PAL: è il momento di cambiare rotta. Un’altra proposta del Comitato “Liberi di Scegliere”

9 luglio 2012
di

Ognibene, Amicucci e Vignali

Immediato aumento di 20 posti letto al Regina Margherita di Castelfranco Emilia e riapertura (anch’essa immediata) del pronto soccorso 24 ore su 24. E poi, promuovere ogni iniziativa tesa ad ottenere la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero in un’area individuata nel PSC mediante apposita variazione (per esempio, alla Graziosa). E’ questa, in sintesi la proposta di ordine del giorno che il Comitato “Liberi di Scegliere” di Modesto Amicucci, Marco Vignali e Andrea Ognibene, suggerisce al Consiglio Comunale. E non è la prima volta che il Comitato suggerisce un “cambiamento di rotta che anche a Castelfranco si può e si deve fare (tutto dipende dalla volontà dei nostri amministratori)”, sull’argomento PAL (il “piano regolatore” della Sanità).

“Il triste e tragico evento sismico che ha interessato e tuttora interessa anche la Provincia di Modena, non deve essere l’occasione per fare “sciacallaggio politico”, quanto lo spunto per rivedere completamente l’ultimo PAL approvato. – spiegano Modesto Amicucci, Marco Vignali e Andrea Ognibene, rispettivamente presidente e vice presidenti del Comitato “Liberi di Scegliere” – Non possiamo non rimarcare il ruolo svolto dall’Ospedale Regina Margherita nel fronteggiare le richieste di aiuto pervenutegli in occasione del drammatico evento: solo un nosocomio può rispondere all’emergenza-urgenza e non certo una Casa della Salute e né dei letti di “lungoassistenza”. Dall’oggi al domani il Regina Margherita ha ospitato ed assistito con la solita professionalità ulteriori 30 letti di “degenza di medicina”. Tutto ciò dimostra il ruolo e la funzione strategicamente rilevante del nostro Ospedale e la possibilità di concretizzare un ampliamento del suo Reparto di Medicina, come da noi sempre sostenuto, utilizzando e sacrificando “corridoi” attualmente ad altro dedicati ottenendo un potenziamento dello stesso Reparto di almeno 20 posti letto, necessari a soddisfare le richieste e le lunghe liste d’attesa.

La necessità di degenza di medicina ospedaliera è tuttora dimostrata dall’occupazione da parte della stessa “medicina” dei 14 posti letto dedicati alla Riabilitazione Cardiologica al momento e transitoriamente gestita in “Day Hospital”. Chiediamo, quindi, al Sindaco ed all’Assessore Manni, che nel Consiglio Comunale straordinario del 5 ottobre 2011 si espressero a favore del mantenimento e potenziamento nella rete del nostro ospedale, di rivedere quanto previsto nel PAL per lo stesso nosocomio chiedendone il potenziamento con almeno 20 letti ad uso esclusivo del Reparto di Medicina e di ottenere il finanziamento necessario per le opere di adeguamento finalizzate ad accogliere tale aumento di posti letto.

Abbiamo letto le dichiarazioni dell’Assessore Manni sull’arrivo, con il Piano di Zona, di 20 posti “l’offerta residenziale per anziani” senza specificarne l’allocazione e la gestione. – continua il Comitato – La invitiamo, pertanto, ad informare meglio i cittadini circa la loro dislocazione onde fugare ogni dubbio….. E invitiamo altresì, l’Assessore Manni ed il Sindaco, a pubblicamente dichiarare e dimostrare nei fatti di volere, come noi, ridiscutere il PAL approvato anche alla luce dell’inagibilità di altri nosocomi della “Bassa Modenese” e, quindi, del diverso “peso” e ruolo del nostro Ospedale. Purtroppo, in materia, dobbiamo rilevare l’intento dell’attuale Governo “tecnico” di chiudere le strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto. In proposito, i cittadini si attendono almeno una manifestazione di dissenso da parte della Giunta e del Consiglio Comunale: se occorre tagliare, non serve chiudere le strutture quanto razionalizzare i costi per la loro gestione.

Noi, come tanti altri Castelfranchesi che sempre hanno condiviso le nostre proposte, invece di godere di un periodo di esenzione dal pagamento dei ticket, saremmo più felici di avere un ospedale potenziato! – conclude il Comitato – A tal fine abbiamo predisposto ed inoltrato a tutti i Consiglieri Comunali, quale “base di partenza”, l’ennesima proposta di ordine del giorno finalizzata ad ottenere attraverso una revisione del PAL, inizialmente il potenziamento del nostro nosocomio e quindi la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero, magari alla “Graziosa” che sarebbe uno snodo geografico cruciale, in grado di sanare le lacune e le falle che il sisma ha provocato nella rete sanitaria provinciale ed all’equità dei servizi per i cittadini così come voluto nello stesso PAL. Il sisma ha sconvolto ogni pianificazione: rivediamola anche per il Regina Margherita!”.

