Quelli delle “Guinizelli”: i nostri sfollati, chapter 2 (again)

11 luglio 2012
di

“Ai giovani giornalisti dico: raccontate sempre la verità. Anche se costa molto”. (Enzo Biagi)

Sono una giornalista, ma non sono molto giovane… Però ho sempre raccontato la verità, fin dal primo articolo, 20 anni fa esatti. Da allora, non so quanti ne ho scritti… Ho perso il conto. Se mi è costato molto? Dipende dai punti di vista: dal mio punto di vista raccontare la verità non ha prezzo. Ecco perché non ho uno stipendio: sono una volontaria della comunicazione.

Ed ecco perché, tre anni fa, in qualità di direttore di me stessa, ho spalancato questa finestra sul web, aperta a tutti, “sulle ali della libertà” (ma con criterio), senza padrini né padroni, iniziando “una nuova avventura nel cuore delle rivoluzioni in atto del mondo dell’informazione, non solo per criticare, piuttosto alla ricerca di soluzioni al servizio della collettività, anche con l’intento di contribuire alla loro attuazione” (cit. editoriale n° 6). Una chimera? Un’illusione? Una pazzia? Ma chi me l’ha fatto fare? Beh… Dipende dai punti di vista: dal mio punto di vista, rinunciare prima di tentare è già una resa; provarci e insistere, anche quando tutto sembra irrimediabilmente perduto, è audacia, o forse incoscienza, (dipende dai punti di vista…), premiata solo in coscienza, cioè da qualcosa che non tutti hanno.

Sono fatta così (male? Dipende dai punti di vista…) e vado avanti anche quando sarebbe più “saggio” tirarsi indietro: non riesco a lasciar perdere, nemmeno di fronte all’evidenza di una battaglia persa, o quantomeno difficile, sicuramente impossibile, comunque “da fare” se ci si crede, finché ci si crede. Sarò poco furba, un’ingenua, una sognatrice, una che perde il suo tempo, un “highlander”… Anche qui, dipende dai punti di vista: dal mio punto di vista, sono io… Io che scelgo di non cambiarmi, nonostante tutto: piuttosto decido di cambiare il “resto”. E vado avanti, nel rispetto della libertà di informazione e del diritto dei cittadini di essere informati. Si può cambiare una virgola (o un virgolettato), ma non si possono cambiare le persone. E io sono fatta così…

Palestra “Guinizelli”

Perciò, cari lettori, amici e detrattori, vi ripropongo l’articolo “Quelli delle Guinizelli: i nostri sfollati, chapter 2” scritto il 12 giugno 2012, originariamente pubblicato il 13 giugno 2012, censurato dall’amministrazione comunale di Castelfranco Emilia a mezzo di una diffida inviata alla sottoscritta dall’avvocato incaricato per conto del Comune (in particolare dal sindaco Stefano Reggianini e dall’assessore ai Lavori Pubblici e Patrimonio Massimiliano Vigarani) e perciò, per rispetto delle istituzioni, sospeso entro il termine perentorio delle 48 ore intimatomi. Ma, per rispetto del diritto di cronaca e della libertà di informazione, non da meno per rispetto di voi LETTORI, ho deciso di ripubblicare l’articolo “incriminato”, riveduto e corretto nei punti ritenuti lesivi dell’onorabilità e della reputazione dell’amministrazione comunale (secondo il sindaco e l’assessore).

A mio parere, le modifiche che ho apportato non stravolgono il messaggio né il contenuto dell’articolo… anzi, offrono la possibilità di dare due volte la stessa notizia, dal momento che l’obiettivo era e rimane quello di dare VOCE a persone in difficoltà, con l’intento di contribuire alla soluzione del loro problema, unicamente per l’interesse degli sfollati. Un punto di interesse comune.

Romolo Righi

Ecco il “nuovo” articolo:

Dopo aver incontrato i primi 20 sfollati del nostro territorio comunale, quelli di Via Ciro Menotti n° 38, a Piumazzo (leggi: http://www.lacarbonarablog.it/?p=21178), martedì 12 giugno sono andata a conoscere gli “ospiti” della palestra della scuola “Guido Guinizelli”, a Castelfranco Emilia, che qui alloggiano temporaneamente a causa del terremoto, stante l’inagibilità delle loro case.

Sulla porta c’è un assistente civico volontario: divisa azzurra, gilet catarifrangente, paletta d’ordinanza, orgoglioso di portare ancora lo stemma del Comune di Castelfranco Emilia sul berretto, nonostante sia in pensione dal 1992, anche se in realtà non ha mai smesso il suo ruolo di vigile, prima attivo presso le scuole di Gaggio (elementari e materna), poi al centro estivo e adesso è qui, per sei ore al giorno, in veste di angelo custode degli sfollati.

E’ il mitico Romolo Righi: “sono un vigile ‘senza divisa’ – dice – e sono qui per presidiare, dalle sei di mattina fino a mezzogiorno, poi arrivano gli altri. Facciamo sei turni a rotazione. Siamo sei assistenti civici volontari, vigili “senza divisa” come me, volontari dell’Arci, della Parrocchia e una ventina di Alpini volontari. Qui c’è sempre qualcuno. Non li lasciamo soli”.

