Piumazzo e Manzolino: a scuola nei containers

11 luglio 2012
di

Scuola Tassoni @ La Carbonara Blog

Castelfranco Emilia, venerdì 22 giugno 2012. Ore 19. Sala del Consiglio. Aria condizionata al primo piano. Caldo torrido al secondo piano, dov’è la Sala del Consiglio e dove, questa sera, sono convocate due commissioni congiunte: “Affari istituzionali e organizzazione” e “Politiche del territorio e degli interventi tecnici”. Il tema è: “aggiornamento circa l’esito delle verifiche eseguite dai valutatori della protezione civile secondo le schede Aedes iniziate domenica 17 giugno ed ancora in itinere”. Pubblico numeroso e interessato: alcuni sfollati di Piumazzo e “delle Guinizelli”, una giornalista (io), un consigliere provinciale, genitori (soprattutto mamme), nessun addetto stampa del Comune a riportare “qualsivoglia considerazione positiva sull’operato dell’amministrazione comunale…”, sedie insufficienti, ventagli a go-go, tant’è che ad un certo punto uno spettatore che da tempo non si vedeva in questa sala, tornato oggi per l’occasione, sbotta: “parlano piano, si muore di caldo… così la gente si stufa e se ne va…”.

La commissione è aperta al pubblico (che però non può parlare), ma può ascoltare, tendendo bene le orecchie perché in effetti “parlano piano” e, chiudendo le finestre per sentire meglio, si soffoca ancora di più dal caldo… Ma noi “resistiamo”. Molti genitori, invece, lasciano la sala prima della conclusione, ma ce n’è uno che rimane fino alla fine e ascolta parola per parola con molta attenzione: è Paolo Bianco, papà di due bambini che frequentano le scuole “Guinizelli” e ingegnere, doppiamente interessato, quindi, a quanto si dice in questa calda serata.

Al tavolo, due tecnici: l’ing. Caretta del settore Lavori Pubblici e il geom. Masetti del settore Urbanistica.

Scuola Tassoni @ La Carbonara Blog

Si parla della situazione degli edifici scolastici all’indomani degli eventi sismici che hanno interessato alcuni paesi della Bassa Padana, lambendo marginalmente anche il nostro paese… ops, città. Viene spiegato che dopo la prima scossa del 20 maggio, le scuole erano state tutte dichiarate agibili ma che, al seguito di quella del 29 maggio, si è dovuto ricominciare daccapo, in fatto di verifiche. Il Sindaco spiega che il settore Protezione Civile fa ora capo al comando unificato di Marzaglia: sappiamo tutti, infatti, che dalla fine del mese di maggio l’Autorità Nazionale della Protezione Civile ha preso il comando del coordinamento presso la sede unificata di Marzaglia, esautorando di fatto le autorità locali (provinciali e comunali).

Il Sindaco afferma che non c’è niente del patrimonio edilizio adeguato all’antisismica, quindi tutto è da rivedere e ripensare, confidando nell’ordinanza n° 2 del 16 giugno 2012 della Protezione Civile, emessa da Errani, affinché consenta al Comune terremotato di Castelfranco Emilia di ricevere contributi economici per il recupero e, di conseguenza, in questo frangente, svincolarsi dagli obblighi del Patto di Stabilità per fare nuovi investimenti, anche se, come ha detto il sindaco, “cercheremo di essere ‘continenti’, cioè di non spendere di più oltre l’emergenza”.

Al 19 giugno 2012 sono giunte 461 richieste di verifica (in realtà ridotte a 451, perché alcuni edifici sono accorpati in condomini) ed effettuati 342 controlli: emesse 34 ordinanze per fabbricati uso ex agricolo e abitativo (10 sono risultati inagibili), 27 conferme di agibilità, 24 ordinanze per interventi di messa in sicurezza e sono 39 gli edifici da rivedere da una squadra Aedes (due tecnici della Provincia di Napoli).

Scuola Tassoni @ La Carbonara Blog

Il consigliere Gidari (PDL) sbotta: “allora qualcosa manca dall’inizio… Perché non avete applicato le norme già vigenti dal 2005? Perché ci sono scuole inaugurate da poco, costruite nel 2008, che ora sono inagibili? Che Castelfranco si ‘fregi’ del titolo di Comune terremotato è uno schiaffo…”. E se ne va adirato, senza attendere la risposta, in quanto accusato di essersi avventurato in un percorso politico e quella di oggi non è la sede (non è un consiglio comunale, ma una commissione tecnica). Però il giorno successivo invierà un comunicato stampa (pubblicato anche su questo Blog, con la risposta dell’amministrazione comunale: leggi articolo e commenti http://www.lacarbonarablog.it/?p=21506).

SITUAZIONE SCUOLE. Inagibili (classificazione “E” nella scheda Aedes): “Girandola”, “Maggiolino”, parte storica delle “Tassoni” di Piumazzo (mentre è agibile la parte nuova e la palestra è stata classificata con la lettera “B”, cioè temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento), “Don Milani” di Manzolino (solo la palestra sarebbe temporaneamente inagibile, lettera “B”, come la palestra di Piumazzo).

Temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento (lettera “B”) per la “Grazia Deledda” di Gaggio (scuola e palestra). Inagibile la palestra di Judo delle scuole Marconi.

Parzialmente inagibili (lettera “C”): scuole verdi (stante il recente crollo del cornicione, perché prima era stata dichiarata agibile) e lo “Spallanzani”.

Per le classificazioni A-B-C sono previsti interventi; possibilità di recupero per le classificazioni E, potendo “promuovere” alla categoria “B” quegli edifici giudicati inagibili, dunque recuperabili, ma solo se ci sarà un’estensione della suddetta ordinanza della Protezione Civile (la normativa attuale però ancora non lo prevede, dunque non sappiamo cosa ne sarà di quegli edifici scolastici inagibili). Per il momento, infatti, sappiamo che alle scuole “Tassoni” di Piumazzo e “Don Milani” di Manzolino resta confermata l’inagibilità, per cui il nuovo anno scolastico inizierà nei containers o prefabbricati (a seconda di come li si vuol chiamare). La Regione Emilia Romagna pubblicherà un bando europeo per la fornitura dei prefabbricati (o containers), mentre le opere di urbanizzazione (allacciamenti, scelta del sedime, ecc…) saranno a carico e a cura del Comune: per le scuole di Manzolino sarà utilizzato lo spazio vuoto “ex case popolari” di Via G. D’Annunzio. Per quelle di Piumazzo ancora non si sa.

Dunque, riassumendo, interventi “non mastodontici” (così è stato detto) saranno effettuati nelle scuole “Maggiolino”, “Girandola” (nessun problema a livello strutturale qui: la scuola è stata lesionata nelle parti non portanti,) e “Grazia Deledda”, che apriranno regolarmente a settembre, nonché in tutti gli edifici A-B-C; cinque aule dello Spallanzani saranno prestate alle scuole verdi, dove si dovranno fare ulteriori controlli (“sono da verificare tutti i cornicioni… quello che non è caduto, se pericolante, lo faremo cadere noi”); a Manzolino e a Piumazzo, a settembre, si apriranno le scuole delocalizzate in prefabbricati/containers.

Scuola Tassoni @ La Carbonara Blog

E’ stato anche detto che la maggior parte dei problemi riscontrati negli edifici scolastici “sono la conseguenza di scelte architettoniche”.

Riguardo alla situazione degli sfollati a causa del terremoto, alla domanda del consigliere Barbieri (Lega Nord) se le 11 famiglie (51 sfollati) fossero state collocate con piena soddisfazione, il sindaco ha risposto di sì (è stato detto: “tre famiglie hanno trovato una sistemazione autonoma, per tre famiglie stiamo cercando una sistemazione definitiva in questi giorni”). Mentre alla successiva domanda di Barbieri “anche quelli provenienti da edifici privati?”, il sindaco ha risposto sottovoce (non è stato facile sentire) che non era quella la sede per parlarne, almeno così hanno percepito gli sfollati da case private presenti alla commissione di venerdì 22 giugno. Me compresa.

Al termine della commissione, incontriamo l’ing. Bianco per chiedergli un’impressione di ordine tecnico sulla discussione alla quale ha appena assistito con attenzione. Bianco è un ingegnere strutturista, accreditato anche per le rilevazioni Aedes, e ha prestato volontariato – così ci dice – in alcuni Comuni colpiti dal terremoto, tra i quali San Possidonio di Modena: dunque, ha potuto e dovuto toccare con mano gli effetti devastanti prodotti dal sisma abbattutosi sulle nostre zone.

Con un mezzo sorriso, forse più di circostanza, ci risponde che “in certi momenti più che in altri si comprende come mai gli ammessi all’audizione non possano parlare… Peccato”. Questo è il regolamento, gli spieghiamo, convenendo assieme a lui che forse, al di là delle considerazioni personali sulla discussione, ma vista l’importanza dell’argomento, i cittadini avrebbero gradito un’assemblea pubblica, per conoscere sì la situazione post-terremoto nel Comune di Castelfranco, ma anche e soprattutto per partecipare a tutto tondo e avere la possibilità di fare semplici domande e ricevere semplici risposte, come si usa in un paese (ops… città) democratico.

Capiamo, in quel sorriso di circostanza, che quindi l’ing. Bianco avrebbe avuto “qualcosa da dire” e che l’avrebbe voluta dire in quel pubblico consesso dove però ha dovuto prestare solo le orecchie. Perciò gli diamo VOCE noi: “nel contesto delle esposizioni vi sono state imprecisioni a non finire, – afferma l’ingegnere/papà – soprattutto quando si richiamavano norme, tanto che ad un certo punto sembrava una gara a chi la sparasse più grossa. Alle prime battute ho accusato qualche perplessità, ma dopo un po’ la cosa è diventata quasi divertente. Alcuni scambi sono stati addirittura esilaranti e ho faticato a trattenermi. – confessa l’ingegnere –Durante la discussione, che aveva anche una parvenza di filo conduttore, ogni tanto montavano disquisizioni di dettaglio che sviluppate da non tecnico, insomma… Ad un certo punto il consigliere Manfredi ha esternato dubbi e timori sulle problematiche dei capannoni prefabbricati, cui prontamente ha risposto il Sindaco sottolineando che per le nuove costruzioni il problema non si pone più e rendendosi anche disponibile, con l’ausilio di un cestello, a mostrargli come si procede attualmente nell’area in fase di edificazione alla Cavazzona. Una scena simile avrebbe del surreale e sarei disposto a pagare per poterla girare, soprattutto per vedere l’uno che tenta di spiegare e l’altro che tenta di capire.

Il Consigliere Righini, presa la parola, – continua Bianco – ha evidenziato che in ordine alla sismica aveva posto da mesi un’interrogazione circa le verifiche dei fabbricati scolastici, sottintendendo che non fosse mai pervenuta alcuna risposta. Questa volta, però, la risposta le è stata data: è stata “accusata” di portare sfiga. È grave però – ci riferisce l’ingegnere – che dopo la battuta, che poteva anche essere apprezzata, null’altro sia stato detto: il che tecnicamente dice tutto…”.

ordinanza scuole Tassoni @ La Carbonara Blog

Entrando nel tecnico, l’ing. Bianco ci precisa che, per effetto dell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2003 (cfr. art. 2, comma 3), è fatto obbligo ai rispettivi proprietari di procedere alla verifica degli edifici di interesse strategico la cui funzionalità assume rilievo in caso di eventi sismici. Gli edifici di interesse strategico sono stati definiti direttamente dalla Regione che, nella delibera di Giunta n. 1661/2009, fra gli altri, ha inserito le Scuole di ogni ordine e grado, i Centri di formazione professionale e i Servizi educativi per l’infanzia. I termini per le suddette verifiche, inizialmente fissato al 31 dicembre 2010, fu prorogato al 31/12/2011. La domanda della Righini, quindi, pareva e pare più che opportuna e la “sfiga” forse è un’altra: non avere semplici risposte a semplici domande…

“Un altro momento in cui ho fatto fatica a trattenermi – riprende l’ing. Bianco – è stato quando fra discussioni animose su basi tecniche, il Sindaco, con tono solenne, ha tenuto a dire che a seguito di questo terremoto saranno da rivedere e ripensare le idee e gli sviluppi in materia di edilizia scolastica. Poco dopo, le stesse cose, con le stesse parole, le ha ripetute anche l’assessore ai Lavori Pubblici”.

