Una serata al bar

Consiglio Comunale

Nonostante le avverse condizioni atmosferiche, sono uscito di casa con l’intenzione di andare ad assistere al programmato Consiglio Comunale. Giunto sul posto, mi sono trovato alquanto confuso e, come al solito, dubbioso. Diverse “poltrone vuote” e non solo quella di Gabbiadini (a proposito, ma non esiste un limite alle assenze?). Ho notato la presenza di una squadra di “boccette”: ben quattro persone in divisa ufficiale di colore viola ed ho pensato: vuoi vedere che sono andato al bar e non in Comune? E dire che non bevo, non fumo e soprattutto non assumo sostanze!!! A guardarli bene però ho visto che erano il sindaco Reggianini, il vicesindaco Zerri, il Capogruppo PD Ghermandi e l’Assessore Bonora. Remore di un precedente “Rito Comunale”, ho subito capito che quel colore non avrebbe portato nulla di buono…

Reggianini, Zerri, Bonora

Comunque, si parte. Ad aprire la discussione il sindaco Reggianini che, “rispondendo” ad una precedente lettera di Barbieri indirizzata anche alla Prefettura di Modena sui ritardi dei lavori in Consiglio, annuncia che entro il 15 aprile sarebbero state trattate tutte le interrogazioni “pendenti”.

Si passa poi ad una convenzione PIP della quale si chiede la modifica ed in scioltezza e velocità si vota. Rientra in sala Casagrande ed il Presidente Boccia, che aveva appena terminato “la conta dei voti”, non si trattiene da un “vaffa.., mi tocca ricontare…”. Ma non bastava aggiungere uno al numero precedente??? Troppo facile! Comunque si approva.

Campedelli

Tocca poi a Gidari proporre un ordine del giorno con il quale chiede ai consiglieri l’impegno a sottoporsi, annualmente, al “narco test”. Interviene Barbieri e chiede di estendere il test anche alla giunta; replica di Ghermandi: siamo d’accordo purché il test sia volontario ed a spese proprie. Sembrava tutto definito, ma mi sbagliavo: la “droga” è una cosa seria e da qui un lungo dibattito. La Righini ha ricordato il sequestro di una “tonnellata di polvere bianca” nel 2007, ma l’intervento che più mi ha colpito è stato quello del “monotematico” Campedelli (così definito da Barbieri). Dopo aver profuso parole incomprensibili a quasi tutti (tranne a Mezzini che si è complimentato con lui per ben due volte) ha concluso dicendo che aveva cenato con la suocera e che l’ordine del giorno era una “puttanata”, termine ormai di uso comune. Richiamato ad un tono più consono, nel secondo intervento, trasformandosi da “ginecologo” in “andrologo”, ha sciorinato altri “termini di uso comune”. Di un “certo livello” è stato anche l’intervento del consigliere Casagrande che ha invece proposto il test del “Q.I.” – quoziente intellettivo -, anche se la sua attendibilità non è scientificamente “provata”. Detto questo, provocato da Barbieri che gli ha “ricordato” di aver ricoperto la carica di assessore provinciale alla viabilità ed ai trasporti “senza patente”, ha lasciato la sala, questa volta rientrando in tempo per il voto.

Ad ogni buon conto, si vota e si approva il testo emendato.

Barbieri

Tocca poi a Barbieri con una interrogazione sul T-Red installato nel “pericolosissimo” incrocio di Via Loda (davanti la Coop) in ordine al quale chiedeva se tale dislocazione aveva carattere preventivo o “vessatorio” nei confronti dei cittadini. Pronta replica dell’Assessore Padovan: era stata una scelta “preventiva”: infatti si era passati da circa 400 verbali nel 2007 ad oltre 600 nel 2008 (la prevenzione aveva dato i suoi frutti!!!). Per “fortuna” poi è stato sequestrato!!!!

Altra interrogazione di Gidari sul servizio di “pulizia strade” in occasione delle nevicate: molti cittadini si sono “lamentati con lui” (ma perché non si rivolgono al Comune?) e lui stesso aveva visto un “bob cat” che spalava il parcheggio della Coop chiedendosi se a pagare fosse il Comune. Non so se sia stata la parola “bob cat” o la parola “Coop”, ma il Sindaco si è “infuriato”: sono interrogazioni senza fondamento, non supportate da prove, “buttate nella mischia”!