Palestra “Guinizelli”

Romolo mi accompagna all’interno della palestra: non c’è nessuno, sono andati tutti in Comune, ma torneranno tra poco. E mentre li aspettiamo, contiamo i letti accatastati in questa palestra: sono 21 (per cinque nuovi sfollati che sono arrivati ieri, altri sei che arriveranno in giornata e dodici provenienti da Gaggio), più due alti materassi da palestra (quelli per il “salto in alto”), che fungono da letti matrimoniali dove ci dormono anche in tre. Gli occupanti “storici” di questa palestra sono tutti stranieri e tutti ex residenti in alloggi di proprietà non comunale: dunque, l’Amministrazione Comunale non sarebbe tenuta a trovar loro una sistemazione in case di proprietà comunale, il che non autorizza comunque a considerarli “sfollati di serie B”… Perché sono comunque persone che hanno perso la casa a causa del terremoto, sono sfollati.

“WC MAN”

Il vigile “senza divisa” mi mostra i bagni: in fondo a destra ci sono quelli per gli uomini (“l’ho messo io il cartello MAN”, dice soddisfatto Romolo…), pulitissimi, con cinque docce e due servizi igienici. A sinistra ci sono quelli per le donne (con il cartello “WOMEN”, sempre scritto a penna da Romolo, su un foglio di quaderno): anche qui ci sono servizi igienici adeguati, ma sei docce “a cielo aperto”.

Nel frattempo sono tornati i “padroni di casa”: passo lento, musi lunghi, tracce di insoddisfazione si leggono a chiare lettere sui loro volti. Ci mettiamo attorno ad un tavolo, davanti ai disegni della piccolina di “casa”, animali colorati e “la mia biblioteca” dipinta di rosso…

La famiglia Khyari, tunisina, è qui dalla sera del 29 maggio 2012, da due settimane, dopo la seconda forte scossa di terremoto. Sono in cinque: papà Fathi, 43 anni, mostra subito i passaporti di tutta la famiglia. “Ma non sono qui per controllare!”, lo rassicuro… Voglio solo conoscerli, sapere come stanno e perché si sono ritrovati a dover condividere uno spazio piuttosto ridotto assieme ad altre persone, in maggioranza uomini, in maggioranza sconosciuti prima di quel fatidico 29 maggio.

docce

Fathi è arrivato in Italia, dalla sua “città dei miracoli”, 23 anni fa: lavora di notte come corriere espresso sulla tratta Parma-Bologna e a casa (che adesso è questa palestra) rientra alle quattro di mattina. Sua moglie Hend lo ha raggiunto dalla Tunisia 16 anni fa: per 11 anni hanno vissuto a Castelfranco e da cinque anni vivevano a Gaggio, in Via Mavora 131/A, in un casolare di proprietà della Curia diviso in tre appartamenti, con le loro figlie, tutte femmine… Ghada, 15 anni, studentessa modello al primo anno di liceo al Muratori, a Modena, indirizzo linguistico: alle medie frequentava proprio le “Guinizelli”, aveva tutti dieci, e conosce perfettamente cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e arabo), perciò in questo contesto è un po’ l’interprete della situazione. Gofrane, 12 anni, adolescente in crisi, è la più insofferente di tutti, perché qui non ci vuole proprio stare, piange di continuo, non mangia e non dorme da due settimane. E poi c’è Gossoune, 7 anni, che adora disegnare ma le manca tanto la sua bicicletta…

“Quando ho sentito il terremoto ho avuto tanta paura, – racconta la signora Hend – ero a casa da sola e non sapevo cosa fare. Sono scesa in strada senza nemmeno mettermi le pantofole e ho pianto. I telefoni non funzionavano, le bambine erano a scuola, mio marito era al lavoro. Poi è tornato e ha chiamato i carabinieri: sono venuti e ci hanno detto di andare via da questa casa, subito. Così siamo venuti qui… E in casa nostra ci hanno fatto tornare solo venerdì scorso, siamo entrati con i vigili del fuoco per prendere un cambio di vestiti, poca roba… E’ rimasto tutto là (e là, nella loro casa di Via Mavora, nonostante ci siano i lucchetti sulle porte, al primo piano ci sono due finestre spalancate, ndr). Per dieci giorni abbiamo avuto sempre gli stessi vestiti: ci hanno portato solo qualcosa per la bimba più piccola…”.

disegni di Gossoune, 7 anni

“Ero a scuola, quel 29 maggio. – s’inserisce Ghada – Non ho avuto paura per me, pensavo a mia madre che era da sola in quella casa pericolante… Avrei voluto essere con lei, allora mi sono messa a piangere: ho chiamato tante volte mio zio e mio padre …”.

“Fino ad ora ho preso le medicine per dormire. – continua Hend – Sono andata anche dallo psicologo perché non dormo… Sempre paura, sempre paura… Prima per il terremoto, adesso per loro, le mie figlie…”.

