La carbonara blog

Cosa NON succede a Manzolino?

E’ passato un mese dall’ultima volta che abbiamo dato “voce” ai “Cittadini di Manzolino”, che denunciarono su questo blog (e poi anche sulla stampa) una situazione di estremo disagio per gli abitanti (ben oltre i 1.000) della seconda frazione di Castelfranco Emilia, a causa dell’impraticabilità del sottopasso di Via Molino Dolo, perennemente allagato da giugno 2013, con il sole e soprattutto con la pioggia, al punto da impedire il più rapido collegamento con il capoluogo, volendo andare a piedi o in bicicletta, a meno che non ci si munisca di pinne (fucile) ed occhiali (leggi: http://www.lacarbonarablog.it/?p=28838). E c’è chi, rassegnato, lo fa davvero …
Un mese dopo, per restare in tema di ponti e potendo invocare la benevolenza di Tutti i Santi, alla vigilia del ponte santo e morto del 1° e 2 novembre, decido di tornare a trovare i “Cittadini di Manzolino”. L’appuntamento è davanti alla sede Arci, “una sede che ci stiamo comprando da soli”, così esordiscono, nel principale Viale d’accesso al paese, dove niente passa inosservato, anche quello che – purtroppo – non succede a Manzolino.

Arrivo con la certezza di trovarmi dinnanzi ad una situazione sanata, quella dei ponti allagati, trascorsi ben 30 giorni e confidando nella bontà delle promesse fatte dall’Amministrazione Comunale due mesi or sono (era la fine di agosto 2013) tramite “due biglietti di scuse”, così come mi raccontano i “Cittadini di Manzolino”: “uno attaccato all’edicola del paese e uno al bar dell’Arci, uno più ‘prostrato’, l’altro un po’ meno. Entrambi riportavano le scuse del Comune per il disagio arrecatoci e allo stesso tempo ci comunicava che in attesa delle procedure amministrative per l’affidamento dei lavori avrebbe effettuato ‘interventi mirati, puntuali e tempestivi per consentire comunque l’utilizzo in sicurezza di quel sottopasso’… Ebbene, un mese dopo, successivamente alla nostra denuncia sul blog (pura coincidenza, ovviamente, ndr), vennero ad aspirare l’acqua, “tamponando” soltanto il problema, perché infatti – come da copione – si è subito riproposto. Quindi, dopo altri 30 giorni, ecco che il Comune di Castelfranco ritorna e, per mezzo dei Vigili, risolve con ‘tempismo ed efficacia’ il problema del sottopasso allagato di Via Molino Dolo (vedi foto): praticamente mettendo un altro cartello, stavolta su una transenna, per comunicarci che… il ponte è allagato! I Cittadini di Manzolino ringraziano per la sensibilità dei nostri amministratori, dimostrando in quale considerazione ci tengono. Quando poi succederà che verranno a chiederci il voto, molto probabilmente metteremo le transenne anche noi!”.
Personalmente non posso far altro che constatare (con i miei occhi) e tornare a denunciare pubblicamente (con il nostro blog) la medesima situazione, offrendo ancora una volta un megafono ai “Cittadini di Manzolino”, con i quali ho trascorso un piacevole pomeriggio a parlare di Manzolino “a tutto campo”, con tanto di “tour” guidato, per calarmi il più possibile “dentro la notizia”.
La prima “sensazione” che mi sento di riferire è un raro sentito senso di “Accoglienza” che, rispetto ad altre, contraddistingue in modo particolare questa Comunità. “A Manzolino vince la coesione, l’unità… – mi dicono i “Cittadini” – Siamo sempre tutti d’accordo: se c’è una festa, da noi non importa chi organizza, si va tutti insieme”.