Altra interrogazione di Barbieri sulla sicurezza statica della scuola elementare “Tassoni” e degli altri Istituti d’Istruzione: nessuno è a norma con le vigenti disposizioni legislative perché realizzati in epoca antecedente, ma saranno adeguati nel tempo. Intanto sono stati installati nelle fessurazioni già presenti nella “Tassoni” dei “rilevatori di cedimenti” (ma durante i lavori che attualmente si svolgono sulla stessa, siamo veramente sicuri che non succeda nulla???).

compiti in aula

Durante tutta la seduta del Consiglio, tra ripetuti “suoni tipici” del PC della Righini, i consiglieri si allontanavano ripetutamente facendo mancare anche il numero legale, tanto la Segretaria Garuti non se ne accorgeva, presa com’era dal passare da una sedia ad un’altra della Giunta.

E che dire dell’instancabile assessore Bonora che, incurante di ciò che le accadeva intorno, ha corretto tutti i compiti dei suoi alunni?

La chiusura della seduta l’ha data il Sindaco che, rispondendo a Barbieri in merito all’uso che faceva dei documenti acquisiti in risposta alle sue interrogazioni, faceva con le mani il gesto della “doppia V”. Ho pensato: ha vinto il torneo di boccette??? No!!! Ha spiegato che quel gesto voleva semplicemente significare “WC”!

Terminata la seduta mi sono chiesto: se in un’aula consiliare si possono proferire “termini di uso comune”, si possono correggere i compiti, ci si può allontanare a piacere, si può saltare da una sedia ad un’altra, si può conversare tranquillamente, ma allora che differenza c’è con un bar???

Non critico, non giudico ma osservo e narro sperando che qualcuno rifletta.

Vostro,

Pietro Maroncelli

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censura 20110

17 commenti a Una serata al bar

  1. Mazzini il 12 marzo 2010 at 19:51

    La rubrica, come al solito puntuale e divertente, mette però in luce taluni comportamenti ormai divenuti consuetudine: a mio avviso non si può chiedre alle opposizioni di essere costruttive quando non sono rispettate neppure come “persone”. Le risate quando parla “Tizio”, l’abbandono dell’aula quanda parla “Caio”, l’assessore che pensa ad altro, la segretaria che dovrebbe garantire “l’istituzionalità” della seduta che ride spostandosi di quà e di là.
    Certo, il confronto politico anche duro é “ammesso”, ma nel rispetto delle regole e delle funzioni. C’è chi non presenzia quasi mai (ma allora perché si candida?), c’è chi va via durante il dibattito ed altro ancora.
    Gentile Signor Maroncelli lo sa qual’é la differenza con il bar? Nel bar ci vai a titolo personale e “spendi”; in Consiglio Comunale ci vai quale rappresentante dei cittadini ed anche se poco, percepisci comunque un’indennità.
    Certo sta nella coscienza delle persone “la condotta”, ma penso che esista anche un “regolamento” che la segretaria in primis e gli amministratori tutti a seguire dovrebbero conoscere e rispettare. Quant’anche il regolamento non dettasse “norme di comportamento”, esiste sempre il “buon senso”.

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

  2. Il Professore il 12 marzo 2010 at 21:55

    Se nulla è cambiato, cito a memoria ma potrei anche esser smentito (e me lo auguro!!!), i “rimborsi” consiliari concessi sulla base di una legge FACOLTATIVA dello Stato: 3.000 euro all’anno x gruppo, 1.500 euro all’anno x ogni consigliere, più i gettoni di presenza a tutte le sedute (capigruppo, commissioni, consigli). Quanto costa alla collettività tutto questo? Fate voi i conti per 5 anni…
    Con un referendum del 1993, promosso dai Radicali, il 90,3% degli elettori votanti (77%) aveva deciso di abrogare il finanziamento pubblico dei partiti….