Palestra “Guinizelli”

Si avvicina Abdellatif Jalel, 49 anni, all’apparenza un omone nero che incute timore: invece si rivela subito un gigante buono “che non riesce a difendere nemmeno se stesso”… Anche lui viveva in Via Mavora 131/A, nello stesso stabile fatiscente della famiglia tunisina, ma in un altro appartamento, è cugino di Fathi Khyari. E non ha parole tenere nei confronti dei servizi sociali: proprio ieri Abdellatif ha dovuto chiamare il 118 per un principio di infarto, una crisi dovuta al dispiacere di tutta questa situazione… Si era innervosito dopo un colloquio in Comune: il suo cuore aveva preso a battere all’impazzata. “E di infarti ne ho avuti già due… – racconta Abdellatif – Ieri stava per arrivare il terzo, ma poi si è fermato: meglio se veniva, così la facevo finita… Ho vissuto 13 anni a Modena e da 12 anni sono a Castelfranco. Sono in Italia da 25 anni, ma qui non mi vogliono… Ho fatto il metalmeccanico per tanti anni, ho versato 17 anni di contributi, ma ora non ho più lavoro, zero rendita, vivo con il collare: ho trovato qualche lavoretto in tre-quattro ditte che, una dopo l’altra, sono andate tutte in fallimento, poi mi hanno dato una borsa lavoro, l’anno scorso, 300 euro al mese, ma adesso non c’è più neanche quella… Ho lavorato all’Istituto Agrario di Castelfranco, lo “Spallanzani”, tramite il Comune, ma ora non c’è più niente per me: siamo tutti alla frutta… Ho 49 anni, ormai sono vecchio, non sono sposato, non ho figli… Io ci tornerei in Tunisia, ma con cosa torno? Con il vuoto? C’è una legge internazionale uscita tre/quattro anni fa che, tradotta in italiano, si chiama “patria assistita”, una legge per gli immigrati che però in Italia non è stata mai applicata, me l’ha spiegato un sindacalista… L’Italia prende i finanziamenti ma non ha mai fatto progetti per noi. All’Ufficio Stranieri mi hanno detto che l’Italia è diversa… Dico io: l’Italia sta sulla terra, non sulla luna! Non mi preoccupo per me: penso alla famiglia di mio cugino, a mia sorella, alle mie nipoti che sono qua… Sono minorenni e devono dormire in mezzo a tanti uomini. La notte cerco di restare sveglio, finché posso, ma può capitare che mi addormenti prima del ritorno di mio cugino…”.

reparto donne

“Anche io non riesco a dormire: sono preoccupato per le donne della mia famiglia. – conferma papà Fathi – E ho bisogno di riposare, proprio per il lavoro che faccio… Guido il camion e già due volte ho rischiato di andare fuori strada… Cosa devo fare? Mi devo licenziare per restare qui a controllare?”.

“All’inizio c’erano i volontari, sulla porta… – spiega mamma Hend – Ma da una settimana, dopo mezzanotte, non c’è più nessuno. La porta rimane aperta, non si chiude. Può entrare chiunque… E alla mattina, per fare la doccia, una di noi deve fare la guardia perché non entri nessun uomo nei nostri bagni… Di notte russano tutti, non abbiamo privacy… Abbiamo provato a mettere un materassino per fare una specie di divisorio, almeno per tranquillizzare le bambine, che non riescono ad addormentarsi… Ma non funziona… Oltre a noi ci sono solo due donne indiane, per il resto sono tutti uomini: fino a ieri eravamo in 12, ieri sono arrivati altri cinque uomini e adesso ne arriveranno altri sei che non sappiamo chi siano: sappiamo solo che sono maschi, albanesi…”.

reparto uomini

La famiglia Khyari, come le altre, ha in mano l’ordinanza di sgombero firmata dal Comune e stop, nessun modello Aedes della Protezione Civile che accerti l’inagibilità post-sismica della loro vecchia casa, nessun riscontro di avvenuta valutazione tecnica del rischio (che sia basso, o basso con provvedimenti, alto, strutturale o no, esterno, geotecnico… non lo sanno, come non lo sanno ancora gli ex residenti di Via Ciro Menotti n° 38, a Piumazzo).

Loro, come gli altri, sanno solo che hanno dovuto lasciare la casa in cui vivevano da 5 anni, un appartamento con due camere da letto, salone, cucina e bagno per 160 euro al mese…. E aspettano di poter andare in un’altra casa, naturalmente pagando l’affitto, ma che sia dignitosa per una famiglia di cinque persone.

i nuovi sei letti

“Ieri l’assistente sociale ci ha chiamati per dirci che potevamo avere una casa a Manzolino, una grande casa con un grande salone: 300 euro di affitto. – racconta Hend – Siamo andati a vederla: un buco, soltanto una camera con dentro il bagno, 20 mq in tutto (ma l’assessore Vigarani afferma invece che la casa sia di 70 mq, ndr) Per cinque persone. Perché non ci danno una casa popolare? Lavora solo mio marito, qualche ora di notte, siamo in cinque, abitiamo a Castelfranco da 16 anni. L’assistente ci ha detto che noi non rientriamo nella graduatoria per avere una casa popolare, e poi non ce ne sono… Eppure ho visto una casa popolare a Gaggio che è chiusa da un anno: perché? Le mie figlie sono nate qui, sono italiane, non vogliamo tornare in Tunisia dove ammazzano, dove c’è la guerra …”.

