studi di settore, l’abbattimento delle aliquote Iva. Si propone inoltre di estendere i benefici della defiscalizzazione in materia di infrastrutture alle opere già aggiudicate, prevedendo la detrazione Iva in fase di costruzione per le grandi opere a partire da quelle finanziate con il project financing.
Tra le proposte di emendamento, anche il superamento dell’accatastamento per quanto riguarda le strutture agricole di ricovero mezzi, nella stragrande maggioranza dei casi crollate».
Quanto al patto di stabilità, la proposta dell’Upi è comprendere anche le Province interessate e di ampliare l’importo portandolo a 80 milioni (oggi è a 40 milioni per l’Emilia Romagna) estendendo il periodo di riferimento almeno al 2013 e 2014, in quanto gli effetti di cassa si avranno soprattutto nei prossimi anni. In alternativa, si propone l’esclusione dal patto di tutti gli investimenti effettuati con risorse proprie delle Province per ripristinare i danni sulle scuole e le infrastrutture colpite dal sisma.
Riceviamo e pubblichiamo:
Terremoto Emilia, Leoni (PDL) presenta mozione : ‘Fisco zero’ per 5 anni in zone colpite. La Regione chieda al Governo di attivarsi con la UE
“La Giunta regionale dell’Emilia Romagna chieda al Governo nazionale di far partire immediatamente presso la Commissione Europea la procedura necessaria per far dichiarare ‘zone a fisco zero’ per i prossimi cinque anni le aree colpite dal sisma”
E’ l’impegno preciso contenuto in una mozione presentata dal Consigliere regionale Andrea Leoni all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna per impegnare la Giunta regionale rispetto alla possibilità di far dichiarare ‘zone a fisco zero’ le aree colpite dal sisma.
“Il terremoto ha avuto effetti terribili provocando la morte di 21 persone, centinaia di feriti, oltre 16.000 persone sfollate. Le province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia, hanno avuto danni ingenti agli edifici pubblici e privati, al patrimonio storico-artistico e all’intero sistema delle imprese.
Queste aree – continua Leoni –rappresentano per il sistema economico italiano diversi miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo nazionale. Dobbiamo favorire quindi una rapida opera di ricostruzione e per evitare che le imprese presenti siano tentate dal delocalizzare le produzioni.
Per fare questo è necessario prevedere che le aree colpite dal sisma siano dichiarate ‘zone a fisco zero’ per i prossimi cinque anni consentendo un sostegno formidabile alle aziende e di conseguenza ai lavoratori e alle famiglie. E’ un’opportunità che è prevista dall’articolo 87 del Trattato europeo sugli aiuti di stato che consente ‘gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali’.
Per questo chiedo alla Regione di attivarsi immediatamente con il Governo Monti per far partire la procedura necessaria con la UE. Sono certo che intorno a questa proposta vi sarà il sostegno di tutta la comunità regionale”.
Riceviamo e pubblichiamo:
Quando: Sabato 30 giugno 2012 alle ore 15.
Dove: Mirandola (MO), Piazza Costituente, davanti al Municipio. Poi in via circonvallazione 71, e infine in via di Mezzo 40, davanti alla fabbrica BBG (dove tre persone hanno perso la vita a causa del terremoto).
Cosa: Attivisti e terremotati si riuniranno in corteo con dei cartelloni a Mirandola, città devastata dal terremoto, per chiedere al Presidente del Consiglio Monti di consegnare i 91 milioni di euro promessi dai partiti alle aree terremotate per la ricostruzione.
Chi: I terremotati, Giulia Innocenzi attivista di Avaaz e Giovanni Favia consigliere regionale dell’Emilia-Romagna.
I terremotati chiedono a Monti i 91 milioni di euro promessi
**120.000 italiani chiedono al Presidente Monti di adottare un decreto urgente per consegnare i soldi promessi ai terremotati**
L’organizzazione mondiale di attivismo Avaaz consegnerà la petizione firmata da oltre 120.000 italiani [www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_earthquake/] al Presidente Monti e al governo italiano domani per chiedere di adottare il decreto d’urgenza per dare ai terremotati i 91 milioni di euro di rimborso elettorale promessi per la ricostruzione.
I terremotati si riuniranno insieme agli attivisti a Mirandola in piazza Costituente davanti al Municipio da dove partirà il corteo, che finirà davanti alla BBG, l’industria dove uno dei proprietari, Enea Grilli, e due lavoratori, Eddi Borghi e Vincenzo Iacono, hanno perso la vita.
La petizione sarà consegnata dai terremotati, dal Consigliere regionale dell’Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia e dall’attivista di Avaaz Giulia Innocenzi.
L’attivista di Avaaz, Giulia Innocenzi, dice: “I partiti hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento e ora incasseranno i milioni di euro di rimborso elettorale previsti per il primo luglio, anziché darli come promesso ai terremotati. E’ vergognoso che la loro avidità e irresponsabilità superino persino il dovere di aiutare i cittadini di queste zone e gli sfollati. Se Monti non agirà subito, i partiti l’avranno vinta ancora una volta, e la fiducia dei cittadini nei confronti di chi ci rappresenta sarà morta e sepolta”. “Spero che dimostrino maggior senso di responsabilita’ che qui in regione, dove la nostra richiesta che poneva le medesime istanze, all’indomani del terremoto, fu tacciata come cinica e strumentale (www.youtube.com/watch?v=Sv1jnh8R1-U)” Chiosa Giovanni Favia.
Per maggiori informazioni e per interviste con Giulia Innocenzi o con Giovanni Favia contattare cortesemente Giulia Innocenzi al 366.6296078 o giulia@avaaz.org, Luca Nicotra al 340.3289238 o luca@avaaz.org, Aldine Furio (a Parigi) :aldine@avaaz.org, +33 686 929 330