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12 risposte a PAL: è il momento di cambiare rotta. Un’altra proposta del Comitato “Liberi di Scegliere”

  1. franco
    9 luglio 2012 at 19:40

    Spending Review: per decreto è stata evitata la chiusura in blocco degli ospedali sotto gli 80 posti letto. L’esecutivo ha però optato per una consistente revisione (a carico delle Regioni) del rapporto tra abitanti e posti letto che entro il 30 novembre 2012 dovrà raggiungere lo standard di 3.7 per 1000 abitanti. il taglio stimato è di circa 18mila letti tra pubblico e privato accreditato, con una quota di pubblico che deve essere non inferiore al 40% del totale.

  2. Bastiano
    10 luglio 2012 at 13:04

    Pieno appoggio alla richiesta del comitatao, l’unica cosa che non capisco è perchè chiedere una nuova struttura anzichè utilizzare quella già esistente che mi pare essere abbastanza grande ed idonea se utilizzata in toto.

  3. silvano
    10 luglio 2012 at 16:21

    sarebbe auspicabile il ripristino del vecchio ospedale, ma se non ci sono neppure i soldi per gli ospedali crollati della bassa, mi sembra utopico pensare a un nuovo ospedale, inoltre mi domando se la Graziosa non sia addirittura più vicina a Modena e quindi al policlinico, quando già si è da anni detto che il vecchio ospedale di Castelfranco era troppo vicino a quelli di Modena ed è stata proprio questa vicinanza il motivo della sua chiusura

  4. Carlo Righi
    10 luglio 2012 at 17:23

    Dal 5° piano in sù anche il Policlinico è inagibile (è stata spostata la ginecologia e l’ostetricia a Pavullo) e forse il potenziamento dell’ospedalòe di Castelfranco o la costruzione di un nuovo polo alla Grazia potrebbero far fronte ai servizi venuti meno a causa del sisma.
    Comunque, per trovare i fondi, basterebbe tagliare qualche dirigente di piano e con i risparmi sarebbe possibile almeno il potenziamento del Regina Margherita che oggi raccoglie ed accoglie anche le persone provenienti dai veri paesi terremotati ove gli ospedali non ci sono più.
    Mi chiedo e chiedo: ma è davvero così “disastrosa” la situazione finanziaria della Sanità modenese? E come mai? E’ solo “colpa” di Baggiovara”?

  5. Amicucci Modesto
    16 luglio 2012 at 09:42

    Pur condividendo l’intento della Redazione di “lanciare” il forum sul quale è postato, mi permetto di riportare il seguente comunicato stampa del Comitato Liberi di Scegliere quale sua ulteriore iniziativa propositiva.

    EDILIZIA SCOLASTICA E CAVE : TUTTO DA RIVEDERE!!!

    Il recente fenomeno sismico ha determinato l’inagibilità di diversi istituti scolastici comunali, tra cui la scuola elementare “Tassoni” di Piumazzo e questo dovrebbe determinare l’Amministrazione Comunale a valutare concretamente la realizzazione di un nuovo plesso scolastico in detta frazione comprensivo, naturalmente, anche di scuole medie ed al contempo avviare ogni opportuna iniziativa presso la Provincia per far sì che anche nella nostra Città venga insediato almeno un altro Istituto di istruzione “superiore”.
    A nostro avviso, ancor di più dopo il sisma, è d’obbligo rivedere la pianificazione scolastica risolvendo o comunque rivisitando la convenzione trentennale sottoscritta con il Comune di San Cesario – Istituto Comprensivo Pacinotti – ove ricordiamo che i “Piumazzesi” che la frequentano sono in numero pari se non superiore a quelli del Comune che ospita il plesso scolastico.
    Auspichiamo che l’eventuale deroga al patto di stabilità di cui potrebbe usufruire il Comune di Castelfranco Emilia vada ad interessare investimenti oculati e ben programmati e pianificati.
    In merito all’iniziativa della Giunta Reggianini di raccogliere fondi on line per le scuole, riteniamo che questa sia esclusivamente un’operazione mediatica per distogliere l’attenzione sui problemi seri della stessa Amministrazione che forse non è pronta ad assumere alcuna decisione. Avremmo potuto condividere la stessa iniziativa qualora, a costo zero, sempre sul sito web istituzionale, fosse stato indetto un referendum consultivo attraverso il quale chiedere ai cittadini la loro opinione in merito alla realizzazione di un nuovo plesso scolastico ovvero “adeguare ed eventualmente ampliare” quelli esistenti. Speriamo che l’idea del “referendum on line” venga recepita e messa in esercizio anche per altri aspetti di particolare rilevanza.
    Ancora un’ altra, non di minor importanza, riflessione: il sisma ha messo in evidenza un consistente innalzamento delle falde acquifere che, ricordiamo, “passano” proprio nelle aree su cui presto dovrebbero essere concesse nuove autorizzazioni all’escavazione di ghiaia. Chiediamo all’Amministrazione di rivedere il PAE/PIAE approvato e comunque di adottare ogni accorgimento a tutela delle falde anche promuovendo il “comitato tecnico” che la stessa Giunta Reggianini, sulla base di un’idea del nostro Comitato, aveva accolto e fatta sua. In proposito, abbiamo inviato a tutti i Consiglieri Comunali, una nostra proposta di ordine del giorno con l’auspicio che venga raccolta nei concetti e portata in discussione.
    Proprio sui temi “Scuola”, “Ospedale” e “Cave” il “referendum consultivo on line”, a costo zero, potrebbe essere un vero atto di democrazia e di apertura verso la collettività e sanerebbe l’atto d’imperio con cui a suo tempo i nostri quesiti referendari non furono ammessi pur interessando argomenti più volte dibattuti dal Consiglio Comunale. Anche per istituire tale forma di consultazione abbiamo predisposto ed inoltrato agli stessi Consiglieri Comunali e con le identiche finalità innanzi citate un’ulteriore proposta di delibera.
    La vera democrazia non si realizza a parole, ma con i fatti!!!

