Consiglio Comunale del 10/3/2010: “Polvere” bianca e il popolo viola

Municipio

Parterre semideserto, questa volta, a causa della forte nevicata fuori stagione, che ha scoraggiato la partecipazione di assidui spettatori quanto quella di alcuni consiglieri: 6 le assenze, mentre 1/3 delle presenze PD indossava capi d’abbigliamento della stessa tonalità di viola, neanche a farlo apposta, in antitesi alle credenze scaramantiche dello spettacolo (ma qui non siamo a teatro… o no?).

Il sindaco ha subito comunicato che, nel corso di un summit in Comune, avvenuto la scorsa settimana con il Questore di Modena, il Prefetto, il Vice Prefetto, l’assessore comunale alla sicurezza, il comandante dei Carabinieri e della Polizia Municipale, dopo aver incontrato anche il Procuratore Aggiunto dott.ssa Lucia Musti, l’amministrazione ha avanzato la richiesta di poter organizzare la tanto auspicata commissione sulla sicurezza. Sebbene tali vertici non abbiano ritenuto la proposta “di prassi”, entro il 15 aprile la commissione tematica (definita “preparatoria”) si farà. Come entro il 15 aprile, il sindaco ha assicurato la trattazione di tutte quelle interrogazioni tuttora “pendenti”, tranquillizzando soprattutto Barbieri.

il "popolo viola"

Sempre in premessa, lieve polemica tra Barbieri e Reggianini sulle recenti dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal sindaco riguardo alle infiltrazioni mafiose a Castelfranco, in risposta alla relazione della dott.ssa Musti. “Mi fa piacere che qualcosa si sia mosso – ha detto Barbieri – ma sostanzialmente vi ho letto un attacco all’opposizione e al Governo. Bisognerebbe invece porsi la domanda su come mai i casalesi si sono insediati a Castelfranco e zone limitrofe e non nel bolognese o nel ferrarese… Un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche noi e dobbiamo capire perché questi signori hanno trovato terreno fertile proprio sul nostro territorio… Mi sarei aspettato un salto di qualità per affrontare un tema che ci riguarda tutti, opposizione e maggioranza”. Il sindaco ha liquidato la questione rispondendo che, sollecitato dall’”opposizione extraconsiliare” (cioè… la stampa), avrebbe espresso la sua opinione personale, senza voler compiere alcun attacco all’opposizione consiliare o al Governo.

Alle comunicazioni dei consiglieri ci ha messo “una croce sopra” la Righini, rammentando la notizia del ricorso accolto dalla Corte di Strasburgo, presentato dall’Italia contro la sentenza che aveva bocciato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. “Che il crocifisso resti dov’è e non sia più rimosso”, ha commentato soddisfatta.

Consiglio Comunale

Prima interrogazione del capogruppo del PDL Giovanni Gidari su quello che ha definito un “disservizio” del Centro Prenotazioni Unico (Cup). Alcuni cittadini, secondo Gidari, avrebbero lamentato gravi disfunzioni del servizio telefonico del Cup (o “Cap”, sempre secondo Gidari). “Un cittadino in particolare – ha detto Gidari – mi ha riferito che più volte l’addetto “Cap” avrebbe sollevato il telefono, peraltro dopo lunga attesa, rispondendo, ma poi facendo cadere la linea… Questi metodi, oltre ad essere scorretti, diminuiscono la fiducia dei cittadini verso le istituzioni sanitarie”. L’assessore Manni ha letto una risposta fornita dall’Ausl, più precisamente dalla direttrice del distretto sanitario Francesca Novaco, in cui si richiedevano precise informazioni sulla giornata in questione, nonché il numero di telefono digitato da “un cittadino”, per poter rispondere.

Si è velocemente passati al secondo punto all’ordine del giorno, riferito alla modifica di una convenzione di un comparto Pip di Gaggio, richiesta da un’impresa per potersi autofinanziare tramite leasing quattro mesi prima della scadenza del piano. Deroga concessa, nonostante qualche “distrazione” da parte del presidente Boccia, tra Casagrande temporaneamente assente al momento del voto ma subito rientrato, la Righini ribattezzata “Fantuzzi” e gli 11 voti favorevoli chiamati invece “contrari”… E vabbé… Abbagli dovuti, forse, al paesaggio imbiancato dalla neve.

Di un altro genere di “polvere” bianca si è poi disquisito trainati dalla proposta di Gidari a sottoporre i consiglieri comunali al test antidroga, ritenendolo un “atto simbolico” da compiere a dimostrazione di serietà e trasparenza: “Chi non ha niente da nascondere non dovrebbe avere nulla da temere”, ha sottolineato Gidari.

