SAN CESARIO. Dal Consiglio Comunale del 26/6/2012:
La situazione politica interna va complicandosi di giorno in giorno, stretta nella morsa di una crisi economica che potrà essere allentata solo da un accordo politico serio a livello europeo. L’opinione pubblica mostra una crescente disillusione nei confronti del Governo, le forze politiche che sostengono il premier Mario Monti manifestano dissensi e critiche sempre più esplicite all’operato del suo esecutivo. E’ in corso il tentativo di una riforma costituzionale che preveda anche una nuova legge elettorale, nonostante la cultura della sinistra sia ancora impreparata ad un tale cambiamento, ma l’Italia è l’unica nel G8, e tra i maggiori paesi europei, ad avere un premier dai poteri dimezzati, “primus inter pares” che non riesce ad esprimere il peso politico della propria coalizione e ad attuare il programma per il quale ha ricevuto il mandato elettorale.
Lasciando da parte i sentimentalismi politici che concettualmente ci dividono, ma che in questo momento ci vedono in qualche modo uniti al governo nazionale nel tentativo di fronteggiare l’emergenza economica e finanziaria, e non sempre discordi sul governo locale, lasciamo alle spalle le considerazioni di parte e concentriamo l’attenzione sui consumi nazionali letteralmente bloccati, sulla gente che perde il lavoro, sul piano sviluppo che manca, sul Paese che sembra sull’orlo di una crisi di nervi non essendo riuscito a compensare con l’aumento di produttività e di competitività il “peccato originale” di un debito pubblico ereditato da decenni e decenni di gestione troppo disinvolta della spesa.
Il governo Monti è nato anche con l’appoggio del PDL per fare una politica non di solo risanamento, ma di crescita. Mario Monti ha deciso misure importanti, ma ha esagerato con le tasse ed è rimasto indietro sulla crescita, quando invece occorrono liberalizzazioni, privatizzazioni, dismissioni, tagli drastici alla spesa, snellimento della pubblica amministrazione, riforme strutturali del mercato del lavoro e della giustizia. Il default italiano non è scongiurato se i partiti politici pensano di tornare ai vecchi riti, perché lo scenario più probabile è quello di un Paese in recessione, depresso, spolpato da un ceto politico vorace e inetto. Per allontanare lo scenario di disgregazione dell’euro occorre l’unione politica dell’Europa, ma se andiamo avanti con quella della Merkel la recessione sarà sempre peggiore ed è per questo che occorre accelerare sul piano delle riforme.
L’IMU è una stangata per aziende, commercianti e privati, un sistema per affossare piccole imprese che a fine anno potrebbero non avere più speranze e visto che fino a metà dicembre non si conoscerà con esattezza l’entità della seconda rata, cioè la quadratura di quanto la Stato ha deciso di incamerare, i cittadini spenderanno sempre meno e i consumi resteranno fermi.
E’ un quadro preoccupante anche per il nostro Comune, che con l’IMU deve fare cassa e che si accinge a deliberare aliquote che non sono del tutto in media con quelle della Provincia, perché rientrano nella fascia più alta, rischiando un rialzo del contenzioso. Il nostro Comune non vende azioni Hera perché il mercato non è propizio e perché ha un bisogno vitale dei 130.000 euro di dividendi custoditi all’interno di HSST, società “cassaforte” recentemente esaminata anche in questo Consiglio.
Qualcosa di nuovo però si sta profilando all’orizzonte, con l’utile di Hera che cala e che potrebbe comportare una riduzione del dividendo, con la sua sfida al mercato che chiede dimensioni e competitività sempre maggiori, con l’incognita per il nostro Comune della scatola cinese di HSST che in teoria custodisce il “tesoretto azionario” di quasi tutti i Comuni della provincia, ma che in pratica porta in pancia un rischio intrinseco da non prendere sottogamba. HSST spa è una società non quotata che dovrebbe essere svalutata di 195 milioni di euro (più del 50% del suo capitale), perché a stato patrimoniale riporta un valore storico delle azioni di Hera che non è assolutamente quello reale. Il fondo sovrapprezzo azioni non è sufficiente per compensare la riduzione del capitale e in questo modo HSST, con un capitale negativo, non può distribuire utili, e pertanto quelli derivanti da Hera che appartengono ai Comuni. E’ un rischio vero ed è per questo che invitiamo il nostro Sindaco ad uscire per tempo da questa scatola cinese, adottando il criterio prudenziale che gli compete.