    Modesto Amicucci – Presidente del “Comitato Liberi di Scegliere”
    Marco Vignali – Andrea Ognibene Vice Presidenti del “Comitato Liberi di Scegliere”

  6. Amicucci Modesto
    17 luglio 2012 at 08:08

    Trascrivo di seguito la proposta di Ordine del Giorno finalizzata ad ottenere una revisione del PAE/PIAE inoltrata, oltre che al Sindaco ed al Segretario Generale, a tutti i Consiglieri Comunali. Ovviamente, l’intento del Comitato Liberi di Scegliere è quello di offrire uno “spunto”, una base di partenza per chi ne condivide il contenuto. Auspichiamo che la stessa proposta trovi un seguito anche presso la Regione Emilia Romagna e presso la Provincia di Modena.

    ORDINE DEL GIORNO

    REVISIONE DEL PAE/PIAE

    PREMESSO CHE:

    •L’evento sismico che dal 20 maggio 2012 interessa anche la Provincia di Modena ha determinato l’inclusione del Comune di Castelfranco Emilia nell’elenco allegato al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 01.06.2012;
    •Tra le manifestazioni dello stesso tragico fenomeno è stato registrato anche un rilevante e preoccupante fenomeno di innalzamento delle falde acquifere;

    CONSIDERATO CHE:

    •L’equilibrio della falda acquifera, è estremamente delicato. Nella “Bassa Padana” le falde sono costituite soprattutto da grandi strati di arenarie (sabbie), conglomerati (ciottoli di ghiaia), con l’occasionale livello di roccia fratturata. Il letto dell’acquifero, cioè lo strato impermeabile senza il quale l’acquifero stesso non potrebbe esistere, solitamente è costituito da argille poco permeabili.
    •E’ sufficiente una serie di microscosse che precedono lo sciame sismico vero e proprio a determinare il “rigonfiamento” dello strato di argille ed il suo frequente spostamento verso l’alto determina, all’improvviso, l’affioramento della falda.

    CONSIDERATO ALTRESI’ CHE:

    -L’Amministrazione Comunale ha approvato il programma delle attività estrattive di ghiaia nel Comune di Castelfranco Emilia con delibera del Consiglio Comunale n. 46 del 10.03.2009;
    -Con riferimento al PAE, l’Amministrazione Comunale ha competenza ad adottare Delibere che per produrre il loro effetto e raggiungere il loro scopo non abbisognano di ulteriore approvazione di altre autorità;
    -Ai sensi dell’art. 11 e seguenti della Legge Regionale 17/91 (Disciplina delle attività estrattive), l’esercizio dell’attività estrattiva è consentito con provvedimento autorizzativo del Sindaco;
    -Il Piano delle Attività Estrattive è inserito negli strumenti urbanistici comunali di esclusiva competenza del Comune di Castelfranco Emilia;
    -A breve verranno stipulati gli accordi tra Comune e “cavatori” che interesseranno quelle aree individuate nella frazione di Piumazzo che, peraltro, sono attraversate da importanti falde acquifere che “alimentano” vasti territori anche fuori Provincia;
    -Le stesse falde acquifere, a causa del fenomeno sismico che ha interessato anche il nostro Comune potrebbero aver subito un “anomalo” innalzamento non rilevabile dal limitato numero di piezometri presenti nell’area e peraltro disposti non in modo uniforme;
    -E’ necessario, quindi, fermare ogni accordo con le aziende “cavatrici” ed ogni attività di escavazione nelle stesse aree al fine di eseguire preventivamente approfonditi rilevamenti onde evitare danni ambientali irreparabili