Questo, il testo della proposta di ordine del giorno presentata da Gidari:

Barbieri, Righini, Gidari

“Premesso che l’OMS da molti anni ha lanciato l’allarme relativo alla diffusione delle sostanze stupefacenti e che oramai tutte le fasce sociali sono colpite, tra queste in taluni rari casi anche la classe amministrativa. Ricordato proprio coloro che sono tenuti a formare le norme e le leggi a cui poi essi stessi e la cittadinanza devono essere assoggettati devono per primi dare esempio di rettitudine morale e onestà. Atteso che per dare il buon esempio si debba necessariamente partire anche da atti di puro carattere simbolico. In tal senso, infatti, si deve intendere il provvedimento, considerando quindi che esso abbia la sola funzione di sensibilizzazione, atta a creare anche nell’opinione pubblica la consapevolezza di essere amministrati da persone serie e responsabili. Si chiede di porre in votazione il seguente testo deliberativo: il consiglio comunale, nelle persone dei singoli consiglieri, si impegnano a sottoporsi annualmente al test antidroga utilizzando il metodo non invasivo del tampone cutaneo”.

Giorgio Barbieri (Lega Nord) ha chiesto che “per comprovare virtù morale ed onestà”, dovrebbero sottoporsi a questo test anche organi sovraordinati come Provincia, Regione, fino al Parlamento, e sicuramente anche tutta la giunta comunale di Castelfranco. “Perché solo i consiglieri? Che impegno è se non lo facciamo tutti?”.

Devid Ghermandi, capogruppo Pd, ha chiesto di emendare la frase conclusiva del documento, volendo lasciare al libero arbitrio di ciascuno la volontà di sottomettersi o meno al test, non l’obbligo (o impegno) e anche che le spese per il tampone (45 euro) siano a carico dei consiglieri stessi, precisando che l’onestà di una persona “non può comunque passare attraverso un test… Ma non avrei problemi a farlo anche in questo momento”.

Scompiglio in aula con l’intervento del dott. Ermete Campedelli della lista civica Frazioni e Castelfranco: “Secondo la Costituzione, trattandosi di accertamento sanitario, l’obbligo non c’è… – ha detto Campedelli – ma di per sé la cosa è impresentabile. Non riesco ad entrare in questo ordine di paura in cui ci vuol portare il “partito dell’amore”, che sta diventando sempre più il “partito della paura”… Dato che ho il doppio degli anni di Gidari (???) e sono talmente deciso a salvaguardare il privilegio di essere uno che ancora si fida dei suoi simili, voto assolutamente contrario perché mi sembra un’assoluta puttanata…”.

Giovanni Gidari

Andrea Casagrande (PD), ha rincarato la “dose”: “Un amministratore è stato eletto perché è conosciuto dalla gente: non serve sottoporsi o meno ad un test antidroga. Questo fa parte di quel clima di sospetti in cui tutti sono colpevoli a meno che non dimostrino la loro innocenza. Io mi sento del tutto innocente finché qualcuno non mi accusa di aver fatto qualcosa, che però va verificata… Il documento fa seguito alle proposte di Giovanardi, responsabile del Governo per le politiche contro la droga. Ma cosa ha fatto questo Governo per far sì che i giovani non si approccino alla droga, se non politiche repressive? E nei confronti di chi? Il problema non si risolve reprimendo: bisogna capire perché una persona è entrata in questo circuito, perché qualcuno ha fatto in modo che ci entrasse e trovare il modo di recuperare la persona. Io non mi sottoporrò assolutamente a questa prova, perché non ho bisogno di dimostrare né serietà, né moralità, né onestà. Mettere insieme questi valori con il fatto che si assumino o meno droghe c’entra come i cavoli a merenda… Sarebbe come dire che un ragazzino che si droghi non sia onesto… Chiediamoci, invece, perché lo fa… Forse perché dietro ha una famiglia con delle difficoltà, o perché ci sono politiche per la famiglia che non vengono fatte. La moralità non ha niente a che vedere con il fatto di sottoporsi ad un test antidroga. Forse bisognerebbe fare ogni tanto qualche test relativo al Q.I. (quoziente di intelligenza)… Facciamoli assieme i test, poi vediamo chi passa…”.