Addentrandosi nuovamente nella materia tecnica, l’ing. Bianco precisa che le norme inerenti le costruzioni sono materia in carico allo Stato e che neppure le Regioni hanno alcuna facoltà al riguardo. “In altri termini, – continua Bianco – da Aosta a Pantelleria si progetta e si realizzano opere con lo stesso riferimento normativo. Ai Comuni, pertanto, non viene chiesto, né è mai stato chiesto, di pensare e ancor meno oggi di ripensare. In materia sismica i Comuni debbono solo far rispettare le norme e rispettarle loro stessi. L’idea che i due si mettano a pensare è di suo grottesco; in più conferma che fino ad oggi della questione forse non se ne sono neppure occupati, quando invece, per effetto di leggi statali a loro sovraordinate, avrebbero dovuto preoccuparsene. E’ bene applicare, non pensare, peggio ancora ripensare…”.

All’ingegnere abbiamo chiesto anche un commento sui dati presentati dai due tecnici dell’amministrazione comunale.

“Innanzitutto non si spiega – asserisce Bianco – come e perché questo Comune voglia considerarsi e farsi considerare un Comune terremotato: autoproclamazione? Perché i numeri direbbero esattamente il contrario… Tralasciando la situazione degli sfollati, resta il fatto che a seguito dell’evento sismico sono pervenute all’amministrazione poco più di 300 richieste di verifica di fabbricati e di essi solo 10 sono risultati inagibili: in altri termini una percentuale tendente allo zero, se rapportata al patrimonio privato complessivo. Nel caso delle Scuole il problema si pone in termini diversi: la percentuale di fabbricati scolastici danneggiati è rilevante, il 30%. E, se si tiene conto che a Castelfranco il terremoto è arrivato piuttosto smorzato, il dato si fa drammatico. D’altro canto, fintanto che si bruciano soldi per parcheggi assurdi (quasi 100.000 euro per le modifiche al parcheggio delle Guinizelli) e non si eseguono le manutenzioni minime (alle Verdi è crollato un cornicione da solo), non ci si può aspettare altro…”.

L’ingegnere ci ha poi espresso dubbi sullo sfollamento disposto dalle case popolari di Piumazzo: “stando a quanto riferito dal Sindaco, – afferma Bianco – subito dopo il sisma tecnici propri di Acer hanno disposto un sopralluogo e decretato l’inagibilità del fabbricato cui con immediatezza il Comune ha dato seguito emettendo specifiche ordinanze di sgombero. La procedura non torna: solitamente chi interviene in modo speditivo (come potrebbero essere intervenuti i tecnici di Acer) conferma l’agibilità, ovvero indica la necessità di un sopralluogo ai verificatori Aedes cui spetta di decretare l’agilità, eventualmente con le prescrizioni del caso, ovvero l’inagibilità. Tali schede, presentate alla Regione, arrivano per via telematica per quel che concerne il risultato del sopralluogo, in modo che i Comuni possano provvedere alle Ordinanze del caso. Nel caso in questione, da quanto ne sappiamo, nessuna rilevazione Aedes è stata ancora effettuata e gli occupanti sono stati comunque sfollati: ed è già trascorso un mese”.

Silvia Santunione © La Carbonara Blog

Anche il capogruppo della lista civica “Frazioni e Castelfranco”, Silvia Santunione, ha qualche perplessità, che semplicemente esprime in una semplice domanda posta con l’intento e la volontà di fare chiarezza sulla situazione: quali sono le ragioni per cui Castelfranco è stato dichiarato Comune terremotato?

Per ottenere risposta a questa domanda, la lista ha presentato ieri una specifica interrogazione, urgente.

“Nell’immediatezza dei recenti e drammatici eventi sismici, noi come tanti altri ci siamo attivati ed impegnati per aiutare a fronteggiare l’emergenza che si era creata, soprattutto nelle zone più colpite dal terremoto. – spiega Silvia Santunione – Ora è passato circa un mese dal primo evento sismico, continuiamo a dare il nostro contributo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, ma vogliamo però anche capire come mai il Comune di Castelfranco Emilia sia stato inserito nell’elenco dei comuni danneggiati dal terremoto, dove figurano anche, solo per fare qualche esempio, Medolla, Novi, Cavezzo, San Felice, San Prospero, Finale….

Noi non crediamo di poterci assolutamente ritenere popolazioni colpite dal terremoto al pari di quelle che stiamo aiutando da un mese a questa parte con i nostri volontari, i nostri mezzi ma soprattutto e in primo luogo grazie alla grande partecipazione e alle generose offerte di tutte le persone che hanno sostenuto la nostra iniziativa di raccolta beni, eppure godiamo degli stessi benefici (sospensione degli adempimenti fiscali, esenzione dai ticket sanitari..)

Castelfranco Emilia è stato infatti inserito nell’elenco dei Comuni colpiti già dal primo terremoto del 20 maggio 2012 (elenco allegato al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 1 giugno 2012 – precisa la Santunione – “Sospensione, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti colpiti dal sisma del 20 maggio 2012, verificatosi nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova, Rovigo”).

Perché?

Riteniamo che sia interesse dei cittadini avere una risposta a questa domanda.

Inoltre, – conclude la Santunione – In commissione il Sindaco ha comunicato che nel nostro comune diversi edifici scolastici (per la precisione otto) hanno subito danni a causa del terremoto e che alcuni sono pure del tutto inagibili (in particolare le scuole elementari di Piumazzo e Manzolino che risulterebbero le più gravemente danneggiate e per le quali, ha comunicato sempre il Sindaco, per il prossimo anno scolastico si predisporranno dei prefabbricati).

In base ai dati forniti dall’amministrazione comunale, i danni agli edifici scolastici sono stati conseguenza del sisma del 29 maggio (tant’è che, dopo la prima scossa del 20 maggio, tutti gli edifici scolastici del territorio di Castelfranco erano stati riaperti), eppure Castelfranco risultava tra i comuni danneggiati già dal sisma del 20 maggio.

Per quale motivo?

Tutte queste nostre considerazioni così come la nostra volontà di fare chiarezza sono al netto della situazione di quelle persone che vivono, anche a Castelfranco, un disagio a seguito del sisma e per quali, proprio per tale loro disagio, occorre senza dubbio l’accesso a tutti i benefici e le possibilità consentiti dalle norme e disposizioni adottate per fronteggiare l’emergenza sisma”.

In conclusione, visto il futuro incerto della scuola “Tassoni” di Piumazzo, per la quale ad oggi resta confermata l’inagibilità (in attesa di ulteriori verifiche e cambiamenti normativi, ma con l’unica certezza che a settembre l’anno scolastico si aprirà nei containers), ci piace ricordare un estratto da un articolo pubblicato due anni fa su questo Blog:

PROGETTO

17/3/2010. La novità della serata è stata la presentazione di un progetto per un nuovo polo scolastico a Piumazzo: una proposta concreta e di contrasto ad una decisione “già presa” dall’amministrazione comunale. “Visto che veniamo spesso accusati di essere poco propositivi, – ha detto Silvia Santunione – stasera vi illustriamo il progetto di un nuovo polo scolastico a Piumazzo. Il 25 gennaio scorso, nel corso di una riunione all’Arci organizzata dall’amministrazione, l’assessore Vigarani, tra le contestazioni del pubblico, senza aver sentito prima il parere dei cittadini, presenta un progetto di ampliamento e ristrutturazione della scuola Tassoni già fatto. L’amministrazione è venuta semplicemente ad illustrare un qualcosa di già deciso. E la possibilità di poter realizzare un nuovo plesso scolastico non è stata mai valutata. I lavori erano già stati assegnati, con trattativa privata, e avviati entro la prima settimana di febbraio 2010. – ha continuato la Santunione – Noi, il 27 agosto 2009, per essere informati sul progetto, abbiamo richiesto la documentazione relativa: nessuno ci ha risposto. Il 26 ottobre 2009 abbiamo rinnovato la richiesta. La documentazione ci viene consegnata a fatica solo dopo la commissione del 3 dicembre e dopo un mese è stato presentato il progetto esecutivo. Questo è stato il modo in cui l’amministrazione ha coinvolto la gente. Il fatto di procedere con un ampliamento e ristrutturazione dell’attuale scuola elementare va certamente a limitare qualsiasi altro investimento per una scuola media a Piumazzo nei prossimi 30 o 40 anni, vista l’entità dell’intervento, nonostante – parole dell’assessore Vigarani – tra 10 anni la frazione di Piumazzo potrebbe arrivare a 7.000 abitanti: ma questo non basta a pensare di realizzare una scuola media qui”.

PROGETTO

Vignali e Fagnini, i geometri incaricati dalla lista civica, hanno invece studiato un progetto di massima per l’ipotesi di una nuova scuola a Piumazzo, “completa” ma soprattutto “nuova”. “Quello che non è stato fatto dal Comune”, ha esordito il geometra Fagnini, illustrando l’alternativa su richiesta della lista. “L’intervento è stato pensato superando gli standard minimi richiesti dalla vecchia normativa del 1975, utilizzando quindi quelli massimi, in previsione di potervi includere tra qualche anno anche una scuola media. – ha spiegato Fagnini – La prima innovazione sta in un grande parcheggio che, senza attraversare alcuna infrastruttura, porta direttamente all’ingresso della scuola. L’edificio si sviluppa su due piani, diviso in tre sezioni, per un totale di 15 aule di 48 mq ognuna (la normativa ne prevede 45), una palestra di 638 mq (quando per una scuola elementare sarebbero richiesti 300), 6 laboratori, 3 spogliatoi, una sala mensa di 286 mq, più 52 mq di cucina scaldavivande e ulteriori 20 mq per una dispensa (quando la normativa prevede 262 mq per cucina e accessori), una biblioteca, 33 bagni, una stanza con solo dei lavabi, un’aula professori di 22 mq, 3 vani scale (ne abbiamo aggiunti due), un ascensore per disabili. – continua il geometra Fagnini, entrando nei particolari con l’ausilio di alcune slides – Al pianterreno dell’edificio sono previste 6 aule per tre cicli scolastici di prima e seconda elementare, con annessi 3 laboratori (la normativa ne prevede uno), più 11 servizi igienici (5 per i maschi, 5 per le femmine e uno per i disabili), contro i 6 previsti dalla normativa. Sempre al piano terra si trova un’aula insegnanti e una mensa progettata per due turni di pranzo comprensiva di una zona adibita a piccola cucina. La centrale termica si trova sul retro, distaccata dall’edificio. Dall’ingresso della scuola si può accedere direttamente alla palestra, pensata in queste dimensioni (il doppio), in quanto potrebbe essere utilizzata anche per fini non scolastici, ma soprattutto in previsione, magari tra 5 anni, di includervi la scuola media. Al primo piano si trovano altre 9 aule, per i restanti tre cicli di terza, quarta e quinta elementare, 3 laboratori, una biblioteca e i servizi igienici, raddoppiati rispetto agli standard, per aumentare il corpo della scuola”.

