L’argomento ci sta molto a cuore… infatti Savignano è stato tra i primi Comuni (esattamente il 4°) che ha votato un ordine del giorno a sostegno della legge regionale di iniziativa popolare che migliorerebbe di molto la gestione dei rifiuti in Emilia Romagna. Per completezza dell’informazione va detto che anche Vignola ha supportato con un ordine del giorno la stessa proposta.
La proposta di legge sostiene il porta a porta come metodo per la riduzione dei rifiuti, oltre a una gestione che separi la raccolta dallo smaltimento (perché chi smaltisce non ha interesse a ridurre il quantitativo raccolto, anzi…); inoltre, propone la “tariffa puntuale” e la leva fiscale per incentivare le politiche più virtuose.
Il PD ne ha parlato con i suoi vertici regionali in una pubblica assemblea organizzata da Modena Attiva e noi non potevamo mancare: vi racconto come è andata (ovviamente questa è la mia versione, siamo in un paese democratico).
Al tavolo: l’On. Bratti del PD, Silingardi di Modena Attiva, Balzani Sindaco di Forlì, Bellini Assessore di Forlì.
Silingardi apre con un bel discorso che condivido appieno. Ricorda che l’Europa chiede di portare vicino allo zero i rifiuti facendo il recupero dei materiali per arrivare a portare in discarica e all’incenerimento solo una parte veramente residuale. In Emilia Romagna siamo ai massimi, come rifiuto procapite, con un trend in crescita. La Lombardia, che ha spinto di più sul sistema porta a porta, ha un rifiuto totale pro capite nettamente più basso, un riciclo molto più alto e un costo pro capite più basso. Spiega che in Emilia Romagna abbiamo una potenzialità di incenerimento che, se rispettassimo i parametri di legge, sui temi della riduzione dei rifiuti totali e percentuale di riciclo, sarebbe ben al di sopra del necessario. Propone per cui una moratoria che fermi e riduca la capacità inceneritoria.
Dopo Silingardi parla il Sindaco Balzani: ho ritenuto interessante trascrivere per intero il suo intervento, perché e a mio avviso ne valeva la pena (lo troverete in coda all’articolo).
Segue l’Assessore di Forlì Bellini che spiega le ragioni tecniche che stanno dietro alla proposta di legge e l’On. Bratti che avrebbe dovuto portare il “verbo ufficiale” del PD… A mio parere ha invece aperto una serie infinita di ragionamenti che hanno fatto perdere il filo del discorso (mi sembra che sia tipico dei politici “navigati”). Il tema principale è stato che in Emilia Romagna abbiamo lavorato meglio di altre regioni e porta i confronti con Sicilia, Calabria, Puglia e Napoli.
Segue Vaccari, che più o meno rimane sullo stesso argomento del “siamo molto bravi”. Parla poi l’Assessore provinciale di Reggio Emilia Tutino che racconta l’esperienza di Reggio dove si è scelto di abbandonare l’incenerimento a fronte di un impianto di separazione e riciclo dei rifiuti e contestualmente si è iniziato ad allargare il porta a porta. Fa anche un discorso molto “diretto” dicendo in pratica che “i cittadini si aspettano un cambiamento che se non facciamo noi farà qualcun altro, come sta già succedendo da alcune parti“. Lamenta che nelle multiutility ci sono troppi ex amministratori che rendono difficile ai nuovi amministratori l’iniziare nuove scelte.
Segue un intervento di Belosi, promotore della proposta di legge, per spiegarne i contenuti, e di Bonaccini (segretario del PD Emilia Romagna), che dichiara di voler supportare la proposta, ma anche di volerne discuterne alcuni punti sui quali ha delle perplessità. Il discorso è però stato principalmente imperniato nello spiegare che Grillo avrà i suoi problemi a gestire Parma e che al contrario noi abbiamo dimostrato di saper gestire i problemi e di essere in pratica molto bravi rispetto ad altre regioni.
Tralascio per brevità gli altri interventi, alcuni provenienti da rappresentanti di associazioni e altri da singoli cittadini.
Tralascio i borbottii del pubblico (avevo di fianco una signora che si lamentava ogni volta che sentiva dire “siamo bravi”).