Colpito, Gidari ha definito il discorso di Campedelli “incomprensibile”, così replicando a Casagrande: “Il nostro partito non fa distinzione tra droghe leggere e pesanti (?). Noi siamo contrari alla droga. Quello che fa il Governo, con la lotta alla mafia e i sequestri di stupefacenti, credo sia la prova più tangibile… Io non giustifico un giovane che si droga: può avere tutti i problemi familiari che vuole, ma drogarsi non è una cosa corretta. Noi, ai nostri giovani, dobbiamo dirlo ad alta voce… I problemi in famiglia non devono diventare un alibi: non ci si droga e basta. Un’amministrazione seria lo deve ribadire. Drogarsi nel 2010, conoscendo le conseguenze, credo sia una cosa da stupidi. Questi atti non dobbiamo giustificarli, perché la vita è sacra… Accetto gli emendamenti proposti da Barbieri e Ghermandi, precisando che nessuno obbliga nessuno. Ho parlato di atto simbolico e non sto accusando nessuno che in questo consesso utilizzi sostanze stupefacenti”.

Righini (PDL) ha dirottato la discussione sul racket della droga, parlando di Castelfranco come di un “grande ricettacolo”, sottolineando che la dott.ssa Musti ha parlato di una tonnellata di droga trovata proprio a Castelfranco nel 2007: “Fare il test sarebbe un segnale di onestà da parte di un’amministrazione che vuol essere onesta”, ha detto la Righini.

Casagrande e Campedelli

“Gli attacchi, anche duri, vanno fatti solo sul piano politico, non personale. – ha detto Barbieri, alterato dalle parole di Campedelli e Casagrande – Mai mi sognerei di bollare un ordine del giorno “una puttanata”: è una questione di stile. Quando si sta in un consesso elettivo, bisogna pure accettare cose che non siano di suo gradimento personale e l’unico sistema per non accettarle è il voto. Campedelli ha fatto delle affermazioni gratuite e questo la dice lunga su uno che viene in consiglio per portare avanti un solo oggetto. Sono questioni da bar: parlare in questa maniera è inaccettabile… E poi Casagrande… sul Q.I…. Benissimo! Torniamo tutti a scuola, però gli esami li facciamo tutti! Così, finalmente, vedremo Casagrande prendere la patente, visto che ha fatto l’assessore provinciale alla viabilità senza aver mai preso la patente… Parliamo di droga in un altro contesto e in modo serio”.

Tralasciando il “che caz.. c’entra che non ho la patente?” detto da Casagrande, inserendosi nella “lezione di stile” di Barbieri, Campedelli ha proposto una serie di sinonimi più arcaici, ma sicuramente meno offensivi, al posto dei precedenti utilizzati ma dallo stesso definiti ormai di “uso comune”… “Possiamo dire confusione invece di casino, o “ma di che pene stiamo parlando”, per non scandalizzare nessuno…. – ha ironizzato Campedelli, tornando poi al test oggetto di discussione – Ho una vita che dimostra la mia serietà, non un tampone… E continuo a curare la mia vita con la mia serietà. A questo punto propongo un altro test, per dimostrare che siamo tutti equilibrati: stiamo tutti 5 minuti su un piede solo!”.

Casagrande ha ribattuto: “Barbieri ci parla di stile… quando appartiene ad una forza politica che della libertà individuale ne fa un elemento distintivo… Cosa c’entra che ho fatto l’assessore in provincia per 9 anni alla viabilità, trasporti ed edilizia, con il fatto che non abbia mai preso la patente? Questo non ha influito sulle mie capacità, anzi riuscivo a vedere ancora meglio i problemi utilizzando esclusivamente il trasporto pubblico. E’ stata una mia libera scelta e sono fatti miei… Anche Andreotti o Lama, o alcuni presidenti della Repubblica non avevano la patente. Questo assomiglia al tuo modo di giudicare le persone peggiori di altre, in base alla pelle nera, se vengono dal sud, o se uno ha la patente o meno… L’unica cosa che non si può accettare è che uno pensi di essere intelligente quando non lo è, per questo ho detto di fare il Q.I, ma era una battuta…”.