  3. cris il 14 marzo 2010 at 08:49

    Il fatto è che sono tutti amici. L’equivoco è quello: a partire da sindaco, la giunta, alcuni consiglieri, ma soprattutto la giunta, sono amici prima ancora che colleghi. E’ la nuova generazione dei politici di sinistra, quella che prima di tutto si è nella stessa compagnia, poi si fa anche politica, andare a prendere un aperitivo e stare insieme in giunta non fa differenza.
    E’ la distorsione degli anni del berlusconesimo, in politica, a destra come a sinistra, vale il concetto della casa delle libertà, dove ognuno fa quello che gli pare.
    Solo che quando si è amici prima di tutto, uno ha molte più libertà di dire e di fare cose, come quando si è nella stessa compagnia, e se anche le cose non sono proprio del tutto condivisibili va bene lo stesso perché prima di tutto si è amici.
    Però non è così: il sindaco e la giunta sono come l’amministratore delegato e il consiglio di amministrazione di una Società dove il proprietario, in questo caso, è il contribuente.
    In una Società la proprietà, che ci mette i suoi soldi, non tollera che le persone che devono farla funzionare siano amici, chiede un rigoroso rispetto dei ruoli e delle gerarchie, perché solo così si riesce a fare efficienza ed economicità, poi il contribuente chiede anche equità, ma quella dovrebbe essere applicata per fatto costituzionale.
    E allora il sindaco faccia il sindaco, la giunta sono i collaboratori che rispondono al sindaco altrimenti sono guai, il segretario comunale deve controllare che le leggi e i regolamenti siano scrupolosamente osservati.
    Anche se siamo nel berlusconesimo, dove la politica è vista come fatto personale prima ancora che dovere pubblico, a me, in qualità di contribuente, di cittadino che ci mette i soldi, non piace che ci sia questa atmosfera da compagnia da aperitivo tra gli amministratori e il segretario comunale, non mi piace proprio.

  4. Redazione il 18 marzo 2010 at 10:40

    La rubrica del “Carbonaro” è uno spazio volutamente ironico con cui abbiamo scelto (fin dall’inizio) di offrire una “seconda lettura” del consiglio comunale, che ci risulta anche apprezzata, attraverso gli occhi e le orecchie di un fantomatico spettatore. Questo, senza nulla togliere alla serietà del consesso in questione, tant’è che abbiamo sempre affiancato l’articolo di “Pietro Maroncelli” ad un altro di pura cronaca (più che mai fedele e fin troppo approfondita) di ogni seduta consiliare. E’ in questo senso che andrebbe “letto” il Carbonaro. Il consiglio comunale del 10 marzo scorso, riportato da Maroncelli con il titolo “Una serata al bar” (da alcuni ritenuto offensivo o comunque fuorviante) scaturì da certi innegabili comportamenti (parole e atteggiamenti) tenutisi in modo particolare quella serata: tant’è che in apertura del consiglio comunale di ieri (17 marzo) lo stesso presidente del consiglio comunale ha “richiamato” tutti ad un comportamento più consono alla circostanza (dunque, non ci siamo inventati niente…). E’ però doveroso, da parte nostra, precisare che con il titolo “Una serata al bar” non s’intendeva demonizzare il lavoro degli amministratori, né attraverso quell’unico articolo lasciar passare un messaggio negativo generalizzante sull’impegno della pubblica amministrazione. Ci scusiamo se non siamo stati “capiti” e invitiamo i lettori a valutare l’insieme (leggendo tutti gli articoli sul consiglio comunale, con l’appropriato metro di giudizio quando trattasi di rubriche volutamente “ironiche”). Meglio ancora sarebbe la PARTECIPAZIONE diretta da parte di ognuno (invito rivolto agli amministratori quanto ai cittadini), dentro e fuori la rete, per un confronto costruttivo, perché anche il NOSTRO è un lavoro (che riteniamo serio, duro, “contrastato” e oltretutto NON RETRIBUITO… ma fino ad ora “richiesto”: parlano i numeri).