Il Manzolinese allarga le braccia e accoglie, non le incrocia mai… Nemmeno quando è arrabbiato… Mi viene da dire che “si arrabbia con il sorriso”: pare accettare di buon grado quel che suo malgrado gli capita, pur “dicendo la sua”, ma sempre mantenendo un certo tono, da vero signore… Infatti, c’è chi con il sorriso continua a farsi i suoi 3 km di corsa quotidiani verso Castelfranco, tirandosi su i calzoni per passare comunque sotto quel “ponte allagato”, anche se si bagna le scarpe, perché ormai conosce a memoria la profondità di quel “laghetto”, perciò si “tuffa”, si adatta… Perché alla sua corsa quotidiana non rinuncia, testardo come un mulo… Non ha nessuna intenzione di cambiare il suo percorso di sempre sotto il cavalcavia in mezzo alla campagna, con il treno dell’Alta Velocità sulla testa, con quell’altro (l’unico ufficialmente “praticabile” per arrivare nel capoluogo) che invece è tutto asfalto e smog, niente affatto sicuro per le sue scarpe da ginnastica, oltre che più lungo… “Mi bagno i piedi? E che posso farci?!”, mi dice “con il sorriso”.
C’è chi, Manzolinese di adozione, si presenta con fierezza come “Cittadino di Manzolino doc”, perché sta qui da 40 anni e qui si dedica con passione alle attività pomeridiane dei più giovani, seguendoli sul campo da calcio comunale o dove c’è bisogno di lui. Perché lui “c’è”. C’è come tutti gli altri signori di Manzolino, disponibili, accoglienti come solo i “Cittadini di Manzolino” sanno essere, con quel modo tutto loro che… bisogna venirci per capirlo. Eppure oggi, dietro il solito sorriso, questi gentili signori non riescono a nascondere di essere davvero arrabbiati… Perché?
La seconda “sensazione” che mi sento di riferire è in linea con il loro modo di essere: questi signori sono sì arrabbiati per tutta una serie di cose concrete che di seguito elencherò, ma sono principalmente DELUSI… Ci sono rimasti male perché: “Abbiamo due consiglieri comunali di Manzolino – dicono – che però qui non vediamo mai e che per Manzolino… cosa hanno fatto? Li abbiamo eletti noi, sa? E non li abbiamo mai visti… Non stanno in mezzo alla gente… Uno lo vediamo solo la domenica in chiesa e basta. Mai che ci chiedano ‘come va’, ‘cosa c’è’, e MAI che ci dicano ‘bravi’ per tutto quello che di nostra iniziativa facciamo per la Comunità, da soli, senza che nessuno ci chieda di farlo… Vengono solo nel periodo elettorale o quando serve la terra per fare qualcosa che non è per Manzolino…”.
Ecco l’assist che aspettavo: parliamo allora del nuovo impianto fotovoltaico che sta sorgendo sul territorio di Manzolino, mica tanto lontano dal centro abitato… Si tratta di quindici impianti a terra per 2,8 Megawatt di potenza complessiva, nell’ex “Fondo Galasso”, in 13 ettari di terreno (ingresso da Via Morano fino a Via Case Nuove, indicato nel PSC come “ambito agricolo di valore paesaggistico”, anche se non coltivabile) di proprietà di un privato (Sorgea srl) per conto della Geovest srl di Finale Emilia, società a capitale pubblico che consorzia 11 Comuni (8 bolognesi e 3 modenesi). Castelfranco in tutto questo non c’entra: o meglio, c’entra solo concedendo il terreno, ma l’energia che qui verrà prodotta non sarà per Castelfranco.
La richiesta è stata fatta alla Provincia di Modena nel 2010 (titolare del procedimento è l’ing. Pedrazzi), pochi giorni prima che arrivasse lo Stop della Regione sugli impianti fotovoltaici da realizzare a terra (come questo e come l’altro di Castelfranco, di cui una parte si trova già a Manzolino). Passa il tempo… Il tempo di acquisire i necessari pareri (Arpa, Ausl, Comune, ecc.). Altro tempo per consentire le dovute osservazioni (anche al Comune di Castelfranco). Poi una sospensione per “modifiche non sostanziali” (a proposito: ma si può sospendere un procedimento per apportare delle modifiche dopo che è stata varata una legge che ne vieterebbe l’esecuzione a terra?) e la proroga di un anno, da parte della Regione, per via del Terremoto di maggio 2012 che rivoluziona un po’ tutte le cose. Tutto in regola, dal punto di vista tecnico e della trasparenza degli atti formali, a parte per i “Cittadini di Manzolino” ai quali (forse) una parolina “terra terra” la si poteva pure dire, tanto per informazione.
