Castelfranco Emilia, venerdì 22 giugno 2012. Ore 19. Sala del Consiglio. Aria condizionata al primo piano. Caldo torrido al secondo piano, dov’è la Sala del Consiglio e dove, questa sera, sono convocate due commissioni congiunte: “Affari istituzionali e organizzazione” e “Politiche del territorio e degli interventi tecnici”. Il tema è: “aggiornamento circa l’esito delle verifiche eseguite dai valutatori della protezione civile secondo le schede Aedes iniziate domenica 17 giugno ed ancora in itinere”. Pubblico numeroso e interessato: alcuni sfollati di Piumazzo e “delle Guinizelli”, una giornalista (io), un consigliere provinciale, genitori (soprattutto mamme), nessun addetto stampa del Comune a riportare “qualsivoglia considerazione positiva sull’operato dell’amministrazione comunale…”, sedie insufficienti, ventagli a go-go, tant’è che ad un certo punto uno spettatore che da tempo non si vedeva in questa sala, tornato oggi per l’occasione, sbotta: “parlano piano, si muore di caldo… così la gente si stufa e se ne va…”.
La commissione è aperta al pubblico (che però non può parlare), ma può ascoltare, tendendo bene le orecchie perché in effetti “parlano piano” e, chiudendo le finestre per sentire meglio, si soffoca ancora di più dal caldo… Ma noi “resistiamo”. Molti genitori, invece, lasciano la sala prima della conclusione, ma ce n’è uno che rimane fino alla fine e ascolta parola per parola con molta attenzione: è Paolo Bianco, papà di due bambini che frequentano le scuole “Guinizelli” e ingegnere, doppiamente interessato, quindi, a quanto si dice in questa calda serata.
Al tavolo, due tecnici: l’ing. Caretta del settore Lavori Pubblici e il geom. Masetti del settore Urbanistica.
Si parla della situazione degli edifici scolastici all’indomani degli eventi sismici che hanno interessato alcuni paesi della Bassa Padana, lambendo marginalmente anche il nostro paese… ops, città. Viene spiegato che dopo la prima scossa del 20 maggio, le scuole erano state tutte dichiarate agibili ma che, al seguito di quella del 29 maggio, si è dovuto ricominciare daccapo, in fatto di verifiche. Il Sindaco spiega che il settore Protezione Civile fa ora capo al comando unificato di Marzaglia: sappiamo tutti, infatti, che dalla fine del mese di maggio l’Autorità Nazionale della Protezione Civile ha preso il comando del coordinamento presso la sede unificata di Marzaglia, esautorando di fatto le autorità locali (provinciali e comunali).
Il Sindaco afferma che non c’è niente del patrimonio edilizio adeguato all’antisismica, quindi tutto è da rivedere e ripensare, confidando nell’ordinanza n° 2 del 16 giugno 2012 della Protezione Civile, emessa da Errani, affinché consenta al Comune terremotato di Castelfranco Emilia di ricevere contributi economici per il recupero e, di conseguenza, in questo frangente, svincolarsi dagli obblighi del Patto di Stabilità per fare nuovi investimenti, anche se, come ha detto il sindaco, “cercheremo di essere ‘continenti’, cioè di non spendere di più oltre l’emergenza”.
Al 19 giugno 2012 sono giunte 461 richieste di verifica (in realtà ridotte a 451, perché alcuni edifici sono accorpati in condomini) ed effettuati 342 controlli: emesse 34 ordinanze per fabbricati uso ex agricolo e abitativo (10 sono risultati inagibili), 27 conferme di agibilità, 24 ordinanze per interventi di messa in sicurezza e sono 39 gli edifici da rivedere da una squadra Aedes (due tecnici della Provincia di Napoli).
Il consigliere Gidari (PDL) sbotta: “allora qualcosa manca dall’inizio… Perché non avete applicato le norme già vigenti dal 2005? Perché ci sono scuole inaugurate da poco, costruite nel 2008, che ora sono inagibili? Che Castelfranco si ‘fregi’ del titolo di Comune terremotato è uno schiaffo…”. E se ne va adirato, senza attendere la risposta, in quanto accusato di essersi avventurato in un percorso politico e quella di oggi non è la sede (non è un consiglio comunale, ma una commissione tecnica). Però il giorno successivo invierà un comunicato stampa (pubblicato anche su questo Blog, con la risposta dell’amministrazione comunale: leggi articolo e commenti http://www.lacarbonarablog.it/?p=21506).
SITUAZIONE SCUOLE. Inagibili (classificazione “E” nella scheda Aedes): “Girandola”, “Maggiolino”, parte storica delle “Tassoni” di Piumazzo (mentre è agibile la parte nuova e la palestra è stata classificata con la lettera “B”, cioè temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento), “Don Milani” di Manzolino (solo la palestra sarebbe temporaneamente inagibile, lettera “B”, come la palestra di Piumazzo).
Temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento (lettera “B”) per la “Grazia Deledda” di Gaggio (scuola e palestra). Inagibile la palestra di Judo delle scuole Marconi.