    TUTTO CIO’ PREMESSO SI PROPONE CHE:
    IL CONSIGLIO COMUNALE

    stabilisce che, ai sensi della L.R. 17/91 (Disciplina delle attività estrattive), il PAE approvato e vigente viene sospeso sino a conclusione di approfonditi rilevamenti in ordine al livello delle falde acquifere presenti nelle aree interessate e che al contempo il Sindaco di Castelfranco Emilia, sulla scorta dei predetti accertamenti che saranno esperiti da tecnici qualificati, sottoscriverà provvedimenti autorizzativi limitatamente all’effettivo fabbisogno locale annualmente determinato e nel rispetto dei limiti di profondità massima ammissibile sulla base delle rilevazioni come in precedenza descritte impegnandosi, se del caso, a revocare o modificare lo stesso PAE.

  7. Amicucci Modesto
    17 luglio 2012 at 09:38

    Trascrivo di seguito la proposta di Ordine del Giorno finalizzata ad ottenere l’istituzione del “Referendum consultivo on line” inoltrata, oltre che al Sindaco ed al Segretario Generale, a tutti i Consiglieri Comunali. Ovviamente, l’intento del Comitato Liberi di Scegliere è quello di offrire uno “spunto”, una base di partenza per chi ne condivide il contenuto.

    ISTITUZIONE REFERENDUM CONSULTIVO ON LINE

    PREMESSO CHE:

    •Il referendum consultivo è indetto dal Sindaco su iniziativa popolare, quale consultazione inerente le scelte dell’Amministrazione in relazione ad indirizzi e decisioni che riguardano la vita della città ed il suo sviluppo.
    •La proposta di referendum è articolata in unica domanda formulata in modo breve, chiaro, tale da lasciare obiettiva libertà di opzione.
    •Il risultato del referendum consultivo è discusso dal Consiglio Comunale entro trenta giorni dall’ufficiale comunicazione dell’esito, quando vi abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto ed abbia ottenuto la maggioranza dei voti espressi.
    •Il referendum consultivo è proposto da almeno 2.000 cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune
    •L’ammissibilità dei quesiti da sottoporre a referendum è stabilita dal Comitato dei Garanti ed il Consiglio Comunale, entro trenta giorni da detto pronunciamento, prende atto dell’ammissibilità o meno dei quesiti referendari.
    •Dal giorno successivo all’intervenuta esecutività della deliberazione consiliare di presa d’atto dell’ammissibilità del referendum consultivo, entro il termine perentorio di 60 giorni da tale data, i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune possono sottoscrivere la proposta sugli appositi moduli recanti all’inizio di ogni facciata il testo del quesito che s’intende sottoporre a referendum e le rispettive firme saranno autenticate dai soggetti autorizzati ex art. 4 della legge 30 aprile 1999, n. 120

    CONSIDERATO CHE:

    •Le modalità di attuazione del referendum consultivo sono stabilite dal Regolamento Comunale per i Referendum Consultivi approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 44 del 17.03.1994
    •Il predetto Regolamento evidenzia delle “incoerenze” rispetto al contenuto dello Statuto Comunale (Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n.86 del 23.05.2000; Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 227/14.11.2001; Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 177 del 17/11/2005; Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 54 del 15/03/2006; Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 58 del 27/04/2007; Modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 181 del 01/12/2008) che, pertanto, sarebbe opportuno sanare.
    •L’art. 1, 1° comma, della Legge Regionale 09 febbraio 2010, n. 3 (NORME PER LA DEFINIZIONE, RIORDINO E PROMOZIONE DELLE PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE ALLA ELABORAZIONE DELLE POLITICHE REGIONALI E LOCALI) dispone

    “””La democrazia rappresentativa è un ideale fondativo degli Stati moderni ed è riconosciuta come una condizione essenziale per affermare il diritto di partecipazione dei cittadini dal Trattato dell’Unione europea, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dalla Costituzione italiana e dallo Statuto regionale. Lo sviluppo della democrazia partecipativa è coerente con gli ideali fondativi della Repubblica, promuove una maggiore ed effettiva inclusione dei cittadini e delle loro organizzazioni nei processi decisionali di competenza delle istituzioni elettive, rafforza la democrazia.””””.