PROGETTO

L’area dove potrebbe sorgere la nuova scuola è stata individuata in uno dei tre ambiti POC in cui sono previste infrastrutture pubbliche e cioè in una zona centrale del paese, di 30.000 mq, situata tra Via Armellini e Via Rismondo in fondo a Via XXV Aprile.

Per quanto riguarda i costi, il geometra Fagnini ha presentato due diversi computi: uno in base al costo dell’edificio secondo standard minimi per 3.800.000 euro (1.300 euro al mq) e un altro (riferito al progetto presentato nella serata) utilizzando gli standard massimi per 4.500.000 euro.

Ma dove reperire le risorse? “Considerando i 706.000 euro stanziati dall’amministrazione per l’ampliamento della scuola Tassoni, – ha spiegato il geometra Vignali – più circa 2.000.000 di euro per la messa a norma e adeguamento sismico della vecchia scuola, più il contributo del 33% alla scuola media di San Cesario (800.000 euro), siamo già a 3.500.000 di euro… E il restante milione potrebbe arrivare dagli oneri di urbanizzazione, cedendo l’area della vecchia scuola Tassoni. Le risorse ci sarebbero”. E si risparmierebbe anche il costo del trasporto scolastico (circa 200.000 euro all’anno a carico delle famiglie e 100.000 euro all’anno a carico del Comune).

Avere un polo scolastico adesso, a Piumazzo, sarebbe una porta aperta per poter avere, tra cinque anni, anche una scuola media. – è stato precisato – Questo progetto consentirebbe di valutare la possibilità di portare la scuola media qui, in considerazione del fatto che 142 ragazzi piumazzesi frequentano la scuola media di San Cesario e sono in numero maggiore rispetto a quelli di San Cesario (dato fornito dall’assessore Vigarani). E si risolverebbe anche il problema di avere un grande parcheggio in centro, che non è poco”.

Andare a ristrutturare una scuola vecchia, significa mettere le mani su qualcosa di vecchio. E siamo poi così sicuri sui lavori di adeguamento alla normativa sismica? Quanto dureranno? Ci hanno detto un anno e oltre… con i bambini all’interno della scuola… – ha sottolineato la Santunione – L’edificio della scuola Tassoni potrebbe invece essere utilizzato per una serie di servizi che a Piumazzo mancano, tipo una biblioteca, una sala civica, uffici comunali distaccati… Siamo una frazione di 5.000 abitanti con una previsione di aumento di ulteriori 2.000 tra 10 anni (dato fornito sempre dall’assessore Vigarani)”.

Il progetto per un nuovo polo scolastico a Piumazzo sarà al più presto recapitato all’amministrazione comunale.

(Estratto dall’articolo “Il primo anno della lista civica”, pubblicato il 26/3/2010: http://www.lacarbonarablog.it/?p=3769)

Alessandra Consolazione

Interrogazione della lista civica “Frazioni e Castelfranco” presentata il 25/6/2012:

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38 risposte a Piumazzo e Manzolino: a scuola nei containers

  1. Cinzia
    27 giugno 2012 at 18:55

    Grazie per questo meraviglioso articolo chiarificatore!
    Grazie all’Ing. Bianco che ha dato delucidazioni che in due anni di scuola mai nessuno in amministrazione era stato in grado di dare!
    Chiedo ad Alessandra di potermi mettere in contatto con lui, in quanto, almeno fino a settembre, ricoprirò il ruolo di Presidente del Comitato Genitori delle Tassoni di Piumazzo, e gradirei poter chiarire alcuni punti con lui e magari inviare corretta informazione ai genitori quanto prima.
    nel frattempo allego articolo al gruppo di contatti che ho, sarà comunque costruttivo per chi legge.
    Grazie ancora!
    E ancora VERGOGNA!
    Cinzia

  2. Cinzia
    27 giugno 2012 at 19:02

    Altre due domande che porrei volentieri all’assessore Ll.Pp. Vigarani ed al sindaco: DOV’E’ FINITO L’ARCHITETTO RISPOLI??? PER QUANTO TEMPO DOVREMO FARCI CARICO DI DUE STIPENDI DA DIRIGENTE LL.PP????
    Tanto so che non risponderanno se non per dirmi con lieve arroganza che non è una cosa che mi riguarda, e che ci sono le indagini in corso…
    Non è una risposta adeguata! trovatene un’altra, grazie.
    Cinzia Veronesi

  3. Meris Ori
    27 giugno 2012 at 22:49

    Scusa Cinzia se mi permetto di allegarti un pezzo di articolo che testimonia la distanza esistente tra quello che l’amministrazione comunale dice e quello che invece arrogantemente fa.

    18/8/2010, Festa del Pd, Villa Sorra.
    Intervista di Alessandra Consolazione, direttore responsabile del nostro blog, al Sindaco Stefano Reggianini.

    “…Quindi dove concretamente l’amministrazione pensa di intervenire?
    Non abbiamo ancora fatto delle scelte perché prima vogliamo i numeri fermi, poi ci interrogheremo per capire cosa sia ragionevolmente sostenibile e decideremo convocando assemblee, parleremo con i cittadini, lo chiederemo alla gente. Diremo: ‘questi sono i numeri, dobbiamo provare a far quadrare un cerchio che qualcun altro ci impone di far quadrare, chiedendoci di risparmiare sulla pelle della gente’. E con la gente ci troveremo a dover condividere una programmazione…” (sul blog puoi continuare a finire di leggere).

    Venerdì 22 giugno ero presente anch’io e posso testimoniare che quello che ha scritto Alessandra è completamente vero.
    E’ la terza volta che partecipo ad un consiglio comunale e sono letteralmente basita dalla mancanza di autorevolezza che vi si respira: invito veramente tutti a partecipare almeno una volta all’anno ad un consiglio, è un’esperienza che permette autorevolmente di capire almeno chi non si deve votare.

  4. lino Andreozzi
    28 giugno 2012 at 00:07

    *** e i “nostri” amministratori continuano a deludere. Vorrei però sapere : dopo per chi patteggerà, ovvero voterà, il popolo castelfranchese alla scadenza del mandato dell’attuale giunta. Ha fatto bene? Ha fatto male? I lamenti della cittadinanza sono stati colti o se ne son fatti beffa. Qui il dunque; dopo la delusione anche a dx, e avrei voluto vedere che ci fosse stato bisogno di verifica di fatto, a chi si rivolgerà la gente? Manca una SINISTRA, (non contrabbandata tale) davvero a SINISTRA che guarda a problemi concreti e dunque alla gente? Invito i miei concittadini a guardarsi intorno. Il 2014 arriverà anch’esso e allora bando alle chiacchiere. Buona estate Lino Andreozzi docente collocato a riposo.

    • FB
      27 luglio 2012 at 21:03

      I nostri amministratori deludono? Ma va! E chi possono deludere? Forse solamente alcuni senza coraggio.

      Finalmente è chiaro a tutti: chi rimane deluso evidentemente si sentiva della squadra e vi riponeva fiducia… bel lapsus, nonostante i distinguo di comodo (tanto per fingere di differenziarsi un poco). Ciò vale adire che ci si fidava di loro sul piano cave, l’ansia edificatoria, l’ospedale e su tutto quanto in gestazione od approvato già ben prima delle amministrative passate. Il termine “delusione” è ben esemplificativo! Siete rimasti delusi dalla giunta… come mi dispiace!!!

      Si rimane delusi solo da chi ci si fida, quando si è della partita, altrimenti la delusione sarebbe solo prova di scarsa capacità d’analisi politica. E’ forse così allora?
      Dai, va là, scherzo, ora magari vi daranno qualche ruolo, mancano due anni, fate i bravini, abbiate pazienza! Chi si fida più di Di Pietro… c’è già la fila!

      E’ proprio vero… manca qualcosa, su questo avete ragione, ma manca la sinistra: mancano uomini. A volte pare di vedere solo cioccapiatti, molti in buona fede, il chè è anche peggio.
      Ho speranza, comunque: ho speranza vedendo la gente, c’è tanta gente che non crede più alle pastoie, gente che quando sente cioccare piatti e scodelle capisce che non c’è la minestra dentro, ma solo fregature, parolai della politica, latori di promesse vecchie e stantie come il cucco.

  5. Diego Lunati
    28 giugno 2012 at 16:05

    Premetto che non si tratta del mio campo di attività, ma mi pare esista una contraddizione in quanto esposto o almeno ho un dubbio in tal senso. Lessi velocemente quell’ordinanza del 2003 e mi rimase, forse erroneamente, la convinzione che per l’edilizia esistente non esistesse alcun obbligo di adeguamento alle nuove leggi antisismiche. Quanto precisato dall’Ing. Bianco nell’articolo, l’adempimento richiesto viene indicato come “VERIFICA degli edifici di interesse strategico la cui funzionalità assume rilievo in caso di eventi sismici” e non di “adeguamento”.
    La differenza tra il termine VERIFICA ed ADEGUAMNTO, non è di poco conto. Se fosse esistito l’obbligo di adeguamento alle nuove norme l’Amministrazione sarebbe inadempiente, se invece esistesse solo un generico obbligo di verifica, l’amministrazione avrebbe messo in essere più di quanto tenuta a compiere avendo dato inizio a lavori di adeguamento almeno in alcuni stabili, vedi le scuole elementari di Piumazzo.
    Se esistesse l’obbligo di adeguamento credo che l’inosservanza riguarderebbe non solo le amministrazioni, ma potrebbe riguardare anche tanti proprietari di strutture private (palestre, piscine, scuole private, cinema, circoli, locali pubblici).

    Di questo chiedo chiarimento perché nell’un caso si tratterebbe di una mancanza grave dell’Amministrazione, nell’altro caso di un’informazione che potrebbe fare intendere, magari involontariamente, lucciole per lanterne.

  6. Meris Ori
    28 giugno 2012 at 23:20

    Complimenti al consigliere Silvia Santunione della lista civica Frazioni e Castelfranco di farsi carico della domanda che tutti i cittadini di Castelfranco E. si sono posti: quali sono i motivi per cui la nostra città è finita nell’elenco dei comuni danneggiati dal terremoto e che fa usufruire ai suoi cittadini umilianti agevolazioni a cui non ha diritto?

    Le chiedo vivamente di comunicarci la risposta del Sindaco e di informarci sulla data del consiglio comunale in cui questo avverrà.

  7. marco vignali
    29 giugno 2012 at 01:12

    In risposta alle osservazioni di Diego Lunati ed ad ulteriore precisazione del contenuto dell’articolo, mi preme sottolineare che il Decreto Legge numero 216 del 29/11/2011 indica il differimento al 31 dicembre 2012 del termine per le verifiche tecniche di cui all’articolo 2, comma 3, della ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003.
    Ricordo per correttezza che l’ordinanza indicava “l’obbligo di procedere alla verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso”. Dette verifiche dovevano essere effettuate in via prioritaria per gli edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2 (noi siamo attualmente in zona 3).
    Quindi è corretta l’osservazione della differenza tra verifica ed adeguamento, così come purtroppo debbo constatare la criticabile ulteriore ennesima proroga dal 2003 sino al 31/12/2012 (in ultimo prevista dal governo Monti) per i tempi di verifica degli edifici di interesse strategico, tra cui, per la Regione Emilia Romagna, rientrano le scuole di ogni ordine e grado.
    Per le Tassoni comunque si parla di un edificio sul quale è approvato un progetto esecutivo per la ristrutturazione ed adeguamento sismico del complesso scolastico di cui da tempo siamo in attesa della pubblicazione del bando per l’assegnazione dei lavori (nel quale erano già previsti i blocchi prefabbricati temporanei da porsi nell’area parcheggio ARCI SPAZIO). Credo che sarebbe indispensabile un chiarimento pubblico verso la cittadinanza e principalmente ai genitori dei bambini che frequentano e frequenteranno la scuola primaria nel prossimo anno, anche per capire se ci sono novità e cambiamenti di rotta (ricordo ancora che nella riunione del 15 dicembre 2011 si era parlato di un ritardo nella progettazione dovuto all’adeguamento del progetto alle norme 2008, quindi siamo di fornte ad un progetto conforme all’attuale quadro normativo).