Parzialmente inagibili (lettera “C”): scuole verdi (stante il recente crollo del cornicione, perché prima era stata dichiarata agibile) e lo “Spallanzani”.
Per le classificazioni A-B-C sono previsti interventi; possibilità di recupero per le classificazioni E, potendo “promuovere” alla categoria “B” quegli edifici giudicati inagibili, dunque recuperabili, ma solo se ci sarà un’estensione della suddetta ordinanza della Protezione Civile (la normativa attuale però ancora non lo prevede, dunque non sappiamo cosa ne sarà di quegli edifici scolastici inagibili). Per il momento, infatti, sappiamo che alle scuole “Tassoni” di Piumazzo e “Don Milani” di Manzolino resta confermata l’inagibilità, per cui il nuovo anno scolastico inizierà nei containers o prefabbricati (a seconda di come li si vuol chiamare). La Regione Emilia Romagna pubblicherà un bando europeo per la fornitura dei prefabbricati (o containers), mentre le opere di urbanizzazione (allacciamenti, scelta del sedime, ecc…) saranno a carico e a cura del Comune: per le scuole di Manzolino sarà utilizzato lo spazio vuoto “ex case popolari” di Via G. D’Annunzio. Per quelle di Piumazzo ancora non si sa.
Dunque, riassumendo, interventi “non mastodontici” (così è stato detto) saranno effettuati nelle scuole “Maggiolino”, “Girandola” (nessun problema a livello strutturale qui: la scuola è stata lesionata nelle parti non portanti,) e “Grazia Deledda”, che apriranno regolarmente a settembre, nonché in tutti gli edifici A-B-C; cinque aule dello Spallanzani saranno prestate alle scuole verdi, dove si dovranno fare ulteriori controlli (“sono da verificare tutti i cornicioni… quello che non è caduto, se pericolante, lo faremo cadere noi”); a Manzolino e a Piumazzo, a settembre, si apriranno le scuole delocalizzate in prefabbricati/containers.
E’ stato anche detto che la maggior parte dei problemi riscontrati negli edifici scolastici “sono la conseguenza di scelte architettoniche”.
Riguardo alla situazione degli sfollati a causa del terremoto, alla domanda del consigliere Barbieri (Lega Nord) se le 11 famiglie (51 sfollati) fossero state collocate con piena soddisfazione, il sindaco ha risposto di sì (è stato detto: “tre famiglie hanno trovato una sistemazione autonoma, per tre famiglie stiamo cercando una sistemazione definitiva in questi giorni”). Mentre alla successiva domanda di Barbieri “anche quelli provenienti da edifici privati?”, il sindaco ha risposto sottovoce (non è stato facile sentire) che non era quella la sede per parlarne, almeno così hanno percepito gli sfollati da case private presenti alla commissione di venerdì 22 giugno. Me compresa.
Al termine della commissione, incontriamo l’ing. Bianco per chiedergli un’impressione di ordine tecnico sulla discussione alla quale ha appena assistito con attenzione. Bianco è un ingegnere strutturista, accreditato anche per le rilevazioni Aedes, e ha prestato volontariato – così ci dice – in alcuni Comuni colpiti dal terremoto, tra i quali San Possidonio di Modena: dunque, ha potuto e dovuto toccare con mano gli effetti devastanti prodotti dal sisma abbattutosi sulle nostre zone.
Con un mezzo sorriso, forse più di circostanza, ci risponde che “in certi momenti più che in altri si comprende come mai gli ammessi all’audizione non possano parlare… Peccato”. Questo è il regolamento, gli spieghiamo, convenendo assieme a lui che forse, al di là delle considerazioni personali sulla discussione, ma vista l’importanza dell’argomento, i cittadini avrebbero gradito un’assemblea pubblica, per conoscere sì la situazione post-terremoto nel Comune di Castelfranco, ma anche e soprattutto per partecipare a tutto tondo e avere la possibilità di fare semplici domande e ricevere semplici risposte, come si usa in un paese (ops… città) democratico.
Capiamo, in quel sorriso di circostanza, che quindi l’ing. Bianco avrebbe avuto “qualcosa da dire” e che l’avrebbe voluta dire in quel pubblico consesso dove però ha dovuto prestare solo le orecchie. Perciò gli diamo VOCE noi: “nel contesto delle esposizioni vi sono state imprecisioni a non finire, – afferma l’ingegnere/papà – soprattutto quando si richiamavano norme, tanto che ad un certo punto sembrava una gara a chi la sparasse più grossa. Alle prime battute ho accusato qualche perplessità, ma dopo un po’ la cosa è diventata quasi divertente. Alcuni scambi sono stati addirittura esilaranti e ho faticato a trattenermi. – confessa l’ingegnere –Durante la discussione, che aveva anche una parvenza di filo conduttore, ogni tanto montavano disquisizioni di dettaglio che sviluppate da non tecnico, insomma… Ad un certo punto il consigliere Manfredi ha esternato dubbi e timori sulle problematiche dei capannoni prefabbricati, cui prontamente ha risposto il Sindaco sottolineando che per le nuove costruzioni il problema non si pone più e rendendosi anche disponibile, con l’ausilio di un cestello, a mostrargli come si procede attualmente nell’area in fase di edificazione alla Cavazzona. Una scena simile avrebbe del surreale e sarei disposto a pagare per poterla girare, soprattutto per vedere l’uno che tenta di spiegare e l’altro che tenta di capire.