    •Lo svolgimento di un referendum nelle forme classiche comporta il sostenimento di costi che, in un periodo di crisi e con i sempre maggiori tagli per gli Enti Locali, sicuramente verrebbe ad aggravare i bilanci

    CONSIDERATO ALTRESI’ CHE:

    - Il Comune di Castelfranco Emilia dispone di un sito web istituzionale sul quale, ad esempio, è stata avviata anche una raccolta fondi “pro scuole” tra i cittadini;
    -Tale iniziativa viene a costituire una forma di partecipazione diretta dei cittadini nella gestione della cosa pubblica e rafforza la democrazia ragion per cui, esperienze analoghe andrebbero poste in essere anche per conoscere il parere degli stessi cittadini almeno su scelte che l’Amministrazione deve assumere su tematiche di interesse generale o che comunque comportino vincoli e/o obblighi per l’Ente di durata pluriennale;

    TUTTO CIO’ PREMESSO SI PROPONE CHE:
    IL CONSIGLIO COMUNALE

    Stabilisce, a TITOLO di INDIRIZZO, che al fine di promuovere una maggiore ed effettiva partecipazione dei cittadini nei processi decisionali dell’Ente su particolari tematiche di interesse generale o che comportino vincoli e/o obbligazioni pluriennali per l’Amministrazione Comunale, venga istituito e disciplinato con apposito regolamento il cosiddetto “referendum consultivo on line”.

    stabilisce altresì, sempre a TITOLO di INDIRIZZO che l’avvocato Stefano Reggianini – Sindaco – assistito dal segretario comunale, dottoressa Annalisa Garuti – ai sensi dell’art. 97 del T.U. 267/2000 – e quest’ultima di concerto con il caposettore competente, proponga alla Commissione 1, l’apposito Regolamento dei referendum consultivi on line.

  8. GRUPPO CONSIGLIARE LEGA NORD PADANIA EMILIA ROMAGNA
    23 luglio 2012 at 08:31

    SISMA, MANFREDINI (LN), INTERROGAZIONE IN REGIONE: “STOP ALLE ESTRAZIONI DI GHIAIA SENZA VERIFICHE

    “Nessuna estrazione di ghiaia senza le verifiche sulle falde acquifere nei comuni del cratere sismico e in quello, terremotato, di Castelfranco Emilia”.
    A porre il tema all’attenzione della Regione è il capogruppo leghista Mauro Manfredini che in un’interrogazione alla giunta di via Aldo Moro chiede di “valutare la possibile sospensione” del piano cave comunale “sino a conclusione di approfonditi rilevamenti sul livello delle falde acquifere” che – spiega – “dopo le scosse di terremoto del 20 e 29 maggio potrebbero aver subito preoccupanti alterazioni, per quanto rilevato nei comuni colpiti dal sisma”.
    Nell’interrogazione Manfredini chiede anche che sia il sindaco ad autorizzare le escavazioni destinate al fabbisogno locale e, nel caso, a opporre lo stop alle estrazioni, anche revocando o modificando le prescrizioni del Piano comunale delle attività estrattive (PAE). Le richieste avanzate sono in piena continuità con le istanze del comitato “Liberi di scegliere” sposate anche dal gruppo consiliare Lega Nord di Castelfranco Emilia, guidato dal consigliere Giorgio Barbieri.
    “In nome del principio di precauzione – spiega Manfredini – è opportuno che le estrazioni vengano autorizzate solo dopo adeguati accertamenti e verifiche. C’è infatti il pericolo, reale, di incrociare la falda acquifera con gravi rischi di inquinamento. Ricordiamo che la falda serve tutti i comuni dell’area Nord della provincia. Occorre che ogni rischio venga scongiurato preventivamente”.

  9. 23 luglio 2012 at 11:28

    Riceviamo e pubblichiamo:

    OSPEDALI DI PROSSIMITA’
    Favia: “Tuteliamo la sanità pubblica difendiamo gli ospedali di prossimità”
    Interrogazione M5S sul PAL che ridimensiona gli ospedali di Finale Emilia, Castelfranco e Pavullo