Opportuno invece il contributo ai Confidi, ai consorzi di garanzia fidi che sostengono l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, sempre più indispensabile con il perdurare della crisi e con la reticenza del sistema bancario. Attenzione anche in questo caso ai bilanci, perché anche nei confidi il contenzioso sta crescendo a livelli abbastanza preoccupanti e, prima o poi, la Regione potrebbe non intervenire più a difesa degli stessi.
Quello che stiamo per votare è il bilancio della crisi, modesto di oneri di urbanizzazione da portare per necessità a spesa corrente (ma è meglio così), che confida forse un po’ troppo sul recupero dell’evasione, che dà molta enfasi all’equità sociale, quando invece sarebbe bene fare capire alla cittadinanza che è giunta purtroppo l’ora delle scelte e dei paletti da mettere dove l’esigenza impone.
Addizionale Irpef invariata, qualche sconto per l’IMU, ma non si toccano i servizi, se non di poco. Di necessità virtù, quindi se vogliamo che l’IMU non diventi sofferenza o scontro sociale, sui margini di copertura dei servizi a chiamata individuale occorre invece intervenire con mano giusta, visto che la copertura è del 65% (v. ad esempio trasporto scolastico che ha un indicice di copertura bassissimo), e sarebbe opportuno conoscere l’ammontare delle esenzioni dal pagamento e anche il contenzioso presunto. Non possiamo continuare a pietire ogni anno l’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena o confidare nel sostegno inalterato di Provincia e Regione senza preparare per tempo la cittadinanza al peggio. Se i servizi scolastici ed educativi richiedono un contributo maggiore di copertura, su questo occorre discuterne per tempo con i cittadini che li utilizzano non sempre per stretta necessità, ma anche per abitudine o per comodità. Fatta eccezione per le sostituzioni in ambito scolastico o educativo, le assunzioni vanno bloccate almeno per tre anni e favorita la riorganizzazione, la rotazione e la razionalizzazione della macchina comunale, e anche questo per tempo, in attesa cioè di quanto deciderà l’Associazione tra Comuni recentemente avviata come proposta.
Ci sono poste a bilancio che possono essere ulteriormente riviste, soprattutto da parte di chi le conosce a fondo, e piuttosto che ridurre i numeri del giornalino comunale, che garantiscono trasparenza democratica, sarebbe preferibile trovare il sistema per ottimizzare le spese postali, per stampati e cancelleria, riscaldamento e telefoniche, illuminazione, assicurative, o quelle come il pronto-bus che costano poco ma servono anche a poco. Vanno eliminate le spese per Villa Sorra che continua a non produrre assolutamente nulla, il contratto per la mensa va rivisto o allungato, vanno ridotti i contributi associativi elargiti in tempi di vacche grasse, invocando la calamità del momento. Oppure occorre trovare una giusta e adeguata remunerazione per il Comune all’interno della giusta e adeguata remunerazione del beneficiario, ad esempio in ambito di manifestazioni svolte.
Ci sono poste vuote di entrata a bilancio che vanno riempite, anche con il costo di un semplice caffè come “scandalosamente” prospettammo per il prestito di un libro in biblioteca (fatta eccezione per gli studenti). E questo vale per le manifestazioni organizzate o promosse dal Comune, all’interno delle quali va individuato un sistema corretto per ricevere una sorta di royalty di ritorno. Non sarebbe scandaloso il costo del solito caffè o le spese vive sostenute (luce, acqua, riscaldamento) quando si utilizza una struttura di proprietà comunale, o valutare la possibilità di fare cassa dalle aree dismesse da attività estrattiva o – PROVOCAZIONE: richiedere un piccolo contributo anche a chi si sposa e utilizza la villa per il servizio fotografico in ambiente suggestivo, o arrivare addirittura alla disponibilità di una sala per il banchetto nuziale, altra provocazione per incanalare la Consulta del Volontariato su una strada produttiva per il Comune.