Il Consigliere Righini, presa la parola, – continua Bianco – ha evidenziato che in ordine alla sismica aveva posto da mesi un’interrogazione circa le verifiche dei fabbricati scolastici, sottintendendo che non fosse mai pervenuta alcuna risposta. Questa volta, però, la risposta le è stata data: è stata “accusata” di portare sfiga. È grave però – ci riferisce l’ingegnere – che dopo la battuta, che poteva anche essere apprezzata, null’altro sia stato detto: il che tecnicamente dice tutto…”.
Entrando nel tecnico, l’ing. Bianco ci precisa che, per effetto dell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2003 (cfr. art. 2, comma 3), è fatto obbligo ai rispettivi proprietari di procedere alla verifica degli edifici di interesse strategico la cui funzionalità assume rilievo in caso di eventi sismici. Gli edifici di interesse strategico sono stati definiti direttamente dalla Regione che, nella delibera di Giunta n. 1661/2009, fra gli altri, ha inserito le Scuole di ogni ordine e grado, i Centri di formazione professionale e i Servizi educativi per l’infanzia. I termini per le suddette verifiche, inizialmente fissato al 31 dicembre 2010, fu prorogato al 31/12/2011. La domanda della Righini, quindi, pareva e pare più che opportuna e la “sfiga” forse è un’altra: non avere semplici risposte a semplici domande…
“Un altro momento in cui ho fatto fatica a trattenermi – riprende l’ing. Bianco – è stato quando fra discussioni animose su basi tecniche, il Sindaco, con tono solenne, ha tenuto a dire che a seguito di questo terremoto saranno da rivedere e ripensare le idee e gli sviluppi in materia di edilizia scolastica. Poco dopo, le stesse cose, con le stesse parole, le ha ripetute anche l’assessore ai Lavori Pubblici”.
Addentrandosi nuovamente nella materia tecnica, l’ing. Bianco precisa che le norme inerenti le costruzioni sono materia in carico allo Stato e che neppure le Regioni hanno alcuna facoltà al riguardo. “In altri termini, – continua Bianco – da Aosta a Pantelleria si progetta e si realizzano opere con lo stesso riferimento normativo. Ai Comuni, pertanto, non viene chiesto, né è mai stato chiesto, di pensare e ancor meno oggi di ripensare. In materia sismica i Comuni debbono solo far rispettare le norme e rispettarle loro stessi. L’idea che i due si mettano a pensare è di suo grottesco; in più conferma che fino ad oggi della questione forse non se ne sono neppure occupati, quando invece, per effetto di leggi statali a loro sovraordinate, avrebbero dovuto preoccuparsene. E’ bene applicare, non pensare, peggio ancora ripensare…”.
All’ingegnere abbiamo chiesto anche un commento sui dati presentati dai due tecnici dell’amministrazione comunale.
“Innanzitutto non si spiega – asserisce Bianco – come e perché questo Comune voglia considerarsi e farsi considerare un Comune terremotato: autoproclamazione? Perché i numeri direbbero esattamente il contrario… Tralasciando la situazione degli sfollati, resta il fatto che a seguito dell’evento sismico sono pervenute all’amministrazione poco più di 300 richieste di verifica di fabbricati e di essi solo 10 sono risultati inagibili: in altri termini una percentuale tendente allo zero, se rapportata al patrimonio privato complessivo. Nel caso delle Scuole il problema si pone in termini diversi: la percentuale di fabbricati scolastici danneggiati è rilevante, il 30%. E, se si tiene conto che a Castelfranco il terremoto è arrivato piuttosto smorzato, il dato si fa drammatico. D’altro canto, fintanto che si bruciano soldi per parcheggi assurdi (quasi 100.000 euro per le modifiche al parcheggio delle Guinizelli) e non si eseguono le manutenzioni minime (alle Verdi è crollato un cornicione da solo), non ci si può aspettare altro…”.
L’ingegnere ci ha poi espresso dubbi sullo sfollamento disposto dalle case popolari di Piumazzo: “stando a quanto riferito dal Sindaco, – afferma Bianco – subito dopo il sisma tecnici propri di Acer hanno disposto un sopralluogo e decretato l’inagibilità del fabbricato cui con immediatezza il Comune ha dato seguito emettendo specifiche ordinanze di sgombero. La procedura non torna: solitamente chi interviene in modo speditivo (come potrebbero essere intervenuti i tecnici di Acer) conferma l’agibilità, ovvero indica la necessità di un sopralluogo ai verificatori Aedes cui spetta di decretare l’agilità, eventualmente con le prescrizioni del caso, ovvero l’inagibilità. Tali schede, presentate alla Regione, arrivano per via telematica per quel che concerne il risultato del sopralluogo, in modo che i Comuni possano provvedere alle Ordinanze del caso. Nel caso in questione, da quanto ne sappiamo, nessuna rilevazione Aedes è stata ancora effettuata e gli occupanti sono stati comunque sfollati: ed è già trascorso un mese”.