Invece no, nel totale silenzio-assenso di tutti, il 10 ottobre 2013 iniziano i lavori a Manzolino… Notizia recente, storia “antica”. Nessuno pare sapere niente di questo nuovo impianto fotovoltaico a Castelfranco (ma questa volta non per Castelfranco): né i Cittadini (che lo “imparano” dalla stampa e, prima ancora, notando camion e ruspe che si avvicendano per disboscare la zona di Via Morano), né l’amministrazione comunale, per stessa ammissione del vicesindaco e assessore all’Urbanistica Gianpaolo Zerri (leggi: http://www.lacarbonarablog.it/?p=29163).
Riassunto delle dichiarazioni istituzionali: “io non c’ero”, “io non c’entro”, “non mi ricordo chi c’era”, “diversamente non si poteva fare” (oppure, unica alternativa: pagare una fidejussione di 90 mila euro per smantellarlo, ma tra 20 anni, a fine contratto…). E… “che ci pensi la Provincia, è roba sua”. Peccato però che, chiedendo in Provincia, al Consigliere Provinciale del PDL Dante Mazzi (uno a caso, il più “certosino”), le “vaghe” dichiarazioni istituzionali locali (cioè di Castelfranco) vengono smentite (nella loro vaghezza) da atti ben precisi e di inconfutabile verità (a futura memoria), cioè da delibere (di Giunta) e da ordinanze o determine varie, reperibili da chiunque, anche dai vicesindaci che (può capitare) “non ricordano” o dai consiglieri – di maggioranza ma anche di opposizione – del consesso comunale interessato, con una semplice ricerca su internet nel sito della Provincia (ecco i link utili, soprattutto per i Cittadini che magari sono meno avvezzi di altri al reperimento di certe informazioni: http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=16&IDSezione=3902&id=92030; http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=5&IDSezione=4082&id=92025).
A questo punto, visto che sono qui “in tour”, mi portano a vedere il cantiere. Ci giriamo attorno… C’è movimento, ma si può anche accettare… I Cittadini di Manzolino non sono “contrari a priori” su questa cosa, lamentano solo il fatto che nessuno li abbia “coinvolti”… Magari dir loro qualcosa, tranquillizzarli, informarli. Invece… “Nessuno ci ha detto niente, – ribadiscono – Ci hanno abituati così, a non dirci nulla… Abbiamo pensato che ‘si poteva fare, se lo stavano facendo’… Ma cosa stavano facendo non lo sapevamo finché non abbiamo letto i giornali: allora ci siamo informati da soli… Ci saranno opere di mitigazione? Dicono di sì, meno male! Quali tutele per l’ambiente? Perché qui c’è l’acquedotto che porta l’acqua a Ferrara… Vede… Quello lì è un pozzo…Dovranno fare anche una strada… Perché l’impianto non è un blocco unico, una parte è in Via Morano, un’altra in Via Case Nuove, ci vorrà un collegamento tra i due? Ma soprattutto sono previste opere di compensazione? Quali? Possiamo noi “Cittadini di Manzolino” suggerire qualche intervento necessario per questo territorio che sta dando la sua terra… Possiamo?”.

Non lo so, ma ci possiamo provare…

I “Cittadini” iniziano così ad elencare cosa ci vorrebbe per Manzolino: e non me lo dicono soltanto, me lo fanno vedere.