  8. 29 giugno 2012 at 12:26

    Da “Il Resto del Carlino” di oggi (29/6/2012):

    CASTELFRANCO SUL SITO CHIEDE DONAZIONI
    Scuole “ferite”, il Comune: “I cittadini ci aiutino”

    Il Comune di Castelfranco chiede aiuto ai suoi cittadini per riparare i danni provocati dal sisma in sei scuole del suo territorio. Lo ha fatto con un appello, pubblicato sul proprio sito (http://www.comune.castelfranco-emilia.mo.it/upload/castelfrancoemilia/gestionedocumentale/Volantino%20Una%20mano%20per%20le%20scuole_784_15651.pdf): “Per garantire la regolarità del prossimo anno scolastico – si legge – il Comune di Castelfranco avrà bisogno dell’aiuto di tutti, anche del tuo”. E dunque, dato “che l’inizio dell’anno scolastico è vicino”, sono ben accette donazioni al c/c dell’amministrazione (IBAN IT67 U 02008 66695 000000503848). Gli edifici danneggiati in maniera seria sono sei (su un totale di 18): le scuole elementari di PIumazzo, Manzolino e Gaggio, la media ex “scuole verdi” di Castelfranco e le materne “Maggiolino” di Gaggio e “Girandola” di Castelfranco. Il sindaco Stefano Reggianini spiega il perché di questa scelta: “Castelfranco è stato inserito tra i comuni che hanno subito danni dal terremoto, ma gli aiuti dovranno andare innanzitutto a chi ha subito danni maggiori e vissuto le situazioni più drammatiche. Per questo abbiamo deciso di promuovere una sottoscrizione aperta ai cittadini che vorranno contribuire a riparare, subito, i danni subiti da alcune delle nostre scuole, per ridurre al minimo i disagi per le famiglie in vista dell’inizio dell’anno”.

    • Bastiano
      29 giugno 2012 at 17:17

      potrei anche essere disposto a dare un contributo, però vorrei che almeno le ristrutturazioni dei plessi più recenti fossero a carico dei costruttori perchè avrebbero dovuto essere antisismici e soprattutto vorrei sapere perchè questi edidifici hanno avuto danni.

    • Malizia
      1 agosto 2012 at 00:10

      Forse non è compito mio o forse i vari “cosa ne pensi” (pollice verso rosso o pollice verde il alto) non significano un cavolo. Però, visto che ci sono, credo sia di una qualche importanza capire come siano usati e il senso che abbiano. A meno che non costituiscano solo un giochino per patiti del web e nottambuli.
      Ho l’impressione che non si giudichi un articolo od un commento quanto la consonanza del contenuto con le proprie idee. Che un articolo meriti valutazioni negative solo per avere riportato un comunicato stampa di avversari politici o di qualcuno che sta antipatico, mi pare un poco stupido. Se riporta le cose correttamente è un onesto giornalismo e non merita reprimende, semmai ce la si deve prendere con chi ha emanato quel comunicato stampa argomentandone le ragioni e semmai quell’articolo merita un 10 e lode. Mi spiego: se un comunicato stampa dell’amministrazione sul terremoto reca 38 pollici versi e nessun apprezzamento, credo che non sia l’articolo a dovere essere deprecato, ma che occorra costruttivamente contestarne il contenuto rivolgendosi, nel blog e con argomenti, verso che l’abbia emesso.

      Mi spingo oltre: credo che anche un commento che porti deduzioni od opinioni personali non sia deprecabile solo per il segno di quei commenti o di quelle deduzioni, ma semmai dalla serietà e dall’approfondimento che reca in se. Dico questo perché ho notato che ci sono articoli e commenti ai quali vengono attribuiti giudizi aprioristicamente negativi o positivi in funzione di chi li abbia posti ancora prima che in funzione del contenuto. Come se esistessero schieramenti.

      In ogni caso ritengo sia stupido bollare col pollice verso rosso un articolo, opera giornalistica oggettiva, solo perché riporta idee provenienti dalla sponda avversa o ci sia ostile. La libertà di espressione non è una colpa, ma semmai un merito del giornalismo e del blog e le obiezioni vanno semmai (e se se ne è in grado) rivolte alla parte che emesso quel comunicato.
      Idem per i commenti: un commento stupido che ci aggrada meriterebbe pollice verso, un commento circostanziato e serio che arrivi a tesi opposte alle nostre meriterebbe manina verde. Non vedo tanta gente sufficientemente “libera” da atteggiarsi in questo modo, ma vedo molti corridori, troppi gregari… insomma, gente che porta una determinata maglia od una maglia che reca, ben visibili ed indelebili, loghi di alcuni sponsor (politici, intendo).
      Vorrei essere ancora più chiaro: se scrivo contro l’amministrazione ho il 100% di manine verdi qualsiasi cosa io scriva, basta che mi astenga dal resto e dall’essere flessibile o possibilista. Se invece comincio a ad avanzare qualche critica in generale sul fotovoltaico o se manifesto antitesi a a PRC, cominciano ad arrivare molte manine rosse. Se poi condivido (magari casualmente, una tantum, una tesi di Mazzini o della Lega Nord, mi becco l’altro 50% di manine rosse, quello che non mi ero beccato prima.
      E’ così divertente che ormai posso prevedere la percentuale delle varie manine dopo avere riletto quello che ho scritto. Anche per questo commento mi sono fatto un’idea, vi prego: smentirmi!
      Cerco di riderci, ma non è affatto divertente, in fondo. E’ lo specchio della pochezza di una politica fatta di propagande e di bende più che di oggettività, di fatti e di persone coerenti.

      • Mazzini
        1 agosto 2012 at 08:20

        Gentile Signor Malizia (parla al maschile), ancora una volta (una tantum), sono d’accordo con lei. Quello che scrive è la pura verità. Addirittura mi è stato riferito che anche l’Amministrazione Comunale ha costantemente “sotto controllo” questo giornale “on line” ed invece di trarre spunti e suggerimenti da quei commenti meritevoli di attenzione, li “bolla con il pollice verso”. Al contempo è altrettanto scontato che se un commento o un pensiero arriva da una certa parte politica, per “partito preso”, viene marcato in rosso. Personalmente ho notato che taluni commenti “insignificanti” (senza offesa), vengono esaltati dalla diuturna attività di fedelissimi.
        Replicare ad argomentazioni politiche richiede appunto argomentazioni e se queste non ci sono, non resta che il bollino rosso, come pure appare strano che ad esempio un commento che riporti semplicemente un articolo di legge o di regolamento (è il mio caso) possa essere valutato con un più o con un meno.
        In pratica è una campagna elettorale digitale, priva di contenuti, apparentemente visibile e fruttifera, ma in realtà sterile, inutile e non veritiera. E presto penso che ne vedremo delle belle…

        PS: Signor Malizia le ho dato un “pollice verde”.

        Grazie per l’attenzione.
        Giusppe Mazzini

        • Malizia
          1 agosto 2012 at 09:32

          Grazie!
          Il nome di Malizia non è stato attinto dai nomi propri di persona o per dare l’impressione che sia il mio, è stato scelto, un po’ ironicamente, tra gli aggettivi che mi pareva potessero essere consoni al mio atteggiamento, sempre un po’ sospettoso o per lo meno attento. Un po’ come si può indicare un uomo col nome di vipera anche se è nome femminile. Non mi sono preoccupato di desinenze maschili o femminili ed ho scritto al maschile. Visto che “Malizio” non mi pareva molto bello, forse avrei dovuto scegliere il nome di “angelo” che essendo gli angeli senza sesso non mi avrebbero dato preoccupazioni di “a e di “o”. Credo, però, che non fosse un nome adatto a me.

          Col suo pollice verde rischia di fare sballare tutte le mie statistiche… beh spero che ci sia anche una certa percentuale di gente che con le manine colorate ci giochi solamente o si autoproduca.
          Che sia l’amministrazione ad attribuire manine può essere, ma sicuramente non sui loro comunicati: il record di rossi è saldamente nelle mani dei comunicati del Sindaco, dell’amministrazione e particolarmente del PD… proprio ora c’è un bel 39 a zero di rossi!

          • Mazzini
            1 agosto 2012 at 10:49

            Ovviamente avevo capito l’origine del nome “Malizia” ma dovevo giustificare il “Signor” e non “Signora”.

            Sui “rossi” al PD ed alla Giunta direi che è il colore a loro più affine sia partiticamente che per i contenuti (questa è una mia libera opinione).
            Non posso credere che tutti coloro che commentano siano fiancheggiatori o appartenenti alle opposizioni e minoranze e questo a significare che talune “uscite” non trovano consenso neppure a “sinistra” (del resto la cronaca degli ultimi giorni ne è dimostrazione).

            Mi dispiace se “rischia di sballare le statistiche”, ma non bisogna mai dare nulla per scontato….. Le “buone cose” non hanno colore e non dipendono da chi le sostiene, ma questa è un’altra storia che, per come vedo la politica locale, non piace a nessuno: purtroppo prevale sempre la “mania di protagonismo” e l’autocelebrazione.

            Grazie per l’attenzione.
            Giuspee Mazzini

          • Luigi Luppi
            1 agosto 2012 at 19:38

            A proposito di pollice su o giù…

            Facebook non è certamente pilotato o fazioso… come si accusa di essere “la carbonara”.

            Molte aziende, attingono dati dal network e decidono se assumere o no in base ai contatti o gradimento …

            PER CUI… come in un racconto alla Poe, dove dato per vero un’assurdo iniziale, tutto il resto ha un senso… diventa veramente interessante l’articolo sotto riportato… e dovrebbero farsene monitor quelli del PD che pretendono di saper fare comunicazione coi loro manifesti…

            A proposito, ieri mi sono fermato a leggere la bacheca del PD di fronte alla farmacia Bertelli…
            non critico e non giudico… compiango….
            Ci sono due “volantini” ed entrambi iniziano con “il pdl….” E ci raccontano la storia di giddari, rinaldi, bossi, Berlusconi, il papa, obama, otelma, vanna marchi, il mago di oz e mi fermo qui notando che il sistema windows con cui sto scrivendo mi ha messo in automatico in maiuscolo solo il nome del grande Silvio… e se scrivo Alessandra fa la stessa cosa… che sia profetico???? provare per credere…

            Alessandra e Berlusconi sono più famosi del papa e obama… persino il pc li mette in maiuscolo in automatico….