Anche il capogruppo della lista civica “Frazioni e Castelfranco”, Silvia Santunione, ha qualche perplessità, che semplicemente esprime in una semplice domanda posta con l’intento e la volontà di fare chiarezza sulla situazione: quali sono le ragioni per cui Castelfranco è stato dichiarato Comune terremotato?
Per ottenere risposta a questa domanda, la lista ha presentato ieri una specifica interrogazione, urgente.
“Nell’immediatezza dei recenti e drammatici eventi sismici, noi come tanti altri ci siamo attivati ed impegnati per aiutare a fronteggiare l’emergenza che si era creata, soprattutto nelle zone più colpite dal terremoto. – spiega Silvia Santunione – Ora è passato circa un mese dal primo evento sismico, continuiamo a dare il nostro contributo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, ma vogliamo però anche capire come mai il Comune di Castelfranco Emilia sia stato inserito nell’elenco dei comuni danneggiati dal terremoto, dove figurano anche, solo per fare qualche esempio, Medolla, Novi, Cavezzo, San Felice, San Prospero, Finale….
Noi non crediamo di poterci assolutamente ritenere popolazioni colpite dal terremoto al pari di quelle che stiamo aiutando da un mese a questa parte con i nostri volontari, i nostri mezzi ma soprattutto e in primo luogo grazie alla grande partecipazione e alle generose offerte di tutte le persone che hanno sostenuto la nostra iniziativa di raccolta beni, eppure godiamo degli stessi benefici (sospensione degli adempimenti fiscali, esenzione dai ticket sanitari..)
Castelfranco Emilia è stato infatti inserito nell’elenco dei Comuni colpiti già dal primo terremoto del 20 maggio 2012 (elenco allegato al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 1 giugno 2012 – precisa la Santunione – “Sospensione, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti colpiti dal sisma del 20 maggio 2012, verificatosi nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova, Rovigo”).
Perché?
Riteniamo che sia interesse dei cittadini avere una risposta a questa domanda.
Inoltre, – conclude la Santunione – In commissione il Sindaco ha comunicato che nel nostro comune diversi edifici scolastici (per la precisione otto) hanno subito danni a causa del terremoto e che alcuni sono pure del tutto inagibili (in particolare le scuole elementari di Piumazzo e Manzolino che risulterebbero le più gravemente danneggiate e per le quali, ha comunicato sempre il Sindaco, per il prossimo anno scolastico si predisporranno dei prefabbricati).
In base ai dati forniti dall’amministrazione comunale, i danni agli edifici scolastici sono stati conseguenza del sisma del 29 maggio (tant’è che, dopo la prima scossa del 20 maggio, tutti gli edifici scolastici del territorio di Castelfranco erano stati riaperti), eppure Castelfranco risultava tra i comuni danneggiati già dal sisma del 20 maggio.
Per quale motivo?
Tutte queste nostre considerazioni così come la nostra volontà di fare chiarezza sono al netto della situazione di quelle persone che vivono, anche a Castelfranco, un disagio a seguito del sisma e per quali, proprio per tale loro disagio, occorre senza dubbio l’accesso a tutti i benefici e le possibilità consentiti dalle norme e disposizioni adottate per fronteggiare l’emergenza sisma”.
In conclusione, visto il futuro incerto della scuola “Tassoni” di Piumazzo, per la quale ad oggi resta confermata l’inagibilità (in attesa di ulteriori verifiche e cambiamenti normativi, ma con l’unica certezza che a settembre l’anno scolastico si aprirà nei containers), ci piace ricordare un estratto da un articolo pubblicato due anni fa su questo Blog:
17/3/2010. La novità della serata è stata la presentazione di un progetto per un nuovo polo scolastico a Piumazzo: una proposta concreta e di contrasto ad una decisione “già presa” dall’amministrazione comunale. “Visto che veniamo spesso accusati di essere poco propositivi, – ha detto Silvia Santunione – stasera vi illustriamo il progetto di un nuovo polo scolastico a Piumazzo. Il 25 gennaio scorso, nel corso di una riunione all’Arci organizzata dall’amministrazione, l’assessore Vigarani, tra le contestazioni del pubblico, senza aver sentito prima il parere dei cittadini, presenta un progetto di ampliamento e ristrutturazione della scuola Tassoni già fatto. L’amministrazione è venuta semplicemente ad illustrare un qualcosa di già deciso. E la possibilità di poter realizzare un nuovo plesso scolastico non è stata mai valutata. I lavori erano già stati assegnati, con trattativa privata, e avviati entro la prima settimana di febbraio 2010. – ha continuato la Santunione – Noi, il 27 agosto 2009, per essere informati sul progetto, abbiamo richiesto la documentazione relativa: nessuno ci ha risposto. Il 26 ottobre 2009 abbiamo rinnovato la richiesta. La documentazione ci viene consegnata a fatica solo dopo la commissione del 3 dicembre e dopo un mese è stato presentato il progetto esecutivo. Questo è stato il modo in cui l’amministrazione ha coinvolto la gente. Il fatto di procedere con un ampliamento e ristrutturazione dell’attuale scuola elementare va certamente a limitare qualsiasi altro investimento per una scuola media a Piumazzo nei prossimi 30 o 40 anni, vista l’entità dell’intervento, nonostante – parole dell’assessore Vigarani – tra 10 anni la frazione di Piumazzo potrebbe arrivare a 7.000 abitanti: ma questo non basta a pensare di realizzare una scuola media qui”.