Aspettano e sperano, Hend, Gofrane, Ghada e Gossoune… Aspettano e piangono da due settimane in questa camerata comune, minate nella loro dignità e con il morale a terra: non c’è nemmeno un televisore per loro, o un piccolo frigorifero… Ricevono sì da mangiare, a pranzo a cena, e hanno tante bottiglie d’acqua (calda). Ma nient’altro. “La piccola Gossoune ha dovuto prendere l’antibiotico – aggiunge mamma Hend – e ha rischiato un’infezione, perché non potevo conservare la medicina in frigo… Il sindaco qui non s’è mai visto, sappiamo che è andato a Piumazzo, ma da noi non è venuto. E’ venuto di fianco, dall’altra parte della palestra, sempre in questa scuola, dove ci sono gli ospiti del Centro Diurno “L’Arcobaleno”. Ma qui non è entrato… Nemmeno noi possiamo entrare dall’altra parte: prima sì, e potevamo anche guardare la televisione… Ma poi qualcuno ha portato via una bottiglia d’olio e del tonno e ci hanno accusati. Non siamo stati noi…”.

In questa palestra “vive” anche un giovane albanese che abitava con la sua famiglia in Piazza della Liberazione 3, a Castelfranco: è qui da solo però, perché sua moglie e la figlia di appena tre mesi hanno trovato ospitalità presso la Casa Famiglia “L’Abbraccio”.

Via Mavora 131/A

E c’è una famiglia di indiani sikh, arrivati il 9 giugno: papà Balbir Singh è a Castelfranco da 10 anni, “lavora con mucche, in stalla…”, ed è un ex residente di Via Spalato n° 10, a Recovato, con moglie, cognata e due figli di 12 e 7 anni, Steven e Simone: Steven va alle Scuole Rosse, Simone andava a scuola con Gossoune, alla “Grazia Deledda” di Gaggio, erano in classe insieme. Dopo le due forti scosse di terremoto avvertite anche a Castelfranco, quelle del 20 e del 29 maggio, Balbir ha dormito per 10 giorni “in strada”: soltanto tre giorni fa ha deciso di rivolgersi alle istituzioni ed è arrivato in questa palestra con tutta la sua famiglia. Domani ha un appuntamento in Comune, per sapere dove potranno andare, ma soprattutto quando… Spera tanto di poter avere una casa, al più presto.

E’ mezzogiorno. La famiglia Khyari ha un altro appuntamento in Comune. Allora vado nel quartiere Mezzaluna, da Antonio Benati, noto “biciclettaio” di Castelfranco… C’è una biciclettina color argento che sarebbe perfetta per la piccola Gossoune e Antonio la regala volentieri… Torno nella palestra: la bicicletta entra prima di me… Gli occhi di Gossoune si illuminano, ci sale sopra ma barcolla: non sa andarci senza le rotelle, ma avrà tutto il tempo per imparare, in attesa di pedalare attorno alla sua nuova casa… E il suo amichetto indiano si offre di aiutarla: lui sa andare in bici anche senza le rotelle e se ne vanta: “Guarda, ti faccio vedere…”. A volte basta così poco per portare un sorriso…

Mentre c’è qualcuno che invece è di tutt’altro umore e noi non possiamo farci nulla: è la dodicenne Gofrane che, seduta in un angolo, sta piangendo, poi va a rifugiarsi in bagno, vuole restare da sola… Anche Ghada è triste, da quando è arrivata qui non ha voglia di uscire, non vede gli amici, non si stacca dalla sua famiglia… Le due ragazzine hanno un pensiero fisso: vogliono andare a casa e riappropriarsi della loro intimità…

Via Mavora 131/A

Papà Fathi, che è appena tornato dall’incontro in Comune, mi spiega perché le sue figlie sono in quello stato: “Abbiamo parlato con Vigarani, assessore ai lavori pubblici… E ci ha confermato che per noi c’è solo quella casa di Manzolino: non possiamo stare per sempre in questa palestra, lo sappiamo, ma come possiamo andare in una casa con una camera soltanto, in cinque persone? Non si può trovare una casa adatta a noi?”.

Alessandra Consolazione

Qui finisce il “nuovo” articolo, riferito alla situazione fino al 12 giugno 2012.

