Terremoto. Platis e Gidari : “La coperta è corta, nessuno faccia il furbo!”

29 maggio 2012
di

Terremoto – Ph. Alessandro Accorsi

È questo l’avvertimento dei vertici del PDL di due importanti città colpite dal terremoto, certamente in modo assai differente, e dato in risposta ai 18 sindaci modenesi che nei giorni scorsi hanno firmato una lettera a Monti per avere, tutti quanti allo stesso modo, regimi fiscali agevolati.

“Nessuno può nascondersi dietro ad un dito, nemmeno la sinistra modenese. – affermano Giovanni Gidari, capogruppo del PDL a Castelfranco Emilia e Antonio Platis, capogruppo del PDL a Mirandola – Dei 18 Comuni interessati, alcuni sono veramente distrutti e compromessi, altri al contrario hanno subito danni di entità estremamente minore. Per questa ragione, nella conversione del Decreto Legge 74/2012 che regolamenta i contributi, i Comuni andrebbero divisi in due fasce di priorità, poiché non si può in alcun modo paragonare il centro di Castelfranco a quello di Finale! Per non dire rispetto quelli di Campogalliano o Cavezzo, e altri ancora.

La creazione di contributi in base a regole differenti, le cosiddette “due velocità”, è e sarebbe un atto di buon senso, ma anche e soprattutto di rispetto verso coloro che il terremoto l’hanno subito in tutta la sua drammaticità.

Inoltre, – denunciano ancora gli esponenti del PDL – i benefici fiscali derivanti sarebbero riservati ad un set di Comuni troppo vasto, mentre, ad esempio, gli obblighi per la messa in sicurezza dei capannoni (il famoso 60% delle norme antisismiche) ricadrebbe su un numero molto minore di municipi, creando un’ingiustizia per i Comuni interessati e un incomprensibile leggerezza per i Comuni non obbligati ad adempiere alla messa in sicurezza. In sintesi: o tutti o non si comprende quale sia la finalità”.

Queste criticità sono nate dall’osservazione dei problemi presenti sul territorio che gli esponenti locali del PDL li hanno condensati in un documento e trasmessi prontamente all’on. Tommaso Foti, relatore per il Governo della conversione in legge del DL 74/2012, al fine di ottenere concreti passi in avanti, utili e vantaggiosi per la nostra comunità.

Conclude Bruno Rinaldi, consigliere provinciale del PDL a Modena: “ci meraviglia non poco la sterile polemica sollevata del sindaco di Castelfranco Emilia, il quale parla, in un modo che di istituzionale ha ben poco, di un PDL che strumentalizzerebbe il terremoto, quando invece la realtà è assai diversa. Infatti, doverosamente, si sono sollevate solamente alcune criticità, senza peraltro dare nell’immediatezza una loro eventuale soluzione, come invece è stato proposto dai due consiglieri nel presente testo.

Speriamo quindi che il Sig. Sindaco non si stracci le vesti anche questa volta, ma si ponga con atteggiamento fattivo a cogliere ciò che ritiene positivo della nostra proposta, che vorrei sottolineare, ha la medesima dignità di quelle provenienti da mondi politici differenti dal nostro”.

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14 risposte a Terremoto. Platis e Gidari : “La coperta è corta, nessuno faccia il furbo!”

  1. Alberto Schiavi
    30 giugno 2012 at 12:32

    Una polemica che francamente non capisco, chi ha avuto meno danni avrà anche meno contributi, mi pare normale. Non è che il decreto dice che Castelfranco è pari a Mirandola.
    Piuttosto il PDL -o meglio l’opposizione- potrebbe occuparsi del vero scandalo portato alla luce dal modesto terremoto che ha colpito Castelfranco, cioè il fatto tra le tre scuole malmesse e totalmente inagibili (classificazione E) due sono di recentissima costruzione, mi riferisco alla scuola “Girandola” di via Picasso costruita da un privato e poi trasferita al comune in cambio di un cospicuo bonus edificatorio secondo i canoni della peggiore urbanistica contrattata tanto cara alle nostre giunte e della materna “Maggiolino” di Gaggio, inaugurata solo nel 2003 e già ridotta a semi rudere (qui magari potrebbe essere interessante sapere chi sono i progettisti e il direttore dei lavori e quanto è costata all’amministrazione). Una vergogna che evidentemente non interessa i nostri consiglieri comunali e che dovrebbe invece portare ad una riflessione sul modo di fare edilizia ed urbanistica nel nostro territorio.