Vignali e Fagnini, i geometri incaricati dalla lista civica, hanno invece studiato un progetto di massima per l’ipotesi di una nuova scuola a Piumazzo, “completa” ma soprattutto “nuova”. “Quello che non è stato fatto dal Comune”, ha esordito il geometra Fagnini, illustrando l’alternativa su richiesta della lista. “L’intervento è stato pensato superando gli standard minimi richiesti dalla vecchia normativa del 1975, utilizzando quindi quelli massimi, in previsione di potervi includere tra qualche anno anche una scuola media. – ha spiegato Fagnini – La prima innovazione sta in un grande parcheggio che, senza attraversare alcuna infrastruttura, porta direttamente all’ingresso della scuola. L’edificio si sviluppa su due piani, diviso in tre sezioni, per un totale di 15 aule di 48 mq ognuna (la normativa ne prevede 45), una palestra di 638 mq (quando per una scuola elementare sarebbero richiesti 300), 6 laboratori, 3 spogliatoi, una sala mensa di 286 mq, più 52 mq di cucina scaldavivande e ulteriori 20 mq per una dispensa (quando la normativa prevede 262 mq per cucina e accessori), una biblioteca, 33 bagni, una stanza con solo dei lavabi, un’aula professori di 22 mq, 3 vani scale (ne abbiamo aggiunti due), un ascensore per disabili. – continua il geometra Fagnini, entrando nei particolari con l’ausilio di alcune slides – Al pianterreno dell’edificio sono previste 6 aule per tre cicli scolastici di prima e seconda elementare, con annessi 3 laboratori (la normativa ne prevede uno), più 11 servizi igienici (5 per i maschi, 5 per le femmine e uno per i disabili), contro i 6 previsti dalla normativa. Sempre al piano terra si trova un’aula insegnanti e una mensa progettata per due turni di pranzo comprensiva di una zona adibita a piccola cucina. La centrale termica si trova sul retro, distaccata dall’edificio. Dall’ingresso della scuola si può accedere direttamente alla palestra, pensata in queste dimensioni (il doppio), in quanto potrebbe essere utilizzata anche per fini non scolastici, ma soprattutto in previsione, magari tra 5 anni, di includervi la scuola media. Al primo piano si trovano altre 9 aule, per i restanti tre cicli di terza, quarta e quinta elementare, 3 laboratori, una biblioteca e i servizi igienici, raddoppiati rispetto agli standard, per aumentare il corpo della scuola”.
L’area dove potrebbe sorgere la nuova scuola è stata individuata in uno dei tre ambiti POC in cui sono previste infrastrutture pubbliche e cioè in una zona centrale del paese, di 30.000 mq, situata tra Via Armellini e Via Rismondo in fondo a Via XXV Aprile.
Per quanto riguarda i costi, il geometra Fagnini ha presentato due diversi computi: uno in base al costo dell’edificio secondo standard minimi per 3.800.000 euro (1.300 euro al mq) e un altro (riferito al progetto presentato nella serata) utilizzando gli standard massimi per 4.500.000 euro.
Ma dove reperire le risorse? “Considerando i 706.000 euro stanziati dall’amministrazione per l’ampliamento della scuola Tassoni, – ha spiegato il geometra Vignali – più circa 2.000.000 di euro per la messa a norma e adeguamento sismico della vecchia scuola, più il contributo del 33% alla scuola media di San Cesario (800.000 euro), siamo già a 3.500.000 di euro… E il restante milione potrebbe arrivare dagli oneri di urbanizzazione, cedendo l’area della vecchia scuola Tassoni. Le risorse ci sarebbero”. E si risparmierebbe anche il costo del trasporto scolastico (circa 200.000 euro all’anno a carico delle famiglie e 100.000 euro all’anno a carico del Comune).
“Avere un polo scolastico adesso, a Piumazzo, sarebbe una porta aperta per poter avere, tra cinque anni, anche una scuola media. – è stato precisato – Questo progetto consentirebbe di valutare la possibilità di portare la scuola media qui, in considerazione del fatto che 142 ragazzi piumazzesi frequentano la scuola media di San Cesario e sono in numero maggiore rispetto a quelli di San Cesario (dato fornito dall’assessore Vigarani). E si risolverebbe anche il problema di avere un grande parcheggio in centro, che non è poco”.