Via Mavora 131/A

Ma di cosa sono stata accusata dal sindaco Stefano Reggianini e dall’assessore Massimiliano Vigarani, in riferimento al “vecchio” articolo? Purtroppo non mi è consentito pubblicare il testo integrale della diffida ricevuta (in calce alle tre pagine della diffida si riporta che è severamente proibito qualsiasi uso, copia, distribuzione o divulgazione di quanto in essa contenuto, ex art. 616 c.p.), ma per DOVERE di informazione verso i 921 utenti che avevano letto l’articolo originario, mi sento chiamata a fornire delle spiegazioni. In sintesi mi hanno contestato le dichiarazioni virgolettate di “terzi” riferite a “terzi”, delle quali, secondo l’avvocato, avrei dovuto verificare, esaminare, confrontare tutte le fonti, e cioè avere un riscontro anche con l’amministrazione comunale (in particolare con l’assessore Vigarani) prima della pubblicazione dell’articolo. Non era chiara, inoltre, la frase “il che non autorizza a considerarli “sfollati” di serie B…”, che in questa nuova versione credo di aver chiarito. E non era gradita la mia “chiosa” finale: una considerazione scaturita dal racconto degli sfollati, al termine dell’intervista. Inoltre, mi si accusava di aver scritto l’articolo intenzionalmente con toni aspri, polemici e offensivi, oltre ad aver VOLUTAMENTE OMESSO considerazioni positive sull’operato dell’amministrazione comunale in merito a questa vicenda.

Via Mavora 131/A

Da parte mia non ho mai negato il diritto di replica, concesso sempre a chiunque. E, infatti, ho pubblicato un comunicato stampa del Comune a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione di questo articolo (vedi commenti): precedenti richieste di rettifica non mi sono giunte, prima della diffida tramite avvocato che, oltretutto, mi invita anche a non pubblicare in futuro altri articoli dello stesso tenore diffamatorio e gravemente lesivo all’immagine dell’amministrazione comunale. Beh… Non è facile stabilire cosa è o cosa non è diffamatorio… Ma soprattutto non è facile stabilire chi deve stabilirlo.

Mi fermo qui: questa è ovviamente la mia versione e purtroppo i lettori non possono disporre di altri parametri, non avendo sotto gli occhi il testo integrale della diffida che invece sarebbe auspicabile avere, proprio per quella pluralità di confronto alla quale l’amministrazione comunale ha richiamato la sottoscritta.

Pertanto, rivolgo PUBBLICAMENTE un invito all’amministrazione comunale (nello specifico al sindaco Stefano Reggianini e all’assessore Massimiliano Vigarani: invito recapitato precedentemente in privato, questa mattina 25/6/2012, n° prot. 19551), affinché mi autorizzi a pubblicare su questo blog il testo integrale della diffida a me indirizzata, con data 19 giugno 2012 e ricevuta il 21 giugno 2012.

Via Mavora 131/A

In questo modo, quei 921 lettori che avevano già letto l’articolo “incriminato” domandandosi il perché della sua rimozione forzata, e i nuovi lettori che leggeranno questo articolo, potranno così formarsi un’opinione obiettiva e autonoma, com’è giusto che sia in democrazia.

Aggiungo che venerdì 22 giugno, dopo la Commissione Consiliare alla quale hanno assistito anche alcuni sfollati (sia di Piumazzo che delle “Guinizelli”), l’assessore Vigarani (che di fronte alle due ragazzine tunisine non ha comunque negato di aver parlato con loro, ribadendo però di essersi rivolto con disponibilità e non con quel tono perentorio che invece traspariva dalle dichiarazioni rilasciatemi nell’articolo originario, sempre secondo lui/loro…) è tornato a ripetere l’offerta del Comune: una sistemazione temporanea nella casa di Manzolino, contribuendo anche al pagamento di cinque mesi di affitto (la caparra), in attesa di tornare nella loro casa di Via Mavora, semmai il proprietario di quell’abitazione (che è un privato e non è il Comune) fosse intenzionato a ristrutturarla, oppure l’amministrazione comunale si impegnerebbe a cercare una sistemazione adeguata per questa famiglia di cinque persone (se si trova). Per il momento l’unica offerta resta comunque questa, con tutta la disponibilità da parte del Comune che, ribadiamo, non sarebbe tenuto a trovare un nuovo alloggio (pubblico o privato che sia) a chi si è ritrovato sfollato da un’abitazione di proprietà privata. La famiglia Khyari, dal canto suo, sembra puntare un po’ i piedi, rifiutando a priori una soluzione temporanea: vorrebbero una sistemazione definitiva.

L’auspicio è che in tutta Modena si arrivi a trovare un alloggio adeguato per questa famiglia sfollata a causa del terremoto, convinti che il Comune di Castelfranco possa intercedere in loro favore.

Per quanto mi riguarda, invece, la diffida ricevuta resta una “ferita” aperta nel cuore di questa VOCE libera che si è sempre offerta a chiunque aveva, ha e avrà voglia di parlare, anche agli amministratori comunali. Personalmente, in qualità di giornalista, non ho mai volutamente omesso considerazioni positive sull’operato della pubblica amministrazione: per omettere volutamente delle considerazioni positive, bisogna averle queste considerazioni positive e, personalmente, se in questo caso non ne avevo, non avrei potuto omettere alcunché. L’amministrazione comunale dispone di un Ufficio Stampa che, sotto dettatura, è in grado di divulgare, anche tramite i giornalisti (me compresa), tutte le considerazioni positive sull’operato della pubblica amministrazione. E io MAI ho omesso la pubblicazione delle dichiarazioni inviatemi attraverso l’Ufficio Stampa del Comune: il comunicato qui sotto ne è la prova.

