Nel Comune terremotato di Castelfranco Emilia, stante i danni riportati in via prevalente dai plessi scolastici (quattro inagibili, uno temporaneamente inagibile e due parzialmente inagibili), il nuovo anno scolastico inizierà regolarmente il 17 settembre. Ma se la data è certa e indiscussa, la scelta di luoghi e orari individuati come soluzione temporanea dalle direzioni scolastiche (con l’approvazione del Comune) è invece oggetto di contestazione da parte dei genitori. I primi a porsi sul piede di guerra sono i genitori di 130 alunni della scuola elementare “Grazia Deledda” di Gaggio.
“Grazie alla collaborazione delle scuole e delle organizzazioni di volontariato siamo riusciti a predisporre un piano che limiti il più possibile i disagi che in questa situazione sono inevitabili, riducendo al minimo l’impatto sull’organizzazione delle famiglie e garantendo a tutti i nostri ragazzi la possibilità di svolgere regolarmente l’anno”. Ha detto l’assessore alla Pubblica Istruzione Maurizia Bonora, presentando il piano concordato con la direzione scolastica che, in sostanza, prevede le seguenti soluzioni: gli iscritti alle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria “Don Milani” di Manzolino e della scuola primaria “Deledda” di Gaggio svolgeranno l’attività scolastica presso l’istituto “Marconi” del capoluogo, al pomeriggio, dalle ore 14 alle 18, mentre gli alunni di I e II del “Deledda” potranno restare in sede, nella parte non lesionata, seguendo il regolare orario mattutino. Anche gli iscritti alla scuola secondaria di primo grado (Via Magenta) svolgeranno l’attività scolastica al mattino, presso il polo scolastico “Guinizelli”. I bambini di 4 e 5 anni iscritti alla scuola dell’infanzia statale “Maggiolino” potranno frequentare la scuola “Picasso”. Gli iscritti alla scuola primaria “Tassoni” di Piumazzo (in attesa dei containers, come gli alunni di Manzolino), svolgeranno l’attività didattica presso il polo scolastico “Guinizelli” di Castelfranco, anche loro al pomeriggio, dalle ore 14 alle 17. Per tutti questi ragazzi il Comune ha previsto il trasporto gratuito (andata e ritorno) ed al mattino ha concordato l’apertura di sei centri estivi del territorio, al modico costo (a carico delle famiglie) di 76 euro a settimana (con colazione e pranzo) o di 51 euro a settimana (senza pranzo), prevedendo contributi comunali per le famiglie in particolari situazioni economiche.
Quello che si chiede alle famiglie è dunque di soprassedere per due-tre settimane, in attesa che siano ultimati i lavori di ripristino in quattro scuole, nonché i lavori di costruzione dei prefabbricati per le due scuole dichiarate inagibili (“Tassoni” di Piumazzo e “Don Milani” di Manzolino). Il disagio è comune, ma i genitori di Gaggio, che si sono visti dividere in due tronconi i propri figli (tre classi via, due classi restano), ritengono che la proposta della direzione scolastica concordata con il Comune, anche se temporanea, sia comunque inaccettabile per i seguenti motivi:
1) i bambini devono passare la mattina in un centro estivo o altra soluzione, ma comunque con un numero di educatori che non è ancora noto.
2) I bambini dopo la mattinata avranno un livello di attenzione penoso.
3) I bambini non possono frequentare le attività integrative (per chi necessita) e le attività sportive, che in genere si svolgono il pomeriggio.
4) Non si parla in nessun documento scritto della durata del disagio e, visto lo stato di avanzamento dei lavori della scuola Deledda, i genitori sono propensi a pensare che si tratti di mesi piuttosto che di settimane, anche perché c’è stato un fermo lavorativo di un mese dovuto a cause che stanno approfondendo.
5) Economicamente parlando si richiede uno sforzo economico alle famiglie di circa 300 euro per un bambino e per una famiglia numerosa diventa insostenibile.
6) In certi casi le mamme si trovano con un figlio da accompagnare a Gaggio perché frequentante la prima o la seconda e il secondo figlio a Castelfranco perché in una classe superiore.
Ieri (24/8/2012) i genitori di Gaggio si sono ritrovati davanti alla scuola per esporre le proprie ragioni, avanzando una controproposta per le tre classi dislocate a Castelfranco: l’utilizzo dei locali del centro estivo La Fattoria di Gaggio, che ha una capienza di 90 posti (perfetto per due classi), e i locali del “Peter Pan” per la terza classe, mantenendo così la frequentazione mattutina.