            Tornando qui… leggete questo articolo. Forse, spiega il perché sulla “carbonara” non ci sono pollici verdi per la giunta…

            Corruzione, lo sgomento dei cittadini passa dai social network

            „CARPI – Su Facebook in particolare, i cittadini hanno espresso la propria amarezza rivolgendosi al primo cittadino per chiedere chiarimenti in merito: è il caso del Sindaco di Carpi Enrico Campedelli che, nella giornata di ieri, è stato letteralmente subissato di richieste di informazioni in merito.“

            „CASTELFRANCO EMILIA – Discorso diverso, invece, per il Sindaco di Castelfranco Emilia Stefano Reggianini: nessuno, ha lasciato messaggi sulla sua bacheca per saperne di più su quanto accaduto all’architetto Nicola Rispoli“

            Il resto dell’artcolo si legge al sito http://www.modenatoday.it/cronaca/corruzione-castelfranco-emilia-carpi.html

            Il mondo stà cambiando ad una velocità tale che gli stessi autori del cambiamento non lo controllano più… e con fior di addetti stampa… non capiscono cosa stia succedendo…
            Ed insultano, querelano, accusano… alzano la voce… come oranghi battendosi il petto… per ribadire la loro supremazia…
            persino gli arabi sono esterefatti dai cambiamenti che stanno distruggendo i loro millenari potentati… e restano stupiti dalle rivolte in atto. Inermi con i loro carri armati di fronte alla potenza di un telefonino… che collega tutto il mondo ed il sapere umano…

            Le balle spaziali (detto da Bersani) dei nostri comandanti… sono effettivamente spaziali… e là finiscono, insieme ai loro autori…
            Non c’è più spazio fisico per i racconta storie e capipopolo…
            il popolo è la conoscenza… è l’informazione…
            e Berlusconi lo ha insegnato al mondo… restandone a sua volta vittima…
            (continua a venirmi in maiuscolo anche se lo cancello)

            Di balle ne puoi dire finchè vuoi… ma oggi,
            le possono dire anche gli altri…
            e se non sei un “tè stesso”… è veramente dura …
            fare politica, per far piacere al capo…

            leggiamo bene quei volantini…
            fra le righe, attenti a quante volte c’è il suffisso “mente”
            per rafforzarne i significati…
            evidentemente e naturalmente…
            Dubito che sia un linguaggio pnl,
            da chi cerca il perché del successo della lega…
            commissionando un “documentario”…

            Essere o non essere…questo non è il dilemma…

            L’abbiamo sempre saputo che i soldi “fanno l’essere”
            e il non essere … fanno l’operaio…

            Il dilemma vero è,
            crederci stupidamente …

            e più pollici rossi ci sono… meglio è per tutti…

            Luigi Luppi… coordialmeeente

        • Malizia
          1 agosto 2012 at 23:58

          @Luigi: Sarà come dici, ma qualche dubbio mi viene. Se la potenza della rete è conosciuta a noi figurati se non è conosciuta dai potenti. Infatti hanno i loro profili su face book, sono tutti in rete, anche tutti i parroci più giovani fondano tutto su internet, ora alcuni anche lo storico “bollettino parrocchiale”. Mi viene il dubbio che che, nel complesso, PD ed Amministrazioni loro, riescano a trarre più benefici che danni dalla rete. Basta che guardi quanti gruppi antiberlusconiani ci sono su face book ed il tono dei commenti medi sul web. La stragrande maggioranza è di un determinato segno.

          Non per niente internet è stato molto propugnato proprio dal PC a fine anni ’80 inizio anni ’90 ed i primi corsi popolari di internet e di informatica di base sono stati proprio fatti presso i circoli ARCI. Anch’io ho iniziato lì. Come sai l’idea della rete nacque in USA come risposta logistica possibile della popolazione di fronte ad un attacco sovietico. Da questa prospettiva di “utilità belligerante” è nato l’interesse per internet anche da noi. Una specie di colombi viaggiatori o di staffette diffuse, una specie di radio Bifo, se ricordi gli anni’70 a Bologna. Non preoccuparti che il PD sa come fare. La maggioranza della rete non è certo orientata verso la “B” maiuscola. Forse tu non sai, ma quando partì il discorso cave il sito del PD era allertatissimo contro gli oppositori e fomentava addirittura diversi nick che sparassero offese ed anche minacce a chi osava contestare, erano spesso camuffati da venditori di terreno da cava ma spesso operavano dalle tastiere dei circoli PD. Certo, avrebbero preferito che di quello non se ne parlasse affatto, ma molti strumenti sono taglienti anche sul dorso e se avevano bisogno della rete per i loro assalti dovevano stare pronti anche a rintuzzare gli attacchi. Poi c’è un dato evidente: L’informazione diffusa serve a chi vuole cambiare le cose, quando lo scopo è ottenuto vorrebbe spegnere tutto. Pensa anche che noi che operiamo in rete pensiamo che l’universo sia questo, invece la stragrande maggioranza delle gente non attinge notizie dalla rete e non interagisce. Il processo sarà inattestabile, ma lento. Anche noi, qui sul blog, non illudiamoci di costituire degli opinion leader e di avere convinto il mondo solo perchè pare che su di un determinato argomento ci sia generale condivisione.
          Ci sono strumenti che sono ancora potenti… ti sei mai chiesto perchè tutte le emittenti private di Modena siano di area PD?
          Quanta gente ci legge nel blog? Quanti accessi unici al giorno dei cittadini di Castelfranco? Se pensi che molti lettori arrivano per caso dai motori di ricerca e magari stanno cercando tutt’altro e che il bacino di utenza del blog va da Nonantola a Savignano a Spilamberto a San Cesario, se pensi che a molti interessano le foto del carnevale e dei funerali in motocicletta (fu l’articolo più cliccato in assoluto prima della modifica della piattaforma e dell’azzeramento dei contatori), allora ti accorgi che 1000 o poco più ingressi totali giornalieri significano che il cammino è ancora lungo.
          Però anch’io ci credo, il processo sarà ineludibile… il peccato e che lo sappiano già anche loro e si stiano attrezzando sia per stroncare chi gli da fastidio sia per provvedere con mezzi loro.

  9. Paolo M. Bianco
    29 giugno 2012 at 16:52

    Provo ad intervenire anch’io nello scambio di battute che ha seguito e sta seguendo la pubblicazione di questo articolo. Intervengo purtroppo tecnicamente e me ne scuso ma in un qualche modo mi sento chiamato in causa avendo alcuni commenti richiamato quanto a me attribuito dalla redazione.
    Mi riferisco in particolare al commento lasciato da Diego Lunati. Ho provato a rileggere quanto pubblicato dalla redazione e in nessun passaggio si fa riferimento al termine adeguamento ad eccezione della precisazione resa dal sindaco in cui Egli, anche correttamente, ha tenuto a precisare che nulla del patrimonio risulta adeguato all’antisismica. Credo quindi che il redattore abbia compreso perfettamente quanto espostogli e riferito altrettanto correttamente nel proprio articolo. La prosopopea presentata da Lunati [che forse ha letto velocemente anche l’articolo] mi sembra gratuita e indirettamente anche fuorviante poiché, come è naturale che sia, poi partono altri commenti (nel caso di specie quello di Vignali) che continuano a disquisire di argomenti gratuitamente perdendo di vista il problema.
    Visto che l’argomento è stato toccato, comunque qualche parola possiamo provare a spenderla.
    È assolutamente vero che l’obbligo di Verifica ex OPCM 3274/2003 non coincide con quello di procedere parallelamente o successivamente ad un Adeguamento.
    Tuttavia, l’obbligo di verifica esiste (ed esisteva) e l’Amministrazione era tenuta a tale adempimento. Pertanto, l’interrogazione a suo tempo posta dal Consigliere Righini era assolutamente pertinente e conferente, e il silenzio da parte dell’amministrazione è stato assolutamente scorretto.
    Mi spingo oltre tentando comunque di contenere i tecnicismi così magari che chiunque possa seguire. Pur essendo vero che all’obbligo di verifica sismica non consegue l’obbligo del successivo adeguamento non è vero quanto vorrebbe far passare il Lunati e cioè che l’amministrazione potrebbe aver messo in essere di più di quanto tenuta a compiere; e qui il discorso si fa tecnico per forza. Provo a fare un esempio. Ove una norma imponesse alle amministrazioni di verificare la portata dei solai di una scuola senza imporne esplicitamente il rafforzo e il consolidamento ove questi risultassero pericolanti, NON è che l’Amministrazione dopo aver preso contezza della pericolosità dei solai delle proprie scuole possa disinteressarsene altamente. Scattano obblighi (ad intervenire ovvero ad inibirne l’utilizzo, a declassarne l’utilizzo, ecc) che discendano dall’ordinamento generale. Analogamente ove un’Amministrazione scopra attraverso le verifiche ex OPCM 3274 che alcune scuole in caso di sisma siano delle potenziali bare, non credo che possano allegramente fregarsene atteso che il territorio è sismico ed è stato dichiarato tale ormai da anni.
    Credo comunque che più che questi approfondimenti che non è semplice gestire attraverso un Blog, sarebbe importante osservare, rilevare e commentare altri aspetti; aspetti da una parte più semplici e dall’altra più drammatici.
    Tra le scuole inagibili ve ne sono anche alcune edificate/completate nel 2008; lo rileva anche uno dei Consiglieri (Gidari). Io abito in un appartamento completato nello stesso periodo, edificato ordinariamente e da un costruttore ordinario (se non scarso). In verità tutta la zona dove abito è di quel periodo e vi sono tipologie costruttive di vario tipo. Ebbene, in nessuna di esse si sono palesati/evidenziati dissesti, né sono intervenute inagibilità. Pertanto l’inagibilità della “Girandola” non si spiega … o forse si potrebbe anche spiegare ma con imbarazzi inevitabili e pesanti.

    • Diego Lunati
      29 giugno 2012 at 17:46

      La ringrazio Sig. Bianco, ora è chiaro. Lei accusa di circonvoluzioni , ma ai non addetti ai lavori (non solo io) era balenata subito in mente l’idea che il non avere provveduto con l’adeguamento fosse “inadempienza”, anche se questo non era espressamente scritto nell’articolo. I meno sprovveduti l’hanno voluta capire così perchè così gli faceva comodo (porta acqua al nostro mulino, hanno detto). Non è infrequente che spesso si scriva “per lasciare intendere”.Anche i tecnici fanno poltica, a volte senza nemmeno accorgersene perchè il loro approccio glielo consente, qualche altra volrta lo fanno apposta.

      Non mi permetto di giudicare i vari casi, ma sono contento che si sia chiarito che quello che appariva nella percezione comune (per essere terra, terra: che l’Amministrazione fosse inadempiente per non avesse provveduto a mettere in sicurezza le scuole come la legge gli imponeva), non sia affatto vero.

      Non sono evidentemente interessato a difendera l’Amministrazione a priori, ma con un minimo anche di solo buon senso non appariva credibile che Sindaco ed Amministratori mettessero a rischio la vita di 260 bambini contravvenendo a precise disposizioni di legge, fosse anche solo per le responsabilità penali e morali che ne deriverebbero. Però quialcuno ci aveva creduto, bastava parlare in giro e vedere il tono di alcuni commenti. Il fatto che siano crollate altre scuole è altra cosa e convengo che sia oltremodo grave e da indagare.
      Criticare è giusto, ma occorre impegnarsi a non carpire inopinatamente l’ingenuità o la mancanza di conoscenze specifiche della gente, anche in buona fede. Lasciamo questo ai poltici peggiori.

  10. Meris Ori
    29 giugno 2012 at 23:04

    Ogni giorno che passa mi risulta sempre più difficile capire il linguaggio del Sindaco Reggianini.
    Per quale motivo dovremmo fare una donazione per riparare i danni(minori e non drammatici) provocati dal sisma in 6 scuole del nostro territorio quando la regione stessa (con GPG/2012/791/) ha ritenuto necessario prevedere il diritto all’esenzione ticket e all’assistenza farmaceutica dei farmaci di fascia A e C per garantire la salute dei cittadini di Castelfranco E, causa il grave disagio di allontanamento dalle proprie abitazioni, dai luoghi di lavoro e dalle scuole?
    Mi può dire quanti cittadini di Castelfranco E. hanno subito un così grave disagio e a quanto ammonterà l’onere del mancato introito a carico del Servizio Sanitario Regionale solo per il Comune di Castelfranco E.(€9.000.000 complessivamente)?

