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Ciclabile per Castelfranco: perché non considerare anche un’altra strada?

L’Amministrazione ha da tempo previsto la realizzazione di una ciclabile verso Castelfranco a spese dei cavatori di cava Solimei per un importo pari a circa 58’000 euro. Una pista ciclabile che attendiamo dal 2005, lunga circa 740 mt, che dovrebbe collegare via Ghiarella a via Solimei seguendo un tracciato, ottima idea, proprio a ridosso della circonvallazione.

Il nostro gruppo consiliare ha presentato un ordine del giorno per il prossimo Consiglio comunale dove si chiederà all’Amministrazione di rivedere tale previsione a favore di un collegamento ciclabile lontano dalla circonvallazione e parallelo alla via Loda (strada provinciale n. 14). A fronte dei numerosi e tragici incidenti verificatisi negli ultimi anni, nel 2006 i Comuni di Castelfranco e San Cesario formularono alla Provincia una serie di proposte di interventi per la messa in sicurezza della strada, nel tratto compreso tra gli svincoli della tangenziale di Castelfranco ed il cavalcavia dell’autostrada a San Cesario. Tra le proposte figurava un collegamento ciclopedonale parallelo alla via Loda, da via Liberazione fino a via Castelleone. Quell’ottima proposta, purtroppo, si è persa nel nulla. Noi però intendiamo rilanciarla nonostante l’Amministrazione appaia ormai orientata per il tracciato via Ghiarella/via Solimei.

La bella ciclabile di via Viazza, ideale per il cicloturismo, immersa nella campagna lungo il Canal Torbido non può rimanere l’unico collegamento ciclabile per Castelfranco anche perché dal punto di vista della mobilità ha risolto poco. Le piste ciclabili non dovrebbero infatti essere solo la delizia di ciclisti e ambientalisti ma piuttosto una strategia per contrastare l’utilizzo delle automobili. La provinciale è trafficatissima, le persone che ogni giorno vi rischiano la vita in bici sono tante e spesso non scelgono le due ruote per “spasso” o coscienza ecologica ma perché non hanno altra alternativa per raggiungere il posto di lavoro o i servizi di Castelfranco.

I “pirati della strada” sembrano loro perché arrecano intralcio, fastidio e pericolo alle auto o ai camion che sfrecciano lungo una strada stretta, senza banchine, fra le più pericolose e trafficate della Provincia. Per la mobilità sostenibile, la strada da percorrere è ancora tanta.

Sabina Piccinini – capogruppo lista civica Nuovo San Cesario