Consiglio Comunale

A stemperare il clima creatosi, ci ha pensato il sindaco, onde evitare l’ulteriore banalizzazione di un tema importante, su cui due consiglieri Pd hanno anche rasentato la commozione ricordando persone a loro vicine e finite nel tunnel della droga… “Le ragioni che spingono una persona a drogarsi vanno analizzate in un contesto diverso, con una traccia diversa da questo ordine del giorno. – ha detto Reggianini – La mia linea si trova più vicina a quella espressa dal dott. Campedelli: la correttezza e la trasparenza di una persona non può per fortuna passare attraverso un esame con un tampone. E riguardo alla tonnellata di droga trovata a Castelfranco o alle criticità del nostro territorio segnalate dalla dott.ssa Musti, il problema riguarda tutta la provincia e la regione Emilia Romagna: non possiamo definire Castelfranco, in modo sommario, un crocevia della droga… Bisogna portare dati precisi per poter dire questo, non un articolo di giornale che spesso può essere fuorviante. Nelle commissioni sicurezza potremmo approfondire il tema e porteremo dati dell’Ufficio Territoriale del Governo, nemmeno dati di questa amministrazione…”.

Alla fine, la proposta di Gidari (emendata) è stata approvata con 13 voti a favore e uno solo di astensione (Campedelli).

Chiuso l’argomento (per ora), Rosanna Righini ha chiesto di adeguare le fermate degli autobus con marciapiedi e pensiline, soprattutto intervenendo nelle frazioni e in particolare a Panzano e a Piumazzo, al fine di migliorare e incentivare il trasporto pubblico e i collegamenti capoluogo-frazioni, utile anche al raggiungimento dell’obiettivo contenuto nell’impegno sottoscritto dal Comune con la Provincia, per la riduzione di emissioni di Co2 nell’aria. L’assessore Massimiliano Vigarani non ha negato le carenze circa le fermate degli autobus di linea, dove in molte sostano anche gli scuolabus, ed ha spiegato progetti e impegni, facenti seguito al primo stralcio di lavori avviato dalla precedente Giunta per golfi e pensiline nel tratto della Via Emilia verso Modena. “Abbiamo fatto una mappatura dei punti più delicati del nostro territorio e richiesto l’accesso ad un finanziamento di 100.000 euro di Amo (Agenzia Mobilità di Modena) per la messa in sicurezza di 4 fermate, per cui il Comune parteciperà con una quota del 40% sull’importo complessivo. – ha detto Vigarani – Le fermate sono: in Via Loda direzione San Cesario, davanti alla Coop, in Via Loda tra Via Nenni e Via De Gasperi, a Riolo in Via Pariolo, sulla Via per Recovato e poi ce n’è una quinta, extrafinanziamento, alla Cavazzona in direzione Bologna, di fronte alla Manitou. E speriamo di andare avanti, man mano che ci saranno le risorse”.

Massimiliano Vigarani

All’interrogazione di Barbieri sul T-Red (composta da una decina di domande poste a raffica alla Padovan), l’assessore alla sicurezza ha risposto che dei 431 verbali accertati nel 2007 per violazione all’art. 146 del codice della strada e rilevate dal T-Red posizionato in Via Loda intersezione Via Circondaria Sud, 297 sono rientrate nel pagamento di 143 euro ciascuna. Nel 2008, su 649 violazioni, 632 sono state pagate. 53 sono stati i ricorsi presentati dai cittadini multati, dei quali 6 accolti, 4 respinti e 43 in corso di definizione. Il T-Red in questione è ancora in stato di sequestro preventivo (da un anno) e non risultano provvedimenti di revoca dell’omologazione ministeriale, perciò risulterebbe conforme. Ed era stato posizionato in quell’incrocio non per fare cassa, bensì perché ritenuto pericoloso.

Risposta “trina” (di Vigarani, Padovan e Bertelli) all’interrogazione presentata da Gidari sulle “pulizie delle strade dalla neve”, in riferimento alla copiosa nevicata del 19 dicembre scorso. In sostanza: una situazione di emergenza, quale l’eccezionale nevicata pre-natalizia, non poteva che richiedere misure anche improvvisate, comunque coordinate dai tecnici preposti, che non sono né il sindaco né un assessore, secondo la valutazione di una serie di priorità.

All’ultima interrogazione di Barbieri sulla sicurezza statica della scuola Tassoni di Piumazzo, Vigarani ha risposto che si sta predisponendo la posa di particolari apparecchiature (fessurine a piastra) per misurare gli spostamenti micro e che sono stati posizionati appositi tratti spia per la valutazione degli spostamenti macro (sostanzialmente uno). Fatto sta che non è possibile escludere l’esistenza di dissesti statici, visibili anche ad occhio nudo, che però sono stati ritenuti (da perizia tecnica) non gravi, al punto da non considerare idoneo l’edificio. E lo stesso dicasi per tutti gli edifici comunali: “Tutti hanno l’idoneità statica, ma non sono conformi alle nuove norme sismiche”, ha detto Vigarani. (Alessandra Consolazione)

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