  11. Rosanna Righini
    30 giugno 2012 at 18:30

    gent. sig.Bianco
    La ringrazio per il suo commento chiarificatore, la mia interrogazione è stata presentata dopo il sisma che ha colpito la provincia di Reggio Emilia e mantova di magnitudo 4,9 e proprio nei comuni poi colpiti dal sisma del 29 maggio, per cui anche se le battute possono essere più o meno simpatiche, posso dire che la sfiga la può portare chi “se ne frega allegramente” ieri in particolare, ma anche oggi, e non chi agisce secondo il suo mandato

  12. 14 luglio 2012 at 15:07

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Situazione degli edifici scolastici nel Comune di Castelfranco Emilia

    In base agli ultimi dati agli ultimi dati disponibili risultano danneggiati dal sisma del maggio 2012 nelle Province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia oltre 240 edifici scolastici, che ospitano una popolazione scolastica di circa 70.000 studenti.

    Per assicurare lo svolgimento dell’anno scolastico 2012/2013 il Presidente della Regione Emilia Romagna Errani quale Commissario delegato per la gestione dell’emergenza e per la ricostruzione post sisma ha adottato (ordinanza n. 5 del 5/7/2012) un programma straordinario per gli edifici scolastici che sono risultato danneggiati che prevede tre tipi di interventi :
    - la riparazione immediata con miglioramento sismico degli edifici scolatici che hanno avuto un esito di agibilità B e C (quindi quello meno danneggiati) tale da consentirne il riutilizzo a settembre 2012;
    - la riparazione immediata con miglioramento sismico degli edifici scolastici che hanno avuto un esito di agibilità E (con danni non riparabili in tempi brevi) tale da consentirne comunque il prossimo anno scolastico), di una soluzione alternativa costituita da moduli scolastici provvisori;
    - per le scuole che invece non potranno essere riparate o riattivate neppure entro il settembre 2013 perchè risultate più gravemente danneggiate (e con sorti future ad oggi ancora sconosciute) si prevede la costruzione di edifici scolastici temporanei (scuole prefabbricate) per la realizzazione dei quali è già stata indetto un appalto di 42 milioni di euro complessivi (tramite bando europeo).
    La copertura finanziaria di tutti questi interventi è fornita dal fondo per la ricostruzione.
    Ricordiamo che Castelfranco è stato inserito tra i comuni terremotati già dal sisma del 20 maggio, quando invero le scuole del territorio non parevano danneggiate visto che l’amministrazione comunale le ha poi riaperte tutte (noi abbiamo presentato una interrogazione sul punto, vogliamo sapere perchè Castelfranco Emilia è risultato comune terremotato già dal 20 maggio, attendiamo ancora la risposta). Essere tra i comuni terremotati significa, oltre che accedere a tutti i benefici fiscali (esenzione ticket, sospensione degli adempimenti fiscali) accedere anche ai soldi/fondi per la ricostruzione.
    Come risulta dagli atti del bando europeo, sul territorio di Castelfranco ci sono tre scuole che rientrano nella categoria di quelle più gravemente danneggiate che non potranno essere riparate neppure entro il settembre 2013 e dunque con sorti future oggi incerte) per le quali si realizzeranno edifici scolastici temporanei: primaria “Tassoni” Piumazzo, primaria “Don Milani” Manzolino, Istituto agrario “Spallanzani”.

    L’essere comune terremotato significa che anche per Castelfranco i costi di questi edifici scolastici temporanei (EST) saranno coperti e pagati tramite Fondo per la ricostruzione:
    - Piumazzo: costo 1.227.875,00 euro
    - Manzolino: costo 956.175,00 euro
    - Istituto Spallanzani: costo 538.175,00 euro (per ospitare 130 alunni)
    (Tutti questi dati sono stati raccolti sul sito della Regione e sul sito di Intercent ER, dove sono pubblicati gli atti ufficiali).

    Per Piumazzo, il costo della scuola temporanea (che sarà collocata nell’area parcheggio dell’ARCI, per ora a tempo indefinito), corrisponde a metà dei costi (2.500.000,00 euro) che erano previsti per l’intera messa in sicurezza della vecchia scuola in base al progetto elaborato dal comune, costi che comprendevano anche la scuola prefabbricata temporanea da utilizzare durante i lavori e che, sempre in base a quel progetto, era stato stimato attorno ai 250.000,00/300.000,00 euro.
    Oggi il costo della scuola temporanea che sarà realizzata a Piumazzo è quattro volte tanto rispetto a quello che era stato stimato – prima del sisma – nel progetto del comune. Vogliamo capire come mai.
    Senza contare che si tratta solo del costo di una scuola temporanea, a cui saranno da aggiungere quelli per gli interventi necessari da fare sulla scuola, il tutto sempre tramite l’accesso ai fondi per la ricostruzione.
    Era marzo 2010 (più di due anni fa) che la nostra Lista Civica presentava all’amministrazione un progetto/studio di fattibilità (fatto da nostri tecnici) per un nuovo polo scolastico a Piumazzo, che avrebbe compreso elementari e medie, in bioedilizia, a risparmio energico e perfettamente antisismico, con tutte le dotazioni necessarie ivi compresi i parcheggi. Il costo stimato totale era di circa 4 milioni e 500.000 euro. Se allora l’amministrazione ci avesse ascoltato, oggi a Piumazzo avremmo una scuola elementare e media nuova e già antisismica e non ci sarebbe stato bisogno di accedere ai fondi per la ricostruzione.
    Invece oggi a Piumazzo ci saranno delle strutture temporanee per un milione e duecentomila euro oltre ai costi tutti da stimare (ma presumibilmente pesanti visto che i danni alla scuola risulterebbero talmente gravi da non poter essere sistemati neppure entro settembre 2013) per sistemare la scuola, e si attingerà ai fondi per la ricostruzione.
    Ma va bene tutto questo????
    I cittadini sapranno certamente fare le loro valutazioni.

    Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO

    • Marco
      15 luglio 2012 at 08:51

      I moduli temporanei da realizzarsi a Piumazzo comprendono 10 aule, oltre ad un’ aula da 16 mq. per attività didattiche speciali, una locale da 18 mq. ad uso ufficio/biblioteca/dormitorio, 2 aule multimediali da 50 mq. Inoltre sono previsti disimpegni/ripostigli/spogliatoi e wc per 252 mq.
      Il “progetto” che solo a marzo di quest’anno l’amministrazione ci aveva mostrato, se ben ricordo, prevedeva 10 aule + 1 aula per attività multimediali (o jolly), oltre a wc corridoi..
      Dal bando pubblicato noto anche che l’area (sulla quale avevo espresso perplessità per via delle scarse dimensioni), è stata praticamente raddoppiata verso sud (area Kiwi).
      Con riferimento alle Tassoni, mi domando: ma il nesso di causalità danni – terremoto è circostanziato?? Noi ben conosciamo lo stato della scuola ante sisma e sarebbe giusto capire quali sono i danni provocati dalle scosse del 20 e del 29 maggio!!
      Altrimenti dovrei forse pensare…..
      - che i nostri figli hanno frequentato una scuola inagibile per un intero ciclo scolastico ???
      - che potremmo attingere a fondi che non ci spettano ??
      Il progetto di adeguamento della scuola era ormai al traguardo: ricordo che 4 aule oltre alla Centrale Termica sono già state realizzate secondo le norme 2008 per un importo di 700.000 euro e che erano ormai disponibili risorse per circa 2.500.000 euro per i lavori di recupero del plesso scolastico (di cui 600.000 euro circa provenivano da fondi regionali).
      Perché del progetto e del bando non si sa più nulla ??

    • Carlo Righi
      16 luglio 2012 at 08:21

      La scuola prefabbricata dal costo di 250.000,00 / 300.000,00 era in locazione per 18 mesi, mentre quella da 1.200.000,00 è di proprietà e questo spiega la differenza di costo.
      Sicuramente i tecnici della Lista Civica (Geometra Vignali Marco) conoscono questo particolare.

      • marco vignali
        16 luglio 2012 at 14:45

        questo particolare non sposta di una virgola la sostanza: se il noleggio della struttura (tempi previsti per l’esecuzione dei lavori di adeguamento pari a 18 mesi massimi) costa 250.000 euro, non si capisce perché provvedere ad acquistare il blocco per 1.200.000 euro. Da imprenditore (o meglio, da buon padre di famiglia) quale sarebbe la Sua scelta ?
        Non dimentichiamoci mai che il denaro speso dalle Pubbliche Amministrazioni (locali, regionali o statali) è il nostro

        • Carlo Righi
          16 luglio 2012 at 16:56

          Scusi, ma Lei crede che in 18 mesi la Giunta di Castelfranco Emilia riesca ad indire il bando e portare a termine i lavori di adeguamento?
          Ma poi (e mi meraviglio di Lei che fa parte sia della Lista Frazioni e Castelfranco che del Comitato Liberi di Scegliere – quello che chiede una nuova scuola), sempre da buon padre di famiglia, è meglio adeguare il vecchio o costruire il nuovo?
          Non sono un tecnico, ma questi prefabbricati, non sono “riciclabili” magari nei vari parchi, oasi comunali o comunque rimanere a disposizioni per eventuali future emergenze (speriamo non ce ne siano)?
          Ma si è chiesto come mai il Comune di Castelfranco Emilia è l’unico della Provincia di Modena che dopo il terremoto non ha fatto più consigli comunali? Spending review o bilancio a rischio?

          • marco vignali
            16 luglio 2012 at 21:02

            In primo luogo non faccio parte né ho mai fatto parte della Lista Frazioni e Castelfranco, mentre faccio parte del Comitato Liberi di Scegliere. Nel 2010 ho aderito con entusiasmo all’invito della Lista di redigere una proposta progettuale per la realizzazione di una nuova scuola, convinto che fosse la scelta più corretta (credo che una buona idea sia tale da qualunque parte provenga!).
            Ho sempre sposato l’idea della nuova struttura e, siccome in questo blog sono più volte intervenuto per esporne i motivi, ritengo oggi doveroso sorvolare (non tediando oltre).
            Non condivido il termine “meglio” utilizzato nel Suo post: adeguamento significa essere conformi alla normativa sismica. Se voleva dire “più semplice”, allora sono perfettamente d’accordo. Ma l’aspetto sismico non è l’unico per cui caldeggiare la costruzione di un nuovo edificio !
            I 18 mesi sono un termine del tutto coerente per l’esecuzione dei lavori, certo è che il bando doveva uscire (per impegni presi nella riunione del 15 dicembre 2011 alle scuole Tassoni), entro febbraio 2012, poi entro aprile…. poi siamo ancora in attesa.
            Pensando all’ Amministrazione Comunale, pur non condividendo il progetto predisposto, non posso sottovalutare l’investimento ad oggi eseguito per l’ampliamento e adeguamento della centrale termica, per oltre 700.000 euro. Come giustificare con leggerezza una inversione di marcia?
            In ultimo, il Comitato dei Genitori delle Tassoni (di cui faccio parte), aveva richiesto lo stralcio delle strutture temporanee dall’appalto principale, in modo da avere garanzie di messa in esercizio per l’anno scolastico 2012/2013: questo avrebbe permesso un forte risparmio di fondi ed una certezza di tempi.
            Marco

  13. libero
    14 luglio 2012 at 23:28

    Ci sono molte domande a cui dare risposte
    i containers per le scuole inagibili rientrano nel bando europeo voluto da Errani per conto della regione Emilia Romagna, può essere questo il motivo di un costo diverso?
    E’ possibile che delle scuole costruite nel 2008 diventino inagibili per motivi architettonici ?
    La giunta stò ripensando a tutta la progettazione degli edifici scolastici, finalmente era ora, purtroppo è stato necessario un terremoto per fare capire che sulle Tassoni stavano sbagliando.
    Anche i finanziamenti che arriveranno, per le scuole Spallanzani dovrebbero servire a creare finalmente un isitituto superiore,un liceo, o un istituto tecnico, a Castelfranco o avremo anche in questo caso perso un’occasione.

