Nascerà un nuovo comitato “No Cave”?

18 marzo 2010
di

pubblico ad Altolà

Un successo oltre le aspettative per l’assemblea promossa l’11 marzo ad Altolà dal Circolo di Legambiente di San Cesario, in collaborazione con Italia Nostra – Sezione dei Castelli e i Comitati NO CAVE di Savignano, Piumazzo e Bazzano, uniti su un unico fronte per informare i cittadini sugli impatti previsti dal Piano Cave, approvato un anno fa dai Comuni aderenti all’Intesa e dalla Provincia, e sull’insediamento di un frantoio di enorme capacità produttiva presso la località sancesarese. La sala civica di Altolà era gremita di persone che per quasi tre ore hanno seguito gli interventi, a dimostrazione che di fronte a problemi reali e concreti i cittadini rispondono sempre.

Tra il pubblico, anche il presidente della Consulta Ambiente di Modena Emilio Salemme, Alessandra Filippi di Legambiente Modena, il geologo di Italia Nostra Giovanni Martinelli, il capogruppo in provincia per il PDL Dante Mazzi, Lidia Castagnoli, candidata Presidente della Provincia per la lista Modena 5 stelle alle ultime elezioni, i Consiglieri Comunali di San Cesario Luciano Rosi (Pdl-Lega Nord) e Liviana Angiolini (PD).

Sabina Piccinini

La serata si è aperta con la proiezione di un tratto dell’intervento di Giorgio Celli al teatro “La Venere” di Savignano, nel quale il celebre entomologo e autore descrive la bellezza del nostro territorio agricolo e la follia che lo sta distruggendo.

Sabina Piccinini, presidente del circolo locale di Legambiente, ha efficacemente illustrato con alcune slides la situazione attuale e futura delle cave nel Comune di San Cesario: 2.250.000 mc di ghiaia autorizzati per i prossimi 10 anni, di cui 2.000.000 riguarderanno l’Altolà, in “zone di tutela dei caratteri ambientali e dei corpi idrici superficiali e sotterranei”. Tale vincolo non è valso nemmeno ad impedire che le profondità di scavo possano raggiungere i 15 metri dove la falda si trova a meno 22, o addirittura raggiungerla come a Magazzino, dove la falda si trova a meno 9 metri e la profondità di scavo è 10 metri!

“Perché approvare più di due milioni di mc quando dal vecchio piano restano ancora da scavare 914.771 mc? – ha detto Sabina Piccinini – Perché continuare a scavare in zone vincolate al limite della falda? La risposta, decisamente discutibile, è contenuta nelle Norme Tecniche dello stesso Piano cave: nelle zone vincolate non si potrebbe scavare ma si autorizza comunque per ottenere la chiusura di vecchi frantoi e per recuperare cave non recuperate. Si scava insomma al limite delle falde, per recuperare cave non recuperate. Con quali controlli? Ad oggi sono lasciati ai Comuni che hanno risorse tecniche limitate nonché all’ufficio controlli cave della Provincia, struttura notoriamente troppo ridotta”.

Ma quali sono i rischi di inquinamento delle falde?

Dante Pini

Secondo il dott. Aleotti, geologo, i materiali che si estraggono nelle nostre cave si sono formati in 10.000 anni, tanto per rendere il concetto di non rinnovabilità di queste risorse. Più si scava e più si riduce la capacità del suolo di depurare le acque. Quando si scava a livello di falda questa capacità si azzera, se poi nella cava impiantiamo un frantoio, altra minaccia che incombe sulla zona, il rischio di inquinamento della falda è enorme.

I danni ambientali e i rischi per la salute dovuti alle escavazioni sono stati illustrati dal dott. Fabrizio Odorici, fisico ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bologna e presidente del “Comitato Bazzanese Ambiente e Salute”.

Le preoccupazioni dovute all’enorme quantità di cave esistenti nel raggio di due chilometri (i poli 9,10,11,12 e Padulle) si fondano su dati numerici: 12 milioni di metri cubi di ghiaia comporterebbero un traffico di 900 camion al giorno, mezzi che produrranno un inquinamento atmosferico 30 volte superiore a quello delle automobili. I dati sull’inquinamento dell’aria diventano grafici capaci di dimostrare scientificamente i gravi rischi per la salute tra cui la silicosi e il cancro.

Cesare Volpi

Dante Pini, Presidente della Sezione dei Castelli di Italia Nostra, impegnata dal 2006 in azioni di contrasto al PIAE, ha evidenziato due concetti: il primo, quello di “bene comune” il cui nome deriva da “dono” ricevuto da altri, che noi dobbiamo lasciare alle future generazioni. Il secondo concetto è quello della “responsabilità” che significa dover rispondere di qualcosa. I futuri conflitti tra la voglia di sfruttare i beni comuni e la necessità di tutelarli dipendono da questa responsabilità.