    • FG
      30 giugno 2012 at 18:03

      Beh, un po’ sì e un po’ no. Se ci fossero comportamenti etici e responsabili allora appellarsi in astratto alla teoria andrebbe bene; dal momento che l’impressione che si stia cercando di sfruttare ogni crepa è netta, non pare così scandaloso occuparsi di deplorare Comuni scarsamente danneggiati che stanno stilando lunghe liste. Credo, semmai ed all’opposto, che si possano criticare il PDL e lega per essere stati per lungo tempo zitti.

      Non sappiamo come sarà fatta la suddivisione dei fondi a livelli superiori, non sappiamo se e quali controlli saranno svolti, non sappiamo se saranno supinamente prese per buone le richieste che giungeranno. Sappiamo, però, che si stanno mettendo quante più cose possibili nella dannosità del terremoto, dal cimitero di Piumazzo “terremotato” da sempre (in alcune parti c’è scritto proprio “chiuso causa terremoto”), alle scuole di più recente costruzione crollate e senza nemmeno verificare che forse non sarebbero dovute cadere. Forse non c’entrano nemmeno tanto i modelli edilizi e le filosofie urbanistiche, ma terra/terra, potrebbe esserci il non rispetto dei regolamenti già in essere. Quanto nemo un controllo sarebbe utile, non si potrebbero imputare al terremoto crolli dovuti ad altre cause o concause.
      Progettisti, direttori dei lavori, ditte esecutrici, assessori del settore, li conosciamo già.

      Nelle situazioni di emergenza, di scarsa disponibilità di tecnici e risorse, il tempo gioca sempre un ruolo importante, anche nel tralasciare di controllare di avere avanzato richieste per danni infondati, un alibi cui appellarsi ci sarebbe comunque.

      Da chi sta chiedendo, anche sui network, di devolvere il 5 per mille della dichiarazione dei redditi al Comune di Castelfranco (anziché, magari, a quello di Mirandola, di Crevalcore, di S. Felice S. P.), non si ha un’immediata sensazione di altruismo e di correttezza. Lo dico con scarso orgoglio di castelfranchese. Solo un interesse localistico ed egoistico potrebbe spingere a questo… ognuno per se! Quel 5 per mille non sarà distribuito ai Comuni in base ai danni conseguiti, ma alle scelte dei residenti. E’ un po’ come invitare ognuno a votare per se o chiamare ipocritamente “opera di carità” l’offerta fatta a se stesso.

    • Bastiano
      30 giugno 2012 at 21:13

      esatto Schiavi, lo scandalo è proprio quello degli asili nuovi che hanno subito danni. Invito l’opposizione a presentare un’interrogazione urgente sull’argomento ed a non mollare l’osso perchè secondo me ne verrano fuori delle belle.

  2. Meris Ori
    30 giugno 2012 at 18:15

    Una polemica che io, semplice elettrice del PD, comprendo benissimo e come me moltissimi altri cittadini di Castelfranco E.
    Mi risulta difficile capire per quale motivo il nostro Sindaco chiede on line di fare una donazione per riparare i danni (minori e non drammatici) provocati dal sisma in 6 scuole del nostro territorio e invece la regione Emilia Romagna(con GPG/2012/791/) ritene necessario prevedere il diritto all’esenzione ticket e all’assistenza farmaceutica dei farmaci di fascia A e C per garantire la salute dei cittadini di Castelfranco E, causa il grave disagio di allontanamento dalle proprie abitazioni, dai luoghi di lavoro e dalle scuole.
    Mi piacerebbe sapere quanti cittadini di Castelfranco E. hanno subito un così grave disagio e a quanto ammonta l’onere del mancato introito a carico del Servizio Sanitario Regionale solo per il Comune di Castelfranco E.( € 9.000.000 complessivamente per 53 Comuni).
    Per non parlare della sospensione fiscale (IMU) e tutte le altre agevolazioni (Bollo Aci, ecc.ecc) di cui non abbiamo assolutamente bisogno.
    I nostri amministratori dovrebbero fare un’assemblea pubblica proprio per spiegarci in base a quale documentazione da loro presentata, abbiamo avuto queste vergognose regalie.