    “Come Movimento 5 stelle siamo fortemente critici nei confronti dell’inadeguatezza del nuovo PAL modenese (piano attuativo locale) e dei ridimensionamenti previsti per i così detti ospedali “di prossimità” ovvero Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Pavullo” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha depositato due interrogazioni in regione dopo il lavoro già fatto negli anni scorsi di legislatura – “Stiamo parlando di ospedali strutturalmente all’avanguardia, ma lasciati sottoutilizzati e ridotti all’inefficienza per assecondare le politiche dei tagli alla sanità avviate sin dal 1993. Tutto questo nell’indifferenza dei responsabili dell’ASL e degli amministratori che si sono fin qui susseguiti. Hanno di fatto trasformato il diritto primario alle cure in un fattore secondario rispetto al contenimento della spesa pubblica” – accusa Favia – “per questo chiediamo certezze e non progetti strampalati basati su previsioni di spesa faraonici per centinaia di nuovissime case della salute di cui nessuno sente la necessità. I cittadini si stanno già muovendo in tal senso, a difesa della salute pubblica, ma il nostro è un appello a tutte le forze politiche affinché si adoperino con ogni mezzo e presso le dovute sedi affinché il servizio di Punto di primo intervento dell’Ospedale di Castelfranco Emilia torni a funzionare 24 ore su 24, e perché lo stesso ospedale venga mantenuto in vita come tale, adeguato, potenziato e realmente integrato nella rete al pari degli altri ospedali di prossimità, non riconvertito in cronicario o RSA assistita e neppure in Casa della Salute.”

    GIOVANNI FAVIA
    Consigliere Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

    Premesso che
    - Nel 2006 il Consiglio d’Amministrazione dell’ I.P.A.B. Delia Repetto di Castelfranco Emilia, approva la delibera di Trasformazione dell’ “I.P.A.B. Delia Repetto” da Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza ad Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.S.P.);
    - L’ASP (DELIA REPETTO) di Castelfranco Emilia (MO) è stata costituita il 1 giugno 2008, la sua finalità statutaria è “multifunzionale”: i soci enti pubblici territoriali sono tutti i Comuni del Distretto;
    - L’ASP gestisce i servizi sociali rivolti alla persona, nel campo della non autosufficienza, indirizzati ad anziani e portatori di handicap. I costi di questi servizi sono coperti solo in parte dalla contribuzione degli utenti e per il resto sono finanziati dal “Fondo regionale per la non autosufficienza” e dal contributo dei Comuni;
    - A Castelfranco nel 2008 è stato deliberato un bando di gara per lavori presso l’ospedale e la IPAB (casa protetta, residenza per non autosufficienti gravi e centro diurno) relativo a: lavori,forniture e somministrazioni per manutenzione ordinaria, ampliamento cucina, magazzini, spazi di servizio e realizzazione ponte di collegamento tra sede IPAB e Ospedale;
    - Nel 2012 alla Asp Repetto” vengono effettuati tagli da 100mila euro su pasti e assistenza;
    - Il direttore Maurizio Fanti a Febbraio ha dichiarato: « i Comuni hanno problemi di bilancio e riducono i fondi, quindi noi, che siamo una struttura pubblica con almeno un centinaio di ospiti contando tutti i servizi, dobbiamo contenere i costi, anche perché le nostre rette sono ben inferiori a quelle delle strutture private. Cominceremo con la dismissione della cucina interna da marzo, i pasti arriveranno da fuori, dalla cucina centralizzata dell’azienda Concerta spa di Zola Predosa. All’interno dei nostri locali manterremo solo le funzioni di condimento e porzionamento dei pasti e già qui risparmieremo 50mila euro – I lavori messi a bando nel 2008 erano stati decisi anni prima, quando ancora le esigenze di bilancio non erano quelle attuali, hanno riguardato il complesso della struttura e nello specifico per la cucina sono stati spesi 400mila euro, al 90% finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e per il restante coperti da noi e dai Comuni soci. »;

    - Il 16/11/2011 viene depositato l’Oggetto : 1977 – Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa la Asp Delia Repetto di Castelfranco Emilia (MO); in cui viene chiesto alla Giunta se l’Asp Delia Repetto di Castelfranco Emilia abbia trasmesso alla Regione Emilia Romagna apposite relazioni sull’andamento della gestione economica e quali siano stati i monitoraggi e controlli generali effettuati dalla Regione Emilia Romagna sui risultati di gestione dell’ Asp;
    - Il 20/12/2011 la Giunta regionale risponde che la regione non ha alcuna competenza di controllo e approvazione dei bilanci riguardanti le ASP; ma sono gli enti locali che dovrebbero controllare (essendo i Comuni soci delle ASP) l’andamento.

    considerato che
    - Nel 2008 è stato fatto un bando per i lavori di ampliamento della cucina (IPAB Castelfranco) e ora, a distanza di neanche quattro anni, la si chiude;
    - Buona parte dei servizi sono finanziati dal “Fondo regionale per la non autosufficienza”.

    Interroga la Giunta e l’Assessore competente per sapere
     Se non ritenga opportuno dotarsi di Organi di controllo per monitorare la gestione delle Asp, per evitare che si manifestino episodi di “malagestione”;
     Se non ritenga contraddittorio il fatto che la Regione incida, attraverso fondi, per circa un terzo sui costi totali, ma deleghi ad altri la gestione e il monitoraggio del bilancio delle ASP;
     Se abbia intenzione di informarsi nel merito della situazione della ASP DELIA REPETTO di Castelfranco e relative esternalizzazioni, e come intenda operare.