Grazie Antonio Benati!

Aggiungo che, per amore di trasparenza, in base alla legge 241/90, questa mattina ho ritenuto opportuno richiedere in Comune (richiesta del 25/6/2012, prot. N° 19547) copia di ogni atto, provvedimento o determina emanati dall’amministrazione comunale e dal settore competente in merito alla raccomandata ricevuta dall’avvocato incaricato che ha agito per nome e per conto dell’amministrazione pubblica. Attendo risposta.

Augurando buone vacanze a tutti, anticipo che il blog “socchiuderà” per ferie dall’inizio del mese di luglio fino a settembre e che dopo la pausa estiva, a seguito di quello che personalmente reputo un attacco alla libera informazione e alla mia professionalità, “La Carbonara Blog” potrebbe rivedere la sua linea editoriale.

Mi auguro che il sole di questa calda estate possa far maturare nuove idee, com’è avvenuto altre volte (non si finisce mai di imparare…). Perché si possono cambiare le cose, ma non le persone… E io sono fatta così. Così è… anche se non vi pare.

Alessandra Consolazione

p.s. ringrazio tutti coloro che sul web e privatamente mi hanno offerto appoggio e solidarietà in questo duro frangente. In attesa di sapere se il sindaco e l’assessore autorizzeranno la pubblicazione del testo della diffida su questo blog, vi invito ad esprimere le vostre opinioni con il dovuto rispetto, commentando con il vostro nome e cognome solo se vorrete rivolgervi a cariche istituzionali. Diversamente, se vorrete cioè criticare il mio operato, sbizzarritevi pure: non sono permalosa e cercherò di rispondere con i miei scarsi mezzi, con la parola diretta o scritta, non disponendo né di denari né di tempo per querelare chicchessia.

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38 risposte a Quelli delle “Guinizelli”: i nostri sfollati, chapter 2 (again)

  1. giulia
    27 giugno 2012 at 19:53

    Devo dire che, nonostante Castelfranco non abbia avuto – meno male – molti sfollati, non riesca a trovare un’alloggio decente per quelle povere famiglie! GRAZIE COMUNE CONTINUA A COMPORTARTI COSì…

  2. guglielmo
    29 giugno 2012 at 09:37

    credibilità e coscienza …. due concetti enormi…anche per chi amministra…meglio ancora se accompagnati da competenza e diligenza e ( per tutti ) da un permanente vaccino anti-supponenza…
    grazie per l’assist signor Rubbiani!!
    tenga botta signora Consolazione!!!!!!!!!!

  3. franco
    1 luglio 2012 at 19:40

    Una intimidazione bell’è buona, pubblicamente resa nota. sono molto curioso di leggere la diffida: ma se non autorizzano la pubblicazione del testo renderanno pubblicamente noto il loro torto. chi non risponde non sa cosa dire.
    Avanti così, forza!!

    • Piera
      2 luglio 2012 at 09:11

      Giustissimo sono piu’ che d’ accordo. Forza che questo e’ il pensiero di tutti!!!!!!!!

  4. francesco t.s
    4 luglio 2012 at 13:58

    Ma ci sono ancora gli sfollati alle guinizelli? CHE VERGOGNA!!!!!!!!!!!

  5. Meris Ori
    6 luglio 2012 at 11:14

    Dalla rivista hi test luglio 2012 n° 32 (Altroconsumo)

    CASSAZlONE: No alle rettifiche sui blog

    Dopo anni e anni di dicussioni, l’ennesima sentenza della Corte di Cassazione riporta di nuovo in primo piano la questione della libertà di informazione sui blog.
    La Suprema corte, chiamata a giudicare sulla vicenda di un blogger querelato per diffamazione, ha stabilito che ai blog non devono essere applicate le stesse regole che valgono per le testate giornalistiche.
    In concreto, ciò significa che il blog non è comparabile a un vero e proprio prodotto editoriale e dunque non può essere denunciato come “stampa clandestina” se non viene registrato presso il tribunale.

    Non solo: lo figura del blogger è diversa da quella del giornalista. E il primo non ha l’obbligo di riportare le rettifiche che gli vengono richieste. La sentenza, che va in direzione opposta rispetto ad altre sullo stesso tema, è senz’altro da accogliere come positiva per la difesa della libertà di circolazione in rete delle idee e delle informazioni.
    Forza Alessandra, siamo tutti con te|

    • 6 luglio 2012 at 11:45

      La Carbonara Blog è una testata giornalistica regolarmente registrata.
      Comunque grazie
      La Redazione