    Il direttore responsabile
    Alessandra Consolazione

  5. damiana_1968 il 18 marzo 2010 at 11:32

    un lavoro non retribuito????? E’ volontariato quindi il Vostro non un lavoro. Saluti

  6. ilario il 18 marzo 2010 at 13:28

    Cara damiana, l’enciclopedia Treccani definisce il termine volontariato in codesto modo: 1) l’arruolarsi e il prestare servizio militare, nelle forze armate di uno stato o in una formazione militare; 2) prestazione volontaria di lavoro gratuita o semigratuita, fatta al fine di acquisire la pratica di lavoro necessaria allo svolgimento di una attività professionale o di un lavoro, e il relativo titolo di riconoscimento; 3) prestazione volontaria gratuita della propria opera, e dei mezzi di cui si dispone, a favore di categorie di persone che hanno gravi necessità e assoluto e urgente bisogno di aiuto e assistenza.
    Non ho trovato altre definizioni, quindi il volontariato non ha attinenze con questo blog.
    Il lavoro non pagato, invece, oltre a far riferimento al lavoro domestico, svolto principalmente della donne, e che viene bellamente ignorato dalla economia e dalla politica nel nostro paese e non figura mai nei conteggi riferiti al Pil, viene definito dalle Consigliere di Parità della Provincia di Bologna in siffatto modo: il lavoro non retribuito/non remunerato, non comporta nessuna forma diretta di remunerazione né altra forma di pagamento. Concludendo, mi pare di poter dire che l’affermazione del direttore responsabile del blog, cioé di svolgere un lavoro non retribuito, sia corretta. Cordiali saluti. Ilario Salvatori

  7. Mazzini il 18 marzo 2010 at 16:28

    Dall’intervento della redazione capisco che c’è stato l’invito a farlo da parte dei nostri democratici ed “ironici” amministratori. D’altra parte, in quel consiglio é successo davvero quanto descritto dal Carbonaro (a proposito, aspetto il nuovo articolo magari dal titolo “Offerte Coop: 3 magazzini per 1 silos”). Anche ieri sera non è che sia andata meglio, stante il racconto che ho ricevuto (ero al Kiwi con l’ombra del Signor Turci): i soliti assenti (a proposito, Barbieri che vuole “epurare” tutti, come pensa di riuscirci se non riesce a farlo neppure in casa sua?), i soliti che abbandonano il campo prima degli altri (ma il gettone lo percepiscono intero?)e questo nonostante l’invito del Presidente di cui al richiamato intervento.

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

    • baku il 18 marzo 2010 at 17:32

      mi spiace contraddirla Mazzini
      ma di lei al kiwi neanche l’ombra
      come del resto del signor Turci
      forse eravate a cena insieme…

      • Mazzini il 18 marzo 2010 at 18:42

        Gentile Baku, ha letto troppo in fretta il mio intervento:
        ha in pratica confermato quello che ho detto io. Comunque, il Signor Turci, prima della cena, aveva lasciato a qualcuno “i suoi commenti”. Poi, anche se noi non eravamo presenti, eravate comunque abbastanza numerosi (un centinaio)

        Grazie per l’attenzione
        Giuseppe Mazzini

        • nene il 18 marzo 2010 at 18:53

          Egregio Mazzini
          una veloce precisazione : al Kiwino (al Kiwi erano leggermente di più) eravamo appena oltre i 200….. contati.

          saluti nene

          • Mazzini il 18 marzo 2010 at 19:13

            Se li conta due volte, prima all’entrata e poi all’uscita può essere… (accetti almeno lei una battuta e non faccia come i “democratici”!). Comunque ciò che importa sono i contenuti che, purtroppo, non conosco se non nei “titoli”.

            Grazie per l’attenzione e la pronta risposta.
            Giuseppe Mazzini

          • Diego Lunati il 19 marzo 2010 at 09:04

            Alle ore 22 e 15 ho contato 117 persone presenti, compresi organizzatori e me stesso. Supponedo vi sia stato un poco di va e vieni, probabilmente la verità sta nel mezzo tra i due numeri riferiti da Mazzini e Nene. Esiste anche una fotografia che consente di arrivare a contare un numero circa corrispondente di persone.

      • Mazzini il 13 aprile 2010 at 20:13

        A proposito di contraddizioni: mi é stato detto che la Lista aveva chiesto una Commissione urgente é stata concessa, non c’era chi l’aveva chiesta, ma c’era Turci con il quale è stata consumata la cena. Forse c’era anche Lei? Domanda provocatoria: ma il Signor Turci non aveva votato “SI” alle cave?