    Bologna, 23 luglio 2012
    Il Consigliere Giovanni Favia

  10. Amicucci Modesto
    24 luglio 2012 at 21:52

    Trascrivo di seguito la proposta di Ordine del Giorno finalizzata ad ottenere la revisione del PAL e la realizzazione del nuovo polo ospedaliero inoltrata, oltre che al Sindaco ed al Segretario Generale, a tutti i Consiglieri Comunali. Ovviamente, l’intento del Comitato Liberi di Scegliere è quello di offrire uno “spunto”, una base di partenza per chi ne condivide il contenuto. (Chiedo venia per non averla pubblicata prima)

    ORDINE DEL GIORNO

    REVISIONE DEL PAL E NUOVO POLO OSPEDALIERO

    PREMESSO CHE:

    •L’evento sismico che dal 20 maggio 2012 interessa anche la Provincia di Modena ha determinato l’inagibilità di diversi nosocomi della “Bassa Modenese” venendo a determinare delle “falle” e delle iniquità nella rete geografica sanitaria così come disegnata nell’ultimo PAL approvato dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria;

    CONSIDERATO CHE:

    •L’Ospedale Regina Margherita di Castelfranco Emilia, in occasione del drammatico evento in premessa, ha risposto con professionalità alle richieste di aiuto pervenutegli dimostrando che solo un nosocomio può rispondere all’emergenza-urgenza e non certo una Casa della Salute;
    • Dall’oggi al domani il Regina Margherita ha ospitato ed assistito ulteriori 30 letti di “degenza di medicina” a conferma del ruolo e della funzione strategica che esplica e della possibilità di concretizzare un ampliamento del suo Reparto di Medicina, utilizzando e sacrificando “corridoi” attualmente ad altro dedicati ottenendo un potenziamento dello stesso Reparto di almeno 20 posti letto, necessari a soddisfare le richieste e le lunghe liste d’attesa.
    •L’evento sismico ha, altresì, evidenziato l’importanza di disporre di un servizio di Prono Soccorso funzionante H24;

    CONSIDERATO ALTRESI’ CHE:

    - Il Comune di Castelfranco Emilia, in seguito al rilascio dell’Intesa da parte della Provincia di Modena, ha approvato il Piano Strutturale Comunale con delibera di Consiglio Comunale n. 76 del 08/04/2009;
    - Il PSC è un piano di indirizzo, programmatico, non prescrittivo a tempi lunghi che definisce le indicazioni strategiche del governo del territorio che discendono dal PTC (Provinciale) e integrato con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale;
    - I danni causati anche alle strutture sanitarie della Provincia impongono e comunque rendono necessaria una revisione del PAL finalizzata ad assicurare quell’equità geografica dei servizi sanitari offerti ai cittadini proprio nel rispetto delle linee guida che hanno condotto la sua stesura ed a tal fine un iniziale potenziamento delle dotazioni dell’Ospedale Regina Margherita e la successiva individuazione nel PSC comunale di un’area (eventualmente la “Graziosa” che sarebbe uno snodo geograficamente ottimale) per la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero si ritiene possano sanare le lacune e le carenze che il sisma ha provocato;

    TUTTO CIO’ PREMESSO SI PROPONE CHE:
    IL CONSIGLIO COMUNALE

    -stabilisce che, il Sindaco quale Autorità Sanitaria Locale e quale rappresentante del Comune e dei suoi cittadini nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Provincia di Modena si adoperi con ogni mezzo e presso le dovute sedi affinché il ruolo e la funzione dell’Ospedale Regina Margherita vengano rivalutati alla luce del recente evento sismico che ha determinato delle “falle” e delle “iniquità” nella rete sanitaria provinciale così come voluta nel recente Piano Attuativo Locale approvato e vigente;
    -stabilisce quindi, che l’avvocato Stefano Reggianini – Sindaco – quale Autorità Sanitaria Locale e quale rappresentante del Comune e dei suoi cittadini si adoperi con ogni mezzo presso le opportune sedi al fine di ottenere una revisione del PAL approvato e vigente per ottenere inizialmente un potenziamento dell’Ospedale Regina Margherita di almeno 20 posti letto da destinare al Reparto di Medicina e la riapertura del servizio di Pronto Soccorso H24 e, successivamente, promuova ogni iniziativa tesa ad ottenere la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero nell’area che sarà individuata nel PSC comunale mediante apposita variazione.

  11. Mazzini
    30 luglio 2012 at 14:49

    27/07/2012 Il Resto del Carlino

    Modena fuori dal ‘cratere’ sismico
    Nessuna agevolazione fiscale
    Lo stabilisce un emendamento approvato alla Camera
    FERRARA E MANTOVA comuni terremotati come San Felice e Finale Emilia. E quindi sospensione di tutte le tasse e mutui fino al 30 settembre 2012. È una postilla (non da poco) che emerge dai passaggi parlamentari sugli interventi post-terremoto, tutti al voto in questi giorni. L’emendamento, presentato dalla Lega Nord, è contenuto nel decreto sviluppo approvato dalla camera mercoledì, uno dei tre che riguardano il sisma.
    Tutto nasce da un ordine del giorno del deputato ferrarese Pd Alessandro Bratti che ha chiesto al governo di inserire i due comuni nell’elenco del decreto 74, quello che stanzia i
    primi 3 miliardi del fondo per la ricostruzione. «A Ferrara abbiamo avuto ingenti danni al patrimonio storico, tra cui il castello e palazzo Diamanti e anche a tutto l’indotto della città.
    Era giusto che fosse inserita nel ‘cratere sismico’».
    FERRARA e Mantova sì e Modena no. Perchè? «Siamo onesti — prosegue il deputato — Modena non ha avuto l’80% dei monumenti danneggiati». Finire nel ‘cratere’ non vuol dire solo avere rimborsi sui monumenti, ma su tutta la ricostruzione in modo automatico. Il senatore del Pdl Carlo Giovanardi grida allo scandalo: «Si aggiungono 180 mila persone che devono attingere come noi al fondo per la ricostruzione e non devono pagare le tasse durante la sospensione. Ma sarebbe immorale anche se Modena avesse tutti questi benefici».
    L’emendamento stupisce anche il Comune di Modena, che a questo punto dice: «In vista
    del passaggio in senato valuteremo se chiedere di accorpare anche la città di Modena, ma con agevolazioni fiscali solo per chi ha subito danni». La guerra dei campanili non finisce qua. Nel decreto 74 entrano (solo se danneggiati dal sisma) altri piccoli comuni ferraresi e mantovani, come Dosolo, Pomponesco, Piadena, Robecco d’Oglio, Argenta. Noi perdiamo per strada Campogalliano, Bastiglia, Castelfranco e Nonantola.

    Cosa farà l’Amministrazione di Castelfranco Emilia se l’emendamento venisse approvato anche al Senato?
    Farà in tempo ad indire il bando per il noleggio dei containers?
    Indirà anche il bando per l’adeguamento sismico della scuola Tassoni di Piumazzo (che ricordo allo stato è INAGIBILE) o valuterà di costruire un nuovo plesso scolastico comprensivo di medie come propone Liberi di Scegliere?
    Ma (sempre qualora fosse definitivamente approvato l’emendamento), il nostro Comune è davvero “terremotato” come quelli di Finale Emilia, Mirandola, ecc..?
    Ma allora perchè è stato inserito nell’elenco allegato al Decreto 1/6/2012?

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

  12. Modesto Amicucci
    14 settembre 2012 at 12:27

    A proposito di partecipazione dei cittadini, riporto un articolo stampa pubblicato sul quotidiano “Modena Qui” del 13-09-2012

    Merola, sindaco di Bologna chiede l’opinione dei cittadini

    Se a Modena delle evoluzioni sui nuovi confini non si è parlato neanche nei consigli eletti dai cittadini, la concertazione è stata tra amministratori e parti sociali, a Bologna si vogliono coinvolgere i cittadini.
    Nel capoluogo regionale la scelta di Città Metropolitana risale a dieci anni fa, ma finora il progetto è rimasto nel cassetto.
    Adesso si passa ai fatti e si hanno due possibilità: un ente ad elezione diretta o di secondo grado (composto dai sindaci eletti nei comuni).
    Una scelta difficile.
    Il sindaco bolognese Virgilio Merola ha pensato però di coinvolgere i cittadini attraverso focus group, laboratori partecipativi e altri strumenti.
    L’obiettivo è quello di ascoltare il pensiero di almeno 10mila cittadini.
    Non è un referendum, non è una consultazione popolare, ma quantomeno un tentativo per capire cosa i cittadini vogliono o preferiscano per il miglior governo del territorio.
    Per questo progetto è stato incaricaricato il ‘Laboratorio urbano’ che fino a fine maggio 2013 metterà attorno ad un tavolo gruppi di Comuni, associazioni e semplici cittadini grazie ad uno staff di 15 esperti in partecipazione.
    E’ previsto anche un ‘town meeting’ ( un incontro sulla città) aperto a 300 partecipanti, di cui 150 saranno sorteggiati «tenendo conto della composizione demografica dell’intero bacino provinciale».

    Modesto Amicucci

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