I genitori auspicano in una modifica al piano, che non è ancora operativo ma sarà approvato dal consiglio d’istituto del 28 agosto, confidando in un preventivo incontro con l’assessore Bonora (che si sarebbe resa disponibile), affinché “in alternativa all’alternativa” si possa considerare la loro proposta, pena l’inevitabile conseguenza di doversi organizzare in azioni di protesta più eclatanti.
Alessandra Consolazione








ALMO
Comitato No alle Cave
Gruppo Consigliare Comunale Lega Nord Padania Castelfranco Emilia
Gruppo Consigliare PDL Castelfranco Emilia
Lista Civica Frazioni e Castelfranco
Motoclub Motopantegane
Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia
Partito Democratico di Castelfranco Emilia
SanCesario.com
Vivi San Vito
*** La insicurezza in un percorso di formazione della vita di minori porta ad esprimere perplessità, a voler essere buoni, sulla tipologia degli interventi per garantire un tempo scuola decorosa per un grado di istruzione delicato del quale anche l’assessore Bonora ha competenza e conoscenza. C’è intempestività nell’affrontare, ora, la tematica dell’avvio dell’anno scolastico e la ubicazione delle classi unitamente allo sfaldamento del tempo scuola. Se abbiamo ben compreso: si collocano gli alunni in centri estivi al mattino e al pomeriggio si dà avvio all’attività disciplinare? Oltretutto con costi che i genitori dovrebbero affrontare! Non abbiamo mai sentito una cosa del genere, con soluzioni tanto spregiative per i minori, per i loro genitori e per i docenti nel corso della nostra esperienza di maestro. Anche se ammettiamo lo smarrimento per una realtà mai presentatasi prima. Ma vivaddio da maggio uno studio poteva essere predisposto e con tappe forzate, vista la contingenza. In ogni caso, solidarizziamo con genitori e con quanti vivono questo tremendo problema, auspicando una soluzione seria, rispondente alle esigenze dei minori e senza costi per le famiglie come letto nella missiva dell’Assessorato; sarebbe a dire che per genitori si concretizza, in questo modo, il detto:… oltre al danno la beffa… Auguriamo la miglior vittoria per i genitori. Non vorremmo che questa riflessione, ancora possibile, speriamo, suscitasse le ire di qualche “amico degli amici” facendolo andare in escandescenze per aver osato noi esprimerci nei confronti di una “pazzesca” iniziativa della giunta castelfranchese. Lino Andreozzi PRC/FdS di Castelfranco E.
Bravo Gesù! “Viva Dio, da Maggio poteva essere predisposto uno studio con tappe forzate…” Ma che dice? A Maggio non si conoscevano nemmeno i danni prodotti dal terremoto, non si conosceva nemmeno l’evoluzione del fenomeno sismico, gli organi predisposti non hanno nemmeno finito le verifiche nemmeno dopo tre mesi (verifiche che nemmeno mi convincono) e Lei “spara” che si doveva decidere a Maggio! A pochi giorni dalla prima scossa! Ma che dice??? Mi sa che lei sia solo un politico, distaccato da ogni realtà e dalla concretezza dei problemi, un teorico e un propagandista. E’ facile così, è facile dimostrare di essere migliori quando gli errori sulle decisioni pesano solo su altri! E dice che sta coi genitori? Ma che originalità! Chi è che direbbe l’opposto? Ce lo risparmi e semmai dice cosa farebbe per essere dalla parte dei genitori! Dica come! Cosa avrebbe deciso Lei e il suo P.R.C. a Maggio? Non lo sa nemmeno ora! Infatti non lo dice!
Ieri sera ho partecipato al consiglio di istituto in quanto membro. Sono arrivati una trentina di genitori e ad una parte di essi è stato permesso di ascoltare la riunione come uditori. Personalmente e per la scuola Deledda di Gaggio, avevo avanzato la proposta (peraltro suggerita da una educatrice dei centri estivi) di spostare le classi in ambienti dell’arci (fattoria e peter pan) dove si sarebbero potute sistemare le 3 classi.
Con questo si sarebbe potuto ovviare al disagio (e anche ai rischi) di fare viaggiare per tutta la giornata i bambini. Mi sono sentito rispondere che i locali non sono funzionali a ciò e per tutta una serie di motivi di sicurezza e comma vari…
E quindi magicamente è uscita la proposta di fare alloggiare i bambini in sala mensa, cosa che potrei anche accettare, ma che vedrebbe i bambini soggiornare in questi locali per tutto il giorno compresa chiaramente la consumazione del proprio pasto.
Quello che mi sfugge è perchè i locali dell’arci siano perfetti per la sessione mattutina come centro estivo con attività didattiche allegate, ma non siano conformi per le lezioni vere e proprie. Ancora più strano è che il centro estivo si troverebbe nella peggiore delle ipotesi ( e cioè che frequentino tutti i bambini) con 78 bambini e una sola educatrice disponibile, mentre l’esercizio di tali strutture come scuola vera e propria vedrebbe il personale docente e di complemento al completo, con criteri di sicurezza sicuramente maggiori rispetto al centro estivo.
Le perplessità da parte dei genitori sono tante, a piumazzo e manzolino si parla di posa di stutture prefabbricate di qualità, a gaggio invece sembra che (e qui cambia l’appellativo) i container non siano stati considerati perchè si preferiva riattare i locali inagibili e proseguire con i lavori di ampliamento…
Fatto sta che a piumazzo e manzolino, è uscito un comunicato che spiegava ai cittadini che vista l’urgenza i lavori si sarebbe protratti fino alle 22 di ogni giorno. A Gaggio invece, il mese di agosto ha visto un fermo degli operai, perchè a detta loro non venivano pagati dall’impresa. Quindi a gaggio ci si ritrova con un ritardo sui lavori e una previsione di fine lavori per la sola parte da ampliare (ma che consentirebbe di sistemare i bambini) per il 26 di ottobre. Visionato il cantiere, diverse persone si sono dette piuttosto scettiche su questa data di consegna. Ma quello che ha fatto arrabbiare i genitori è che non è stata data nessuna comunicazione, o meglio qualcuno è stato avvisato a metà luglio, e pare che sia stata fatta una riunione, ma al maggiolino ai primi di luglio e cioè la scuola di infanzia (che non verrà toccata per ora perchè non scuola dell’obbligo), nessuno ha ricevuto comunicazioni per la scuola elementare. A differenza di Piumazzo e Manzolino dove sono state fatte riunioni e si è discusso di soluzioni alternative. Due pesi e due misure quindi. Dopo la riunione ieri sera molti genitori pensavano già di iscrivere i bambini in altri plessi, una mamma che lavora a castelfranco ma che abita a san prospero, ha già detto che si sente + sicura e che iscriverà anche il bambino iscritto a Gaggio a san Prospero. Dice che ha visionato i prefabbricati e oltre ad evitare l’andirivieni tra san prospero e Castelfranco, preferisce la sicurezza del prefabbricato. Capisco che la situazione sia difficile, ma qui l’impressione generale è che ci sia qualcuno che vuole tutelare spazi e che non è stato molto tempestivo sia con le comunicazioni ai genitori che con gli accertamenti sui cantieri. E, per cortesia, questo non dovrebbe diventare l’ennesimo episodio di speculazione politica. Qui si sta parlando di genitori e bambini, i disagi riguardano solo loro e se vogliamo gli insegnanti.
I bambini prima di tutto, il resto a seguire.
Qualcuno ha definito alcune note passate in questi giorni come sterili polemiche.
Se la sacrosanta rivendicazione di un diritto basilare, in politichese diventa “sterile polemica”, vuol dire che il politichese ha fatto il suo tempo e, di conseguenza, anche chi si ostina ad usarlo…
Sono mamma di 2 bambine che frequentano la scuola di Gaggio e onestamente pensavo di spostarle in una struttura con una dirigenza più seria, dove un genitore non si senta preso in giro dalla direttrice in persona che dichiara di averci convocati in una “inreale “assemblea avvenuta in luglio.
POSSIBILE CHE DI 80 BAMBINI E 160 GENITORI NESSUNO SAPESSE NULLA.???
Poi io dovrei pagare il centro estivo per vedere le mie bimbe uscire di casa alle 7 del mattino e rientrare alle 19 di sera, e per quanto tempo?
Gli unici motivi che mi fanno dubitare sono che le mie bimbe perderebbero i loro amici/amiche d’ infanzia e una splendida insegnante che per loro rappresenta un punto di riferimento. Queste sole 2 ragioni mi trattengono dal cambiare plesso scolastico ma serei molto felice se la preside V. Baraccani pensasse alle dimissioni.
Buongiorno a tutti, sono anche io una mamma di due bambini che frequentano la scuola “g.deledda” di Gaggio, giusto per inquadrare la situazione… Uno in 2a e l’altra in 4a, mi ritroverò dunque a dover portare a scuola uno al mattino e l’altra al pomeriggio. Non voglio dilungarmi ad esporre le mie rimostranze circa il disagio che questa “organizzazione” porterà alla mia famiglia, quanto porre l’accento sull’atteggiamento poco collaborativo, dispotico ed indisponente del dirigente scolastico martedì sera. Al termine del consiglio d’istituto sì è concordato di fissare un appuntamento con l’assessore Bonora che ci riceverà sabato mattina alle 10,30 c/o il Peter Pan a Gaggio. vi invito a partecipare.
Buona sera innanzitutto.
Intervengo per lasciare anch’io, purtroppo, note di disappunto.
Gli aspetti chiariti/contenuti nell’articolo della redazione fanno parte di un comunicato dell’Assessore Bonora di diversi giorni fa. Nel comunicato originario le informazioni qui riassunte dall’articolo di redazione seguivano una premessa lunga e retorica tesa a rappresentare lo stato di impegno dell’Amministrazione e dell’attenzione al problema. Tra le varie premesse si precisava che “Le Dirigenze Scolastiche si sono espresse nel senso di garantire l’attività didattica dal 17 settembre 2012 – come da calendario già deliberato – anche qualora ci fossero dei ritardi nell’ultimazione dei lavori, attraverso l’adozione di provvedimenti organizzativi volti a ottimizzare i plessi agibili nell’orario pomeridiano.”?
Ho letto il comunicato più volte e con curiosità; purtroppo, nonostante l’attenzione, non sono riuscito a cogliere il senso. Indubbiamente le informazioni rese erano abbastanza chiare; il senso, tuttavia, un po’ meno. Mi concentro sulla frase sopra riportata poiché è sicuramente quella più emblematica. Cosa si attende l’Assessore (e quindi l’Amministrazione) quando scrive ai cittadini che “Le Dirigenze Scolastiche si sono espresse nel senso di garantire l’attività didattica dal 17 settembre 2012 – come da calendario già deliberato – anche qualora ci fossero dei ritardi nell’ultimazione dei lavori, attraverso l’adozione di provvedimenti organizzativi volti a ottimizzare i plessi agibili nell’orario pomeridiano.”?
Si attende forse il plauso generale per la gestione della situazione venutasi a creare? … situazione che ove se analizzino le cause che l’hanno provocata porta a deduzioni imbarazzanti?
È vero che c’è stato un terremoto ma il nostro paese è ai margini del cratere con danni al patrimonio praticamente inesistenti se non fosse per le scuole che, per come vergognosamente tenute e mantenute in tutti questi anni, hanno risposto peggio di edifici storico/monumentali … maturando in taluni casi, anche strutture di recente realizzazione, danni e inagibilità.
Cosa si aspetta l’Assessore e l’Amministrazione quando pubblicamente affermano, tra l’altro anche con tono solenne, che d’ora in avanti le Scuole e la loro sicurezza va ripensata!? … e fino al 20 maggio 2012 a che cosa hanno pensato!?
È dal 2003 che il territorio comunale di Castelfranco è classificato sismico e dal 2005 è scattato anche l’obbligo per chiunque (Pubblico o privato) di rispettare norme stringenti al riguardo. Il tema della sicurezza sismica, scuole incluse, poteva e doveva essere già nei loro pensieri.
Che cosa è stato fatto di concreto fino ad oggi!?
Come è possibile che in tutto il nostro comune il patrimonio privato esistente, anch’esso datato e NON costruito a norma antisismica, abbia retto decorosamente e il patrimonio pubblico sia caduto così in basso? … nel caso delle scuole Verdi addirittura a pezzi, anche nelle parti non strutturali (il cornicione).
Ma vi sono domande ancor più inquietanti: Chi pagherà!?
La risposta non è univoca. Dipende dal livello dal quale si affronta il problema.
Sicuramente pagheranno un prezzo pesante i bambini chiamati ad accollarsi disagi da terremotati in un paese di fatto non terremotato. Mi auguro che l’Assessore non trovi brillante e soddisfacente la soluzione di mandare dei bambini di una scuola primaria a scuola nel pomeriggio … e cioè in un orario in cui anche per un adulto le capacità di concentrazione e apprensive sono decisamente calate e provate. Abbiamo capito che l’anno scolastico sarà comunque considerato regolare … ma se alla fine dell’anno il profitto dei bambini (che già riprendono con una perdita a causa della chiusura anticipata dell’anno scolastico scorso) non sarà stato regolare, è al bambino che resta il danno.
Pagheranno un prezzo importante anche i genitori che dovranno accollarsi extra costi e disagi da terremotati sempre in un paese di fatto non terremotato.
Dobbiamo gioire alla notizia che per la modica cifra di 300,00 euro al mese i bambini potranno essere piazzati nei centri estivi che ci sono stati indicati!?
Se il patrimonio scolastico fosse stato curato quel minimo che ogni buon cittadino ha fatto e fa con il proprio oggi non avremmo Scuole inagibili e le Scuole riprenderebbero normalmente.
Grazie, invece, a questa Amministrazione disattenta e alle altre che l’hanno preceduta, pagheranno un prezzo importante i veri terremotati: cittadini di paesi poco distanti dal nostro messi in ginocchio da eventi sismici realmente violenti. Con la penuria di denari a disposizione dello Stato, i fondo saranno limitati e ogni somma spesa nel nostro paese sarà una somma/aiuto sottratto ad altri.
Pagheranno per noi altri cittadini italiani che, ignari di tutto, si troveranno a pagare la riparazione di scuole in verità non terremotate ma più semplicemente fatiscenti per incuranza e mal gestione dei nostri amministratori.
Con amarezza,
Paolo M. Bianco
*** la miglior risposta a allo pseudonimo “Malizia” la danno le persone che continuano a dimostrare disagio, mettendo il punto sugli “i” e definendo quantomeno opinabile il comportamento di chi è chiamato a gestire un settore delicato come quello che interessa la formazione dei nostri figli e degli altri figli. Ora l’importante è che del tema si discuta, si approntino misure che guardino agli interessi del cittadino a partire dalla sua prima età. Convenendo con chi lo ha affermato, senza peraltro sentirsi “messo alla gogna”, confermo che in questa contingenza non si è stati all’altezza! Del resto per panzanate, come si evince dagli altri interventi, questa e le precedenti amministrazioni comunali hanno sempre brillato di luce “mistica”. “Siamo tutto e di più”. Che poi la malizia scambia assi per figure, sono problemi suoi, vuol dire che arriva fin là e dunque poco spazio per soggetti di questo genere..
Credo che la cosa più sensata che si poteva dire versus i nostri amministratori non sia stata detta e cioè che lo status di Castelfranco quale città terremotata sia alquanto opinabile. Al cimitero sta scritto “Non agibile causa fenomeno sismico”, ma quegli stessi danni furono già documentati parecchio tempo prima; cosa abbiano effettivamente le scuole di Piumazzo è un mistero; appare un poco strano che gli unici edifici danneggiati seriamente e non agibili siano tutti di proprietà pubblica (alcuni sicuramente costruiti male, altri danni, probabilmente, sono sovrastimati). Forse di questo si parla poco per accodarsi, per convenienza e nel modo più populistico possibile, agli atteggiamenti da parrocchietta che cercano di incamerare finanziamenti quanto più possibile in barba al senso civico ed a un criterio di giustizia generale.
Sarà che mi piace l’oggettività per quanto sia sempre soggetta a limiti umani, ma di tante cose che si possono rimproverare all’Amministrazione non Le si può certo rimproverare di non avere iniziato studi a Maggio come dal Sig. Andreozzi stigmatizzato. Solo un atteggiamento criticamente disinvolto e forse politicamente opportunistico può consigliare certe posizioni. Nessuno sapeva cosa sarebbe veramente successo. Impostare studi su dati non stabili e riscontri tecnici improvvisati ed incompleti non rappresentano un sistema valido. Se l’evoluzione del fenomeno fosse stata diversa sarebbe potuta sopravvenire un’emergenza primaria ancora più impellente che quella delle scuole: quella abitativa o quella degli ospedali, o quella dell’igiene.
Se le scosse successive, invece di propagarsi verso Nord e verso Ovest, si fossero avvicinate a noi, avrebbero sconvolto le carte in tavola e reso inutile ogni studio precedente ed in corso. Poi c’era l’emergenza sfollati da curare e tante altre emergenze prioritarie in quei giorni immediatamente successivi la prima scossa. Già, ma a questo non ci si pensa, meglio trovare polemiche ed occasioni di mostrare la propria squadra..
Non sono solito difendere nessuno per partito preso, ma visto che non “corro” con nessuna formazione politica, non ho pregiudizi, interessi particolari da difendere, spunti polemici da cavalcare verso amici, ex amici, nemici… non debbo rimarcare nessun peso politico, nessun peso sull’elettorato o valenza elettorale per potere sedere ad alcun tavolo.
Le persone che lamentano disagi hanno senz’altro ragione, ma è un sempre un cattivo segnale vedere cavalcare il malessere in modo facile. Semmai l’Amministrazione ha commesso errori qualche mese dopo, quando il sisma si stava stabilizzando o li sta commettendo ora. Se la scossa del 29 Maggio e quelle dopo fossero avvenute più vicine a noi Lei starebbe cavalcando chi manifestasse disagi per essere senza tetto? Certamente si! E starebbe a dire come dopo il 20 bisognasse, invece, pensare all’emergenza “casa”. A chi governa (e non li sto difendendo) compete un compito più difficile e lungimirante di chi ci vede fino lì. Più la sento tanto parlare “della gente” e rivolgersi a loro, più mi accorgo che non si smette mai di fare campagna elettorale. Diffido di chi si rivolge sempre alla gente in modo così plateale, è un metodo berlusconiano, simmetrico ma uguale nel metodo e nella sostanza.
Perchè non ha prodotto una minima proposta Lei circa il problema?
Una lista civica produsse una proposta in tempi non sospetti circa il polo scolastico della maggiore frazione, un progetto argomentato che richiese sicuramente impegno, non so se corretto o sbagliato, ma lo si sarebbe potuto discutere. Molto meglio di quella diplomazia e quel populismo sciatti che corteggiano sempre la gente, le disgrazie e sfruttano il risentimento ed i problemi.
Non ho cercato di mettere alla gogna nessuno, Lei si firma spesso come PrC ed a volte PrC/ FdS ed in questa veste La vedo; che poi dica che non c’è spazio per soggetti come me o per altri in generale, credo che non tocca Lei ed a nessuno dirlo, è una posizione che la storia ha già percorso e già misconosciuto. Che possano esistere voci che debbano avere poco spazio è un atteggiamento vecchio il cui odore riconosco immediatamente.
Scusate l’intrusione nella tribuna politica… io sono semplicemente un genitore e come tale non ho timore di mostrare nome e cognome… posso dare sfogo ad un pensiero che mi tormenta dall’inizio di questa vicenda? Sono amareggiata nel constatare sempre più quanto si parli di politica più che di scuola, quanto i voti siano più importanti dei nostri figli, quanto ogni vicenda venga strumentalizzata x fare propaganda elettorale… A me interessano solo il benessere ed i diritti dei miei figli, se mi sto interessando, se ci sto mettendo la faccia, è solo perché credo che si stia sbagliando strada, che ci sia qualcosa di nebuloso, che esistano soluzioni alternative a quella proposta ed intendo (come tanti altri genitori) battermi perché queste siano vagliate. mi auguro che l’incontro di domattina con l’assessore Bonora non sia l’ennesimo tentativo di calmare le acque, ma sia un confronto costruttivo.
Cara signora, l’azione per ottenere ciò che a lei interessa cioè: “il benessere ed i diritti dei miei figli” è una azione politica. La scuola pubblica gratuita per tutti è una conquista politica. La libertà di cui lei gode in questo paese e che le consente di parlar male del potere è una conquista politica. Il suo intervento in questo blog è un intervento politico. Parlare male -in generale-della politica è sbagliato, perché la politica è semplicemente il mezzo per costruire una società. Il problema semmai sono i partiti, o meglio i partitismi e la loro invadenza nello Stato. Ma questa è un’altra storia.
Condivido appieno, Sig. Schiavi. E’ strano come si sia spesso orgogliosi di tirarsi fuori dalla politica, di non farla e di non volersene occupare e nello stesso tempo si contestino o si approvino le scelte dei politici. La scuola buona o cattiva, ma anche tutto il resto, non piovono dal cielo ma vengono dalla politica. Sarebbe bene ricordarsene anche quando si vota. Ci se ne accorge spesso solo quando ci sono problemi. E’ umano visto i mille problemi dai quali in tanti sono presi, ma purtroppo è spesso tardi e spesso ci sono politici che fanno politica senza tenere conto dei problemi della gente.
cari signori, temo di essere stata fraintesa… io le mie idee politiche le ho ma certamente non entrano nel merito di questa discussione. sbaglio o il tema iniziale era il problema della scuola pomeridiana e di come risolverlo? beh… allora di questo parliamo e lasciamo fuori il resto. il mio commento è nato semplicemente perchè ho visto spostarsi il discorso su altri fronti… e questo non mi è piaciuto. non rinnego in alcun modo le conquiste che la politica, quella con la P maiuscola, ha ottenuto e che ci permettono anche di esporre pubblicamente le nostre idee. ma è tutto quello che ho da dire in merito, almeno in questa sede, perchè, ribasdisco, si sta parlando (possibilmente in modo propositivo) di come ovviare ad un disagio dei nostri figli e delle nostre famiglie.
Sig.Schiavi la ringrazio molto per la lezione di educazione civica e mi spiace di essermi spiegata con l’ignorante semplicità di un cittadino medio..diciamo allora che mi indigna constatare quanto i diritti conquistati da una “sana” quanto antica politica siano ora maltrattati da un nuovo e malato modo di “fare politica”.
A Finale Emilia hanno avuto idee migliori. Vedi aricolo Resto del Carlino http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/provincia/2012/08/31/765599-terremoto-ferioli.shtml, in particolare la frase:
“…Ma non vogliamo perdere un mese di scuola”. Per questo, aggiunge, “abbiamo affittato un hotel dove i bambini potranno fare lezione”.
Direi che la buona volontà qui c’è tutta.
Nulla di nuovo sotto il cielo stellato del belpaese.
O sei “partito” o sei un cittadino polemico.