        Grazie per l’attenzione.
        Giuseppe Mazzini

  8. Willer Comellini il 18 marzo 2010 at 17:06

    Da tutti questi interventi traspare che l’unica cosa sulla quale sono tutti d’accordo e che nessuno ha potuto negare è che i fatti sono esattamente quelli descritti dalla carbonara e sulla carbonara. Le uniche obiezioni portate riguardano se sia opportuno dirlo o meno e la forma non i fatti. Non c’è nemmeno bisogno di sbrogliare garbugli del diritto del lavoro ne di disquisizioni linguistiche o di scomodare Eco. Credo che il rispetto prevarrà e tali fatti resteranno episodi. Il consiglio del 17 Marzo, pur concedendo qualcosa alla scena è stato tollerabile. Qualche invettiva, sì, ma sinceramente preferisco così che quando si fa finta d’andare d’accordo o si concilia tutto preliminarmente in sede di riunioni dei capigruppo. Tornando alla questione “bar” mi pare inutile negare la realtà riferita dalla redazione che è sotto gli occhi di tutti, sarebbe meglio piuttosto cambiare le cose. E’ tipico di chi non riesce a entrare nel merito degli argomenti il cercare di controbattere le tesi altrui con l’affermazione: – tanto è pagato! – (insinuando sospetti o chissà cosa). Come, tra l’altro, se le castronerie non le potessero dire anche coloro che non sono pagati. Tant’è che qui sono in pochi a scrivere col loro nome e cognome e diventa difficile capire così chi è pagato e chi no o che interessi abbia.

    • Redazione il 18 marzo 2010 at 17:47

      Il “pagato” o il “non pagato” non ha niente a che vedere con ciò che si dice e nessuno ha insinuato nulla… Il mio “non retribuito” voleva assumere un altro significato da intendersi (perché no?) come “volontariato”… Con tutto il rispetto per chi lo fa (me compresa). Penso che bisognerebbe guardare oltre, possibilmente ai contenuti e alla radice dei fatti (evidenti), al di là di chi scrive con nome e cognome oppure con un nick name. E sicuramente il “pagamento” non c’entra proprio nulla…

  9. Willer Comellini il 18 marzo 2010 at 18:44

    Infatti bastava leggere che ho scritto:
    ….nessuno ha potuto negare è che i fatti sono esattamente quelli descritti dalla carbonara e sulla carbonara. Le uniche obiezioni portate riguardano se sia opportuno dirlo o meno e la forma non i fatti …
    Bastava leggere quel c’è scritto non altro.
    Il riferimento ai “pagati” era riferito in generale a tutti coloro che pensano anche chi è pagato per svolgere un lavoro non possa tenere posizioni rispettabili o muoversi in modo corretto.
    Non sono stato io a fare insinuazioni e tirare in ballo il volontariato in opposizione al lavoro teribuito. Ho detto, anzi, che pagato o non pagato, non farebbe differenza, Guardiamo giustamente oltre.

  10. Mazzini il 18 marzo 2010 at 19:30

    Credo che finalmente, chi vuole, può esprimere le proprie idee sul blog, unico “strumento”, giornale interattivo che, da quando è nato, permette di conoscere fatti e persone (anche se con nik name)e soprattutto consente, sempre a chi vuole, di partecipare e replicare nelle forme che crede e nel rispetto delle persone.
    “lacarbonarablog”, è diventato il vero punto di riferimento per chi vuole essere aggiornato sugli accadimenti di ogni genere che avvengono sul nostro territorio e non mi risulta che siano stati rifiutati argomenti o bloggers (alcuni interventi, anche miei, sono stati giustamente censurati e di questo bisogna darne atto alla Consolazione). Per Castelfranco e per i castelfranchesi è il mezzo attraverso il quale si può seguire e partecipare alla “vita politica” grazie alla possibilità di poter sempre intervenire ed esprimere il proprio pensiero. Ovviamente, ognuno ha le sue idee e non sempre si può essere d’accordo con tutti e per tutto. E poi, un pò di buon umore non ha mai fatto male a nessuno!!
    Se c’è stata l’innivazione dell’informazione è un bene per tutti e non solo per chi la pensa in un modo o in un altro: ripeto che intervenire, replicare, proporre è consentito a tutti.

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

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