  6. Luigi Luppi
    23 luglio 2012 at 00:48

    L’università di TIRANA,
    seppur sospesa, ha lasciato il segno…
    ed è arrivata anche questa
    “LAUREA di VOLO” alla Signora Conso…
    con … SUPERLODE,
    data dal non poterne nemmeno conoscere il perché !!!
    E’ ormai una eccezionale curiosità ed innovazione …
    la Signora Conso !!!
    Bellissima giornalista, donna e madre,
    superattiva ed ammirevole per il suo impegno, genialità,
    quantità e qualità artistica.
    E’anche romana…nella pianura padana…
    dove “il diverso” ed anche i “romani”
    sono comunque una risorsa… e non solo per pagare pensioni d’oro,
    e privilegi ai “locali…”
    Se li si lascia entrare ed “abitare”… li si deve poi anche ascoltare
    e… saperci dialogare…
    come con le scritte arabe all’ingresso delle varie feste pd…
    anche se, nei loro paesi, continuano a decapitare…
    ed uccidere le adultere a sassate !!!
    ( qui, quelle che conosco io, sono talmente furbe e tante…
    che non basterebbero tutti i sassi arabi e delle nostre cave comprese…)
    Però, … scherzi a parte…
    bisogna proprio dirlo…
    anche a Roma non scherzano…
    e cacciano persino i centurioni dal colosseo…
    come dire…
    … di non andare al cesso quando ti scappa…
    … e presto cacceranno anche i gondolieri da Venezia …
    proprio perché Veneti….
    Ormai rarissimi…
    Sentendoli parlare fra di loro… “uee…pasquà…vièqqua…”
    Per cui… è proprio vero!
    Chi disprezza compra…
    e chi ti critica…poi ti imita…
    Quegli strani individui chiamati leghisti
    sono ormai diventati a loro insaputa…
    inimitabili e che tutti vogliono imitare…e Tirana docet…
    con, gli addirittura, “simposium sestoliani del PD”
    per studiarne il linguaggio…(… stranieri in casa propria…e c’ero anch’io…)
    E siamo proprio un esempio…!!!
    e che comincino a copiarci… in tutto…Tirana a parte…
    la dice lunga… ma talmente lunga da arrivare fino ai maya…
    che avevano previsto la fine del mondo proprio adesso…
    e…mi sa proprio che siamo arrivati alla fine… del mondo…
    Dove i peccatori sono pregati di pregare…
    la terra sta tremando…
    e Bossi piange dicendo che è tutto un complotto…
    Allora è un complotto anche la Laurea della SuperConso ????
    Per fortuna che l’Università di Tirana…è lontana…
    e per pietà divina…non ne voglio parlare…
    vergognandomi nel sentire ancora un certo bruciore…
    Nemmeno i “ladroni” romani erano andati oltre …
    all’aver messo un cavallo in senato…
    o era una cavalla ???
    e l’albania era solo una colonia…
    Ma, tornando al surreale…dall’iper-reale…
    mi vien di pensare…
    … che ci sia allora… aria di promozione in giro ????
    mmmmmhh…
    Che ci sia una futura candidatura a Sindaco… nascosta…??????
    mmmmmmmmmhh…
    Grandissima…Alessandra…
    unica e fortissima…
    e perché… ???
    Perché… ha superato tutti…,
    in comunicazione e celebrità.
    Se fotografata di fianco al Papa ed Obama…
    la gente si chiede chi siano quei due, così vicino… alla Conso…
    E già me la immagino…
    Finalmente una donna… sassate a parte…
    che da sempre danno dimostrazione di superare in tutti i sensi e modi
    l’arroganza e la prepotenza dilagante, congenita, maschile in tutti i campi…
    campi…come campagna… dove dovrebbero stare…a zappare…
    in molti, mè compreso…
    Ed ora, è anche scientificamente provato:
    ” le donne sono più intelligenti dell’uomo…”
    e lo si vede già da qui, nella nostra castel-city-foto-valley,
    dove abbiamo una Comandante dei Vigili, bravissima…e anche bellissima,
    con una relativa assessora altrettanto in gamba e ballerina… alla Ginger Rogers…
    ci mancava, la Supersindaca … alla Oriana Fallaci…
    bestia indomabile, sempre assetata di curiosità, arte e giustizia…
    e romana…“in gamba”…(e che gamba!!!)
    per tutto l’impegno che HA GIA’DIMOSTRATO
    e non lo sbandiera come promessa futura…
    Lei fà… e corre…
    E dispiace il suo dispiacere…
    Dispiace vedere una persona che sa fare e dimostra di fare…
    messa da parte, pensando che lei sia…
    l’ennesima occasione persa per la nostra comunità.
    L’avrei vista benissimo come addetta stampa del Comune,
    via internet, facebook, twiter, mail e anche sui manifesti e sui “giornalini”…
    dove forse e finalmente non avrebbe concesso di iniziare qualsiasi discorso…
    parlando di Bossi e Berlusconi…
    fino a far rima con che due co……
    si vede sempre che gli argomenti propri…di quei relatori…
    sono sempre pochi…, basta leggere i comunicati del pd…
    autentici bollettini medici sulla salute del bossi e del berlusca…dettagliatissimi….fino all’ultima riga…
    per accorgersi poi che lo spazio per dire qualcosa di sinistra è sinistramente finito…
    E ringrazio anche suo marito per averLa portata qua…
    In… Padania…
    Quella bellissima Biancaneve…al cui cospetto…
    mi “infilerei” (politicamente) volentieri fra i suoi nani…

    Post Scriptum ( latino )
    …scritto dopo, o riflessione (in italiano)
    … in arabo non lo so…sul cimone ci andavo a sciare….