Se sei un cittadino che si affaccia alla politica e si smarca dagli schemi “classici”, hai buone probabilità di diventare a seconda dei punti di vista:
1) Antipolitico (da tutti i partiti)
2) Anticlericale (dal governo ombra)
2) Populista (da tutti)
3) Comunista (se c’è una vendita di pentole del pdl)
4) Fascista (se visto da sx o se c’è la “festa” del pd…)
5) Comunista, fascista, terrone e negher, e va a der via el Kiu (se c’è l’elezione di miss padania)
Evviva i genitori che si preoccupano dell’educazione dei propri figli.
Troppo semplice e troppo facile … gentile signora. Sono assolutamente d’accordo che quando si presenta un problema bisogna pensare al problema e cercare di trovare una possibile soluzione. Ma parallelamente bisogna pensare anche alla causa e risolverla insieme al problema.
E se il problema è una “politica” incapace, il problema va affrontato. Non possiamo sperare, né dobbiamo auspicare che questo o quel politico ci riceva per un confronto costruttivo.
Soprattutto quando è di evidenza la colpa assoluta del politico per mala gestio, incuranza, o anche semplice disattenzione nei confronti di eventualità comunque all’ordine del giorno da anni, quei politici dovrebbero sparire; e se avessero un briciolo di dignità avrebbero già dovuto dimettersi. Invece sono sempre lì, sempre più tronfi, ostentando capacità di controllo della situazione senza poi trovare di fatto alcuna soluzione e necessitano di pesanti contributi in termini di disagi da parte dei cittadini che invece li hanno messi lì per scopi esattamente opposti.
Paolo M. Bianco
e le scuole rosse appena ristrutturate per 2.500.000 euro a che cosa servono? Ci sono aule e palestra nuove. Potevano essere usate per gli alunni di piumazzo, Gaggio, Manzolino, invece di farli andare a scuola di pomeriggio,invece di fare pagare ai genitori anche i centri estivi non si sà per quanto tempo.
Bravo! Poi vedeva come erano contenti da Piumazzo e quante proteste! In più convinti che che non avrebbero mai più avuto scuole elementari a Piumazzo.
vero, le “Rosse” sono un bel mistero, sono pronte da qualche anno e non vengono utilizate in toto, qualcuno ha notizie in merito?? Altra cosa, attualmente si frequenta il primo anno di “medie” alle Rosse poi gli altri due alle Marconi. Domanda all’assessore Bonora, non sarebbe più razionale iniziare e finire un ciclo di studi nello stesso sito????
*** alla fine noto che un giudizio di riserva nei confronti dell’Amministrazione viene espresso. Nonostante questo non sia recepito da chi non vuol comprendere! In effetti, politica ( non direi partiti a questo punto, per smistare dall’equivoco) la si fa in ogni momento della vita, iniziando dall’affrontare il quesito: cosa faccio oggi per far quadrare il bilancio in casa mia con un reddito che sfiora la soglia della miseria? Ecco per sgombrare il campo dalle incomprensioni. Oggi Castelfranco vive il disagio della scuola causato dall’attività tellurica che continua a non liberare, purtroppo, l’Emilia. La cosa, semplice, che andava fatta viene evidenziata da ragionevoli interventi anche in questo blog; per non dire delle posizioni espresse dai genitori negli incontri seguiti alla pubblicazione della prospettiva avanzata. Ecco, ciò che è venuto a mancare nel contesto è stata la considerazione della posizione dei genitori; altro che i soliti 3/4 facinorosi, come definiti da qualche personalità locale. Poi tutto è opinabile, tutto modificabile; ma non riconoscere, come per altre inopportunità, la poca attendibilità della giunta diventa pura collusione, porta alla omertà. La prepotenza a propinare soluzioni, e nello specifico, che mettono in sofferenza alunni, docenti e non docenti, genitori, non sono le uniche perle di questa giunta. Allora la proposta è : dialogo con le parti interessate e insieme ricercare la soluzione più opportuna per questo problema. Ascoltare, dialogare, convenire, poi operare. Semplicemente! Auspicando in una dignitosa via d’uscita, Lino Andreozzi PRC/FdS ; comunista orgogliosamente e senza disconoscere la propria convinzione ideale.
Riceviamo e pubblichiamo:
NIENTE DOPPI TURNI A GAGGIO
Niente turni pomeridiani al Deledda di Gaggio. Grazie al via libera della Ausl di Modena sarà possibile, infatti, utilizzare come aule aggiuntive – come richiesto dai genitori – lo spazio mensa dell’edificio scolastico, nella parte storica che non necessita di intervento di ripristino. Anche il consiglio d’Istituto ha dato il proprio via libera. È sospeso così il piano iniziale che prevedeva il doppio turno pomeridiano per le classi terza, quarta e quinta, presso il capoluogo nel plesso Marconi.
“Verificata la capienza degli ambienti e ricevuta l’autorizzazione dall’Ausl – spiega l’assessore Maurizia Bonora – tutte le classi potranno rimanere così nella parte storica dell’edificio, iniziando regolarmente l’anno scolastico con orario regolare, con il solo disagio di consumare il pasto distribuito in monoporzioni, direttamente in classe. Continuiamo intanto il confronto con i genitori per ridurre il più possibile i disagi e venire incontro in tutti i modi possibili alle esigenze delle famiglie”.
Finalmente il buon senso ha vinto.
interessante comunicato: 1) perchè l’assessore non aveva pensato ad una soluzione così semplice e molto meno costosa??? 2) strano che la parte storica sia agibile e quella più recente no.
sarei curioso di sapere dalle “manine rosse” il motivo del dissenso da quello che ho scritto, non sono forse cose oggettive???
Ma come Sig. Bastiano? Non sa che il parlare di una cosa qualsiasi è politico? Che l’ignorarla lo è altrattento? Che parlare di altro lo è di più? Che tacerle tutte è peggio, da uomo qualunque?
Tempo fa scrivevo solo quello che pensavo, col mio vero nome. Ora mi diverto, scrivo apposta cose calibrate in un senso o calibrate nell’altro, parlo di una cosa pittosto che di un’altra…e vedo tutte le divise schierarsi. E’ molto divertente! Ci provi anche lei, vedrà quante manine rosse piovono anche dal verso che comunemente viene ritenuto”opposizione” se affronta argomenti sgraditi o riporta dati che preferirebbero ignorare. Potrà mettere alla prova il Suo intuito, ma vedrà che è quasi impossibile sbagliare talmente tanta gente prevedibile c’è in giro.
Provi a parlare un poco del fotovoltaico castelfranchese e vedrà che appena si allargasse un po’, appena invece che parlare male solo dei nostri amministratori ponesse domande sull’opportunità di un certo fotovoltaico… vedrà un branco di insipienti ideologizzati scendere in campo e sentirsi danneggiati nelle loro fedi sovrane. Ha mai sentito qualcuno dell’opposizione che si ritiene “da sinistra” o “comunista”, riprendere qualcuno per l’inganno dei tre campi fotovoltaici? O fare per lo meno un distinguo su questa scelta? Sicuramente no! Silenzio assoluto. Il bene della causa!
Il fotovoltaico è solo un esempio.
Enfatizzando un po’ potrei dire che taluni non parlano veramente male a fondo di nulla che riguardi l’eroica Emilia e Romagna, patria di esperienze amministrative d’avanguardia… quasi, quasi piangono, ma misurano la critica, anche se ormai qui si fanno le stesse cose che fa e faceva il tanto da loro odiato Sig. “mi consenta”.
C’è un campo pieno di casacche attaccate alla pelle, peggio di pastrani. E lei si stupisce della manine rosse? Poi, ovviamente, ci sono coloro che per togliere credito alle casacche di avverso colore, affibbiano manine senza leggere il commento, basta il nome di chi l’ha inviato. Intervenni già tempo fa sulla coerenza dei “maninari”, poi ho pensato che è meglio divertirsi con loro, in fondo chi se ne frega del giudizio dei caporali!
Sto seguendo questo scambio, cui peraltro ho anche partecipato, ormai da giorni. Debbo dire che la cosa che mi ha colpito e continua a farmi pensare è la votazione (Piace/Non Piace) che i lettori possono lasciare e ad oggi hanno lasciato.
Parto da presupposto – convinto – che il problema venutosi a creare (cioè i disagi ai bambini e ai genitori per effetto dell’inagibilità maturata da alcune scuole) sia un problema reale prima che politico. Sicuramente esso potrà anche avere riflessi politici futuri ove la situazione venutasi a creare venga attribuita dai cittadini ad inerzie e mancanza di lungimiranza da parte dell’amministrazione. Al momento, tuttavia, il problema è contingente e basta.
Con toni diversi e marcando ognuno i propri aspetti, mi sembra che molti interventi effettuati sollevino questioni incontrovertibili e concrete. Ciò nonostante, come se ci fossero soggetti preposti, ogni nota presentata matura giudizi negativi (Non Piace) in misura analoga a quelli positivi (Piace). Appena un commento cresce un po’ in termini di “Piace” ecco che nel giro di breve, alcuni intervengono e portano su il livello dei “Non Piace” … quasi a voler neutralizzare le cose dette. Nasce allora qualche sospetto.
Personalmente credo che se ci fosse una tracciabilità del vota forse le cose andrebbero diversamente e forse tanti dal clic facile trovandosi a dover metterci la faccia potrebbero non farcela e lasciando vincere la codardia che in questo Comune, quantomeno per le problematiche che riguardano la scuola, impera.