  14. Mario
    15 luglio 2012 at 22:19

    Oltre ad avere già fatto le mie amarissime valutazioni su questa giunta, spero veramente che l’opposizione riesca a smascherare quello che sta succedendo, rivolgendosi alla magistratura se il Sindaco non darà risposte convincenti.

  15. notty
    16 luglio 2012 at 16:01

    c’è sempre il bando dei 42.000.000 di euro della regione per i prefabbricati così da permettere tempi più prolungati per definire il progetto Tassoni secondo un diverso interesse,quale migliore consigliere del tempo…..

  16. 21 luglio 2012 at 20:40

    Riceviamo dalla Provincia:

    TERREMOTO, NELLA SECONDA VARIAZIONE DI BILANCIO
    OLTRE 44 MILIONI DI EURO PER INTERVENTI SULLE SCUOLE

    Con 4,3 milioni di euro di spesa in conto capitale e altri 40 milioni di euro dei fondi della Protezione Civile per interventi di manutenzione straordinaria e l’affitto di aule provvisorie, le scuole superiori modenesi danneggiate dal sisma sono al centro della seconda variazione generale al bilancio di previsione 2012 della Provincia di Modena, in discussione nella seduta del Consiglio provinciale di giovedì 19 luglio. Una manovra caratterizzata dall’emergenza terremoto ma anche dalle incertezze legate al decreto sulla “spending review”.
    Come ha spiegato in sede di presentazione l’assessore provinciale al Bilancio Marcella Valentini, «si tratta di una variazione per certi aspetti virtuale, perché non conosciamo ancora con certezza gli effetti sui nostri conti del decreto approvato dal governo il 6 luglio e in fase di conversione in Parlamento. Per fare un esempio: nelle maggiori entrate registriamo i 787mila euro già incassati del Fondo sperimentale di riequilibrio, una quota dei 2 milioni di euro che ci erano stati assegnati. Ma per effetto della spending review – aggiunge – dovremo restituire allo Stato non solo questi soldi, ma complessivamente almeno 4 milioni di euro. L’incertezza, quindi, è grande».
    In seguito al sisma del 20 e 29 maggio, il bilancio di previsione 2012 della Provincia è stato interamente riorientato su questa emergenza. Dei 183 mila euro di maggiori spese correnti previsti dalla variazione, ad esempio, 150 mila serviranno per pagare il canone di affitto delle nuove aule scolastiche necessarie per dare sistemazione agli studenti delle scuole di Modena danneggiate dal terremoto. La quasi totalità delle spese in conto capitale – 4,3 milioni di euro su un totale di 4,6 milioni – sono relative alla manutenzione straordinaria e fornitura di arredi per gli edifici scolastici lesionati dal sisma. «Più in generale, abbiamo reindirizzato tutte le risorse disponibili del nostro bilancio per far partire gli interventi d’urgenza sulle scuole, in attesa che arrivino i fondi dalla Regione – spiega l’assessore Valentini – a cominciare dai 4 milioni di euro circa della rata di ammortamento dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti che è stata posticipata in conseguenza del sisma».
    Quanto alle maggiori entrate dalla Regione in relazione all’emergenza terremoto, la variazione stima in 40 milioni di euro una prima previsione di risorse della Protezione Civile destinate al ripristino delle scuole del cratere, e in 6 milioni di euro i contributi – provenienti da risorse europee – per il trasferimento delle attività commerciali danneggiate dal terremoto o situate nelle “zone rosse”, oltre a circa 500 mila euro di rimborso delle spese sostenute dalla Provincia per interventi di urgenza sui ponti lesionati dalle scosse.
    Tra le maggiori entrate correnti della variazione, e destinate agli interventi per il terremoto, anche 10 mila euro che il gruppo consiliare del Pdl ha deciso di “restituire” all’amministrazione, attingendo al fondo di funzionamento dei gruppi consiliari provinciali.

  17. Luigi Luppi
    25 luglio 2012 at 19:29

    Vorrei chiedere al Sig. Bianco…appreso che è un’ingegnere strutturista,
    il più amichevolmente possibile, senza polemizzare assolutamente contro nessuno,
    una cosa.
    Quasi due anni fa si parlava del “lavoro di restyling lungo un anno e costato 4 milioni di euro”.
    http://www.lacarbonarablog.it/?p=7967
    In un commento a quell’articolo, si chiedeva se si poteva fare senza prevedere antisismiche…
    Non perché obbligati da una legge… ma per pura prevenzione…
    E mi dissero che qualcosa era stato fatto…
    Anche la nuova biblioteca, sembra ben attrezzata come antisismica,
    con quelle strutture interne di acciaio e legno…

    Ma come mai ora il sindaco dice che nessun edificio comunale è antisismico…

    Quindi le scuole rosse e la biblioteca non sono antisismiche ???
    Quei travi enormi in biblio (addirittura uno è davanti ad una finestra impedendone l’apertura…)…
    sono solo per “estetica” ???
    Non voglio essere polemico e far parte di quelli a cui non và mai bene nulla…
    È solo pura curiosità, visto che la frequento e sembra così modernamente restaurata.
    È annoverata come vanto di architettura e risparmio energetico…
    Sarà anche un po’ antisismica ???

    Aggiungo che ho versato 100 euro sul cc del comune pro scuole…
    Volentieri, per tutti i nostri vostri e altri figli, che di colpe “politiche” ancora non ne hanno…
    Perché le guerre si combattono…
    obbligandoli ad andare a scuola.
    LA SCUOLA…l’unica arma veramente letale
    contro qualsiasi dittatura…

    Luigi Luppi

    • Willer Comellini
      26 luglio 2012 at 09:50

      Ciao, Luigi.
      La scuola… sì, ma più che scuola occorrerebbe dire istruzione e cultura. Non sempre la scuola le dispensa in modo corretto, a volte non le dispensa affatto. Infatti, una delle prime cose che fanno le dittature è di preoccuparsi che gli insegnanti, per primi, abbiano “ben appreso”, e se non imparano… ci sono altri metodi. Lo fanno anche le dittaure moderne, quelle che tali non appaiono, con armi più furbe ed altrettanto micidiali che l’olio di ricino.

      Nella pagella di mio padre sta scritta una materia: “Storia e cultura fascista”. Ma non esiste una storia sola? Ed una cultura sola?

      Purtroppo non ho mai visto una pagella dell’URSS relativa a quello stesso periodo con le relative materie d’insegnamento. Credo che il confrontarle sarebbe la migliore lezione di storia. Dopo lo studio del protocollo di Sion, ovviamente.

  18. M5S
    26 luglio 2012 at 08:33

    In Italia non esistono strutture realmente “antisismiche” e nemmeno “un pò antisismiche” se non quelle costruite dopo il terremoto dell’Aquila; è ovvio che nessun edificio ristrutturato può fregiarsi della dicitura stessa ma nel ns. caso nemmeno quelli più recenti.

  19. Luigi Luppi
    28 luglio 2012 at 00:56

    Ciao Willer,

    la SCUOLA come la intendo io, è l’abituarsi a convivere,
    si pestano,spingono,abbracciano,picchiano…ma stanno insieme.

    Difficilmente i ragazzi che sono stati a scuola fino a 20 anni,
    “abbracceranno” un fucile per sparare ai loro coetanei.

    Non si mantengono le dittature attraverso qualsiasi tipo di insegnamento…e ragionando per estremi,
    nemmeno le scuole religiose riescono ad indrottinare
    …tant’è che i più accesi anticattolici sono nati lì, mè compreso…
    con un’infanzia cattolicissima trascorsa fra suore eternamente in pena…
    e la gioventù passata in un collegio di frati in via Gnaceto a Modena…
    Ricordo sempre le ore perse, durante i temporali, a guardare il tetto della chiesa, sperando di vedere passare il famoso carro del diavolo quando si sentiva un tuono…
    Era un metodo usato da quelle povere suore (che ci dovevano sopportare per tutto il giorno…)per farci stare un pò zitti…e come ti giravi o bisbigliavi qualcosa… scattava subito l’ammonimento di fare piano… perché dio da lassù ti ascoltava…(si vede che lo disturbavamo…)
    e risparmio il resto per piètà a quelle suore…che certamente avevano studiato poco, ma amavo e vedevo come una madre che non avevo…
    Mi addormentavo in ginocchio sui banchi della chiesa,
    al suono dell’ora pro nobis ripetuto per ore…
    e mi svegliavo, sempre con quella nenia…
    borbottando nel non trovare il “lecca-lecca” col quale mi ero addormentato…
    Dopo tanti anni rivedo ancora, in una nuvola… il viso dolce di quella suora che me lo stacca dalla fronte per rimettermelo in bocca e… tacere !!!

    Alla dittatura non serve “condizionare”, serve l’ignoranza…
    i dittatori, in primis, uccidono chi ha studiato…
    e ne fanno montagne di teschi come ne esistono ancora…
    usano le scuole come carceri, e i loro figli, li mandano a scuola… qua.
    Chissà il perché ???
    E di esempi ne abbiamo fin troppi…

    La SCUOLA è il “fiore all’occhiello” di ogni nazione CIVILE.
    E se fatta da buoni insegnanti, non ci sarà mai crisi in grado di fermare quei futuri uomini, donne e imprenditori…

    Tanti anni fa… vidi una festa di fine corso, in una scuola elementare,
    dove le insegnanti regalarono a tutti i bambini… un paio di ali …
    e nel leggere i loro propositi per il futuro,
    sembravano tanti angeli…

    Fù la cosa più bella e intelligente che ho visto nella mia vita…

    Era il regalo della conoscenza…il dono di volare…
    Persino Mao…il “dittatore rosso” diceva:
    “ non dare un pesce a chi ha fame!
    …insegnagli a pescare “

    E’ un principio della convivenza sociale
    che la nostra cultura attribuisce al cristianesimo.
    In realtà, fù formulata in Cina, da Confucio,
    già 500 anni prima di Cristo…
    e mi viene in mente…
    che hanno messo le ali, ad un aquila reale…
    (bellissima fra quei fiori rossi in face book)

    A proposito,
    ho messo la tua opera d’arte formato stereo in camera letto…
    e ammirandola…mi sembra di essere ancora ragazzo…
    fra quei papaveri… dove si accompagnavano le ragazze di allora…

    Spero di non aver abusato del blog per raccontare storie personali,
    l’ho fatto solo per sottolineare l’importanza della scuola nel mondo
    e spero di convincere più persone ad aiutarla…qualunque colore abbia la giunta che la dirige…perchè questa ed infinite giunte passeranno,
    l’educazione dei nostri figli, resterà per sempre…
    scusate la retorica ma aiutandoli…aiuteremo noi stessi…

    cordialmente Luigi Luppi.

    Grazie ancora, grande Willer !!!
    Ciao.

    • Willer Comellini
      28 luglio 2012 at 17:53

      Ciao, Luigi.
      Per quanto mi riguarda non dovresti preoccuparti se scrivi attingendo dalla sfera personale, sai come la penso… che ogni discorso debba portare contributi propri e nuovi, anche se fosse parziale, anche se fosse mal dedotto da se stessi e quindi mal riportato. Anzi! Attingere da se stessi è sintomo di partecipazione verso l’argomento che si sta trattando.
      Facendo altrimenti non si farebbe altro che amalgamare in modo diverso il già detto.
      Sai anche come la penso circa il valore delle citazioni, delle frasi fatte e delle consuetudini… fumo negli occhi che poggia sul carisma, talvolta millantato, del personaggio famoso che volta per volta conviene citare. Se questa fosse sempre stata l’unica prassi, avremmo solo il primo aforisma, la prima massima creata.
      Quindi preferisco chi parla del suo e col suo.
      Avrai notato che anch’io faccio spesso riferimenti alla mia esperienza, altrimenti mi sembra inutile il parlare. Per questo, anche ora nel risponderti, prendo spunto da vicende personali.