“Andare a ristrutturare una scuola vecchia, significa mettere le mani su qualcosa di vecchio. E siamo poi così sicuri sui lavori di adeguamento alla normativa sismica? Quanto dureranno? Ci hanno detto un anno e oltre… con i bambini all’interno della scuola… – ha sottolineato la Santunione – L’edificio della scuola Tassoni potrebbe invece essere utilizzato per una serie di servizi che a Piumazzo mancano, tipo una biblioteca, una sala civica, uffici comunali distaccati… Siamo una frazione di 5.000 abitanti con una previsione di aumento di ulteriori 2.000 tra 10 anni (dato fornito sempre dall’assessore Vigarani)”.
Il progetto per un nuovo polo scolastico a Piumazzo sarà al più presto recapitato all’amministrazione comunale.
(Estratto dall’articolo “Il primo anno della lista civica”, pubblicato il 26/3/2010: http://www.lacarbonarablog.it/?p=3769)
Alessandra Consolazione
Interrogazione della lista civica “Frazioni e Castelfranco” presentata il 25/6/2012:

















ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
Malizia, ti rispondo un po’ per gioco e perchè il blog è in vacanza e poco frequentato…per cui spero di infastidire il meno possibile i pollici rossi,
sempre molto ben accetti… e segno di attività cerebrale per fortuna ancora in atto…
Cara Malizia, è esatto, il processo è ineludibile.
Possono mettere in atto qualsiasi azione, come sta succedendo in Siria, con potenza in dollari ed armi, senza limiti, ma incredibilmente senza risultati, senza “saltarci fuori”.
Tutti i giorni si registrano stragi di civili, eppure, continuano, e di gente che si fa uccidere ce n’è sempre…
Ci si chiede da dove escano… come è possibile che ci siano sempre persone disposte a farsi uccidere in quelle piazze.
Ho letto e riletto infinite storie sulla guerra in Vietnam, che accompagnò la mia gioventù, e persino nelle canzoni di allora, da bob dylan a morandi.
Fabbricarono caramelle esplosive per colpire i bambini, rilevatori di feci per bombardare i minimi insediamenti umani, crearono la diossina per disboscare (e la facevano vicino Milano) le mine in plastica per sfuggire ai rilevatori (fatte in Italia, tuttora primi produttori al mondo) ed usarono il napalm per bruciare tutto…
Ora si portano i turisti a visitare le migliaia di cunicoli sotterranei da dove sbucavano e si nascondevano quei vietcong…
L’America si è piantata in 20 anni di guerra… perdendola clamorosamente…
Con risorse illimitate… non sono riusciti a piegare il popolo più miserabile del mondo…
Cosa avessero di più quei Viet…(oltre che l’appoggio russo) lo stanno ancora studiando…
Per me, forse, era solo …fanatismo…
E chi fomenta il fanatismo, come in rete, ne resta prima o poi, vittima…
Questo è difficile da capire, quando il fanatismo è dalla tua parte…e stupisce sempre il fuori controllo crescente che genera quando è in in ambo le parti…
Popoli dove da millenni dieci persone valgono meno di un cammello, sono improvvisamente vittime della rivolta giovanile incontrollabile… quando non c’è mai stata un epoca più controllabile di quella attuale.
Nell’immediato dopoguerra mondiale, venne alla luce in maniera evidente, l’assoluto bisogno di comunicazioni veloci fra i vari eserciti e furono creati i corpi così detti delle “trasmissioni” nei quali ho fatto il militare ed ho continuato a frequentare come radioamatore negli anni successivi… ed il problema radioamatori, dall’esercito americano era molto sentito e ben visto per le potenzialità che offriva in caso di blocco alle comunicazioni…e così si avviò internet…per la popolazione.
Ma qualcosa è sfuggito dal controllo…
Si è creato un batterio che si pensava buono e amico… che ora sta distruggendo tutto.
Al pari della sindrome cinese…un reattore nucleare fuori controllo che raggiunge il centro della terra…e poi ???
Poi lo vedranno i nostri nipoti…
Penso che l’umanità sia entrata in un tunnel dal quale si esce solo con la sincerità degli intenti…e l’onestà.
Le falsità non riescono più ad indottrinare nessuno e vincerà solo chi saprà rapportarsi con parità.