Il nodo più dolente è la viabilità… “Per la sicurezza stradale non hanno fatto nulla. – spiegano – A Madonna dell’Oppio han messo dei segnali poggiati lì che con il vento cadono. In due settimane sono successi due grossi incidenti, c’è un incrocio pericoloso con una chiesetta, ma niente… Non hanno fatto niente… Manzolino è rimasto com’era 80 anni fa. A volte ci chiediamo se siamo sotto San Giovanni in Persiceto o sotto Castelfranco… A Gaggio hanno tutto, qui niente… Partiamo da certe disattenzioni evidenti a chiunque: come il cordolo color cemento della rotonda di Via del Villanoviano… E’ tutto disfatto, ma lo lasciano così. E in centro, a Manzolino, ci dovevano fare una rotonda che ancora stiamo aspettando… Intanto sull’incrocio tra Via Nazario Sauro, Via Manzolino Est e Via Gabriele D’Annunzio, le macchine passano a 120 all’ora… L’incrocio è quello dove di fianco c’è il Conad… Già, il Conad, anche questo doveva essere trasferito, se ne era parlato tre anni fa, con tre possibili zone dove avrebbe potuto essere dislocato e ampliato: una di fianco alla Posta (secondo noi la zona migliore…), una dietro al parco di fronte ai capannoni di via Mantovani dove adesso la Cartiera sta per andarsene, una nel parco dell’ex maglificio quasi di fronte alla chiesa di San Bartolomeo. Quest’ultima area era quella maggiormente accreditata, anche se avrebbe comportato l’eliminazione di un bosco e la chiusura di un canale. Legato a questo spostamento ci sarebbe l’edificabilità della zona, la realizzazione di un secondo campo sportivo per Manzolino e una serie di opere di riqualificazione del centro urbano, tra cui un giardino pubblico nell’attuale parcheggio… Ma niente, è tutto fermo… Resta tutto così” (in proposito, ricordiamo un nostro vecchio articolo pubblicato ad aprile 2010: http://www.lacarbonarablog.it/?p=4171).
“E la ciclabile di Via Molino Dolo… – continuano i “Cittadini” – Prima l’avevano fatta finire contro dei garages, poi se ne sono accorti e hanno cambiato il tracciato, ma c’è ancora l’omino dipinto per terra… come si fa a progettare così?… E poi è una ciclabile per modo di dire, perché non c’è segnaletica e ci passano anche le macchine… Una ciclabile c’era già ed era accanto alla vecchia ferrovia, dal momento che una volta era stato creato un passaggio per i camion che scaricavano la ghiaia in un magazzino, poi quel binario è stato tolto, ma il “fondo” è rimasto: una ciclabile c’era già, era già pronta ed arrivava dritta a Castelfranco… Ma no, troppo facile… Hanno voluto fare questa, che non è nemmeno finita”.
Il problema più impellente – sempre in tema di viabilità – riguarda però il quartiere più nuovo di Manzolino, “Madre Teresa di Calcutta” (dove c’è anche la RSA): “C’è un punto su Via Manzolino est, – mi fanno notare i “Cittadini” – in cui il pedonale si interrompe, perché c’è il fosso (che potrebbe essere tombato…). Questa interruzione impedisce di fatto l’unico percorso possibile per raggiungere in sicurezza, a piedi o in bicicletta, il centro di Manzolino per gli abitanti di 13 palazzine di recente costruzione (e in ogni palazzina ci sono 6-7 appartamenti: quindi stiamo parlando di circa 80 famiglie “a rischio”, ndr). La strada è stretta, è a doppio senso di circolazione, le auto vanno forte, c’è una semicurva, il pericolo è evidente (testato di persona: vedi foto, ndr). Ci passano tutti, per forza che ci passano, non c’è alternativa! Soprattutto le donne: mamme con i bambini nei passeggini o nelle carrozzine, che vanno al Conad a fare la spesa, o in chiesa o a scuola… Anche anziani… Chiunque voglia o debba raggiungere il centro a piedi ci passa: da quel quartiere non c’è altra strada, altrimenti sei tagliato fuori. Poco tempo fa è morta la suocera di un nostro amico, è stata investita da una macchina in corsa. Cosa aspettano a fare questo necessario collegamento?”
“La verità è che Manzolino è il fanalino di coda di Castelfranco: – ammettono sconfortati i “Cittadini” – ovunque hanno fatto qualcosa, qui no… Ci sono due parchi giochi per i bambini, uno in Via Nazario Sauro e uno dietro la Posta, tenuti bene dai cittadini, perché per il contenimento della spesa il Comune ha ridotto gli sfalci a due l’anno… Anche al giardino della scuola pensano i volontari: il Comune non ha incaricato nessuno per la manutenzione e quest’estate si è seccato tutto. La chiesa è ancora inagibile per il terremoto… Ma abbiamo avuto anche di peggio, sa, quando c’era la discarica e con l’aria di traverso si sentiva una puzza! In compenso adesso abbiamo i ponti allagati da tre mesi. Ogni tanto arriva il Comune e ogni tanto ci pensiamo noi ad aspirare, a nostre spese, con un amico contadino che ha un’autobotte… Ottocento quintali di acqua per quattro carichi, l’ultima volta… Abbiam vuotato quattro volte, ma poi è venuto a piovere e si è riempito un’altra volta…”.

I ponti allagati sono tre su quattro, non uno solo, come mi fanno notare. “Quelli più ‘usati’ sono due: in Via Molino Dolo/Via Canale, dove ci sarebbe anche la ciclabile, inaugurata prima delle elezioni di cinque anni fa e mai più toccata, manca un pezzo da asfaltare ma resta così…”.
Con tempestività, poche ore dopo aver scattato le foto qui pubblicate al sottopasso di Via Molino Dolo allagato e poi transennato, è intervenuto il Comune (la solita coincidenza… Ah già, c’erano le telecamere di sicurezza per il fotovoltaico lì di fianco…). Sopra questo ponte ci sfreccia veloce l’Alta Velocità, ora Italo-Treno, ora Trenitalia. Sotto c’è (anzi c’era…) la pozzanghera “naturale” che interrompe il collegamento ciclo-pedonale per Castelfranco città. Da un lato ci sono i pannelli fotovoltaici del mega impianto comunale (una parte qui, una a Gaggio, un’altra a Riolo) circondati da una porzione di terreno incolto mentre, dall’altro lato della strada, il terreno risulta in netto contrasto ben tenuto, con l’erba tagliata e che addirittura digrada su un laghetto “spontaneo” dove in questo momento stanno nuotando tre oche…
“Ce le abbiamo messe noi le oche… – raccontano i “Cittadini di Manzolino” con orgoglio quasi paterno… – Sono oche nostrane, quelle grosse, casalinghe, dovrebbero essere un maschio e due femmine… Anche all’erba pensiamo noi. Non stiamo a pretendere dal Comune, sappiamo che i soldi non ci sono per queste cose… Quindi ci pensiamo noi, per conto nostro… Veniamo qui, diamo da mangiare alle oche, tagliamo l’erba col trattore, puliamo il prato dalle erbacce, mettiamo a posto le piante… Il nostro sogno sarebbe di vederlo trasformato in un parco naturalistico, soprattutto per i bambini, un po’ come quello dei Laghetti di Sant’Anna… Sarebbe bello essere investiti ufficialmente della responsabilità di questo parco. Già ci lavoriamo tutto l’anno, in sei/sette volontari Arci e lo facciamo volentieri: non vogliamo essere pagati, ma non vorremmo che un domani succedesse qualcosa e qui ci costruiscono… Noi la domanda ufficiale per la gestione del parco l’abbiamo presentata… Speriamo…”.
Passiamo davanti ad un altro ponte, “quello che noi useremmo per andare a lavorare”, mi dicono… Siamo sempre in Via Molino Dolo, ma sotto a questo sottopasso proprio non ci si passa, il livello dell’acqua supera quello del precedente. “Qua non vengono mai ad aspirare… – spiegano i “Cittadini” – Perché ci sarebbe un fabbricato, lì di fianco, che dovrebbe contenere le pompe per aspirare l’acqua… Ma evidentemente c’è qualcosa che non funziona”. Il terreno circostante è però tenuto benissimo, “perché è privato, è della Contessa Ruffo della Scaletta, dalla ferrovia fino alla Via Emilia è tutta roba sua, degli eredi che però stanno a Roma”, come mi spiegano i signori Cittadini… Va bene per il prato, ma questo ponte non lo cura nessuno: chi ci deve pensare? La ferrovia, il privato che dà diritto di passaggio, il Comune… Boh… “Ognuno dice che è in carico dell’altro”, è la non risposta.
Al terzo ponte (anche questo allagato), manca la segnaletica luminosa (i soliti vandali…) e – mi dicono – sotto c’è una sorgente che fa affiorare l’acqua… E’ sempre allagato, eppure “qui ci passa sempre un signore a fare iogghing… Anche se è allagato, lui ci passa lo stesso… Perché per arrivare a Castelfranco, su Via del Villanoviano, sarebbe la strada più breve e più sicura. Ma ora è impraticabile, a meno che non si voglia andare a nuoto…”.

E infine c’è il quarto ponte al di là del Canale “Diolo”, l’unico accessibile, ma solo per i mezzi agricoli perché la strada non ha nemmeno un nome e si tratta di un sottopasso che porta… “da nessuna parte”.
Voltiamo “pagina” e andiamo al Campo Sportivo Comunale “Ravaldi”. “Da un anno chiedo di segare otto piante pericolose, ma nessuno mi ascolta… – riferisce preoccupato il custode (sempre un volontario) di questo campo – Sono alberi già secchi (vedi foto), ma se non vengono tagliati cadono da soli… qui giocano a calcio dei ragazzini, può diventare pericoloso… L’ho segnalato in Comune più volte… Un pioppo secco è già caduto con il vento e per fortuna non ha preso in testa nessuno… Per fortuna…”.

Un passaggio veloce davanti al cimitero: anzi, vicino, perché proprio davanti stanno facendo dei lavori e non si passa… “I lavori sono per la nuova palestra. – precisano i “Cittadini” – Perché la “Banca dello Sport” (non so cosa sia questa “Banca dello Sport”, ma “mi fido”, ndr) ha stanziato un milione di euro…”. Lì vicino c’è una tensostruttura – in principio utilizzata per le scuole terremotate – e adesso rimasta al servizio della cittadinanza (per cene, manifestazioni, ecc.). E c’è l’asilo, un po’ piccolo, ma restaurato tre o quattro anni fa. Meno male, iniziamo a trovare qualcosa che “funziona”!
Ci sono altre “cose belle” a Manzolino?, domando fiduciosa… “Abbiamo la pallavolo, il mini volley che sta per partire, il tennis-tavolo… – rispondono fieri i “Cittadini” – E la Banda Musicale più giovane della provincia! Insomma, quello che facciamo noi, che “auto produciamo”, è tutto bello… E’ da Castelfranco che non arriva niente!” Ma non avete avuto da poco una nuova scuola elementare? Chiedo… “Sì, dove una volta c’erano le case operaie di Via Gabriele D’Annunzio… – rispondono – Avevamo bisogno di una scuola nuova, ma non l’ha fatta il Comune: è arrivata dalla Regione, perché siamo terremotati”.
E ancora, aggiungo io, la nuova Residenza Assistita per Anziani “Parco della Graziosa”… Me la ricordo quando fu inaugurata in Via Madre Teresa di Calcutta, due anni fa (era il 24 settembre 2011), definita con orgoglio “il fiore all’occhiello di Manzolino”… “Sì, ma anche quella – continuano i “Cittadini” – non l’ha fatta il Comune … La struttura (tre piani su 2100 mq, ndr), dopo anni di stallo per mancanza di fondi (con conseguenti problemi di degrado e vandalismi, come per le case operaie poi demolite, ndr) si è potuta finalmente concludere grazie ad un lauto finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (913.000 euro, ndr), a un contributo (125.000 euro, ndr) della Regione e il resto (per arrivare a 3 milioni e mezzo di euro, ndr) ce l’ha messo la Fondazione Casarini-Camangi, per affidarla in gestione al Consorzio Kedos, con soltanto 20 posti accreditati dal Comune, altrimenti si paga più che in albergo: 95 euro al giorno!”.
Insomma, qualche cosa bella l’abbiamo trovata a Manzolino: adesso non stiamo a guardare se è nato prima l’uovo o la gallina e di chi è il pelo nell’uovo! Guardiamo al bicchiere mezzo pieno e speriamo che, magari in vista delle prossime elezioni amministrative (non manca poi tanto…), quel bicchiere si riempia fino all’orlo, per la soddisfazione di tutti… Anche solo per recuperare terreno, visto che proprio Manzolino, all’ultima tornata elettorale (politiche 2013) risultò il paese dove il Movimento Cinque Stelle guadagnò il massimo dei consensi, emergendo come il 1° partito, davanti all’inossidabile PD. E qualcosa vorrà pur dire…
Quindi, signori “Cittadini di Manzolino”, non disperate: può darsi che questo nuovo fotovoltaico (come per le cave di Piumazzo o come per il terremoto) possa tramutarsi in una “opportunità” per Castelfranco, in tutto e per tutti, e quindi anche per Manzolino che, sempre con il suo proverbiale sorriso, fa comunque bene a cogliere la sua di opportunità, continuando a lanciare cadenzati “ragli” di aiuto al capoluogo (diciamo ogni 30 giorni…), per richiamare quell’attenzione un po’ scemata, visto che “E’ dai tempi di Gnugnoli, unico sindaco di Manzolino (Adelmo Gnugnoli, sindaco di Castelfranco dal 1949 al 1951, ndr), che non si fa qualcosa per Manzolino!”, è l’ultima stoccata dei “Cittadini”, che però aggiungono quanto, ad onor del vero, “bisogna dare atto al sindaco Graziosi di aver fatto questa ‘bella’ ciclabile…”.
Concludo riferendo la terza e ultima “sensazione” della giornata: mi è parso che Castelfranco (il capoluogo, in senso lato) continui a dare poco alle sue frazioni… Anche solo “dare ascolto”.
Eppure ci vuole così poco… Per dirla “alla Crozza” quando fa la parodia di Renzi (irresistibile): “…La sinistra, signori miei, non sa più usare le parole: perché una caldaia (o un pannello fotovoltaico) non può scaldarti l’anima, ma solo la speranza dell’abbraccio di un mondo intero… Perché è finito il tempo di ‘onservare… Bisogna ‘onversare per durare, parlare, ma anche fare. E tra il dire e il fare c’è sempre il mare… Però bisogna amare il mare… Io so ascoltare, non ‘on l’orecchio, ma anche ‘ol ‘uore, perché io so’ vicino alle persone, ho usato il Calore, teniamola a mente ‘esta parola!” (Pralina dell’ovvio del 1° novembre 2013).

Alessandra Consolazione

ULTIM’ORA: Mentre sto per pubblicare questo articolo, mi telefona il “portavoce” dei Cittadini di Manzolino per riferirmi che proprio il giorno successivo al mio “special tour in Manzolino”, il 1° novembre (Ognissanti) il Comune ha provveduto ad “aspirare” l’acqua sotto il ponte di Via Molino Dolo. Ancora una volta “tamponando”. Ma si può, ogni trenta giorni circa venire ad… aspirare l’acqua? E, guarda caso, solo dopo la segnalazione? Non ci sarà forse, che so’, un altro modo per risolvere definitivamente questo caso dell’acqua sotto i ponti? Intanto… meglio che niente, ma quanto durerà visto che stanotte è copiosamente piovuto?

Alla prossima signori Cittadini di Manzolino, nella speranza di poter dare solo belle notizie per Manzolino!