Un nuovo comitato: “Soccorso al Territorio”

21 aprile 2010
di
Frantoio

Frantoio

La sera di lunedì 20 aprile, presso la Sala Civica dell’Altolà, si è costituito un nuovo comitato: “Comitato di San Cesario Soccorso al Territorio”.

Hanno partecipato alla riunione una trentina di cittadini del Comune di San Cesario e della frazione dell’Altolà preoccupati per l’intensa attività estrattiva, in particolare per l’allargamento del Polo 10 (che dal Comune di Savignano arriverebbe ad interessare anche l’Altolà) e per il posizionamento di un nuovo frantoio accanto al bacino irriguo del polo 9 (interamente collocato nel comune di San Cesario). Le preoccupazioni emerse durante la riunione riguardano principalmente i rischi ambientali causati dall’attività estrattiva, come il possibile inquinamento delle falde, o la loro impermeabilizzazione e l’aumento della circolazione dei camion per il trasporto della ghiaia. I cittadini si chiedono, poi, come verranno riqualificate le cave una volta terminata l’attività estrattiva e gli eventuali costi per la manutenzione.

Il Comitato, per questo costituitosi, si è posto l’obiettivo di monitorare e tutelare il territorio al fine di salvaguardare la salute e la qualità di vita degli abitanti. Per fare ciò si impegnerà ad adottare ogni iniziativa utile ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, non rivolgendosi solo ai cittadini, ma anche agli organi istituzionali preposti all’amministrazione e al controllo dell’ambiente.

Con il “Comitato di San Cesario Soccorso al Territorio” si aggiunge un altro comitato alla lista di quelli già attivi sul territorio, un segnale sicuramente positivo a fronte della crisi di partecipazione civico- politica che emerge da vari indicatori, primo fra tutti: l’affluenza alle urne.

Le democrazie rappresentative sono in crisi, le grandi ideologie – politiche e religiose – in cui ci si identificava sono cadute e la conseguenza di ciò è una progressiva individualizzazione. I cittadini hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni, non si sentono sufficientemente rappresentati e tutelati, avvertono la politica come qualcosa lontano da loro e per questo se ne disinteressano.

Già nel 1840, il filosofo e politico Alexis de Tocqueville, chiedendosi in che modo si può stimolare la capacità dei cittadini a essere effettivamente attivi politicamente e socialmente, evidenzia i vantaggi derivanti dalle libere associazioni per i sistemi sociali democratici: “Nei paesi democratici, la scienza dell’associazione è la scienza madre, il progresso di tutte le altre dipende dai progressi di questa. Tra le leggi che reggono le società umane, ve n’è una che sembra più precisa e più chiara delle altre. Perché gli uomini restino civili, o lo divengano, bisogna che tra loro l’arte di associarsi si sviluppi e si perfezioni, nella stessa proporzione in cui aumenta l’uguaglianza delle condizioni” (La Democrazia in America, parte seconda, Cap. V)

La democrazia, oggi, dovrebbe orientarsi verso una rivitalizzazione del capitale sociale e ciò è possibile anche attraverso il civismo inteso come un’aggregazione di cittadini, diversa dalla forma partito, che unendosi collabora a preservare e gestire i beni comuni della collettività. (Antonia Pini)

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4 risposte a Un nuovo comitato: “Soccorso al Territorio”

  1. Ivan Setti
    23 aprile 2010 at 22:00

    Quando nasce un comitato ci si chiede il perché.
    Quando ne nascono una decina sempre sull’argomento della tutela tel territorio nel raggio di dieci km cosa ci si deve chiedere?

    Io non voglio mai essere cattivo, è difficile per me concepire la cattiveria stessa, quindi perdonate le mie considerazioni se alzo un po’ la voce.
    L’altra sera arrivo in commissione urbanistica a Castelfranco e l’assessore Vigarani disquisisce con il consigliere Santunione sugli eventuali controlli nel piano coltivazione (lo chiamano così) delle cave di Piumazzo. Non entro nel merito della discussione tra i due ma su una frase, per me significativa, dell’assessore
    “Silvia è chiaro che faremo seriamente i controlli perché sappiamo benissimo che son capaci di scavare in un mese il quantitativo di dieci anni”
    Massimiliano!!!
    Io sono allibito!
    La gente a Piumazzo ti ha sempre voluto bene e mi spiace moltissimo che in parte non sia più così, però cerca di capire!
    In una frase hai ammesso di sapere, tu assessore responsabile di questa voragine, che i cavatori non rispettano le regole, che cercano di violare la legge, che fanno porcherie, che non sono affidabili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Perchè allora gli concedi, insieme agli altri tuoi colleghi, il diritto di devastare se pensi ciò?
    E’ con il cuore a pezzi che da quasi due anni seguo tutta questa faccenda e ormai non si ricuce più

  2. Mazzini
    23 aprile 2010 at 22:13

    Leggo anche questo intervento e non posso evitare di intervenire: sono due anni che lei ha a cuore il “problema territorio”, ma purtroppo nè lei, nè la Silvia da lei citata e nè alcuno del Vostro gruppo ha “sprecato” una parola per l’iniziativa referendaria. Ripeto ancora una volta ciò che ho scritto altre volte: ma un movimento che nasce in opposizione alle cave che non sostiene un referendum contro le cave è davvero contro le cave? Scusate la ripetizione, ma così si capisce. E poi, un movimento contro le cave che accetta e sembra addirittura affidi il suo timone al Signor Turci favorevole alle cave, che approvò il vecchio PAE, è davvero contro le cave?
    Vede Signor Setti, la gente guarda questi “piccoli” particolari e riflette, anzi, dovrebbe riflettere.
    Nulla di personale e la saluto.

    Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe Mazzini

  3. nene
    24 aprile 2010 at 01:27

    Caro Sig. Mazzini
    vedo che insiste sulla questione del referendum.
    Mi era sembrato di aver letto tempo fà spiegazioni al riguardo che cerco di ripetere:
    I referendum a Castelfranco possono essere solo “propositivi”
    cioè hanno lo stesso valore LEGALE di una raccolta firme come il Comitato NO alle CAVE fece a suo tempo (oltre 4.000), come una interrogazione, o come la raccolta firme di almeno 200 cittadini che possono imporre la discussione di un argomento in consiglio comunale.

    Chiaramente hanno un valore POLITICO completamente diverso.

    In compenso hanno un costo enorme in termine di energie da impiegare: si devono raccogliere 2.000 firme per ogni referendum e poi si devono portare a votare il 50% + 1 dei Cittadini aventi diritto quindi un impegno ed un costo da campagna elettorale.
    Con l’aria che tira credo sia piuttosto difficile raggiungere il quorum.
    Non avendo letto bene lo Statuto e il Regolamento al riguardo non mi aspettavo una bocciatura dei due referendum per me fondamentali (Cave e Ospedale) e, se i principi ispiratori delle motivazioni dei Garanti sono corrette (cioè si può discutere solo su cose in cui non c’entrino enti terzi tipo Provincia , Regione ecc.)vuol dire che possiamo pensare di poter fare referendum su cose fondamentali tipo il colore del municipio o cose di questa rilevanza.
    Il Comitato e la Lista non sono decisamente grandi comunicatori ma Le garantisco che stanno lavorando con strumenti poco mediatici ma , speriamo, concreti (Procura, Prefettura, Corte dei Conti, ricorso al Presidente della Repubblica, osservazioni ai POC ecc.).
    Per quanto riguarda “il timone” credo proprio che la Sua ipotesi sia (per usare un eufemismo) almeno azzardata.

    Piccolo sfogo:
    l’atra sera all’Altolà ho sentito fare i complimenti al Sindaco di S.Cesario sul fatto che lui, contrariamente al Sindaco di Castelfranco , ha il coraggio (anche se non i risultati) di parlare con i suoi Cittadini di Cave anche se non è proprio riuscito, nonostante diverse sollecitazioni, a rispondere a due domandine piccole piccole fatte da una persona che si definiva vecchio e “con la 5a elementare”. Le domande erano : ma a noi chi ce lo fà fare a lasciare distruggere il nostro territorio? Ma a noi cosa rimane?
    Poi si chiedono perchè nascono i Comitati!

    saluti nene

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