Alle balle spaziali, non crede più nessuno…ai nostri giovani puoi raccontare quello che vuoi…possono controllarlo e verificarlo con un clik…anche se la falsità si nasconde nei clik…
Stà finendo e per me è già finita l’era del “l’ha detto il dottore…” o “l’hanno detto in tv…”
è finito l’ossequio al dotto…perchè sono tutti dotti…o dottori…
Come era impensabile ,solo 100 anni fa, che gli schiavi potessero ribellarsi ai padroni ed un nero diventare presidente degli Stati Uniti… oggi è impensabile che nel futuro spariranno le dittature…
Ma questo è solo un mio pensiero, una mia utopia… che però vedo sempre più nitida, visto il fallimento nel mondo delle religioni, falsità e oppressioni …
È solo una faccenda di tempo… tempo al tempo e gli equilibri instabili…si stabilizzeranno…
Qui vedo la forza infinita della natura, che tutto ripiana e semplifica…
Comunicare… parlare…diffondere pensieri… sono il virus letale d’oggi…
Fù la parola ad elevare l’uomo dalla sua condizione animale… e non si è ancora trovato “l’anello mancante” nella nostra evoluzione… non si è ancora capito quando, come e perché l’uomo ha cominciato a parlare…e comunicare…
Nell’orologio della nostra vita terrena, paragonandolo a 24 ore dalla sua comparsa su questo pianeta, l’uomo ha cominciato a parlare nell’ultimo secondo… ed in questo ultimo secondo è solo nell’ultima infinitesimale frazione di secondo che è comparsa la comunicazione elettronica…
Sfruttiamo, governiamo, l’elettricità, ne conosciamo alcune leggi…ma non ne conosciamo il perché.
C’è, esiste, funziona…ma non sappiamo cosa la genera…
Siamo all’inizio primordiale di una nuova era, la comunicazione elettronica dopo la scoperta dell’elettricità e le trasmissioni radioelettriche, dove fra poco perderemo l’uso della parola e ci parleremo col pensiero…
Già in questo istante, ci stiamo scambiando pensieri, in silenzio, senza parlarci, vederci e spostarci… con una potenza illimitata, semplicemente spingendo dei piccoli tasti.
Fra milioni di anni, potrà esserci qualcuno che rileggerà queste righe, proiettate all’infinito nello spazio, verso galassie lontane miliardi di anni luce.
Quello che stiamo scrivendo ora …viaggia via radio e resta per sempre… in qualche angolo… ma sempre visibile e rintracciabile.
E se si pensa all’indietro… se guardiamo un pianeta indietro 50 anni luce… la sua luce(che ci arriva ora) ci fa vedere la loro vita di 50 anni fa… vediamo il loro vivere quotidiano…noi stessi 50 anni fa…
e quello che mi stupisce… non è vederci, ma è vedere cosa stiamo per fare… che sembra libero arbitrio, ma che sai che è già successo, perché scritto in quella luce che sta arrivando e sai che è già successo 50 anni fa…quindi anche il nostro futuro era già scritto e accaduto…e se un giorno scopriremo un fotone più veloce della luce,
dal futuro potremo vedere il passato che dovrà ancora avvenire…
è già scritto nella luce che sta espandendosi nell’universo… ma se è già scritto … con quale “libertà” lo stiamo scrivendo ora ????
Con gli strumenti attuali riusciamo a vedere la luce di 8 miliardi di anni fa…l’universo ha avuto origine 10 miliardi di anni fa… stiamo per raggiungere l’inizio delle galassie…forse della vita…
Si è fatto un esperimento puntando il telescopio hubble nella zona più buia dell’universo…dove non c’è assolutamente nulla…e non si vede nulla…lasciando l’obbiettivo aperto alla massima sensibilità per una settimana consecutiva, sommando le immagini a migliaia di foto al secondo… il risultato fu clamoroso e lo si vede anche in internet … la foto risultante è un autentico campo fiorito di mille fiori e colori diversi… miliardi e miliardi di puntini variopinti a seconda della temperatura… ed ogni puntino è un ammasso di galassie con miliardi di miliardi di soli e pianeti per ognuno…
Fantastico…e straziante !!!
Pensando a quale futuro va incontro l’umanità…nella sua totale nullità…
Siamo un insignificante batterio…su un insignificante puntino nemmeno visibile da un telescopio sulla stella Vega, la più vicina…e destinati a sparire inglobati dall’idrogeno del sole quando si spegnerà… fra alcuni miliardi di anni…
Solo una cosa resterà… indistruttibile…
il polline, della vita… col nostro dna rinchiuso in quelle spore…resistenti a milioni di gradi…ed al vuoto assoluto.
Lo sperma cosmico che vive e riempie di vita l’universo…
Il polline…di cui non conosciamo nulla…se non il colore e la forma sferoidale.
Associandolo all’acqua compaiono degli elementi nuovi e nasce la vita, una pianta, un albero, un fiore, un virus e nella loro somma creano gli animali…lasciandoci ancora attoniti davanti alla somiglianza di una noce col nostro cervello, peperoni come cuori, melanzane come fegati, zucchine come milze, e le radici come il sistema nervoso… rovesciato…in cui non si trova il punto pensante… il centro dell’informazione… della vita… sia nell’uomo che nei vegetali…
E l’evoluzione continua… non si arresta mai…
e la prossima evoluzione umana…sarà proprio il comunicare…
Lo scambiarsi informazioni alla velocità della luce…
Dare il sapere alle future generazioni con un clik…
Il sapere… e chi pretende di governarlo…
e crede, di saperlo fare… è semplicemente ridicolo…
come chi vuole mettere il mare in un bicchiere.
Un giorno, al contrario, riusciremo a travasare in un calcolatore la capacità e la personalità umana (come stanno studiando da oltre 10 anni in giappone, tutti i laboratori di ricerca sulla base di un programma statale ben definito)
per cui non servirà più avere un corpo coi suoi limiti.