Dante Mazzi ha ribadito la necessità di portare tutte queste problematiche fuori dai confini comunali, dal momento che i rischi di inquinamento di acqua e aria riguardano tutti i cittadini della Provincia: i pozzi di Hera presenti nelle cave di San Cesario (polo 8) servono anche gli acquedotti di Modena, Formigine e Castelnuovo. Oggi ci sono 50.000 appartamenti vuoti, per realizzare nuove strade si usano materiali alternativi, l’unico motivo per cui la Cispadana si progetta in materiale ghiaioso risiede nei bassissimi oneri di escavazione, fermi a 0,57 centesimi di euro a mc.

Luciano Rosi ha sottolineato che in queste cave l’area di rispetto dei pozzi acquiferi si estendeva per 200 metri di raggio, impedendo le escavazioni per dodici ettari e mezzo nel polo 8, fino a quando il Comune non ha modificato i criteri passando da 200 a 20 – 30 metri di rispetto. La richiesta è quella di reclamare l’utilizzo dei criteri precedenti, ripristinando l’area di rispetto dei pozzi a tutela le falde.

a destra, Fabrizio Odorici

I Comitati “Tutela Territorio di Savignano” e “No alle cave” di Piumazzo, per voce dei rispettivi presidenti, Cesare Volpi e Enzo Rubbiani,  hanno riportato la loro esperienza nata da un piccolo gruppo di persone che poi ha portato alla partecipazione di tutti i cittadini e ai risultati ottenuti.

“Anche se il PIAE è già stato approvato – ha detto Volpi – dobbiamo fermarlo. A Savignano il Piae si è fermato. A Piumazzo si è ottenuta la riduzione di quasi la metà dei volumi previsti per le future escavazioni”.

“Le dimensioni del futuro frantoio – ha sottolineato Rubbiani – fanno pensare che le escavazioni non si esauriranno tra dieci anni, ma avranno tutto l’interesse per proseguire per altri 50 anni, riducendo le nostre abitazioni a delle isole circondate da ogni lato da profondi crateri. Per questo è importante continuare ad opporci”.

pubblico ad Altolà

E’ stato spesso evidenziato quanto l’interesse economico di pochi cavatori sia nettamente in contrasto con l’interesse pubblico di tutela del territorio. Le nuove escavazioni, infatti, produrranno un danno irreversibile che solo attraverso il lavoro di comunicazione di associazioni e comitati viene reso noto ai cittadini ignari: è disarmante constatare quanto ancora da parte delle amministrazioni sia stata celata la pericolosità delle nuove escavazioni.

Una serata di notevole qualità scientifica, con interventi di alto livello che non hanno lasciato indifferenti i partecipanti, al punto che numerosi cittadini, terminata l’assemblea, hanno lasciato i loro recapiti ed hanno deciso di restare in contatto fra loro.

Ad Altolà le basi per un nuovo comitato sono state gettate, per un nuovo piccolo avamposto che si va costruendo contro la distruzione del nostro territorio e contro le decisioni dei politici al potere, prese senza il consenso dei cittadini e addirittura contro il loro parere e il loro interesse. (Paola Forghieri)

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,





Visite: 240 - 2 commenti
Motoclub Motopantegane

Articoli correlati:

Commenti

comments

0 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 100 votes, average: 0,00 out of 10 (0 voti, media: 0,00 su 10)
Devi essere un utente registrato per votare questo articolo.
Loading ... Loading ...

2 risposte a Nascerà un nuovo comitato “No Cave”?

  1. 22 marzo 2010 at 14:48

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Solo pochi decenni fa l’allora PCI per dimostrare la sua piena legittimità a dirigere la nazione governava l’Emilia Romagna come esempio positivo di buona amministrazione. Mentre i “ palazzinari” saccheggiavano Roma, a Bologna si predisponevano piani regolatori per il recupero del centro storico e i nuovi quartieri sorgevano in modo ordinato con verde e servizi per i residenti. Anche le scelte più impopolari venivano discusse e condivise da migliaia di militanti e cittadini.
    Ora i partiti di massa non ci sono più e nel caso specifico dell’iter di approvazione del PIAE l’attuale gruppo dirigente del PD modenese non è riuscito mai a coinvolgere né i propri militanti né tanto meno i cittadini. Così questo ulteriore scempio al nostro territorio arrecato dall’approvazione del PIAE è stato compiuto dal solo PD contro tutto l’arco costituzionale dei partiti, contro buona parte della comunità scientifica che ha più volte segnalato i pericoli per la popolazione, degli scavi, contro migliaia di cittadini che hanno mostrato il loro dissenso in modo civile e democratico . Ci chiediamo: si può svendere il territorio che è patrimonio di tutti a colpi di maggioranza con il solo sostegno della lobby dei cavatori-costruttori ?
    Lobby che è intervenuta costantemente quasi a sostituirsi all’azione politica con costosi sondaggi e acquisizione di pagine di giornali locali. Attività questa ovviamente legittima, ma ancor più legittima sarebbe se l’Italia fosse un paese più civile, dotato di Class Action e di una legge trasparente sul finanziamento dei partiti. La serata dell’Altolà nel comune di San Cesario era stata indetta per svolgere un sacrosanto diritto di controllo poiché:
    a) i ripristini delle cave come tutti possono constatare, nella maggioranza dei casi, contravvenendo ai dispositivi di legge, non sono stati effettuati.
    b) Le opere di compensazione sono per noi una palese ingiustizia, perché se al posto di un miserevole 0.57 euro per metro cubo per oneri di escavazione si pagassero alle nostre amministrazioni ciò che negli altri paesi europei viene pagato (5 o 6 volte tanto), non ci sarebbe bisogno di aspettarle. Opere di compensazione che, nonostante ciò nella maggioranza dei casi , non sono state effettuate contravvenendo agli accordi presi.
    c) I controlli da parte della provincia non sono stati efficienti se si leggono a tal proposito le dichiarazione del proprietario del frantoio dell’Altolà.
    La serata dell’Altolà ha evidenziato per la qualità degli interventi e, per l’alto numero dei presenti, la necessità del formarsi di una nuova classe dirigente come è avvenuto a Savignano dove si è costituita una nuova maggioranza e nei comuni interessati dal prelievo di ghiaia dove liste civiche stanno svolgendo un impegnativo lavoro democratico di controllo. Per questo chiediamo ai cittadini di partecipare”.