Che la polizia municipale diventi più severa in fatto di multe per noi non è un problema, purchè il principio adottato sino ad oggi rimanga quello di prevenire e dissuadere da comportamenti scorretti. Poi chi persevera nell’errore pagherà e qualche idea nuova sulla regolamentazione della sosta potrebbe anche essere presa in considerazione. Meritoria l’iniziativa di adottare il Comune di Medolla distrutto dal terremoto, dove fra l’altro è parroco Don Davide Sighinolfi nativo di San Cesario. Valuteremo in Consiglio comunale le modalità di intervento che al momento per noi rappresentano una novità e che non ci sono state rese note.
Visto il momento attuale continuiamo a non chiedere un grosso impegno per i laghetti di San Gaetano, a meno che l’Amministrazione non abbia intravisto la possibilità di mettere fieno in cascina in forma diretta o indiretta, o per dare seguito a iniziative come “sciame di biciclette” che, incanalate nella strada giusta, potrebbero creare un indotto sviluppando una nuova forma di turismo domenicale. Le fermate d’autobus all’Altolà non possono più restare tali, occorre metterle in sicurezza. Occorre qualche chiarimento sugli investimenti programmati, ad esempio sull’intervento di riqualificazione del centro storico Legge 41, e sulle prospettive di ampliamento del plesso scolastico, al quale deve contribuire il Comune di Castelfranco in veste di “terremotato”, che fa temere lungaggini burocratiche, così come per il prolungamento della ciclabile di Via Viazza o forse per il centro prelievi (vedi considerazioni di pag. 23). Un plauso in chiusura per il 1° Congresso Matildico con relatori di primissimo piano, che recupera il tempo perduto e apre nuovi orizzonti alla ricerca storica. Finalmente grazie per avere imboccato la via giusta.
Per questo bilancio di crisi però la voce fondamentale è l’IMU, una tassa sul patrimonio con aliquote per le case sfitte (la maggior parte dei casi perché gli inquilini non pagano) che valutiamo troppo elevate rispetto ad altri comuni. Nessuna concessione per gli stabilimenti finalizzati al ciclo produttivo. IMU prima casa che vorremmo mantenuta al 4 per mille base.
Noi preferiremmo fare ulteriormente leva sui tagli di spesa e mediare sulle aliquote, cercando di incassare dove prima non abbiamo mai tentato di farlo.
Il nostro parere è CONTRARIO.
Luciano Rosi – capogruppo PDL-Lega Nord
IMU (Imposta Municipale Propria)
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aliquota per l’abitazione principale 5,50 per mille:
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per le abitazioni, e relative pertinenze, concesse in locazione, a soggetti che vi stabiliscono la loro abitazione principale, alle condizioni definite negli accordi territoriali di cui al comma 3, dell’art. 2 della Legge n. 431/98 (c.d. affitti a canone concordato) aliquota pari al 6,8 per mille;
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per le abitazioni, e relative pertinenze, prive di contratto di locazione registrato o comodato scritto e registrato, da rapportarsi al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione aliquota pari al 10,60 per mille;
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per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola oppure posseduti e condotti direttamente dalle persone fisiche di cui all’art. 58, comma 2, del D.Lgs. n. 446/1997 aliquota pari al 7,6 per mille;
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per tutti gli altri terreni agricoli:
aliquota pari al 9,00 per mille;
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per fabbricati rurali di cui all’art.9, comma 3 bis del D.L. n. 557/1993:
aliquota pari al 1,00 per mille;
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per le aree fabbricabili ed i fabbricati diversi da quelli di cui ai precedenti punti:
aliquota pari al 9,80 per mille;
detrazioni previste dalla legge per l’abitazione principale:
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dall’imposta dovuta per l’abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono euro 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione;
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per l’anno 2012 la detrazione è maggiorata di euro 50,00per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purchè dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare destinata ad abitazione principale, fermo restando che l’importo massimo della detrazione per figli non può essere superiore ad euro 400,00;









ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
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