  3. 1 luglio 2012 at 18:46

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Il capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico Devid Ghermandi in risposta alle polemiche sollevate da espomnenti del Pdl sulle esenzioni post terremoto ha rilasciato la seguente dichiarazione.

    “L’atteggiamento dei rappresentanti del Pdl ha dei tratti davvero paradossali. Prima, infatti, attaccano i sindaci del nostro territorio – colpevoli di voler mettere in sicurezza le scuole anche dei propri Comuni. I sindaci rispondono? Allora loro replicano accusandoli di sollevare “sterili polemiche”, quando gli unici a usare il terremoto per costruire contrapposizioni politiche (anche su questo…) sono loro.
    La realtà, fuori dalle stanze dei loro partiti, resta semplice e chiara per tutti. Nessun sindaco ha chiesto che gli aiuti vengano distribuiti in forma uguale tra comuni che hanno subito danni tragicamente diversi. Noi abbiamo chiesto esattamente il contrario: che tutti i comuni danneggiati siano aiutati, ma destinando le risorse in modo prioritario ai più colpiti e siamo certi che così sarà, avendo fiducia nel Governo che in teoria anche il Pdl dice di sostenere.
    Se è vero che la situazione di Castelfranco non è nemmeno paragonabile a quella di Novi o di Cavezzo, resta vero che lo stesso sisma ha reso inagibili due scuole e reso necessari lavori in altre quattro per poter riprendere regolarmente le attività scolastiche. È un atto di responsabilità da parte del sindaco aver chiesto che, secondo i criteri prima ricordati, anche Castelfranco possa essere aiutato per realizzare gli interventi necessari alla sicurezza dei nostri bambini.
    Si tratta di interventi che un Comune, dopo tutti i tagli subiti al bilancio, non potrebbe mai riuscire a sostenere da solo, a prescindere da chi lo governa. Per questo, sapendo che i danni a Castelfranco ci sono stati ma sulla popolazione sono stati marginali, l’amministrazione ha chiesto anche un aiuto a tutti i cittadini, per raccogliere insieme parte delle risorse necessarie a realizzare i primi lavori nelle scuole e ridurre al massimo i disagi in vista di settembre.
    È anche questo un atto di responsabilità e di fiducia verso la nostra comunità, quella fiducia che evidentemente gli esponenti del Pdl non hanno. Noi siamo certi, infatti, che anche se Castelfranco è inserita tra i comuni i cui cittadini possono usufruire di rinvii dei pagamenti, esenzioni e rimborsi a tutto ciò farà ricorso solo chi ha effettivamente ricevuto danni dal sisma e, conseguentemente, ne ha davvero bisogno”.

  4. franco
    1 luglio 2012 at 19:20

    La realtà non resta semplice a chiara per tutti….e non state a “litigare” su quanti contributi andranno a castelfranco e su quanti a mirandola altrimenti avete ragione tutti quanti, o voi che state nelle stanze dei partiti, tutti i partiti… siete tutti bravi a distrarre dal vero problema da chiarire e a non rispondere a questa domanda:
    se è vero che Castelfranco è un comune terremotato (anche se in modo lieve), ma sempre terremotato è (perchè così è stato definito non si sa da chi e in base a cosa), COME MAI QUESTO TERREMOTO HA COLPITO IL 30% DEGLI EDIFICI SCOLASTICI E SOLTANTO LO 0,1% DEGLI EDIFICI AD ALTRO USO (ABITATIVO, COMMERCIALE.,..)??
    Questo non è chiaro , chi lo spiega? Siamo proprio sicuri che quei sei edfici scolastici sono stati danneggiati dal terremoto? Soprattutto le scuole di piumazzo?
    Perché altrimenti non capisco come mai i cittadini debbano contribuire di tasca propria a ricostruire quel che non è dipeso da evento imprevedibile (il sisma), ma da scelte urbanistiche sbagliate.
    Concordo sulla polemica sterile dell’opposizione: che passino ai fatti, per una volta, interessando la procura su questo palese fatto, invece di dormire e qualche volta anche di sognare. Ma se il capogruppo in consiglio comunale del PD volesse spiegarmelo anche subito, meglio ancora, perché al di là delle polemiche, i cittadini castelfranchesi vorrebbero risposta a questa domanda, nient’altro. Non mi sembra così difficile , ma se non si risponde evidentemente non si sa cosa dire.
    Un’altra cosa: tagli, tagli e tagli e giù lacrime… finiamola!!! Tagliate l’assessore comunale alla protezione civile, visto che non ha più poteri sul territorio. E non solo: ce ne sarebbero altri di suggerimenti su cosa tagliare per ricostruire con i risparmi ciò che è stato costruito (forse) in economia. sarà perchè forse ci metteremo più tempo, forse non ce la faremo per questa campagna elettorale, forse……??