    Comitato piumazzese NO ALLE CAVE

  2. 24 marzo 2010 at 13:41

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Il PIAE, piano estrattivo 2008-2017 approvato dalla Provincia, prevede nel giro di 3 anni il monitoraggio di tutta l’attività di scavo svolta su scala provinciale in collaborazione con ARPA-Modena. Accogliamo quindi con favore la decisione del Comune di San Cesario di aderire, come non aveva mai fatto in precedenza, all’accordo con l’U.C.C.I. provinciale per la gestione di vigilanza in cava, sollecitato a più riprese nell’ultimo triennio dal nostro schieramento di centro destra. Era infatti un controsenso che il comune più scavato di tutta la provincia di Modena, cioè San Cesario, non adottasse questo tipo di controllo che si avvale di ispettori provinciali e al quale regolarmente si sottopongono tutti gli altri comuni interessati dal fenomeno cave. Alla fine siamo stati ascoltati e anche se il sindaco dichiara che sono state effettuate verifiche e comminate sanzioni, tra l’altro molto poche e di entità esigua che non stanno a significare come tutto proceda regolarmente, l’accordo sottoscritto servirà soprattutto a non prestare più il fianco da una parte o dall’altra. Il sindaco ha dichiarato che non ci sono pericoli per le falde, anche se purtroppo a San Cesario si è scavato a falda affiorante nei laghetti di Sant’Anna, come pure ha scongiurato pericoli per i 6 pozzi dell’acquedotto di Hera. Noi confutiamo che per raggiungere il risultato si sono semplicemente modificati i limiti di soglia, riducendo da 200 metri a 30 metri di raggio le aree di rispetto attorno ai vulnerabili pozzi del sistema acquedottistico modenese, dove non si può scavare, né concimare, né edificare. Primo e pessimo esempio di modifica a livello regionale di criteri che reggevano da decenni, autorizzato su sollecitazione del Comune di San Cesario chiaramente per riaprire ambiti estrattivi tenuti chiusi e che ora ritornano in ballo. Ci sembra inutile dichiarare che per quanto riguarda San Cesario il nuovo PIAE sia stato ridotto del 25%, quando di fatto vengono autorizzati anche i residui dei piani precedenti e a San Cesario si potranno scavare 3.259.929 metri cubi di ghiaia complessivi, senza che il Sindaco si sia opposto come gli avevamo richiesto. Ma siamo preoccupati anche per quanto si sta profilando all’orizzonte con la realizzazione della circonvallazione-est, che avverrà in modo gratuito da parte di Società Autostrade. Manca il “terreno di campagna” per realizzare i terrapieni lungo l’asse viario, a difesa dalle polveri fini PM10, e quindi temiamo che Cava Ghiarella, che si trova in linea di confine con l’autotrada, venga riaperta allo scopo fornendo un alibi all’attuale “presunta” mancanza di materia prima. L’ipotesi inchioda il sindaco alle sue responsabilità, compresa quella di avere tergiversato alla stregua dei suoi predecessori sul trasferimento dei frantoi dal fiume, che intanto proseguono la loro attività dove lo stanno facendo da decenni. Il PDL-Lega Nord non si stancherà mai di dire che il PIAE a San Cesario ha creato ad arte i presupposti per scavare non solo nel prossimo decennio, ma in tutti quelli a seguire, visti gli impianti estrattivi di nuova generazione che verranno installati nel “triangolo maledetto delle cave”, cioè quello tra San Cesario, Piumazzo e Savignano”.

    Luciano Rosi – Capogruppo PDL-Lega Nord di San Cesario

Lascia un Commento

INFO SUL BLOG

Il n° di visite è calcolato dal 19/12/2010 ad oggi.

La Redazione non è tenuta a dare spiegazioni sui commenti non approvati.

I commenti approvati non saranno più rimossi.

Ci seguono su Facebook:

In linea

  • 0 Utenti.
  • 4 Ospiti.

Statistiche Blog

  • Totale utenti registrati: 610
  • Totale articoli: 2641
  • Totale commenti: 6455

Invita un amico!

Nome*:

E-Mail*:

Destinatario: