La carbonara blog

Le scuole sono al sicuro?

Nel rapporto annuale sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’obbligo, materna, elementare e media (“Ecosistema Scuola 2012”) Legambiente definisce l’edilizia scolastica infrastruttura strategica per il nostro Paese. Bello, peccato che, per ora, trattasi solo di sogni di ambientalisti, la realtà è ben diversa: troppe sono le emergenze ancora irrisolte, pochi i passi avanti, ancor meno le eccellenze.

La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno di questo nostro Paese: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico.È questa la fotografia scattata su 96 capoluoghi di provincia: lo Stato ti obbliga ad andare a scuola dove non è garantita la sicurezza dell’edificio. Forse sei più sicuro a casa tua. Una vergogna.

Lo scorso 15 novembre in un’aula del Liceo Sigonio di Modena sono caduti calcinacci sui banchi durante l’ora di lezione, neppure due settimane dopo in un Liceo di Cagliari crolla un soffitto, due studenti e un’insegnante restano feriti, per fortuna non gravi. Vorrei capire quali sono le priorità di un Paese che non è in grado di garantire la sicurezza a chi frequenta una scuola? Quale messaggio riceve chi si trova a frequentare aule fatiscenti e ammuffite, sedie logore, banchi vecchissimi, sotto soffitti che fanno acqua, cornicioni che cadono a pezzi, estintori scaduti? Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici, al punto che, caso limite, nella provincia di Pisa i sindacati confederali ed autonomi della scuola sono stati addirittura costretti ad investire il Prefetto della delicata situazione di moltissime scuole. A Castelfranco il terremoto ha portato nelle casse del Comune finanziamenti importanti per la sicurezza delle scuole colpite ma anche la consapevolezza di vivere in una zona sismica.

Meglio non pensarci tanto la carica emotiva è venuta meno? Ma sì dai, non pensiamoci più al terremoto e tuteliamo la sicurezza degli studenti e del personale della scuola in modo costante e sistematico semplicemente perché è normale farlo. I bilanci sono in crisi? A maggior ragione facciamola divenire una priorità.

Le strutture scolastiche abbiano una manutenzione ordinaria e straordinaria degna dell’importante lavoro che in esse si svolge. Nessuno alunno, nessuna persona deve correre il rischio di veder compromesso il proprio lavoro, la propria sicurezza, la propria salute solo perché qualcuno ha svolto il proprio ruolo senza sentirne il peso morale.

Sabina Piccinini – Legambiente