  5. FB
    1 luglio 2012 at 20:35

    Mi pare che Franco ripeta cose già dette da tanti. Sostenendo che punto il importante sia capire perché la quasi totalità degli immobili colpiti siano quelli pubblici (non solo le scuole) non dice nulla di nuovo ma conferma ciò che stigmatizza in altri (il volere distrarre dal vero problema). Sta, in pratica dicendo la stessa cosa: si sta facendo la cresta alla spartizione. Mi pare che anche Franco abbia la caratura del politico.

    La sterile opposizione, come definita da Franco, si è mossa in ritardo, ma si è mossa. E’ strano che l’opposizione venga accusata di scarso ricorso agli organi di controllo quando fino a ieri si è ironizzato sui reiterati ricorsi alla corte dei conti da parte di Lega Nord.

    Dal momento che siamo a livello di percezioni comuni e non di prove tecniche, allora riferirò anche la mia percezione di cittadino comune sulle scuole di Piumazzo, visto che Franco ne parla. La sensazione è che fossero agibili prima (con buona pace del “comitato no alle cave” giacché credo che nessun assessore potesse mettere a rischio la vita di 260 ragazzi e correre i rischi penali connessi), e che siano agibili ora, con buona pace dei cacciatori di crepe. Mentre la chiesa di Piumazzo è ancora chiusa (le crepe si vedono e nessuno ne parla), nella scuola si vedono solo crepe vecchie di 5 anni. Per non parlare delle crepe del cimitero che sono vecchie di 30 anni e la scritta recita: “Vietato oltrepassare le transenne per problemi di sicurezza legati all’evento sismico”. Ammetto che è una formulazione un po’ sibillina, non si dice espilicitamente che i danni derivino dal terremoto (forse sarebbe indecente dirlo)… sarà interessante vedere se il cimitero concorrerà alla lista delle richieste per danni.

    • franco
      1 luglio 2012 at 22:18

      scusa, FB, ma cos’è per te la Politica?
      (mi aspetto una risposta… originale!)

      • FB
        1 luglio 2012 at 23:51

        Se non siamo a scuola e senza scomodare Atene, politica potrebbe essere dire cose originali con intento di costrutto e di servizio, non dire cose vecchie dipingendosi di nuovo.

        Non capisco il tuo scrivere, che accusa prima di polemismo chi dubita della consistenza dei danni annunciati prodotti a Castelfranco dal terremoto, e che poi pone enfasi sul fatto che quei danni possano effettivamente non essere reali (cosa che condivido). Questa sì che mi è parsa polemica gratuita, come genericamente fanno i politici quasi mai in ossequio ai fatti, ma ad una convenienza tutta di parte. Mi sono chiesto (ed ho chiesto) anch’io perché le opposizioni fossero tanto silenti, mi hanno detto: per senso di responsabilità visto il difficile momento. Insomma, come ad ossequiare un po’ il blaterare di Napolitano… non hanno convinto molto nemmeno me.

        Scusa… forse ho detto cosa vorrei che non fosse la politica e non cosa la politica sia per definizione, storia e concretezza.