    E dopo aver caparbiamente creato “la carbonara”…
    ed insegnato a tanti cos’è “la comunicazione”
    Consiglio vivamente, alla Signora Consolazione,
    di creare una lista civica …col suo nuovo soprannome…
    ”BIANCANEVE fra i suoi nani”
    Ultranoto nome di candore e ostinazione…
    sempre in rima col suo cognome…

    mmh….che strano…
    mi sembra di avere già visto una cosa del genere…
    tantissimi anni fa… quando in tv…
    anche allora in un bell’effetto neve…
    apparve un biscione con un 5…
    e tutti subito si prodigarono con simposium e raccolta firme…
    per chiuderlo, denunciarlo e criticarlo…
    …e da allora…si deduce…lasciando in pace il duce…
    Che la storia non insegna…proprio un bel niente…
    E mi auguro solo che…
    in Senato tornino i senatori…
    i cavalli riposino nelle stalle…
    ed i nani restino nelle fiabe…
    e buona notte ai sognatori….
    clik… (manuale)
    (…senza orologi astronomici…che volutamente, alla mingardi,
    lassscio perdere… )

    cordialmente, Luigi Luppi.

  7. 1 settembre 2012 at 13:12

    Ricevuta in data 27/8/2012 la risposta del sindaco alla mia richiesta di accesso agli atti (prot. 1954/2012) depositata il 25/6/2012:

    Gentile sig.ra Consolazione,
    a seguito di Sua istanza prot. 1954/2012 in cui si richiede accesso agli atti emanati dall’Amministrazione Comunale relativi all’affidamento dell’incarico di assistenza legale dell’Avv. ******, con la presente sono ad informarla che stante l’urgente necessità di tutelare la dignità dell’ente e personale degli amministratori lese dall’articolo per quanto consta, diffamatorio, comparso sul blog La Carbonara in data 13/06/2012, e l’imprevedibilità dell’evento stesso, non si è dato corso, secondo l’ordinaria amministrazione, alle normali procedure di conferimento del mandato.
    Si tenga conto, sul punto, che consolidata giurisprudenza lascia aperta all’Amministrazione la possibilità di ricorrere ad incarichi esterni in presenza di necessità straordinarie escludendo l’esistenza di un generale divieto di utilizzare un modulo negoziale “atipico”. Principio, questo, ancor più rafforzato dall’insussistenza di un pregiudizio patrimoniale per la Amministrazione che mi pregio di rappresentare, stante la piena assunzione, nella fattispecie, di tutti gli oneri della prestazione professionale relativa all’avvenuto espletamento dell’incarico commissionato all’avvocato ******, a carico personale del sottoscritto e dell’assessore Massimiliano Vigarani.
    Non è pertanto possibile esaudire la Sua richiesta, non sussistendo alcun procedimento amministrativo di incarico proprio dell’amministrazione comunale a cui accedere.
    Distinti Saluti
    IL SINDACO
    Avv. Stefano Reggianini

    Ringraziando per la risposta, mi hanno però colpita questi passaggi: “Stante l’urgente necessità di tutelare la dignità dell’ente… l’imprevidibilità dell’evento… necessità straordinarie…”, soprattutto in relazione al periodo in cui si è svolta l’incresciosa vicenda (inchiesta della Procura sui lavori pubblici, l’arresto del caposettore dei lavori pubblici, l’imprevedibile cedimento degli edifici pubblici…). Dunque, il sindaco e l’assessore avrebbero pagato di tasca propria un avvocato (così mi sembra di capire dalla risposta), senza conferire alcun mandato scritto, pur agendo per conto e nome dell’amministrazione comunale (come si legge nel testo della diffida che però non mi è ancora stato consentito di rendere pubblico) per scrivere tre-pagine-tre di diffida alla sottoscritta, perché l’articolo, a loro dire, ledeva la dignità dell’ente, nel dar voce agli sfollati di Castelfranco, cittadini castelfranchesi in difficoltà che potevano semplicemente essere smentiti (in quanto ritenuti bugiardi) dal contraddittorio offerto.

    Ancora nessuna risposta, invece, alla mia seconda richiesta, sempre del 25/6/2012, prot. 19551, in cui al sindaco e all’assessore chiedevo l’autorizzazione a pubblicare il testo integrale della diffida ricevuta (tre-pagine-tre), per quella pluralità di informazione (un mio dovere verso i lettori) alla quale l’amministrazione comunale stessa, tramite avvocato, ha con solerzia richiamato la sottoscritta.

    Ma anche le non risposte sono risposte…
    Alessandra Consolazione

  8. Bastiano
    2 settembre 2012 at 16:11

    cosa dire, questi pensano ancora di vivere nella vecchia unione sovietica ed avendo una grossisima coda di paglia ricorrono a questi mezzucci per nascondere la verità e soprattutto per mettere il bastone tra le route ad un blog che secondo me spesso da “fastidio” a lor signori.

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