      Probabilmente abbiamo avuto esperienze in parte diverse, sia a scuola, che nella vita. La tua esperienza dalle suore è un po’ simile alla mia. A scuola, invece, mi pare che la tua esperienza ti abbia lasciato segni di entusiasmo; io ho ricordi traumatici di entrambe.
      Il tuo pensare mi pare molto più positivo se non idealista del mio. Io sono diventato un po’ concreto e spesso cerco di limitarmi per non sconfinare nel cinico. Molto meno poetico di te.

      Tu mi parli d’insegnanti che mettono le alette d‘angelo ai bambini e li fanno cantare. A me questo ricorda terribilmente la Hitler-Jugend, l’intruppamento, una commedia retorica, i palliativi, non mi parla direttamente d’istruzione e di conoscenza.
      La scuola è un modo, sì, per imparare a stare assieme, ma è anche un mondo dove s’impara nel modo più leale ed oggettivo possibile, non è una caserma e nemmeno un fabbrica di sogni.
      Pare spesso che si voglia “educare”, quando sento qualcuno parlare troppo di “educare” penso alle suore, alle scuole confessionali, ai regimi. Ho un bel libretto sul funzionamento della scuola nella DDR edito negli anni ’70, è firmato da Honecker (quello che baciò in bocca Breznev), te lo risparmio ora, ma posso passartelo.
      Credo che quando ci sia cultura e conoscenza l’educazione ed il rispetto degli altri vengano da soli, senza bisogno d’alzabandiera, d’inni, di marce nel piazzale come soldati.
      Il mio maestro delle elementari era un nostalgico della prima guerra mondiale. Era nazionalista; noi imparammo benissimo chi erano Pietro Micca ed Enrico Toti, si studiava “solo” una specie di Storia “di eroi domestici”, un’epopea contrapposta ad altre epopee, non ci insegnava tanto altro. Sono convinto che altri insegnati insegnassero “solo” tutt’altra Storia. Avevamo imparato a memoria l’inno del Piave e tutte le mattine lo si cantava, dopo la preghiera. Chi si occupa di storia italiana, ora, non considera certamente Enrico Toti e Pietro Micca figure fondamentali del nostro risorgimento, lo dico con rispetto, ma servirono molto, con i loro gesti un po’ plateali e talvolta non certi, alla propaganda nazionalistica presso le masse popolari.
      Dalle suore andai solo pochi mesi, ricordo che controllavano che non rimanessero briciole sulla tovaglia e se te ne rimaneva una, dicevano che Dio ti avrebbe punito facendoti morire… perché avevi sciupato ed offeso il corpo di Cristo. Era, ovviamente, solo una ragione educativa (o di economia domestica), ma io, che non ero di paese e che ero di campagna, ho pensato diverse volte che sarei morto per quella briciola. Mostravano pure i filmati 8 mm col diavolo e le punizioni che attendevano chi sbagliava, chi scordava le preghiere, chi non fosse stato ligio. Ricordo una suora, si chiamava suor Mansueta, mi picchiava. Spesso non lo meritavo affatto.
      Pensa che fatica feci poi ad emanciparmi da queste ossessioni ed il conflitto che ebbi quando, crescendo, iniziai a considerare Dio, la Religione, l’extraterreno nel modo corretto, distante da alcune interpretazioni ed a sentirne, in un qualche modo seppur contrastato, il fascino.

      Per due estati andai alla colonia estiva, un anno alla colonia marina Modenese di Miramare/Riccione, quello successivo a quella montana di Monfestino. Ricordo le levatacce per l’alzabandiera del mattino e la stanchezza dell’alzabandiera della sera… ed ancora canti patriottici, qualche volta un’ora di marcia e t’insegnano L’”At-tenti”, il “Dietro-front”, il “Fianco-destr” e simile “cultura”. Non si studiava e non s’imparava un cavolo, ti “educavano al sistema” ed all’obbedienza incondizionata o all’opportunismo, tacevi per convenienza, per paura, non tacevi per consapevolezza, quella cosa che nasce da conoscenza e convinzione intima. Oppure eri caporale e maresciallo per DNA ed allora ti trovavi bene, quelli si trovano bene in ogni sistema.
      Ecco perché dico che la scuola non è fatta solo d’insegnanti come dici tu, ma di sistema. Quando dici che alle dittature serve l’ignoranza, hai ragione. Ignoranza è anche avere solo una parte della conoscenza, senza, magari, quella parte che potrebbe metterti in contraddizione, farti pensare. Forse questo è uno dei ruoli di quei canti, delle marcette, delle alucce.
      Poi, sai, anche gli insegnati sono uomini, a volte deboli, a volte costretti a qualche compromesso per vivere, a volte pigri. A volte non è così semplice ribellarsi. Un tempo c’era la repressione fisica, oggi c’è la carriera, la vita privata. Non è facile andare di ruolo a 40 anni con tre lauree (e cito un caso non tra i più sfortunati) ed avere il coraggio di alzare la testa.
      Poi ci sono i programmi di studio, quelli discendono dai ministeri, il ché è tutto dire.
      Mi spingo più sull’attuale. Senza prendere alcuna parte politica ho assistito ad una rappresentazione di una fiaba alle scuole elementari ove il protagonista detto “l’uomo nero” rubava la fantasia ai bambini. La rappresentazione era messa in scena da una di quelle tante compagnie che sicuramente anche tu conosci e che fanno parte di determinati circuiti… ebbene l’uomo nero, pur non essendo mai citato, parlava come Berlusconi ed aveva un trucco che ne imitava il volto, mancava solo la cravatta a pallini. Il narratore diceva che quell’uomo si sarebbe appropriato di tutto, anche delle parole (evidente il riferimento all’informazione). Sai una cosa? Gli insegnanti non si sono ribellati: alcuni non hanno capito, altri hanno fatto finta di non capire, altri hanno tollerato, altri applaudivano. Credo che anche il più antiberlusconiano al mondo, se persona di buon senso e leale, non potesse approvare uno spettacolo simile propinato a scolaresche dai 6 ai 10 anni.

      Hai mai sentito il testo integrale dell’Inno di Mameli, te lo raccomando! Mi è capitato anche di sentirlo cantare da una prima e da una seconda elementare. Mi ha fatto un certo effetto vedere bimbetti di 6 anni dire: “Siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò… siiiii”.
      Fortuna che si sono fermati prima delle strofe: “… Ha il core e la mano; i bimbi d’Italia si chiaman Balilla; il suon d’ogni squilla i Vespri suonò…”.

      Come sai, per alcune manifestazioni sono poco frequentate, da qualche anno è diventata prassi coinvolgere obbligatoriamente le scuole… così c’è tanta gente (anche i genitori ovviamente ci vengono a vedere i pargoli), in modo da dare parvenza di partecipazione giovanile (l’età media calcolata poteva essere all’incirca di 8/9 anni). Non ho nulla di contrario dal punto di vista ideologico, è una parte di storia, una parte importante. Anzi, penso che possa essere una bella scuola di storia se introdotta e seguita da una o due lezioni in classe. L’inno di Mameli, inneggiante al militarismo, alla morte, al nazionalismo e per di più cantato malissimo, però no! Almeno se ne fosse approfittato per dare qualche rudimento di canto!

      Mio figlio ha avuto la sfortuna di frequentare le elementari in un periodo altamente “creativo”. Nessun voto per non mortificare alcuno, la scuola governata da pseudo psicologi ambiziosi e pieni di sé, nessuna poesia a memoria (inutile esercizio mnemonico), nessuna tabellina (non serviva), nessun verbo (s’imparano nella pratica, il futuro ed il congiuntivo non servono), niente geografia politica, solo geografia fisica ed astronomica (non è importante sapere di Stati e Città), 8/10 visite alle salse di Nirano in 5 anni, circa 8/10 visite al Parco fluviale di Marano in 5 anni. Tre x sette non lo sapeva fare, però sapeva che i vulcanetti di Nirano emettono sostanze calde e scivolose e che occorreva portarsi un cambio d’abito.
      Una qualche idea su chi sia stato quel genio nazionale ed internazionale, che elaborò queste teorie l’ho, ma non la riporto perché la persona in questione è considerata quasi santa. Passando alle superiori, parecchie volte mi sentii dire dagli insegnanti: “queste cose vanno studiate come si studiavano le tabelline!“ Quando dicevo loro che tabelline e verbi erano stati dati per superflui, quasi non mi credevano e mi chiedevano quale scuola mio figlio avesse frequentato in precedenza.
      Tutto questo per dirti come anche l’apporto della scuola e dell’insegnamento, possano essere relativi e dipendano da tanti fattori. In questo caso sto parlando di conoscenza di base, di matematica, d’italiano, di geografia, cose fondamentali.
      Quei pochi compagni di mio figlio, che non hanno frequentato le superiori, potrebbero benissimo essere ingannati come furono ingannati i “cafoni” della Piana del Fucino nel romanzo “Fontamara” di Silone, quando si fecero convincere dall’impresario che sottoscrivendo un contratto che assegnava al latifondista i ¾ dell’acqua ed a loro i ¾ dell’acqua che resta, costituisse un buon accordo.
      Anche di questo hanno bisogno le dittature nonostante le Salse di Nirano, l’orogenesi ed il teatro.

      Sarò pure cinico, ma qualche volta penso che le alucce siano uno di quei tanti tentativi per distrarre da intenti ed energie importanti, quelli che domani potrebbero infastidire… meglio lasciare illudere i cafoni che possano volare con le loro alucce di cartone.
      La fantasia è importante ma lo sono anche i mezzi per la comprensione del presente che sta in basso, dove hanno buon gioco a governare solo alcuni giocatori, forse gli stessi che costruiscono alucce per noi.
      Grazie Luigi, come vedi, anch’io sono prolisso e parlo di me, ma poiché il blog è un po’ in vacanza spero di non avere sottratto troppo spazio…

  20. Luigi Luppi
    29 luglio 2012 at 16:29

    sei un grande… willer
    ti rispondo d’istinto… al volo e non trovo nulla su cui ridire…
    sei entrato nelle viscere del problema scuola.
    concordo sull’orrore del nostro inno… la faziosità degli insegnanti e la cattiveria del mondo cattolico…
    anch’io ho ricordi orrendi…e a volte mi nascondo “inventandone” dei buoni.
    Con le tue parole mi ricordi che spesso cerco di scherzare e ridere per non ricordare.
    Mi piace sempre tantissimo leggerti…hai un lato geniale nel descrivere le cose e sei un poeta per la sensibilità che dimostri.
    Quelle ali, per me rappresentano il modo per sacappare via!!!
    non si risolvono i problemi fuggendo, ma almeno “non avranno il mio scalpo”.
    la storia scorre come l’acqua verso il mare…ed i teatranti politicizzati per poter lavorare , come dico io ” per far piacere al capo” non fanno altro che creare “la reazione” di chi poi se ne accorge che anche il troppo stroppia…e a forza di dare addosso a berlusconi…
    ne hanno creato mille altri…

    Willer sei il Tex degli anni 60… un lupo solitario nella politica, che nessuno riusciva ad addomesticare… e viveva solitario nella sua infinita saggezza.
    Grazie, sei sempre un grande…
    ciao

    Luigi Luppi.

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