        Pur non essendo vicino a posizioni del PDL o ad esso idealmente congeniale e non volendolo, quindi, difendere, mi è parso che il tuo intervento non sostenesse cose molto diverse da quelle che si evincono dal loro articolo. Per questo mi è parsa una mossa da politico (non di Politica) il tuo prendere le distanza da loro semplicemente per volersi differenziare un poco e ribadire una personale (e diversa) posizione ed un ruolo. Differenze che in sostanza non hai, invece, manifestato sulla questione. Insomma… non è sempre bene dire per “esserci” se non si ha nulla da dire od almeno occorre non contrapporsi strumentalmente a chi ci abbia preceduti. Anche il tuo concludere mi è parso un tantino militante, come di chi non disdegnasse di vedere nuove forze scendere nella politica locale.
        Ora non vorrei fare personalismi che è un altro degli aspetti peggiori della Politica. Poi non ci conosciamo nemmeno, almeno credo.
        Sono d’accordo anche sul taglio del sig. “varie ed eventuali” che proponi, anche questa non è nuovissima, ma era da un po’ che non la sentivo ed è un’ipotesi che mi inebria sempre.
        Dal momento che non sono irragionevolmente idealista, non mi sovvengono meditazioni più trascendentali ed esoteriche di queste e non so se io sia stato originale a sufficienza.

  6. Mario
    1 luglio 2012 at 23:42

    Sig. Ghermandi, non nascondiamoci dietro a un dito.
    Il GPG/2012/791 del 06/06/2012 della Regione Emilia Romagna dice che per dare una risposta ai disagi primari delle popolazioni colpite dal sisma si rende necessario prevedere il diritto all’esenzione ticket e all’assistenza farmaceutica relativamente ai farmaci di serie A e C fino al 30/09/12 per TUTTI I RESIDENTI nei comuni colpiti dal sisma e non da chi ne ha davvero bisogno.

    Per non dare l’impressione che il Pd sia uguale a tutti gli altri partiti, sarebbe sufficiente informare il Presidente Errani di togliere Castelfranco E. dall’elenco dei comuni danneggiati oppure fare come per la citta di Modena, dove l’esenzione è subordinata alla dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione.

    In caso contrario la vs. credibilità nei confronti della cittadinanza sarà uguale a 0.
    Inutile chiedere donazioni se non si ha un progetto d’insieme su come amministrare la cosa pubblica: il caso Asp Repetto avrebbe dovuto insegnarVi qualcosa.

  7. paolo
    2 luglio 2012 at 11:15

    si puo pensare che Gidari, Rinaldi ma anche la lista civica “FRAZIONI E CASTELFRANCO” non abbiano capito bene la situazione.

  8. Pablito
    2 luglio 2012 at 16:21

    Ma a Castelfranco Emilia non esiste anche la Consulta del Volontariato di cui è presidente un “noto” esponente di Sel??
    E’ vero che dispone di una bella struttura?
    Che cosa ha fatto in occasione del sisma e del post-sisma?

