E’ successo questa mattina (14/6/2012) a Castelfranco Emilia: dieci metri di cornicione sono crollati dal tetto della scuola di Via Magenta. Una scuola dichiarata “agibile”, dunque “senza rischi”.
Dieci metri di cornicione, parte di un manufatto piuttosto pesante che, cadendo dall’altezza da cui è caduto, circa otto metri, in tempi diversi avrebbe potuto scrivere una pagina tragica, vista la coincidenza con la zona di accesso/uscita della scuola.
E il terremoto non c’entra, trattandosi di guarnizione senza alcuna funzione portante: questo crollo evidenzierebbe invece una certa trascuranza delle manutenzioni, nonché dei controlli fino ad ora effettuati, perché quella scuola era stata dichiarata “agibile”, “senza rischi”.










ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
A distanza di ormai cinque giorni dall’accaduto sarei più propenso a ritenere che la parte sensazionalistica non sia la notizia in sé – cioè la caduta del cornicione – quanto la refrattarietà dei cittadini e lettori, in molti casi anche genitori. In altri termini con la caduta del cornicione è arrivata anche quella delle braccia (e altri parti anatomiche) per la pochezza della cittadinanza che nulla ha fatto e ancor meno ha avuto il coraggio di scrivere. Eppure in questa comunità cittadina parrebbero esistere Comitati, Associazioni genitori etc. ma evidentemete sono finte (o forse anche codarde) capaci di occuparsi e preoccuparsi solo di questioni da poco e di questioni per le quali anche se non trovano soluzioni poco importa; e gli esempi che potrebbero farsi sono innumerevoli.
Paolo M. Bianco
Purtroppo è così, Castelfranco E. è sempre stato un paese diverso da quelli confinanti, senza cuore e senza orgoglio, un paese dormitorio senza un centro dove poter passeggiare, incontrarsi, discutere, proporre, cambiare.
Hanno approffittato di questo gli amministratori, non abituati al confronto e convinti di essere intoccabili: appena un cittadino protesta si fa di tutto per zittirlo facendolo passare per l’unico dissidente o mandandogli una diffida per zittirlo. Hanno paura del pensiero diverso, per loro esiste solo il pensiero unico e in questo sono aiutati da un’opposizione inesistente(vedi la vergogna dell’esenzione dei cittadini terremotati di Castelfranco E. dai ticket sanitari e dall’Imu: tutto tace).
Propongo alla giornalista di questo blog di farne un luogo di incontro per passare dalla semplice protesta scritta a qualcosa che possa cambiare questo strano paese: non so esattamente come, però sarebbe il caso di cominciare a pensarci.
Buongiorno Mario ,condivido in pieno le sue parole,ma scusi se mi permetto una piccola osservazione:si firmi anche con il suo cognome.Francesca Famigli