Il pubblico non mi è sembrato apprezzare le risposte dei vertici del PD: questo disaccordo lo si è capito anche dall’intensità degli applausi, molto diversa nei diversi interventi. Del resto la platea era politicamente eterogenea e molti non erano sicuramente del PD.
Riassumo dicendo che la risposta dei vertici del PD alle sollecitazioni e alle proposte serie e articolate arrivate dai propri esponenti (Sindaci, Assessori o da correnti interne come Modena Attiva), è stata: “in fondo c’è di peggio e noi siamo bravi”, ma non ho sentito un impegno a supportare progetti che cambino una situazione sicuramente molto migliorabile.
Penso che questo sia il miglior modo per continuare a deludere i Cittadini e continuare a perdere consensi.
P.S. Forse non è corretto che chi non si riconosca più nel PD critichi le loro riunioni…
Scusatemi, ma non ho potuto farne a meno.
Maurizio Tedeschi – Lista dei Cittadini Insieme per Savignano
Di seguito, l’intervento del Sindaco di Forlì Balzani nell’assemblea del 16/06/2012: in queste parole ho ritrovato i concetti che proponiamo anche noi. Da sempre:
La constatazione è che noi ci muoviamo nei confronti dei nostri cittadini come Dott. Jeckyll e Mr. Hyde.
Cioè noi siamo da un lato il Dott. Jeckyll perché promettiamo ai nostri cittadini in campagna elettorale una politica ambientale consapevole, civile, rivolta al risparmio del rifiuto, ecc, ecc…, e poi Mr. Hyde perché come sappiamo tutti, per sopravvivere oggi i Comuni hanno bisogno di consumare territorio, e quindi oneri di urbanizzazione, le province hanno bisogno di immatricolare delle macchine, le regioni hanno bisogno di mettere le accise sulla benzina, e allora finché esiste questa divaricazione noi non saremo credibili e una forza politica o forze politiche che hanno intenzione di dire la verità ai cittadini devono incominciare a far coincidere quello che è l’obbiettivo delle politiche che predicano con degli strumenti, che naturalmente saranno tendenziali, nessuno pensa a una rivoluzione domani mattina, ma degli strumenti dall’altra parte, di origine fiscale eccezionale, che riescano a renderle possibili, non raccontare delle balle. Questo era il primo ragionamento.
Il secondo ragionamento è stato suggerito dalla constatazione di una enorme asimmetria di poteri e di informazione. Le strutture che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti, sono ovviamente grandi aziende di dimensioni, ormai possiamo dirlo, pienamente capitalistica, che si muovono nella logica del puro capitalismo internazionale e i piccoli Comuni o i medi Comuni hanno spesso enormi difficoltà a trovare delle interlocuzioni di carattere tecnico.
Sono state decurtate nel corso degli anni dalle politiche di risparmi del personale, pletore di persone e di tecnici che erano in grado di misurare di confrontarsi su queste cose e i migliori tecnici delle municipalizzate sono andati a finire nelle “aziendone”. Quindi di conseguenza c’è una sorta di gioco, che è un gioco assolutamente truccato, nel quale è difficilissimo riuscire a trovare un punto medio tra quelle che sono le esigenze del territorio da un lato, e dall’altra parte le esigenze della parte aziendale. Possiamo così dire che, come diceva giustamente Paolo, avendo puntato, io credo correttamente in una fase che io condivido pienamente, sull’incenerimento, la fase dell’incenerimento è stata perseguita in maniera molto coerente; ma sappiamo tutti che l’incenerimento ha bisogno di mangime per inceneritori e che quindi noi seguendo quella strada finiremo solo per produrne di più del materiale e non di meno. E’ inutile che ce lo nascondiamo perché per fare andare quelle macchine, quegli impianti, ci vuole un sacco di roba da mandare a dargli da mangiare e tutta
questa cosa, del risparmio, del riciclo, rimane una cosa abbastanza tendenziale e retorica, ma non sostanziale, mentre quello che ci chiedono i cittadini e delle sane politiche ambientali è proprio quello di non produrre rifiuto, cioè di cominciare da processi di risparmio radicale del rifiuto. E’ chiaro che se io riempio le città di cassonetti dove la gente può mettere tutto, ogni strada gliene metto tre, i miei cittadini non faranno altro che produrre rifiuti, saranno incentivanti a produrre rifiuti; è chiaro che questa dinamica ha qualcosa con se dei processi che conosciamo.
Quando ho cominciato a parlare nella campagna elettorale di raccolta porta a porta mi ricordo che incontrai il mio vecchio professore dell’Istituto Universitario Europeo con cui ho studiato storia economica che veniva dal “Guttemberg” e che mi chiese “ma su cosa verte la tua campagna elettorale?”, eravamo nel 2009.
“Noi vogliamo fare la differenziata spinta”. Lui si mise a ridere e disse “ma questa è una cosa che nel Guttemberg abbiamo discusso nei Comuni 20 anni fa ed è stata l’origine delle battaglie elettorali negli inizi degli anni 90, ma di che cosa state parlando…”.
Questa cosa mi ha fatto venire in mente che tutto sommato dei modelli misti, perché di questo si tratta, nei quali l’incenerimento abbia una sua quota, ma che sia compatibile con altri processi, di cui poi diremo, sia non solo possibile, ma sia anche il modello vincente di una parte importante del continente europeo e che quindi, se vogliamo andare in quella direzione, dobbiamo in qualche modo metterci su questa strada. Devo dire che questo elemento, cioè quello della raccolta rifiuto e del riutilizzo e riciclo del rifiuto ha quindi alcuni aspetti importanti, secondo noi, al di là degli aspetti meramente tecnici:
1) consente alla comunità locale di recuperare il protagonismo politico, cosa che in questo momento non ha, dal momento in cui si affida alla logica dell’incenerimento così come è.
2) riesce a creare delle forme di civismo nuovo che è un altro aspetto che a noi sta particolarmente a cuore, visto e considerato che i meccanismi di partecipazione tradizionale sono quasi tutti saltati e che noi abbiamo bisogno fortemente, viceversa, di collegare i cittadini a delle altre forme.
3) nel momento in cui si riuscisse davvero a creare una forma di raccolta svincolata dall’incenerimento e una industria del riciclo sedimentata sul territorio anche a creare intorno a questa materia un vero e proprio circuito parallelo dello sviluppo economico che non sia in qualche modo tolto dal territorio, ma che abbia e che possa avere, delle ricadute positive anche sul territorio o su un insieme di territori purché naturalmente sia chiara la funzione che ciascuno ha dentro questo processo.
Ecco io mi fermo qui, non voglio aggiungere altro, dico semplicemente che secondo me questa è una di quelle occasioni, ma almeno l’abbiamo pensata così, per riuscire a ricomporre la frattura tra eletti ed elettori e per ridare alle parole della politica, quelle che spendiamo in campagna elettorale, a tentare di dare alle parole della politica, un contenuto conseguente, lascio la parola all’Ing. Bellini… applausi








ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
Odg approvato anche a Monteveglio…http://www.comune.monteveglio.bo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1766%3An-71-del-30112011&catid=183%3Aanno-2011&Itemid=387
Chiedo scusa a Tamara (Monteveglio) come a tutti gli altri Comuni che ho dimenticato di citare.
Natale Belosi nel suo intervento per spiegare l’iter della proposta di legge ha evidenziato che è già stata votata da un numero equivalente a oltre 900.000 cittadini (cioè votata dai loro rappresentanti).
Tra i sostenitori se non sbaglio anche la Provincia di Reggio Emilia. La proposta a oggi deve ancora essere calendarizzata in Consiglio Regionale, speriamo che qualcosa si muova…
Bellissimo articolo,complimenti! Un filo di speranza che, forse, qualcosa prima o poi cambierà anche nell’amministrazione di Castelfranco E., specializzata nell’autocelebrarsi e del “siamo molto bravi” e incapace di confrontarsi democraticamente con i suoi cittadini: alla prima critica pubblica, ti raggiunge a casa una raccomandata di uno studio legale che ti impedisce di parlare(naturalmente pagato da tutti i cittadini), ti obbliga a pagare personalmente un avvocato per difenderti, raggiungendo l’obiettivo (per fortuna solo temporaneo) di zittirti. Senza riuscire a capire che in questo modo si sta suicidando da sola.