  9. ilario
    3 luglio 2012 at 11:17

    Come potremmo definire un simulacro che domanda: “Che cosa ha fatto la Consulta del Volontariato in “OCCASIONE DEL SISMA”? Un po’ scemo? Non posseggo il dono dell’ubiquità, presumo che tutti abbiano fatto come il sottoscritto, cioé si sono precipitati fuori di casa nel più breve tempo possibile con i loro cari.
    Inoltre non vi è un “POST-SISMA”, in quanto i terremoti sono stati DUE, più i vari sciami.
    La ringrazio, comunque, per l’opportunità che mi offre, anche se espressa con i “soliti metodi”, per puntualizzare alcune questioni importanti.
    Devo confessare che in diversi interventi qui apparsi, ho riconosciuto l’autorità di un comportamento italiano antichissimo e archetipico, condito da un genere di conflittualità e aggressività di tipo biologico, francamente fuori luogo, rispetto alla gravità degli eventi che si sono succeduti. Senza dimenticare che una parte non piccola della popolazione della nostra Provincia sta attraversando momenti terribili. Avrei preferito che le critiche, legittime o meno, avessero almeno atteso il rientro alle loro case degli sfollati, il ritorno al lavoro degli operai nelle fabbriche e la ripresa delle attività sociali e commerciali. Ma tant’é …
    Evidentemente lei non partecipa al volontariato sociale, altrimenti non chiederebbe cosa sta facendo la Consulta del Volontariato. Semplicemente i volontari stanno facendo quello che lei non fa. In questo caso, nell’ambito delle loro possibilità e con i limiti del caso, si occupano del prossimo in difficoltà.
    Nel merito e per capirci: la Consulta del Volontariato rappresenta le 76 Associazioni presenti sul nostro territorio. Tutte le suddette SONO la Consulta che, le ricordo è un Istituto di Partecipazione, con un Esecutivo eletto dalle stesse Associazioni; con buona pace della Lega Nord (parlandone da viva).
    La informo che molte di queste, non posso citarle tutte per motivi di spazio, sono fin dal primo momento e lo sono tuttora, impegnate in svariati interventi e progetti a sostegno delle popolazioni colpite dai terremoti.
    Nell’assemblea generale che si svolta all’inizio di giugno, per fare il punto della situazione, degli interventi, e per prepare quelli futuri, le Associazioni presenti hanno deciso di agire, in questa fase, singolarmente tramite i loro associati e con i loro consueti canali di attività. Per fare un esempio, non le sarà sfuggito che anche oggi è stato inserito un articolo che informa dell’attività dell’Associazione Castelfranco Blues Festival a favore delle scuole di Concordia.
    Quello che prossimamente farà l’Esecutivo della Consulta sarà quello di devolvere, tramite il Comitato per il Volontariato, una somma in denaro pro-terremotati, con le modalità del notorio detto latino: “Dica chi ha ricevuto, taccia chi ha dato”.
    Naturalmente può contribuire anche lei tramite le coordinate che può leggere alla fine dell’articolo citato precedentemente.
    Ammetto che in questi ultimi 40 giorni di passione avrei potuto fare di più. Purtroppo, avendo parecchi parenti tra gli sfollati ho dovuto principalmente dedicarmi alla mia famiglia, e non sono in grado di sapere fino a quando l’emergenza durerà.
    La sterile polemica politica de lei intavolata, anche se è in buona e degna compagnia, non mi turba più di tanto. Confesso che sono un semplice iscritto ad un partito, che non cito per non fargli pubblicità (però non sono iscritto in qualche “registro degli indagati”, come spero di lei), cosa peraltro consentita dalla democrazia costituzionale (che sta molto a cuore a questo blog), e dal regolamento della Consulta stessa. Considerata anche la morbosa curiosità in circolazione per le vite degli altri, confesso inoltre di avere le tessere dell’ANPI, dello SPI-CGIL, dell’ARCI (non l’ho ancora rinnovata), e quelle di altre 3 Associazioni di Volontariato. Nessuno può spaccarsi in due parti, ritengo però di avere sempre saputo distinguere il volontariato sociale e l’attività politica, e di essermi comportato di conseguenza. Ilario Salvatori.

    • FB
      3 luglio 2012 at 13:11

      Sig. Salvatori, raramente ho condiviso la sostanza delle sue affermazioni ed il suo scrivere.
      Questa volta l’aggressività, la pretestuosità e la “non conoscenza” di Pablito erano tali da porre principalmente un problema di correttezza, di metodo e di rispetto. Credo che, sostanzialmente, si trattasse solo di illazioni e d’una provocazione a lei rivolta che potesse anche, meritare d’essere ignorata. A domanda sì proterva non sarei riuscito a mantenere la sua pacatezza nella risposta che ho apprezzato e condiviso in ogni parte tranne laddove mi pare che avanzi il sospetto che il mittente della provocazione sia riconducibile ad una certa parte politica, cosa della quale personalmente dubiterei. I serpenti stanno preferibilmente nella nostra stessa trincea perché è lì agiscono meglio e possono non essere riconoscibili.
      Mi trovo spesso decisamente avverso al suo vedere, ma le va molto bene se trova tanti “Pabliti” dall’altra parte e non dei degni contraddittori. Nonostante tutto preferisco di gran lunga lei a lui ed a quelli come lui. In fondo con idee diverse ci si può confrontare, con la protervia e la “non conoscenza”, no.

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