Come in un film terminator… le macchine sapranno auto ripararsi ed auto costruirsi ed il genere umano sarà superfluo… fino al prossimo fulmine…dove tutto brucerà e ricomincerà da capo… come l’universo fa da sempre …
… vibra nel continuo distruggersi e ricrearsi…
e semplicemente scopriremo che il senso della vita…
… non esiste !!!
è una semplice vibrazione… e continua mutazione…
Caro Vasco … non cercarlo… e goditi la vita !!!
Piano piano…stiamo sostituendo i nostri organi con invenzioni che ne sostituiscono l’uso…le auto ci fanno correre, gli aerei, volare, i tv, vedere…i pc, pensare…
sembra che dalgi inizi della vita ci sia qualcosa nel nostro cervello che spinge per uscire…togliersi da un corpo limitante… e tutto porta a questo momento…dove fra poco potrà abbandonare questo tubo digerente che gli è solo servito per nutrirsi di zucchero e riprodursi fino al riuscire ad uscirne di nuovo e ripopolare l’universo del sapere puro…senza corpo, perchè il suo corpo è l’universo intero coi suoi pianeti ed elementi atomici.
Ci sono migliaia di forze sconosciute e solo immaginate dalla nostra mente…
legami senza fili che fanno cadere a terra un sasso…senza chiederci perchè non cade verso il cielo…cosa lo fa pesare ed attaccare al suolo?
…non c’è nulla che lo lega…ma va giù… non c’è nulla in un chicco…ma nasce una pianta…
non c’è nulla in un cervello…ma pensa e comunica…con altri…
E c’è chi crede di sapere quello che nessuno sa !!!
Come la religione …
che si crede in grado di manipolare il sapere…
coi suoi veti e dogmi…
e chi invece crede di trovare la particella di dio…
quando era solo uno sbaglio di traduzione…
e chi, invece, crede di aver trovato la vita eterna…
Avevo un amico che ha smesso di salutarmi quando gli ho spiegato che l’uomo non ha una costola in meno della donna…
e che le donne si sono riprodotte per millenni senza l’uomo…
(come scritto nel nostro dna…).
Poi, nell’evoluzione, per vincere l’eterna lotta ai virus…
si è dovuta separare la sessualità e come in tutte le specie…
da un errore genetico… è nato l’uomo…
E che sia un errore genetico lo si vede tuttora benissimo…
un esempio è la disgrazia che dimostra se avvicinato
all’infinita grazia dell’essere femminile…
Anche le donne brutte…solo perchè donne sono bellissime…
All’uomo sono rimasti gli inutili capezzoli
e l’immensa ignoranza nell’uccidere chi lo genera…
Ma molto molto più semplicemente…
sarà già molto, se la natura gli lascerà le mani
per continuare a masturbarsi,
ed il cervello…per volare via…
Dall’origine dei tempi c’è qualcosa nel nostro cervello
che spinge l’evoluzione ad uscirne…e tutto ci porta lì…
Non a togliere le fatiche giornaliere di vivere…
ma ad una evoluzione tale per vincere la morte
del tubo digerente in cui siamo intrappolati…
e vivere oltre i suoi confini uscendone in una forma di sapere puro…
i cui neuroni sono lo spazio e la materia dell’universo…
basta così…ne ho dette troppe…vado al mare…
ciao malizia…continueremo…
Luigi Luppi
Riceviamo e pubblichiamo:
CASTELFRANCO – AL VIA I LAVORI PER LE SEDI SCOLASTICHE TEMPORANEE
Al via i cantieri della Regione Emilia-Romagna per realizzare i due edifici scolastici temporanei sostitutivi dei plessi dichiarati inagibili a seguito del sisma a Castelfranco, ovvero le scuole primarie Tassoni di Piumazzo e la scuola primaria Don Milani di Manzolino e una struttura funzionale all’IPSAA Spallanzani.
Nel dettaglio, il bando regionale ha affidato alla Consta di Padova la realizzazione della struttura di via Muzza Corona a Piumazzo, alla Manutenzioni generali reggiane (Mgr) la realizzazione della scuola di Manzolino e alla Scianti di Modena l’intervento allo Spallanzani. Sono a carico del Comune di Castelfranco Emilia le opere di urbanizzazione e di miglioramento delle dotazioni esterne alle aree individuate per gli edifici scolastici.
Viste le tempistiche ridotte individuate dal bando per la realizzazione delle strutture (40 giorni) sono previste lavorazioni nei cantieri dalle ore 6.00 alle 22.00, con la possibilità di effettuare lavori anche durante le ore notturne.
Sono in fase di assegnazione gli interventi nelle rimanenti quattro strutture scolastiche che hanno subito, seppure in misura più lieve, danni legati al sisma: scuola primaria Deledda di Gaggio, Scuola dell’infanzia Maggiolino di Gaggio, scuola dell’infanzia Girandola e Scuole secondarie di primo grado Messieri di Castelfranco.